
{"id":30377,"date":"2014-03-14T18:27:05","date_gmt":"2014-03-14T17:27:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30377"},"modified":"2014-03-16T16:48:17","modified_gmt":"2014-03-16T15:48:17","slug":"renzi-e-il-sindacato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30377","title":{"rendered":"IL SUSSIDIARIO: RENZI E IL SINDACATO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL NEO-PREMIER INTENDE INAUGURARE UN RAPPORTO NUOVO TRA GOVERNO E ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI E DEI LAVORATORI \u2013 IL SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI, DAL CANTO SUO, DEVE SAPER RIVENDICARE, COSTRUIRE E DIFENDERE LA PROPRIA AUTONOMIA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Pietro Vernizzi, pubblicata sul sito<\/em> ilsussidiario.net<em> il 10 marzo 2014. L&#8217;intervista \u00e8 stata pubblicata, con diverso titolo, anche da<\/em> Italia Oggi<em> del 12 marzo 2014\u00a0<!--more--><\/em><\/p>\n<p><strong>Renzi ha<\/strong> <strong>detto: \u201cAscoltiamo Confindustria e Cgil, Cisl e Uil ma decidiamo noi. Avremo i sindacati contro? Ce ne faremo una ragione\u201d. Come valuta questa dichiarazione?<br \/>\n<\/strong>Ascoltare tutti, soprattutto le associazioni maggiori, ma poi decidere autonomamente \u00e8 il dovere di qualsiasi Governo degno di questo nome. Intendiamoci: sarebbe sbagliata qualsiasi sottovalutazione del ruolo importantissimo delle grandi associazioni imprenditoriali e sindacali, come luoghi di partecipazione e di elaborazione del consenso; ma non mi sembra che questo sia il rischio che corre il Governo Renzi.<\/p>\n<p><strong>Non pensa che Renzi stia proprio sottovalutando il ruolo delle associazioni imprenditoriali e dei<\/strong> <strong>sindacati, l\u2019autonomia del sistema delle relazioni industriali?<br \/>\n<\/strong>Se le cose andranno come spero, i provvedimenti del Governo Renzi restituiranno al sistema delle relazioni industriali l\u2019autonomia che esso ha perduto negli ultimi decenni. Va proprio in questa direzione il Codice semplificato del lavoro, alla cui messa a punto stiamo lavorando molto intensamente, e che in molte materie allargher\u00e0 gli spazi della contrattazione collettiva applicando il principio di sussidiariet\u00e0. Va nella stessa direzione la legge sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, a cui pure stiamo lavorando, che si limiter\u00e0 a una funzione di regolazione della materia l\u00e0 dove gli accordi interconfederali non arrivano. In questo modo si volter\u00e0 pagina rispetto a un modello sbagliato di relazioni industriali, basato sulla negoziazione tra Governo, sindacati e associazioni imprenditoriali dei contenuti di una legge molto, troppo intrusiva.<\/p>\n<p><strong>Bonanni ha risposto a Renzi: \u201cNon faccia l\u2019errore di fare di tutta un\u2019erba un fascio. Ci sono sindacati e sindacati, come ci sono politici e politici. Tolga i paraocchi\u201d. E\u2019 d\u2019accordo con il segretario della Cisl?<br \/>\n<\/strong>Sono d\u2019accordo con Bonanni se vuole sottolineare il fatto che su tutte le grandi scelte, in materia di relazioni industriali, dagli anni \u201950 in poi, la Cisl ha compiuto la scelta rivelatasi poi quella giusta: dall\u2019opzione a favore della contrattazione aziendale negli anni \u201950, all\u2019accordo di S. Valentino del 1984 sulla scala mobile, all\u2019opzione per uno spostamento verso i luoghi di lavoro del baricentro della contrattazione collettiva nei due decenni successivi, fino alla vicenda Fiat del 2010. La Cgil non ha ancora fatto la necessaria autocritica per quel \u201cno\u201d al nuovo piano industriale di Marchionne, che se avesse prevalso avrebbe significato la perdita di migliaia di posti di lavoro di prima qualit\u00e0. Non sarei d\u2019accordo, invece, se Bonanni volesse dire qualche cosa d\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Che cosa, precisamente?<br \/>\n<\/strong>Se Bonanni mirasse a instaurare un rapporto privilegiato tra il Governo e la confederazione da lui guidata. Il ruolo del Governo e quello del sindacato non devono mescolarsi o sovrapporsi: sono due ruoli molto diversi, che devono svolgersi in piena autonomia l\u2019uno dall\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 il rischio che Renzi confonda il superamento della logica concertativa con la negazione del ruolo svolto dai sindacati?<br \/>\n<\/strong>L\u2019equilibrio giusto, in questa materia delicata, non \u00e8 sempre facile. Ma penso che una persona con l\u2019intelligenza di Matteo Renzi non faticher\u00e0 a trovarlo.<\/p>\n<p><strong>Renzi polemizza con la Camusso ma apre a Landini. Qual \u00e8 il senso di questa operazione?<br \/>\n<\/strong>Non c\u2019\u00e8 dubbio che tra il Presidente del Consiglio e il leader della Fiom ci sia una corrente di simpatia personale. Per\u00f2 tra i due c\u2019\u00e8 anche un profondo dissenso in materia di politica del lavoro: per cui mi sembra che eventuali convergenze tra loro possano essere soltanto tattiche.<\/p>\n<p><strong>Storicamente i sindacati italiani sono stati in grado di assumersi responsabilit\u00e0 anche difficili, o si sono limitati a porre freni e vincoli?<br \/>\n<\/strong>Come ho detto prima, nell\u2019ultimo mezzo secolo su molte delle scelte cruciali la Cisl \u00e8 stata pi\u00f9 lungimirante della Cgil. Ma in alcuni casi, come nella svolta dell\u2019EUR del 1977 e negli accordi tripartiti del 1992 e del 1993 con i Governi Amato e Ciampi, anche la Cgil ha saputo fare per intero la sua parte.<\/p>\n<p><strong>Quando conta oggi l\u2019associazionismo, anche sindacale, per non lasciare soli lavoratori, pensionati e disoccupati?<br \/>\n<\/strong>Conta ancora moltissimo. Ma \u00e8 il mestiere del sindacato che \u00e8 un po\u2019 cambiato: non consiste pi\u00f9 tanto nel rivendicare standard minimi di trattamento inderogabili, bens\u00ec nel guidare i lavoratori, azienda per azienda, nella valutazione del nuovo piano aziendale e, se la valutazione \u00e8 positiva, guidarli nella contrattazione della scommessa comune con l\u2019imprenditore. Una contrattazione che, se vogliamo aumentare la nostra attrattivit\u00e0 nei confronti delle grandi multinazionali, deve saper essere a 360 gradi.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<br \/>\n<\/strong>Perch\u00e9 una multinazionale che d\u00e0 lavoro a centinaia di migliaia di persone in giro per il mondo \u00e8 nel suo buon diritto quando, progettando un nuovo insediamento produttivo in Italia, chiede di non essere costretta ad applicare un contratto nazionale stipulato a un tavolo a cui essa non ha partecipato, da altre imprese che magari applicano tecnologie e modelli organizzativi arretrati e hanno un malinteso interesse a ostacolare l\u2019ingresso nel settore di un\u2019impresa pi\u00f9 moderna ed evoluta. Non dimentichiamo che l\u2019organizzazione del lavoro a cui si ispirano i nostri contratti collettivi nazionali \u00e8 per lo pi\u00f9 ancora quella della prima met\u00e0 degli anni \u201970.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL NEO-PREMIER INTENDE INAUGURARE UN RAPPORTO NUOVO TRA GOVERNO E ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI E DEI LAVORATORI \u2013 IL SISTEMA DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI, DAL CANTO SUO, DEVE SAPER RIVENDICARE, COSTRUIRE E DIFENDERE LA PROPRIA AUTONOMIA Intervista a cura di Pietro Vernizzi, pubblicata sul sito ilsussidiario.net il 10 marzo 2014. 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