
{"id":30386,"date":"2014-03-14T18:11:54","date_gmt":"2014-03-14T17:11:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30386"},"modified":"2014-03-16T16:48:48","modified_gmt":"2014-03-16T15:48:48","slug":"sbagliato-non-ascoltare-i-sindacati-ma-devono-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30386","title":{"rendered":"LINKIESTA: SBAGLIATO NON ASCOLTARE I SINDACATI, MA DEVONO CAMBIARE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">QUESTO METODO PU\u00d2 DARE UNA MARCIA IN PI\u00d9 AL PAESE, MA SOLO SE TRA GOVERNO E PARTI SOCIALI C&#8217;\u00c8 PIENA CONDIVISIONE SU OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE E VINCOLI DA RISPETTARE: ALTRIMENTI\u00a0\u00c8 SOLO UN DIRITTO DI VETO PER I SINDACATI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista <strong>a Pietro Ichino <\/strong>e <strong>a Michele Tiraboschi<\/strong> a cura di Lidia Baratta sul sito<\/em> linkiesta.it<em> pubblicata il 13 marzo 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>&#8220;Ascoltiamo Confindustria e Cgil, Cisl e Uil ma decidiamo noi. Avremo i sindacati contro? Ce ne faremo una ragione\u00bb. Le parole del presidente del consiglio Matteo Renzi nel corso della trasmissione &#8220;Che tempo che fa&#8221;\u00a0del 9 marzo hanno fatto sobbalzare tanti dalla sedia.\u00a0Nell\u2019Italia di vent\u2019anni di concertazione con le parti sociali (siglata con l\u2019accordo del luglio 1993), i sindacati sono gi\u00e0 sul piede di guerra in vista della riforma del mercato del lavoro annunciata da Renzi. \u00abCosa avete fatto negli ultimi vent\u2019anni?\u00bb, ha chiesto il premier rivolgendosi a sindacati e industriali. Abbiamo chiesto un parere a due giuslavoristi, Pietro Ichino e Michele Tiraboschi.\u00a0Ecco cosa hanno risposto.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019intervista a &#8220;Che tempo che fa&#8221;\u00a0del 9 marzo, il presidente del consiglio Matteo Renzi mette in dubbio la bont\u00e0 della concertazione tra istituzioni e parti sociali (Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nello specifico), chiedendo loro: \u201cCosa avete fatto negli ultimi vent\u2019anni?\u201d. Lei \u00e8 d\u2019accordo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ichino:<\/strong>\u00a0Bisogna fare una distinzione tra\u00a0le\u00a0confederazioni sindacali maggiori. In materia di relazioni industriali, dagli anni \u201850 in poi, la Cisl ha compiuto scelte che poi si sono rivelate giuste: dall\u2019opzione a favore della contrattazione aziendale negli anni \u201850, all\u2019accordo di San Valentino del 1984 sulla scala mobile; dall\u2019opzione per uno spostamento verso i luoghi di lavoro del baricentro della contrattazione collettiva nei due decenni successivi, alla vicenda Fiat del 2010. La Cgil, invece,\u00a0nelle stesse occasioni\u00a0\u00e8 stata meno lungimirante.\u00a0E, a quattro anni di distanza,\u00a0non ha\u00a0ancora\u00a0fatto la necessaria autocritica per quel \u201cno\u201d al nuovo piano industriale di Marchionne, che se avesse prevalso avrebbe significato la perdita di\u00a0molte\u00a0migliaia di posti di lavoro di prima qualit\u00e0. Ma in alcuni casi, come nella svolta dell\u2019EUR del 1977 e negli accordi tripartiti del 1992 e del 1993 con i Governi Amato e Ciampi, anche la Cgil ha saputo fare per intero la sua parte. Quanto alla Confindustria, anch\u2019essa deve far dimenticare un grave ritardo nel cogliere i segni dei tempi: senza lo strappo di Marchionne\u00a0proprio da Confindustria, probabilmente oggi non avremmo gli accordi interconfederali del 2011 e del 2013 sulla contrattazione collettiva; e sugli abusi diffusi della Cassa integrazione la confederazione oggi guidata da Squinzi ha responsabilit\u00e0 gravi\u00a0e non ha ancora corretto compiutamente gli errori di un passato anche recente.<\/p>\n<p><strong>Tiraboschi<\/strong>:\u00a0Se per concertazione si intende unanimit\u00e0 e diritto di veto ha perfettamente ragione Renzi. Il processo di modernizzazione e le riforme di cui ha bisogno il Paese non possono essere fermati da chi pretende solo di conservare lo <em>status quo<\/em>. Se invece la rottamazione della concertazione significa il superamento del confronto con le parti sociali e i corpi intermedi allora \u00e8 un grave errore perch\u00e9 il mondo del lavoro non si governa in modo dirigistico e il consenso di chi dovr\u00e0 applicare le riforme \u00e8 fondamentale. Ci\u00f2 detto \u00e8\u00a0chiaro che il sindacato italiano paga oggi alcuni gravi errori del passato tanto \u00e8 vero che la sua popolarit\u00e0 \u00e8 ai minimi storici. Lo sa Grillo e lo sa anche Renzi. E non a torto: come gi\u00e0 aveva capito Walter Tobagi (<em>Che cosa contano i sindacati,<\/em> 1980,\u00a0<em>n.d.r.<\/em>) \u00abdi tutti gli errori del sindacato, il ritardo nel capire le trasformazioni sociali \u00e8 quello che merita maggiore riflessione. \u00c8 il segno, in fondo, che il sindacato \u00e8 riuscito a esercitare un potere di veto nelle grandi imprese e nei rapporti politici, ma non ce l\u2019ha fatta a orientare il modello dell\u2019economia italiana. E le forze spontanee del mercato hanno raggiunto un nuovo punto di equilibrio che tiene, s\u00ec, conto delle rigidit\u00e0 sindacali, ma ne tiene conto per aggirarle\u00bb. Il problema \u00e8 proprio questo. Il confronto tra Stato e corpi intermedi dovrebbe servire come freno alla disgregazione e a garantire il pluralismo del mondo del lavoro e la centralit\u00e0 della persona. Se vuole rilanciare la concertazione il sindacato del no deve saper cambiare e rinnovarsi aiutando a gestire le trasformazioni in atto che, piaccia o non piaccia, sono oramai irreversibili.<\/p>\n<p><strong>Farebbe un bilancio della concertazione negli ultimi vent\u2019anni? Cosa ha prodotto e a quali conseguenze ha portato (in termini di potere d\u2019acquisto dei lavoratori e produttivit\u00e0 delle imprese)?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ichino<\/strong>:\u00a0\u00c8 difficile fare un bilancio preciso della concertazione. Nel 1992 e 1993\u00a0questo metodo\u00a0ha dato al Paese una marcia in pi\u00f9, per superare un passaggio molto difficile. Ma in molti altri casi essa ha attribuito un potere di veto a confederazioni imprenditoriali e sindacali che non rappresentavano l\u2019interesse generale.\u00a0La verit\u00e0 \u00e8 che la concertazione pu\u00f2 dare risultati eccellenti solo a condizione che tra governo e parti sociali ci sia una piena condivisione degli obiettivi da raggiungere e dei vincoli da rispettare: se questa condivisione non c\u2019\u00e8, il metodo della concertazione finisce coll\u2019attribuire un potere di veto alle organizzazioni sindacali o a quelle imprenditoriali, col risultato di diventare una palla al piede per il governo.<\/p>\n<p><strong>Tiraboschi<\/strong>:\u00a0In questi anni la logica della concertazione \u00e8 stata spesso utilizzata per rallentare la modernit\u00e0 e Renzi non \u00e8 certo il primo a volerla superare. Gi\u00e0 con pubblicazione del <em>Libro Bianco<\/em>\u00a0di Marco Biagi nel 2001 &#8211; quando concertazione era per la Cgil opposizione di blocco verso l\u2019intera riforma Biagi \u2013 la concertazione \u00e8 stata superata dal meno rigido dialogo sociale che ha portato a una modernizzazione pur senza una voce importante come quella della Cgil. \u00c8 per\u00f2 anche vero che la concertazione ha svolto in Italia un importante ruolo di supplenza alla crisi della politica garantendo coesione sociale e la tenuta verso pericolosi fenomeni di disaggregazione. Su tutti, gli accordi del 1992 e del 1993 sul superamento della scala mobile.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Matteo Renzi, sempre nell\u2019intervista a &#8220;Che Tempo che fa&#8221; ha detto: \u201cAscoltiamo Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, ma decidiamo noi. Avremo i sindacati contro? Ce ne faremo una ragione?\u201d. Secondo lei \u00e8 giusto che il governo ascolti tutti, salvo poi decidere anche prescindendo dalle posizioni in campo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ichino<\/strong>:\u00a0Ascoltare tutti, soprattutto le associazioni maggiori, ma poi decidere autonomamente \u00e8 il dovere di qualsiasi governo degno di questo nome. Sarebbe sbagliata qualsiasi sottovalutazione del ruolo delle grandi associazioni imprenditoriali e sindacali, ma non mi pare che questo sia il rischio che corre il governo Renzi. Se le cose andranno come spero, il governo Renzi potr\u00e0 restituire al sistema delle relazioni industriali l\u2019autonomia che esso ha perduto negli ultimi decenni. \u00c8 in questa direzione che va il <a title=\"Portale della semplificazione e dellla flexsecurity\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\"><strong>Codice semplificato del lavoro<\/strong><\/a>, che in molte materie allargher\u00e0 gli spazi della contrattazione collettiva applicando il principio di sussidiariet\u00e0. Nella stessa direzione va anche la legge sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, che si limiter\u00e0 a una funzione di regolazione della materia l\u00e0 dove gli accordi interconfederali non arrivano.<\/p>\n<p><strong>Tiraboschi<\/strong>:\u00a0A voler rottamare la concertazione Renzi sbaglia.\u00a0Dal rifiuto della concertazione come diritto di veto al negare il ruolo dei corpi intermedi il passo \u00e8 lungo e va nella direzione sbagliata. Vero per\u00f2 che per governare le forze spontanee del mercato serve un modello di rappresentanza sindacale alternativo a quello del secolo scorso. In questo senso avremmo bisogno di un sindacato e una Confindustria che sappiano\u00a0non\u00a0solo litigare e dire di no, ma che ritrovino il contatto con le persone e le rappresentino sedendosi ai vari tavoli di trattative. Un sindacato di larghe vedute e collaborativo. Coinvolgere le parti sindacali deve servire a trovare un punto ragionevole di mediazione tra le molteplici posizioni sul tavolo del confronto. Cambiare il sindacato \u00e8 una cosa doverosa, eliminarlo \u00e8 ben altra cosa. Del resto da solo il governo di Matteo Renzi non potr\u00e0 andare molto lontano come dimostra il fatto, invero fortemente contraddittorio, che Renzi prima rottama il sindacato e poi, col contratto unico di lavoro subordinato a tempo indeterminato, rilancia il cavallo di battaglia del vecchio sindacalismo senza accorgersi che serve ora un nuovo patto sociale che superi il concetto di lavoro subordinato su cui si \u00e8 retto il sistema di produzione fordista che ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUESTO METODO PU\u00d2 DARE UNA MARCIA IN PI\u00d9 AL PAESE, MA SOLO SE TRA GOVERNO E PARTI SOCIALI C&#8217;\u00c8 PIENA CONDIVISIONE SU OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE E VINCOLI DA RISPETTARE: ALTRIMENTI\u00a0\u00c8 SOLO UN DIRITTO DI VETO PER I SINDACATI Intervista a Pietro Ichino e a Michele Tiraboschi a cura di Lidia Baratta sul sito linkiesta.it pubblicata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-30386","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30386"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30386\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}