
{"id":30509,"date":"2014-03-23T19:22:23","date_gmt":"2014-03-23T18:22:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30509"},"modified":"2014-03-23T19:34:38","modified_gmt":"2014-03-23T18:34:38","slug":"spending-review-incominciamo-dai-superstipendi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30509","title":{"rendered":"SPENDING REVIEW: INCOMINCIAMO DAI SUPERSTIPENDI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL LIVELLO DELLE RETRIBUZIONI DEI NOSTRI DIRIGENTI PUBBLICI E DI QUELLI DELLE SOCIET\u00c0 CONTROLLATE DA STATO ED ENTI LOCALI \u00c8\u00a0 INGIUSTIFICATAMENTE PI\u00d9 ALTO RISPETTO AGLI ALTRI PAESI EUROPEI: LA RIDUZIONE DELLA SPESA DEVE PARTIRE DA L\u00cc\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Roberto<\/strong> <strong>Perotti<\/strong>, professore di Economia politica all&#8217;Universit\u00e0 Bocconi, pubblicato sul<\/em> Sole-24 Ore <em>il 23 marzo 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Tra tante diatribe sulla politica economica del governo, credo vi sia quasi unanimit\u00e0 su due punti: \u00e8 necessario tagliare le tasse, ma senza aumentare in modo permanente il debito, sia per rispetto alle generazioni future sia per evitare il ripetersi di\u00a0 problemi con i mercati. Questo significa che per tagliare le tasse bisogna tagliare la spesa pubblica. Ma come e quando? Senza entrare nei dettagli, c\u2019\u00e8 un criterio generale da seguire che \u00e8 a mio avviso di fondamentale importanza: \u00e8 necessario cominiciare dall\u2019 alto.<br \/>\nCome ho mostrato in alcuni studi con Filippo Teoldi su<em> lavoce.info<\/em>, i dirigenti pubblici italiani guadagnano pi\u00f9 dei loro colleghi stranieri. In alcuni casi si tratta di cifre semplicemente scandalose, inaccettabili: un ambasciatore tipicamente guadagna tra i 20.000 e i 27.0000 euro al mese, in media due volte e mezzo l\u2019 omologo tedesco;\u00a0 un giudice costituzionale quasi 40.000 euro lordi al mese (pi\u00f9 numerosi benefit),\u00a0 due volte e mezzo l\u2019 omologo statunitense.<br \/>\nMa anche gli altri dirigenti sono solitamente ben trattati. In media, i dirigenti ministeriali di alto livello guadagnano tra una volta e mezza e due volte i loro colleghi britannici. I ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico hanno rispettivamente 125 e 165 dirigenti di seconda fascia, che guadagnano in media 110.000 euro, quanto i 17 dirigenti di prima \u00a0fascia del ministero dell\u2019 Economia britannico.\u00a0\u00a0\u00a0 I 300 dirigenti apicali di regioni e provincie guadagnano 150.000 euro, quanto il capo di gabinetto del Ministero degli esteri britannici. \u00a0I 2000 altri dirigenti\u00a0 delle provincie guadagnano 105.000 euro. I 7000 altri dirigenti dei comuni guadagnano poco meno.<br \/>\nNon si pu\u00f2 chiedere sacrifici se non si parte da questi dati. \u00a0Molto semplicemente, \u00e8 una questione di civilt\u00e0. Questo \u00e8 stato l\u2019 errore di tutti i tentativi fatti in passato. E che non si venga a raccontare la solita favola dei diritti acquisiti:\u00a0 non c\u2019\u00e8 scritto da nessuna parte nella Costituzione che gli stipendi dei dirigenti pubblici non possono scendere.\u00a0 Gli ambasciatori protesteranno? Si accomodino: per ogni feluca che decide di andare in pensione anticipatamente, ci sono cento giovani dinamici e preparati che parlano tre lingue e sarebbero felicissimi di rappresentare l\u2019 Italia per 5000 euro al mese.<br \/>\nIl problema potrebbe sembrare diverso \u00a0per i manager (anzich\u00e9 i dirigenti) pubblici. E\u2019 senz\u2019 altro vero, come dice \u00a0Moretti,\u00a0 che alcuni manager di aziende pubbliche avrebbero un \u00a0mercato alternativo nel settore privato. Ma se si guarda al campione di 29 aziende controllate dal Tesoro, moltissimi manager\u00a0 hanno poca o nessuna esperienza nel settore privato, e poca o nessuna esperienza nel settore delle aziende che dirigono. L\u2019 amministratore delegato della Consap\u00a0 (societ\u00e0 di assicurazione pubblica) , Mauro Masi,\u00a0 guadagna quasi mezzo milione; recentemente \u00e8 stato prima segretario generale alla presidenza del consiglio di Berlusconi, poi\u00a0\u00a0 direttore generale della Rai, ma non ha\u00a0 alcuna esperienza in campo assicurativo.\u00a0 L\u2019 amministratore delegato e presidente della Zecca di Stato, Maurizio Prato, \u00a0ha percepito nel 2012 uno stipendio annualizzato di 750.000 euro, quasi il triplo \u00a0del suo omologo britannico. E\u2019 stato presidente di Grandi Stazioni, Fintecna, e Alitalia, tutte aziende pubbliche all\u2019epoca della sua carica. Non sono sicuro che ci sarebbe la fila per assumerli, nel settore privato e tantomeno all\u2019 estero.<br \/>\nEd \u00e8 vero, come ha ricordato Moretti, che\u00a0 il presidente ed amministratore delegato delle ferrovie tedesche prende tre volte il suo stipendio di 850.000 euro. Ma il presidente e direttore generale delle ferrovie francesi guadagna 250.000 euro; e nessun membro del \u00a0consiglio (alcuni dei quali provengono dal settore privato) \u00a0pu\u00f2 guadagnare pi\u00f9 di 450.000 euro. Non\u00a0 risulta che ci sia stata un\u2019 emorragia di manager dalle ferrovie francesi, n\u00e9 che queste abbiano una reputazione peggiore di quelle\u00a0 italiane.<br \/>\nIl costo di imporre un tetto agli stipendi dei manager \u00e8 (forse) di perderne alcuni. Ma il vantaggio \u00e8 di evitare gli infiniti abusi del sistema da parte dei tantissimi che non hanno n\u00e9 competenze n\u00e9 mercato. In molti casi, la soluzione dovrebbe essere ancora pi\u00f9 radicale: liquidare una volta per tutte i tanti enti pubblici, statali e regionali, che non hanno alcuna funzione, e che alimentano\u00a0 soltanto il sottobosco politico. I risparmi iniziali sarebbero modesti, perch\u00e9 bisogna evitare di licenziare i dipendenti. Ma tra qualche anno i vantaggi, per l\u2019 economia e per la societ\u00e0,\u00a0 sarebbero immensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL LIVELLO DELLE RETRIBUZIONI DEI NOSTRI DIRIGENTI PUBBLICI E DI QUELLI DELLE SOCIET\u00c0 CONTROLLATE DA STATO ED ENTI LOCALI \u00c8\u00a0 INGIUSTIFICATAMENTE PI\u00d9 ALTO RISPETTO AGLI ALTRI PAESI EUROPEI: LA RIDUZIONE DELLA SPESA DEVE PARTIRE DA L\u00cc\u00a0 Editoriale di Roberto Perotti, professore di Economia politica all&#8217;Universit\u00e0 Bocconi, pubblicato sul Sole-24 Ore il 23 marzo 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-30509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30509\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}