
{"id":30686,"date":"2014-04-06T18:47:54","date_gmt":"2014-04-06T17:47:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30686"},"modified":"2014-04-06T18:47:54","modified_gmt":"2014-04-06T17:47:54","slug":"i-feticci-abbattuti-dal-premier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30686","title":{"rendered":"I FETICCI ABBATTUTI DAL PREMIER"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SE OGGI L\u2019ITALIA \u00c8 UN PAESE PROFONDAMENTE DISEGUALE, CON UNA FRATTURA ABISSALE FRA GARANTITI E NON GARANTITI, CON UNO STATO SOCIALE DISPENSATORE DI PRIVILEGI E AVARO DI SERVIZI, \u00c8 ANCHE PERCH\u00c9 PER DECENNI CI SIAMO TENUTI QUESTA SINISTRA, MIOPE E CONSERVATRICE<\/span><\/p>\n<p><em>Fondo <strong>di Luca Ricolfi<\/strong> pubblicato sulla <\/em>Stampa<em> il 5 aprile 2014<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di liberatorio, nel nuovo corso renziano. Fino a ieri l\u2019Italia era attraversata da un incredibile numero di dogmi, pregiudizi, miti, feticci, totem e tab\u00f9. C\u2019erano cose che, specie negli ambienti progressisti, non si potevano dire (e spesso non si osavano neppure pensare), pena l\u2019immediata squalifica. Quante volte mi sono sentito dire: ma questo \u00e8 quel che pensa Berlusconi, se scrivi questo fai il gioco della destra. Oggi non pi\u00f9. Renzi e i suoi stanno demolendo uno dopo l\u2019altro i feticci della cultura di sinistra, e ci riescono benissimo per almeno due ragioni. La prima \u00e8 che erano dei bambini, o addirittura non erano ancora nati, quando quei feticci furono eretti a baluardo del mondo progressista, e dunque non sentono alcun timore reverenziale per i maestri o presunti tali, di cui spesso nulla sembrano aver letto o studiato. La seconda ragione \u00e8 che sono gli italiani stessi che, di certi feticcie di certi personaggi,non ne possono pi\u00f9, perch\u00e9 li vedono come concause o coartefici del presente disastro.<\/p>\n<p>Renzi \u00e8 un rabdomante, e ha fiutato il clima del paese. Ha capito che oggi si possono dire e fare cose impensabili fino a pochi anni fa (in questo aiutato dall\u2019istinto conformistico dei media, che si sono immediatamente allineati al novello principe). Si possono criticare i sindacati, si possono stigmatizzare i disoccupati che cumulano sussidio e lavoro nero, si pu\u00f2 tagliare la spesa pubblica per ridurre le tasse, si pu\u00f2 parlare di flessibilit\u00e0 sul mercato del lavoro, si pu\u00f2 criticare la magistratura (vedi la ferma difesa dei politici \u201csolo\u201d indagati), si pu\u00f2 dare dei \u201cprofessoroni\u201d ai vati della cultura progressista. E infine, eresia massima: si pu\u00f2 essere d\u2019accordo con Berlusconi su alcune cose, e comunicare in modo ancora pi\u00f9 berlusconiano di lui.<\/p>\n<p>Il verbo renziano ammalia il popolo di sinistra, stanco della vecchia guardia e da sempre addestrato ad adeguarsi, e non lascia indifferente il popolo di destra, deluso da Berlusconi e compiaciuto che molti dei propri sogni siano entrati nell\u2019agenda del nuovo premier.Si potrebbe pensare che, alla base del successo di Renzi, vi sia prima di tutto la sfiducia nella casta che ha retto il paese fin qui. Ma questo \u00e8 vero solo fino a un certo punto. Chi non ne pu\u00f2 pi\u00f9 del Palazzo e della classe dirigente, pi\u00f9 che a Renzi tende a guardare a Grillo. Il consenso di cui gode Renzi ha una base pi\u00f9 profonda, anche se forse non del tutto consapevole. Quel che con Renzi viene finalmente al pettine \u00e8 il nodo del conservatorismo italiano, una sindrome che affligge il paese da almeno trent\u2019anni e che ha caratterizzato, ormai possiamo dirlo, non solo la destra (da cui forse ce l\u2019aspettiamo di pi\u00f9) ma anche la sinistra. Un conservatorismo che ha bloccato il paese sia sul terreno delle regole sia su quello delle grandi riforme economico-sociali. Mentre grandi paesi come il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Germania, sia pure con metodi e tempi diversi, attuavano le riforme radicali di cui avevano bisogno, e anche per questa via modernizzavano la sinistra (si pensi a Clinton, Blair e Schroeder), l\u2019Italia si baloccava tra una rivoluzione tradita (quella liberale di Berlusconi) e un riformismo mai veramente decollato (quello dell\u2019Ulivo di Prodi). E\u2019 innanzitutto per questo, perch\u00e9 siamo indietro di un quarto di secolo, e non per ignoranza o giovanile spensieratezza che il ministro Maria Elena Boschi pu\u00f2 oggi permettersi di polemizzare con i venerati maestri alla Rodot\u00e0, fino a spingersi a dire che in questi trent\u2019anni \u201cle continue prese di posizione dei professori\u201dhanno \u201cbloccato un processo di riforma che oggi invece non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile per il nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p>Naturalmente non \u00e8 cos\u00ec, il ministro sopravvaluta ampiamente il potere dei professori. E tuttavia c\u2019\u00e8 anche del vero, nell\u2019incauta e semplicistica affermazione del ministro delle Riforme. E\u2019 vero, ad esempio, che l\u2019incapacit\u00e0 della sinistra di rinnovarsi e di uscire dalla trappola dell\u2019antiberlusconismo, un\u2019incapacit\u00e0 di cui il primo responsabile \u00e8 il ceto politico, \u00e8 stata spesso, molto spesso, alimentata e ingigantita non gi\u00e0 dai professori in quanto tali, ma da una \u00e9lite di intellettuali in senso lato. Una \u00e9lite progressista fatta di professori, scrittori, magistrati, registi, artisti, comici, attori, giornalisti, intimamente convinti della propria superiorit\u00e0 morale e civile, e irresistibilmente attratti dall\u2019idea che il proprio compito, anzi la propria missione, non sia semplicemente di far bene il proprio mestiere, bens\u00ec di insegnare al paese come vivere e che cosa pensare. Un magistero, quello dei venerati maestri (cos\u00ec li chiamava il compianto Edmondo Berselli), che effettivamente ha finito per inchiodare la sinistra ai suoi miti e ai suoi riti, con un danno incalcolabile per il paese non meno che per la sinistra stessa. Gi\u00e0, perch\u00e9 una cosa bisogner\u00e0 pur dirla una buona volta: se oggi l\u2019Italia \u00e8 un paese profondamente diseguale, con una frattura abissale fra garantiti e non garantiti, con i giovani e le donne sistematicamente tenuti ai margini del mercato del lavoro, con uno Stato sociale dispensatore di privilegi e avaro di servizi, \u00e8 anche perch\u00e9 per decenni ci siamo tenuti questa sinistra, miope e conservatrice.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista Renzi e i suoi hanno ragioni da vendere. Dove invece, a mio parere, stanno prendendo un abbaglio \u00e8 quando, parlando genericamente di professori, non colgono la differenza fra l\u2019\u00e9lite degli intellettuali, che parlano il linguaggio della certezza e della superiorit\u00e0 morale, e la massa degli studiosi, che parlano il linguaggio del dubbio e della ricerca, e non amano arringare le folle. Fra questi ultimi, siano essi economisti, politologi, sociologi o giuristi, da almeno vent\u2019anni le posizioni che dominano la scena parlano di modernizzazione, di cambiamento, di riforme radicali, non certo di conservazione del patrimonio e delle conquiste irrinunciabili della sinistra. Dalla commissione Onofri (1997) alla commissione Muraro (2007), per citare solo due esperienze significative, il mondo degli studiosi \u00e8 pi\u00f9 che mai schierato dalla parte del cambiamento, e immune da ogni rimpianto per la sinistra che fu.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il nodo dei \u201cprofessori\u201d \u00e8 delicato. Ci sono professori di tipo-vate (gli intellettuali, o venerati maestri), e professori di tipo-Archimede (gli studiosi, gli esperti). Entrambi non hanno un rapporto del tutto armonico con Renzi. La differenza cruciale, per\u00f2, \u00e8 che i primi temono che Renzi abbia successo, i secondi che fallisca. I primi diffidano delle idee di Renzi, i secondi dubitano della sua capacit\u00e0 di metterle in atto.<\/p>\n<p>Quel che accomuna profondamente i due tipi \u00e8 il desiderio di essere ascoltati dal principe. I professori-guru non si capacitano che la politica abbia smesso di riconoscere il loro ruolo di guida morale e spirituale. I professori-esperto si stupiscono che la politica paia non aver bisogno del loro supporto tecnico e di conoscenza. Gli uni vorrebbero indicare al principe i fini dell\u2019azione politica, gli altri mettergli a disposizione i mezzi per realizzarli.<\/p>\n<p>La mia sensazione \u00e8 che entrambi si illudano. La politica \u00e8 per sua natura autoreferenziale, Renzi o non Renzi. Pu\u00f2 fingere di ascoltare i venerati maestri (come faceva in passato), ma alla fine tira dritto per la sua strada. Pu\u00f2 avere bisogno degli esperti, ma solo quando \u00e8 con l\u2019acqua alla gola, e comunque sempre e solo dei \u201csuoi\u201d esperti. In questo, le cose non sono molto cambiate, semmai sono diventate pi\u00f9 chiare. Gli intellettuali e i tecnici, i maestri e gli specialisti, la politica li ha sempre usati, ma non li ha mai ascoltati davvero (e qualche volta \u00e8 stato un bene). Solo un grande narcisismo, e una certa dose di ingenuit\u00e0, possono far credere ai professori che il loro ruolo possa cambiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SE OGGI L\u2019ITALIA \u00c8 UN PAESE PROFONDAMENTE DISEGUALE, CON UNA FRATTURA ABISSALE FRA GARANTITI E NON GARANTITI, CON UNO STATO SOCIALE DISPENSATORE DI PRIVILEGI E AVARO DI SERVIZI, \u00c8 ANCHE PERCH\u00c9 PER DECENNI CI SIAMO TENUTI QUESTA SINISTRA, MIOPE E CONSERVATRICE Fondo di Luca Ricolfi pubblicato sulla Stampa il 5 aprile 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-30686","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30686"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30686\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}