
{"id":30745,"date":"2014-04-12T23:09:03","date_gmt":"2014-04-12T22:09:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30745"},"modified":"2014-04-14T10:58:36","modified_gmt":"2014-04-14T09:58:36","slug":"il-minimo-comun-denominatore-liberal-democratico-che-manca-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30745","title":{"rendered":"IL COMUN DENOMINATORE LIBERAL-DEMOCRATICO CHE MANCA ALLA DESTRA E ALLA SINISTRA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;INCONCLUDENZA DELLA POLITICA ITALIANA, LE SUE RADICI E IL RISCHIO DEL SUO PERDURARE NONOSTANTE LA CRISI &#8211; IL SENSO DEL PROGRAMMA &#8220;SCEGLI L&#8217;EUROPA&#8221; E DELLA COALIZIONE DI FORZE LIBERAL-DEMOCRATICHE UNITE NELLA LISTA DELL&#8217;ALDE PER LA RIFORMA EUROPEA DELL&#8217;ITALIA<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento nel corso della manifestazione svoltasi a Milano il 12 aprile 2014, per l&#8217;inaugurazione della campagna di Scelta Civica in vista delle elezioni europee del 25 maggio &#8211; In argomento v. anche <a title=\"Intervento alla Leopolda, 15.11.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=24050\" target=\"_blank\">il mio intervento del 15 novembre 2012 alla Leopolda<\/a>, a Firenze, in occasione dell&#8217;inaugurazione della campagna per le primarie di Matteo Renzi<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>1. Il costo dell&#8217;inconcludenza della politica italiana&#8230;<\/strong> &#8211;\u00a0 L\u2019emergenza pi\u00f9 grave che il nostro Paese sta attraversando, per certi aspetti pi\u00f9 grave ancora di quella economica, \u00e8 la frattura che \u00e8 venuta enormemente allargandosi negli ultimi due decenni tra i cittadini e i loro rappresentanti nelle assemblee elettive, tra il sentire comune della gente e il sistema politico stesso. Un\u2019emergenza che Matteo Renzi ha, certo, messo a fuoco tempestivamente; ma che egli stesso con il PD attuale non \u00e8 in grado di superare, perch\u00e9 anche il PD ne \u00e8 stato pienamente corresponsabile, sia pure soltanto per la parte maturata nei sette anni della sua esistenza, e lo \u00e8 in parte tuttora.<\/p>\n<p>Questa frattura ha un nome e una causa fondamentale: l\u2019inconcludenza.<\/p>\n<p><strong>2. &#8230; di destra&#8230;<\/strong> &#8211; Inconcludenza totale della destra, per cominciare. Pi\u00f9 precisamente di un centrodestra che si \u00e8 riempito la bocca per vent\u2019anni delle parole \u201clibert\u00e0\u201d e \u201cliberalismo\u201d, ma che porta la parte maggiore della responsabilit\u00e0 della crescita vertiginosa del debito pubblico negli ultimi vent\u2019anni, conseguenza di un\u2019invadenza dello Stato nell\u2019economia che non ha pari in Europa. Con l\u2019effetto della pressione fiscale enorme che sta soffocando la nostra economia, mai di fatto contrastata dai governi Berlusconi.<\/p>\n<p>Questo stesso centrodestra ha tutt\u2019intera la responsabilit\u00e0 del peccato pi\u00f9 grave commesso della mia generazione nei confronti di quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti: la dissipazione del cosiddetto \u201cdividendo dell\u2019euro\u201d, cio\u00e8 di quelle diverse centinaia di miliardi di interessi passivi che la traduzione in euro del nostro debito pubblico ci avrebbe consentito di risparmiare, e che secondo il patto di Maastricht con i nostri partner avremmo dovuto destinare interamente alla riduzione del debito stesso. Pensate: se lo avessimo fatto, invece di finanziare con quel prezioso dividendo l&#8217;ulteriore aumento della spesa corrente strutturale, nei dieci anni tra il 2001 e il 2011 avremmo potuto ridurre il nostro debito pubblico quasi al 70 per cento del PIL; saremmo cio\u00e8 vicinissimi all\u2019obiettivo che il <i>Fiscal compact<\/i> ci chiede di raggiungere entro vent\u2019anni e dal quale invece proprio in quel decennio ci siamo pericolosamente allontanati.<\/p>\n<p><strong>3. &#8230; e di sinistra&#8230; &#8211;<\/strong> Ma non meno grave \u00e8 l\u2019inconcludenza della sinistra italiana: una sinistra presuntuosa e autoreferenziale, che per molti decenni ha guardato dall\u2019alto in basso le altre sinistre europee, considerando come spregiative le loro qualificazioni come \u201csocialdemocratica\u201d o \u201claburista\u201d. Salvo ignorare i risultati che queste conseguivano sul terreno del funzionamento concreto del mercato del lavoro e del\u00a0<em>welfare<\/em> nei rispettivi Paesi, e lasciare invece che in Italia il mercato del lavoro assumesse le forme mostruose dell\u2019<i>apartheid<\/i> tra iper-garantiti e iper-precari, con i servizi per l\u2019impiego peggiori e con i tassi di occupazione femminile, giovanile e degli anziani pi\u00f9 bassi d\u2019Europa. Ma al tempo stesso con le retribuzioni orarie nette pi\u00f9 basse tra i Paesi dell\u2019OCSE, a parit\u00e0 di mansioni. Intanto, nella stessa Italia in cui fino al 2011 quasi tutta la spesa sociale \u00e8 stata destinata a mandare in pensione i lavoratori regolari a cinquant\u2019anni, e i pi\u00f9 poveri sono assistiti peggio che in qualsiasi altra parte del continente, \u00e8 pure diminuita la mobilit\u00e0 sociale. Questo \u00e8 il bilancio disastroso di mezzo secolo di sinistra italiana.<\/p>\n<p>Obiettano: \u201cma in quel mezzo secolo non siamo mai stati al governo per pi\u00f9 di un anno o due di seguito\u201d. \u00c8 vero, e se ne capisce bene il motivo; ma \u00e8 un fatto che tutti i disastri menzionati sono in larga parte il prodotto di ci\u00f2 che quella sinistra ha in concreto rivendicato e difeso, sul piano sindacale come su quello politico, anche quando era all&#8217;opposizione: sul terreno previdenziale come su quello della disciplina dei rapporti di lavoro individuali e collettivi, o dei servizi nel mercato del lavoro. Basti ricordare su quest&#8217;ultimo punto la difesa a oltranza del monopolio statale del collocamento protrattasi fino alle soglie degli anni 2000, della quale si trovano ancora ben visibili le tracce nella resistenza ancora prevalente nel Pd contro ogni forma di coinvolgimento delle agenzie specializzate nel servizio pubblico per l&#8217;impiego.<\/p>\n<p><strong>4. &#8230; ma anche di destra e sinistra insieme &#8211;<\/strong> Insieme, poi, destra e sinistra italiane hanno la responsabilit\u00e0 di avere chiuso ermeticamente il Paese agli investimenti stranieri. Sono sempre state accomunate, queste nostre vecchie destra e sinistra, dall\u2019ostilit\u00e0 contro le multinazionali straniere e dalla difesa dell\u2019\u201citalianit\u00e0\u201d dei \u201ccampioni nazionali\u201d. La perdita conseguitane si pu\u00f2 valutare, \u00a0per confronto con la media europea,\u00a0in un minor flusso di circa 50-60 miliardi all\u2019anno di investimenti diretti in entrata, con tutto ci\u00f2 che essi portano con s\u00e9 in termini di piani industriali innovativi, di aumento della produttivit\u00e0 del lavoro e di domanda aggiuntiva di occupazione.<\/p>\n<p>\u00c8 responsabilit\u00e0 comune di questa destra e di questa sinistra il degrado dell&#8217;istruzione pubblica, l&#8217;aver lasciato che tutta la politica scolastica si riducesse a una colossale gestione di stipendi e di aumenti automatici per professori di ruolo inamovibili, nonch\u00e9 di una coorte di precari aspiranti al posto fisso (dove la questione cruciale non \u00e8 il che fare per istruire meglio gli studenti, ma soltanto come soddisfare i diritti acquisiti di chi ce li ha e le attese di chi aspira ad averli).<\/p>\n<p>Infine, ma non certo ultima per importanza, va ricordata la perdita progressiva di efficienza dell&#8217;amministrazione giudiziaria e di senso civico nel Paese: responsabilit\u00e0 <em>bi-partisan<\/em> della politica italiana, divisa tra una destra la cui unica politica giudiziaria \u00e8 consistita per vent&#8217;anni nel tentativo di impedire che il suo capo rispondesse delle imputazioni rivoltegli dalla magistatura, e una sinistra altrettanto diffusamente propensa ad affidare alla magistratura compiti del tutto impropri di supplenza, che degenerano facilmente in vera e propria ingerenza nell&#8217;area di competenza della politica e dell&#8217;esecutivo.<\/p>\n<p><strong>5. Perch\u00e9 questi disastri? &#8211;<\/strong> Che cosa \u00e8 mancato alla politica italiana, tanto a destra quanto a sinistra? \u00c8 mancata una cosa che possiamo chiamare &#8220;substrato di cultura politica nazionale&#8221;, o &#8220;tessuto connettivo repubblicano&#8221;, oppure ancora &#8220;patrimonio comune di valori civili&#8221;; ma credo che si ottiene maggiore chiarezza indicando questa cosa che \u00e8 mancata come il minimo comune denominatore liberal-democratico che in un Paese moderno dovrebbe accomunare l&#8217;ala destra e l&#8217;ala sinistra dello schieramento politico. O meglio: dovrebbe costituire il terreno d\u2019azione accettato da entrambe e sul quale esse tra loro competono, salvo ovviamente differenziarsi per l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;impegno dedicato a garantire la parit\u00e0 di opportunit\u00e0 a tutti.<\/p>\n<p><strong>6. Il minimo comun denominatore liberal-democratico: nelle amministrazioni&#8230; &#8211;<\/strong> Di questo patrimonio politico-programmatico proprio tanto di una destra quanto di una sinistra moderne, dovrebbe far parte innanzitutto l\u2019impegno di ciascuna generazione a non far pagare alle generazioni successive i debiti conseguenti ai propri sprechi e dissennatezze (e qui, come si \u00e8 visto, il bilancio italiano \u00e8 pesantissimo). Ma dovrebbe farne parte anche l\u2019impegno a garantire al Paese un\u2019amministrazione pubblica totalmente trasparente \u2013 la <i>full disclosure<\/i> dei <i>Freedom of Information Acts<\/i> \u2013 e totalmente orientata al servizio dei cittadini; con dirigenti responsabilizzati su obbiettivi specifici, misurabili, volti a allineare progressivamente i servizi pi\u00f9 arretrati ai pi\u00f9 avanzati. Questo non \u00e8 un obiettivo n\u00e9 tipicamente proprio della destra, n\u00e9 della sinistra: l\u2019una e l\u2019altra dovrebbero misurarsi entrambe su questo terreno. Invece in Italia esse sono in pari misura responsabili dello stato delle nostre amministrazioni, dove regna l\u2019opacit\u00e0, dove l\u2019interesse degli addetti prevale sistematicamente su quello degli utenti, dove i vertici e i dirigenti che da loro dipendono non sono quasi mai responsabilizzati per il raggiungimento di obiettivi incisivi e precisi, n\u00e9 mai valutati secondo questo parametro. E quando si parla di affondare per davvero il busturi anche nella pi\u00f9 piccola piaga di questo tessuto malato, immancabilmente in Parlamento destra e sinistra si ritrovano come per incantesimo unite in un ferreo <em>non expedit<\/em>: queste cose in Italia non si possono fare.<\/p>\n<p><strong>7. &#8230; e nei mercati &#8211;<\/strong> Allo stesso modo, non \u00e8 n\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra \u2013 o, se si preferisce, n\u00e9 <i>pro-business<\/i> n\u00e9 <i>pro-labour<\/i> \u2013 l\u2019obiettivo di un mercato del lavoro capace di conciliare la massima possibile flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con la massima possibile sicurezza economica e professionale delle persone nel passaggio da un lavoro all\u2019altro. Anche questo \u00e8 uno dei terreni pi\u00f9 importanti sul quale sinistra e destra dovrebbero confrontarsi e competere; invece in Italia non si sa quale delle due abbia tenuto, nei decenni passati e ancor oggi, un comportamento di fatto pi\u00f9 conservatore e inconcludente, condannando il Paese a tenersi il mercato del lavoro che funziona peggio in Europa, se si esclude la solita benemerita Grecia.<\/p>\n<p>Nel comune denominatore liberal-democratico che dovrebbe essere condiviso dalla destra e dalla sinistra c\u2019\u00e8 poi un capitolo fondamentale: la contendibilit\u00e0 di tutte le funzioni. Di quelle che sono oggetto dei mercati privati, ovviamente; ma anche e soprattutto di quelle pubbliche. Se, invece, l\u2019Italia \u00e8 il Paese dove le possibilit\u00e0 effettive di concorrenza sono pi\u00f9 ridotte, sia nel mercato dei servizi alle persone e alle imprese, sia nelle funzioni pubbliche, questo \u00e8 dovuto a una destra e una sinistra che fanno a gara nel proclamarsi <a title=\"Interventi in Senato del 23.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30703\" target=\"_blank\">\u201cliberali\u201d all\u2019ingrosso, quando si tratta di enunciare il principio astratto, ma per lo pi\u00f9 fanno altrettanto a gara nell\u2019essere corporative al minuto<\/a>: tendenzialmente pronte a stringersi la mano quando si tratta di difendere qualche gruppo di insider, rappresentato dalla <i>lobby<\/i> di turno, contro la concorrenza degli outsider. Sempre, ovviamente, motivando con l\u2019esigenza di \u201cproteggere l\u2019interesse dell\u2019utente alla migliore qualit\u00e0 della prestazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>8. Le riforme in affanno<strong>\u00a0<\/strong>&#8211;<\/strong>\u00a0Quando parliamo di \u201criforma europea dell\u2019Italia\u201d noi di Scelta Civica parliamo di introdurre nel nostro sistema e nella nostra cultura politica questo comun denominatore liberal-democratico, che in Italia troppo a lungo \u00e8 drammaticamente mancato. Parliamo di costringere destra e sinistra a far propri questi valori e a confrontarsi su questo terreno. Siamo convinti che Matteo Renzi proprio questo, pi\u00f9 o meno, si proponga di fare, quando parla di \u201ccambiare verso\u201d al nostro Paese. Ma talvolta su questa strada lo vediamo in affanno, in debito di ossigeno; e comunque constatiamo le enormi difficolt\u00e0 che egli incontra quando, con questo intendimento, cerca di \u201ccambiar verso\u201d anche al Partito democratico. Per esempio, quando questo gli si mette di traverso (altro che \u201ccambiar verso\u201d) appena si incomincia a parlare di mobilit\u00e0 del personale nel settore pubblico, di eliminare una parte delle decine di migliaia di societ\u00e0 mangiasoldi controllate da Stato ed enti pubblici, di introdurre il contratto di lavoro a tempo indeterminato a protezioni crescenti, o il contratto di ricollocazione come metodo nuovo con cui affrontare le crisi occupazionali attivando i servizi di <i>outplacement<\/i> offerti dalle agenzie specializzate e ponendo fine all\u2019abuso della Cassa integrazione &#8220;a perdere&#8221;, e di altro ancora\u2026 \u00a0Il muro \u00e8 ancora l\u00ec. Un esempio particolarmente significativo di queste difficolt\u00e0 del premier \u00e8 costituito dal capitolo programmatico del <em>Codice del lavoro semplificato<\/em>: ancora nel gennaio scorso esso costituiva il primo punto del <i>Jobs Act<\/i> annunciato dal sindaco di Firenze; poi, da Presidente del Consiglio, egli torna ad annunciarlo nella fatidica conferenza stampa del 14 marzo, e lo fa di nuovo negli incontri con Merkel e Cameron; ma poich\u00e9 la Cgil obietta che \u201csemplificazione uguale precarizzazione\u201d, per ora in Parlamento del Codice semplificato resta solo l\u2019annuncio.<\/p>\n<p><strong>9. La riforma europea dell&#8217;Italia &#8211;<\/strong> Per rafforzare nella politica italiana il comun denominatore liberal-democratico di cui ho parlato \u00e8 necessario innanzitutto rafforzare il processo di integrazione dell\u2019Italia nell\u2019Unione Europea: \u00e8 questa la nostra unica speranza di successo. Dobbiamo costringere ogni amministrazione ad allinearsi progressivamente ai migliori standard delle amministrazioni omologhe dei Paesi nostri partner, e al tempo stesso cooperare attivamente con questi nella costruzione dell\u2019Europa federale, cio\u00e8 degli Stati Uniti d\u2019Europa. Per farlo, visto lo stato delle nostre destra e sinistra, \u00e8 necessario dotare il Paese di un robusto polo liberal-democratico, capace di costringerle a sprovincializzarsi e modernizzarsi, confrontandosi e competendo, senza diversivi, sul terreno decisivo dell&#8217;integrazione europea.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che ci proponiamo con il <a title=\"Programma per le elezioni europee, 28.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30555\" target=\"_blank\">programma<\/a> che abbiamo elaborato con i nostri alleati e interlocutori del <a title=\"Mozione SC 5.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30280\" target=\"_blank\">coordinamento liberal-democratico<\/a>. E questo \u00e8 il motivo per cui nella campagna che ci attende tutti i nostri slogan elettorali, che si riferiscano alla politica economica, al fisco, all\u2019amministrazione pubblica, al lavoro, alla scuola, o ad altre materie, si concluderanno con le parole \u201cScegli l\u2019Europa\u201d. Ed \u00e8 il motivo per cui ci presentiamo alle elezioni del 25 maggio con il simbolo \u201cScelta Europea\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;INCONCLUDENZA DELLA POLITICA ITALIANA, LE SUE RADICI E IL RISCHIO DEL SUO PERDURARE NONOSTANTE LA CRISI &#8211; IL SENSO DEL PROGRAMMA &#8220;SCEGLI L&#8217;EUROPA&#8221; E DELLA COALIZIONE DI FORZE LIBERAL-DEMOCRATICHE UNITE NELLA LISTA DELL&#8217;ALDE PER LA RIFORMA EUROPEA DELL&#8217;ITALIA Intervento nel corso della manifestazione svoltasi a Milano il 12 aprile 2014, per l&#8217;inaugurazione della campagna di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,25,12],"tags":[],"class_list":["post-30745","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-interventi","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30745"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30745\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}