
{"id":30832,"date":"2014-04-24T14:19:25","date_gmt":"2014-04-24T13:19:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30832"},"modified":"2014-04-24T14:19:25","modified_gmt":"2014-04-24T13:19:25","slug":"una-strategia-per-abbattere-il-muro-tra-domanda-e-offerta-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30832","title":{"rendered":"UNA STRATEGIA PER ABBATTERE IL MURO TRA DOMANDA E OFFERTA DI LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">NONOSTANTE LE MODIFICHE APPORTATE DALLA\u00a0CAMERA DEI DEPUTATI, IL DECRETO SUL LAVORO RESTA UN\u00a0PASSAGGIO IMPORTANTE\u00a0IN DIREZIONE DI UNA REGOLAZIONE PI\u00d9\u00a0SEMPLICE E DI UN MERCATO PI\u00d9 FLUIDO &#8211; IL PROVVEDIMENTO DEVE ESSERE PER\u00d2 RIEQUILIBRATO SUL VERSANTE DEL RAPPORTO A TEMPO INDETERMINATO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Eleonora Voltolina, pubblicata sull&#8217;e-magazine\u00a0<\/em>Next Hr<em> del sito\u00a0<\/em>repubblicadeglistagisti.it<em> il 24 aprile 2014 &#8211; In argomento v. anche il mio editoriale telegrafico <\/em>Lo strano modo della sinistra di ragionare sul lavoro<em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Sul tema del lavoro \u00e8 senz&#8217;altro uno dei massimi esperti italiani: per questo <em>Next Hr<\/em> ha chiesto questo mese a Pietro Ichino, giuslavorista e senatore, di commentare i primi passi del governo Renzi in materia. In particolare analizzando i due atti normativi messi in campo nelle ultime settimane: il decreto legge Poletti e il disegno di legge delega, entrambi in questo momento all&#8217;esame del Parlamento e al centro di un braccio di ferro non solo con l&#8217;opposizione e le parti sociali, ma anche interno alla stessa maggioranza. Del resto su <em>Next Hr<\/em> avevamo gi\u00e0 dedicato il numero di marzo alla situazione incandescente in materia di <em>JobsAct<\/em>, con Partito democratico e Nuovo centro destra arroccati su posizioni difficilmente conciliabili. Eppure qualche passo nella giusta direzione sembra essere possibile: a patto, ammonisce Ichino, che non si perpetui l&#8217;errore degli anni Settanta di ingessare il rapporto di lavoro per dare sicurezza al lavoratore.<\/p>\n<p><b>Lei sostiene da anni che il diritto del lavoro italiano sia troppo rigido e che gli interventi normativi degli ultimi vent&#8217;anni non abbiano semplificato abbastanza la disciplina dell\u2019incontro fra domanda e offerta di lavoro. Il decreto Poletti servir\u00e0 a questo scopo?<br \/>\n<\/b>Questo decreto-legge costituiva, nella sua formulazione iniziale, un buon inizio per il lavoro di abbattimento del muro che oggi ostacola l\u2019incontro fra domanda e offerta di lavoro. Esso infatti abbatteva in gran parte il muro sul versante del contratto a termine, pur rinviando a un secondo tempo l\u2019abbattimento del mura sul versante del contratto a tempo indeterminato. Poi, in sede di conversione in legge, la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati \u00e8 tornata a ricostruire&#8230; un muretto di ostacoli e complicazioni in materia di contratto a termine.<\/p>\n<p><b>In materia di contratto a termine, resta comunque la parte pi\u00f9 rilevante del decreto, cio\u00e8 la soppressione dell&#8217;obbligo di indicare la causale. Questo \u00e8 un principio che lei considera giusto?<br \/>\n<\/b>Nella logica dell\u2019abbattimento del muro che oggi rende troppo difficile in Italia l\u2019incontro fra domanda e offerta di lavoro, la soppressione del controllo giudiziale della motivazione dell\u2019apposizione del termine al contratto va nella direzione giusta. Per lo stesso motivo per cui \u00e8 opportuno, secondo l\u2019impostazione del problema proposta nell\u2019ormai famoso saggio degli economisti Blanchard e Tirole, sopprimere il controllo giudiziale sul \u201cgiustificato motivo\u201d del licenziamento: i giudici sono in grado di accertare il motivo effettivo di natura discriminatoria o di rappresaglia, ma non di valutare il motivo di ordine economico-organizzativo addotto dall\u2019imprenditore per la cessazione del rapporto di lavoro o per l\u2019apposizione di un termine finale. Questa \u00e8 la ragione per cui Blanchard e Tirole propongono l\u2019adozione del metodo del \u201cfiltro automatico\u201d, cio\u00e8 di un <i>costo di separazione<\/i>, che \u2013 fermo restando il controllo del giudice sulle eventuali discriminazioni o rappresaglie \u2013 costituisca al tempo stesso un vaglio delle scelte imprenditoriali in materia di cessazione del rapporto e un disincentivo alla pratica dell\u2019\u201cusa e getta\u201d, ovvero dell\u2019eccessivo frazionamento dei rapporti di lavoro.<\/p>\n<p><b>E questo metodo del \u201cfiltro automatico\u201d pu\u00f2 essere applicato anche al contratto a termine?<br \/>\n<\/b>S\u00ec. Questa infatti \u00e8 la mia proposta: istituire una indennit\u00e0 di cessazione del rapporto \u2013 per esempio: una settimana di retribuzione per ogni trimestre di anzianit\u00e0 di servizio \u2013 applicabile nel primo triennio sia nel caso del contratto a termine \u201cacausale\u201d non rinnovato, o non convertito in contratto a tempo indeterminato, sia nel caso del licenziamento nel contratto a tempo indeterminato. In questo modo si consentirebbe all\u2019impresa di assumere molto pi\u00f9 ampiamente e fluidamente a tempo indeterminato, sdrammatizzandosi la scelta tra contratto a termine e contratto stabile. Oggi la sicurezza economica e professionale del lavoratore non pu\u00f2 pi\u00f9 essere costruita con l\u2019ingessatura del rapporto, come facemmo negli anni &#8217;60 e &#8217;70.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><b>Il secondo fulcro della liberalizzazione del rapporto a termine contenuta nel decreto Poletti \u00e8 la possibilit\u00e0 di reiterare per ben 8 volte (ridotte a 5 in sede di conversione in legge alla Camera), nell&#8217;arco di 36 mesi, un contratto di lavoro a tempo determinato acausale tra la stessa azienda e lo stesso lavoratore. Anche su questo principio lei \u00e8 pienamente d&#8217;accordo? Non teme che questa facolt\u00e0 porter\u00e0 le aziende ad aumentare ancor di pi\u00f9 la precariet\u00e0 di questa tipologia contrattuale, riducendo la durata media dei contratti?<br \/>\n<\/b>La tecnica protettiva del numero massimo di proroghe non \u00e8 la migliore possibile. Se si adottasse quella del costo di separazione, di cui ho parlato prima, si potrebbe anche lasciare libere le parti di stabilire durata del rapporto e frequenza delle proroghe: la persona che lavora a termine avrebbe la stessa protezione prevista per quella che lavora a tempo indeterminato, costituita nel primo triennio da un\u2019indennit\u00e0 di cessazione del rapporto. Per il resto, la sua sicurezza economica e professionale dovrebbe essere basata sulle garanzie di continuit\u00e0 del reddito e di assistenza intensiva nell\u2019eventuale passaggio da un\u2019azienda a un\u2019altra. Nel sistema economico attuale la rigidit\u00e0 delle protezioni ha il solo effetto di creare precariato, come effetto della \u201cvendetta del mercato\u201d contro la rigidit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p><b>Se il decreto Poletti permette sette rinnovi entro i primi 36 mesi, lei per\u00f2 teme che ci sia ancora un rischio di contenzioso giudiziario. Qual \u00e8 ad oggi l&#8217;incidenza di cause giudiziarie legate ai contratti a termine?<br \/>\n<\/b>Non conosco il dato preciso, ma so che \u00e8 abbastanza rilevante: una percentuale a due cifre rispetto al totale delle cause di lavoro.<\/p>\n<p><b>Il centro studi Adapt ha evidenziato alcuni problemi di coordinazione fra le norme decreto Poletti e quelle precedenti in materia di contratti a termine: per esempio il rapporto tra l\u2019ampliamento dell\u2019istituto della proroga e il permanere inalterato della disciplina dei rinnovi e degli intervalli tra pi\u00f9 contratti a termine successivi. A suo avviso, vige ancora l&#8217;obbligo di una pausa tra un contratto a termine e l&#8217;altro con lo stesso lavoratore, oppure si pu\u00f2 concludere un contratto e riavviarne immediatamente un altro senza soluzione di continuit\u00e0, cos\u00ec come \u00e8 stato annunciato dal Pd?<br \/>\n<\/b>Vedremo come il decreto uscir\u00e0 dalla seconda lettura in Senato. Credo, comunque, che il risultato finale sar\u00e0 nel senso che \u2013 secondo l\u2019intendimento del Governo \u2013 il problema degli intervalli tra un contratto e l\u2019altro risulter\u00e0 superato.<\/p>\n<p><b>Il decreto Poletti prevede anche che l\u2019assunzione di personale a tempo determinato non possa superare il limite del 20% dell\u2019organico complessivo: ma qui vi \u00e8 molta incertezza sul calcolo della base di computo della percentuale del 20%. Andranno conteggiati tutti i dipendenti con tipologia contrattuale subordinata? O anche i collaboratori? Come dovranno regolarsi le aziende?<br \/>\n<\/b>Andranno computati solo i subordinati. D\u2019altra parte va anche considerato che, dopo l\u2019entrata in vigore della legge Fornero del giugno 2012, l\u2019elusione del diritto del lavoro mediante ricorso alla collaborazione continuativa autonoma si \u00e8 notevolmente ridotta.<\/p>\n<p><b>Rispetto all&#8217;apprendistato, le semplificazioni apportate vanno tutte nella giusta direzione? Molte voci del sindacato hanno denunciato che l&#8217;alleggerimento degli obblighi formativi non sarebbe un passo avanti. Ma secondo lei perch\u00e9 finora le aziende non hanno usato il contratto di apprendistato? E con queste semplificazioni davvero cominceranno a farlo?<br \/>\n<\/b>La Camera ha modificato notevolmente il decreto per questo aspetto. Resta a mio avviso discutibile la norma che lascia sostanzialmente libere le Regioni di imporre un contenuto formativo oppure no. Credo comunque che in seconda lettura il Senato interverr\u00e0 su questo punto del decreto.<\/p>\n<p><b>Oltre al decreto legge Poletti, per sua stessa natura immediatamente entrato in vigore, ora sul tavolo delle riforme in tema di lavoro c&#8217;\u00e8 il disegno di legge &#8220;Delega al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonch\u00e9 in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternit\u00e0 ed alla conciliazione&#8221;. Un suo primo giudizio complessivo sul ddl?<br \/>\n<\/b>Avrei preferito un disegno di legge che puntasse esplicitamente a un nuovo testo unico semplificato della disciplina dei rapporti di lavoro inserito nel Codice civile e a un testo unico sugli ammortizzatori sociali. Il disegno di legge presentato dal Governo pu\u00f2 comunque portare a questo stesso risultato. In Senato lavoreremo in questa direzione.<\/p>\n<p><b>La convince l&#8217;articolo 2, quello che riguarda la riforma dei servizi per il lavoro e politiche attive?<br \/>\n<\/b>Ho l\u2019impressione che qui ci sia un problema di compatibilit\u00e0 tra il contenuto del disegno di legge e la ripartizione costituzionale delle competenze legislative tra Stato e Regioni. Lo si pu\u00f2 comunque risolvere applicando il principio di sussidiariet\u00e0: lo Stato interviene l\u00e0 dove la Regione non adempie la propria funzione.<\/p>\n<p><b>Gi\u00e0, ma come lo si accerta?<br \/>\n<\/b>Non \u00e8 difficile individuare indici obiettivi di efficienza ed efficacia dei servizi per l\u2019impiego, sia per quel che riguarda i servizi all\u2019incontro fra domanda e offerta, sia per quel che riguarda quelli di orientamento e quelli di formazione professionale.<\/p>\n<p><b>Rispetto al riordino degli ammortizzatori sociali, Renzi promette una universalizzazione del campo di applicazione dell\u2019Aspi, con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, ma prevedendo prima dell\u2019entrata a regime un periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite. Secondo lei davvero c&#8217;\u00e8 bisogno di una sperimentazione? Non basterebbe decidere, e aprire il sostegno a tutti gli aventi diritto?<br \/>\n<\/b>In questo campo il metodo sperimentale mi sembra indispensabile: in Italia siamo troppo indietro \u2013 nel senso della mancanza di <i>know-how<\/i> specifico \u2013 sul terreno della necessaria coniugazione di sostegno del reddito e misure di reinserimento, cio\u00e8 della condizionalit\u00e0 del trattamento economico di disoccupazione, per poter pensare a una riforma organica che prenda forma definitiva dall\u2019oggi al domani.<\/p>\n<p><b>Nel disegno di legge la questione della sperimentazione ritorna pi\u00f9 volte. Per esempio rispetto al contratto unico, che Renzi aveva finora sostenuto, si legge nel testo che l&#8217;obiettivo di riforma si limiterebbe alla \u00abredazione di un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali dei rapporti di lavoro [\u2026]che possa anche prevedere la introduzione, eventualmente in via sperimentale, di ulteriori tipologie contrattuali espressamente volte a favorire l\u2019inserimento nel mondo del lavoro, con tutele crescenti per i lavoratori\u00bb. Un passo indietro dunque. Chi ha spinto perch\u00e9 Renzi lo facesse? Gli alfaniani alleati al governo o quella minoranza Pd che ha sempre visto il contratto unico come fumo negli occhi?<br \/>\n<\/b>Il condizionamento negativo \u00e8 venuto da entrambe le parti. Ma non dispero che si riesca a superarlo gi\u00e0 in fase di conversione in legge del decreto n. 34. Non sarebbe difficile anticipare nel decreto una norma che preveda almeno un avvio del nuovo contratto a tempo indeterminato a protezioni progressive, salvo poi inserire organicamente la relativa disciplina nel testo unico delle norme sui rapporti individuali di lavoro.<\/p>\n<p><b>A una domanda sul Jobs Act che un giornalista del <i>Fatto<\/i> le aveva fatto prima che il testo del ddl fosse reso pubblico, lei aveva risposto che \u00abla delega legislativa per ora sembra formulata a maglie molto larghe. Se il suo contenuto non verr\u00e0 reso pi\u00f9 preciso e stringente prima della presentazione al Parlamento, sar\u00e0 quest\u2019ultimo a doverlo fare\u00bb. Dunque secondo lei il Parlamento adesso dovr\u00e0 mettere mano al disegno di legge, rendendolo pi\u00f9 puntuale?<br \/>\n<\/b>S\u00ec: mi sembra necessario.<\/p>\n<p><b>E nel frattempo il progetto di Contratto di ricollocazione di Scelta Civica che strada sta facendo?<br \/>\n<\/b>Per quel che ne so, Lazio e Trentino Alto Adige stanno gi\u00e0 attivandone la sperimentazione. E alla Edison hanno stipulato un accordo aziendale che prevede proprio l\u2019attivazione del contratto di ricollocazione, anche senza finanziamento pubblico, come strumento per attuare nel modo migliore una riduzione degli organici. Il compito di implementare questa misura \u00e8 stato affidato dalla Edison alla agenzia Intoo.<\/p>\n<p><b>Il ministro Poletti ha risposto all&#8217;interrogazione parlamentare in cui lei e altri senatori chiedevate conto del Fondo per le politiche attive del lavoro? Questi 50 milioni, gi\u00e0 pochissimi, ci sono o non ci sono?<br \/>\n<\/b>Non ancora. Lo stanziamento \u00e8 previsto dalla legge di stabilit\u00e0, ma non \u00e8 stato ancora emanato il regolamento che consente di attivare la sperimentazione con quelle risorse. Avrebbe dovuto essere emanato entro marzo.<\/p>\n<p><b>Che tempi prevede per questa riforma del lavoro? C&#8217;\u00e8 chi ha ricordato che l&#8217;<em>iter<\/em> parlamentare della legge Biagi dur\u00f2 tre anni: anche per la riforma Renzi si aspetter\u00e0 cos\u00ec tanto?<br \/>\n<\/b>Le variabili che possono influire sui tempi dell\u2019<i>iter<\/i> parlamentare sono molte. La pi\u00f9 importante \u00e8 quella che riguarda la capacit\u00e0 di questa legislatura di durare oltre il prossimo autunno. Dipender\u00e0 anche dall\u2019esito delle elezioni europee. \u00c8 certo, comunque, che non sar\u00e0 un <i>iter<\/i> rapidissimo; per semplificarlo e velocizzarlo sarebbe meglio dividere il disegno di legge in due provvedimenti distinti, uno dedicato al testo unico sui rapporti di lavoro, cio\u00e8 al <em>Codice semplificato<\/em>, e l\u2019altro dedicato alla materia degli ammortizzatori sociali.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NONOSTANTE LE MODIFICHE APPORTATE DALLA\u00a0CAMERA DEI DEPUTATI, IL DECRETO SUL LAVORO RESTA UN\u00a0PASSAGGIO IMPORTANTE\u00a0IN DIREZIONE DI UNA REGOLAZIONE PI\u00d9\u00a0SEMPLICE E DI UN MERCATO PI\u00d9 FLUIDO &#8211; IL PROVVEDIMENTO DEVE ESSERE PER\u00d2 RIEQUILIBRATO SUL VERSANTE DEL RAPPORTO A TEMPO INDETERMINATO Intervista a cura di Eleonora Voltolina, pubblicata sull&#8217;e-magazine\u00a0Next Hr del sito\u00a0repubblicadeglistagisti.it il 24 aprile 2014 &#8211; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-30832","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30832\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}