
{"id":31182,"date":"2014-05-20T11:35:26","date_gmt":"2014-05-20T10:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31182"},"modified":"2014-05-20T11:35:26","modified_gmt":"2014-05-20T10:35:26","slug":"i-difetti-del-decreto-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31182","title":{"rendered":"I DIFETTI DEL DECRETO SUL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PERCH\u00c9 ACCADE CHE ANCHE LEGGI IMPORTANTISSIME, COME IL DECRETO POLETTI, ESCANO DALLA DISCUSSIONE PARLAMENTARE CON ERRORI TECNICI BEN INDIVIDUATI DA CHI LE HA DISCUSSE E TUTTAVIA NON CORRETTI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em>, nella rubrica<\/em> Lettera sul lavoro<em>,<\/em>\u00a0<em>\u00a0il 19 maggio 2014<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Solo un osservatore un po\u2019 fazioso pu\u00f2 negare che il decreto Poletti, convertito definitivamente in legge gioved\u00ec, costituisca una svolta importante nel nostro diritto del lavoro. Non \u00e8 forse importante stabilire, per la prima volta in mezzo secolo, che il contratto di lavoro a termine non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerato \u201csocialmente pericoloso\u201d? Tuttavia il decreto, oltre a essere scritto in modo illeggibile per la quasi totalit\u00e0 dei suoi destinatari (su questo punto torno pi\u00f9 avanti), contiene diverse disposizioni scritte in modo difettoso: dei veri e propri errori tecnici.<\/p>\n<p>Non sarebbe il caso di scriverne per il grande pubblico, se non fosse per questo: la Commissione parlamentare che ha approvato il testo definitivo era pienamente consapevole di questi difetti; eppure non ha voluto o potuto correggerli. Conoscere questa vicenda dal di dentro aiuta a capire perch\u00e9 le leggi italiane sono cos\u00ec frequentemente mal fatte.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 vistoso dei difetti contenuti nel decreto\u00a0sta nella norma che commina la nuova sanzione per i contratti a termine stipulati in violazione dell\u2019unico limite rimasto: quello per cui i lavoratori assunti in questo modo non possono essere pi\u00f9 del 20 per cento rispetto ai lavoratori stabili. Fino a ieri \u2013 essendo il contratto a termine considerato \u201cin s\u00e9 cattivo\u201d, in assenza di adeguata motivazione \u2013 il rimedio per la stipulazione irregolare era pacificamente costituito dalla conversione in contratto a tempo indeterminato. Ora che, con questo decreto, il contratto a termine non\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 considerato intrinsecamente pericoloso, la Commissione Lavoro del Senato,\u00a0 modificando una scelta compiuta su questo punto in prima lettura dalla Camera, decide di prevedere per il caso di superamento del limite del 20 per cento soltanto un\u2019ammenda a carico del datore di lavoro, che non incide sulla validit\u00e0 del termine apposto al contratto. Non c\u2019\u00e8 pieno consenso su questa scelta tra i partiti della maggioranza; ma, a scanso del rischio che il decreto decada per mancata conversione in legge entro il termine di 60 giorni, il compromesso viene raggiunto con l\u2019aumento dell\u2019ammenda. Il Governo si incarica di presentare <a title=\"Emendamenti del Governo sul Decreto n. 34\/2014\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30918\" target=\"_blank\">l\u2019emendamento<\/a>. Senonch\u00e9 nel corso del suo esame ci si accorge di un difetto di chiarezza: esso non dice esplicitamente che la sanzione pecuniaria sostituisce la vecchia sanzione della conversione in contratto a tempo indeterminato, cosicch\u00e9 qualcuno potrebbe intendere che ora si applichino entrambe le sanzioni. Basterebbe un subemendamento che contenesse il chiarimento; ma se il Governo o il relatore lo presentasse, occorrerebbe differire ulteriormente la chiusura dei lavori per consentire la presentazione di eventuali sub-subemendamenti, col rischio di sforare rispetto ai tempi previsti. D\u2019altra parte la correzione non potr\u00e0 essere fatta in sede di assemblea plenaria, perch\u00e9 il Governo \u2013 per accelerare l\u2019approvazione ed evitare sorprese \u2013 porr\u00e0 la questione di fiducia sul testo uscito dalla Commissione.<\/p>\n<p>Si opta dunque per la soluzione di inserire il chiarimento nella <a title=\"Lettera sul Lavoro - Corriere della Sera, 20.5.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31020\" target=\"_blank\">relazione che viene svolta in Aula<\/a> dal relatore a nome della maggioranza, prima della discussione generale e del voto di fiducia: cos\u00ec si esplicita l\u2019intendimento del legislatore.\u00a0 Gi\u00e0, ma il chiarimento resta solo negli atti parlamentari: non nel testo che andr\u00e0 nella <i>Gazzetta Ufficiale<\/i>. E di difetti di chiarezza come questo, corretti soltanto da un passaggio contenuto nella relazione in Aula (oppure non corretti neppure in quel modo, perch\u00e9 il compromesso politico \u00e8 consistito proprio nel lasciare la norma ambigua), ce ne sono altri tre o quattro, di non secondaria importanza. Con tutto il rischio di contenzioso che ne consegue, per la gioia dei soli avvocati.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 un difetto di forma del testo legislativo, che \u00e8 davvero imperdonabile. Il decreto \u00e8 scritto nella forma dell\u2019\u201cintarsio\u201d. Per esempio: &lt;&lt;Nell\u2019articolo 4, comma 1, del d.lgs. n. 368\/2001, le parole da \u2026 a \u2026 sono sostituite con le seguenti: \u2026 &gt;&gt;. Risultato: nessuno, tranne i funzionari del ministero che hanno scritto la norma, pu\u00f2 capirne immediatamente il significato e la portata pratica, se non dopo un paziente lavoro di taglia e incolla sulla base del vecchio testo. Non sarebbe costato nulla scriverla cos\u00ec: &lt;&lt;L\u2019articolo 4 del d.lgs. n. 368\/2001 \u00e8 sostituito dal seguente: \u201c\u2026\u201d&gt;&gt;. Gli stessi parlamentari lavorerebbero assai meglio su di un testo scritto in questo modo. E forse, anche nelle situazioni di emergenza, si eviterebbero molti errori.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PERCH\u00c9 ACCADE CHE ANCHE LEGGI IMPORTANTISSIME, COME IL DECRETO POLETTI, ESCANO DALLA DISCUSSIONE PARLAMENTARE CON ERRORI TECNICI BEN INDIVIDUATI DA CHI LE HA DISCUSSE E TUTTAVIA NON CORRETTI Articolo pubblicato sul Corriere della Sera, nella rubrica Lettera sul lavoro,\u00a0\u00a0il 19 maggio 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-31182","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31182","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31182"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31182\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31182"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31182"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31182"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}