
{"id":31316,"date":"2014-06-01T17:59:29","date_gmt":"2014-06-01T16:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31316"},"modified":"2014-06-01T18:11:08","modified_gmt":"2014-06-01T17:11:08","slug":"lavoro-il-molto-che-resta-da-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31316","title":{"rendered":"LAVORO: IL MOLTO CHE RESTA DA FARE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">CODICE SEMPLIFICATO DEL LAVORO, CONTRATTO DI LAVORO A PROTEZIONE CRESCENTE, SERVIZI PER L&#8217;IMPIEGO, ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO E APPRENDISTATO &#8220;DUALE&#8221;, ATTIVAZIONE DEL PROGRAMMA YOUTH GUARANTEE (OGGI IN GRAVE RITARDO): UN&#8217;AGENDA FITTA E MOLTO IMPEGNATIVA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Stefano Regondi in corso di pubblicazione sul numero di giugno del mensile dell&#8217;Enaip<\/em> Extra Moenia<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Senatore come giudica complessivamente il d.l. Poletti sul lavoro convertito in legge il 15 maggio scorso?<\/strong><br \/>\nPur con diversi difetti di chiarezza su alcuni punti, peraltro agevolmente superabili con <a title=\"Ordini del giorno sul d.-l. n. 34\/2014, 5.5.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31224\" target=\"_blank\">l&#8217;ausilio degli interventi e degli ordini del giorno<\/a>\u00a0che hanno accompagnato l\u2019approvazione del testo legislativo in Senato, si tratta di un provvedimento utile e importante, che abbatte in parte il muro oggi frapposto dall\u2019ordinamento tra domanda e offerta di lavoro regolari.<\/p>\n<p><strong>La flessibilit\u00e0 che porta nel circuito lavorativo le pare un buon dispositivo per ridare ossigeno al sistema?<br \/>\n<\/strong>Oggi le imprese italiane operano in una condizione di incertezza accentuatissima circa il futuro, anche a breve termine: incertezza non soltanto riguardo al se e al quando dell\u2019uscita dalla congiuntura sfavorevole, ma anche riguardo a eventi che possono accadere nelle parti pi\u00f9 lontane del globo, e che pure assumono una rilevanza notevolissima per l\u2019andamento della nostra economia: si pensi, per esempio, all\u2019andamento dell\u2019economia cinese e di quella indiana, cio\u00e8 di due nazioni dove vivono due miliardi e mezzo di persone, con la quale la nostra \u00e8 sempre pi\u00f9 strettamente interconnessa. Se il diritto del lavoro non si adatta a questa nuova situazione, esso finisce con l\u2019avere effetti negativi sui livelli occupazionali. La sicurezza economica e professionale delle persone che lavorano resta sempre un obiettivo fondamentale; ma non pu\u00f2 pi\u00f9 essere costruita con l\u2019ingessatura del rapporto di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Ma era davvero principalmente la disciplina del contratto a termine che costituiva l\u2019ostacolo decisivo?<br \/>\n<\/strong>No: anche la disciplina del contratto a tempo indeterminato \u00e8 oggi troppo rigida, in relazione alla situazione di incertezza di cui si \u00e8 detto. Ed effettivamente io avrei preferito che il decreto Poletti intervenisse sia sul versante del contratto a termine, sia su quello del contratto a tempo indeterminato: sarebbe stato un intervento pi\u00f9 equilibrato, e anche pi\u00f9 incisivo. Tuttavia va dato atto al Governo della perdurante forte opposizione della sinistra sindacale e politica \u2013 anche all\u2019interno del Partito Democratico \u2013 a qualsiasi modifica della disciplina dei licenziamenti nel rapporto a tempo indeterminato, che ha reso necessario procedere come ha fatto il ministro Poletti. Ora, finalmente, quella stessa sinistra politica e sindacale si sta accorgendo di come la difesa a oltranza della vecchia disciplina del contratto a tempo indeterminato finisca col renderlo assai poco \u201ccompetitivo\u201d rispetto al contratto a termine liberalizzato; possiamo dunque confidare che, in sede di approvazione della legge-delega sul lavoro, venga dettata una disciplina organica pi\u00f9 flessibile anche su questo versante. Lo stesso decreto Poletti, del resto, nel suo preambolo annuncia l\u2019emanazione di un <a title=\"Portale della Semplificazione e della Flexsecurity\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\" target=\"_blank\"><em>Codice semplificato del lavoro<\/em><\/a>, in cui il contratto a tempo indeterminato assumer\u00e0 la forma e la sostanza di un \u201ccontratto a protezione crescente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda gli apprendistati, nel decreto Poletti il principale intervento riguarda la quota di rapporti che le aziende devono trasformare in assunzione prima di poter avviare nuovi apprendistati: la quota viene ridotta al 20%, e si applicher\u00e0 solamente per le aziende con pi\u00f9 di 50 dipendenti. Nei percorsi di apprendistato viene definito un sistema di alternanza scuola-lavoro e sono introdotte modalit\u00e0 semplificate per la compilazione del piano formativo individuale sulla base di moduli e formulari stabiliti da enti bilaterali e dalla contrattazione collettiva. Il modello \u00e8 quello tedesco? Se s\u00ec, \u00e8 davvero perseguibile in un territorio cos\u00ec diverso come l\u2019Italia?<br \/>\n<\/strong>Il riferimento al modello tedesco, nel decreto Poletti, compare soltanto nella disposizione che richiama l\u2019\u201capprendistato duale\u201d e l\u2019alternanza scuola-lavoro. Ma \u00e8 un modello che oggi \u2013 se si esclude qualche buna esperienza emiliana \u2013 soltanto le province autonome di Bolzano e Trento sono in grado di attivare per davvero. Nel resto del Paese siamo purtroppo molto lontani da quel modello. Col risultato che scuola e tessuto produttivo riescono a dialogare troppo poco e male; e conseguentemente l\u2019apprendistato non riesce a decollare come canale normale per l\u2019inserimento dei giovani nel tessuto produttivo.<\/p>\n<p><strong>Sul fronte del lavoro c\u2019\u00e8 poi il tema della Garanzia Giovani, programma europeo operativo in Italia dal 1\u00b0 maggio, che ci porta in dote 1,5 miliardi di euro per il biennio 2014-2015 per favorire l\u2019occupazione degli under 24. Come deve essere utilizzato questo patrimonio dalle istituzioni?<br \/>\n<\/strong>Il programma <em>Youth Guarantee<\/em> potrebbe costituire una grande occasione per rimettere in moto il nostro mercato del lavoro nel segmento giovanile, dove esso \u00e8 pi\u00f9 in crisi. Il guaio \u00e8 che stiamo rischiando di sprecare questa grande occasione e le risorse che essa potrebbe portare con s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>In che senso stiamo rischiando di sprecarla?<br \/>\n<\/strong>Incominciamo col dire che avremmo dovuto, secondo la raccomandazione europea dell\u2019aprile 2013, partire il 1\u00b0 gennaio di quest\u2019anno, e invece ufficialmente siamo partiti soltanto il 1\u00b0 maggio: quattro mesi di ritardo costituiscono una colpa grave, in un Paese che conta pi\u00f9 del 40 per cento di disoccupazione giovanile. Ma ancor pi\u00f9 grave \u00e8 il fatto che il 1\u00b0 maggio il programma \u00e8 partito soltanto sulla carta: in realt\u00e0, siamo ai primi di giugno e ancora nessun giovane, tra i primi 60.000 che si sono iscritti attraverso il portale nazionale, \u00e8 stato contattato dai Centri per l\u2019Impiego, perch\u00e9 non \u00e8 ancora stato attivato l\u2019accesso delle Regioni ai dati raccolti attraverso quel portale. Se tutto va bene, nelle Regioni pi\u00f9 attive e meglio attrezzate i primi colloqui partiranno a met\u00e0 giugno, con quasi sei mesi di ritardo rispetto alla data di attivazione del programma europeo. Inoltre gli Assessori regionali al Lavoro non sono ancora in grado di governare direttamente il personale dei Centri per l\u2019Impiego, che dipendono dalle Province, ora \u201ccommissariate\u201d, in attesa della riforma costituzionale che abolir\u00e0 questo livello di amministrazione. Se non saremo capaci di dare un forte colpo di reni, vedo un serio rischio che l\u2019Italia finisca col non essere in grado di utilizzare una parte consistente del finanziamento europeo; se non \u2013 Dio non voglia \u2013 col perderlo quasi del tutto.<\/p>\n<p><strong>Le statistiche ufficiali parlano di una perdita complessiva, in Europa, di circa 10 milioni di occupati nella fascia di popolazione con meno di 40 anni tra il 2007 e il 2012, pari a un calo di 9,5 punti percentuali. I dati Eurostat restituiscono un\u2019Italia ultima per numero di laureati (22,4%) e prima per disoccupazione giovanile (42,7%). Oltre alle \u201crisposte normative\u201d quali asset occorre sfruttare per rilanciare il capitale umano del nostro Paese?<br \/>\n<\/strong>Innanzitutto \u00e8 necessario rimettere in moto il mercato del lavoro, in modo che torni ad aumentare il tasso di occupazione femminile, quello giovanile e quello dei cinquantenni e sessantenni: un primo modo efficacissimo per valorizzare il capitale umano consiste nell\u2019attivarlo, utilizzarlo effettivamente nel tessuto produttivo. Poi \u00e8 indispensabile una riqualificazione del nostro sistema scolastico, di quello della formazione professionale e di quello universitario: ma questo non pu\u00f2 che essere un processo lungo, capace di produrre risultati positivi solo a distanza di diversi anni.<\/p>\n<p><strong>Si moltiplicano le cronache di giovani, specialmente al Sud Italia, che dopo anni di studi si trovano costretti a fare ritorno in famiglia per la mancanza di lavoro: ne derivano notevoli e drammatici disagi sociali. Come possono diventare una risorsa queste esperienze per i giovani e per il contesto in cui operano (famiglie, istituzioni, etc.)?<br \/>\n<\/strong>Le vie d\u2019uscita per le popolazioni che si trovano in situazioni di arretratezza economica, oggi, sono solo due: la prima consiste nell\u2019imparare a \u201cingaggiare\u201d il meglio dell\u2019imprenditoria mondiale, quella pi\u00f9 capace di valorizzare il lavoro delle persone, inducendola a insediarsi in casa loro. Questa \u00e8 una strategia molto diversa rispetto al rivendicare un capitalismo sovvenzionato dallo Stato, come abbiamo fatto finora per il nostro Mezzogiorno. Per praticare questa strategia occorre imparare a valutare i nuovi piani industriali, la capacit\u00e0 imprenditoriale di chi li propone, e, se la valutazione \u00e8 positiva, essere disposti a una scommessa comune con l\u2019imprenditore sulla riuscita dell\u2019intrapresa: cio\u00e8 essere disposti, oltre che a negoziare a 360 gradi le condizioni di lavoro, anche a rischiare qualche cosa in proprio. Se non si \u00e8 capaci o disposti a farlo, l\u2019unica altra via d\u2019uscita \u00e8 la mobilit\u00e0: spostarsi dove le proprie capacit\u00e0 sono meglio valorizzate. La migrazione non corrisponde sempre soltanto a un impoverimento delle regioni d\u2019origine: accade anche che dopo qualche tempo gli emigranti ritornino in patria portando con s\u00e9 esperienze, competenze e relazioni preziose per impiantare nuove imprese di successo nelle terre d\u2019origine. In ogni caso, non vedo alternative serie oltre a queste due.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CODICE SEMPLIFICATO DEL LAVORO, CONTRATTO DI LAVORO A PROTEZIONE CRESCENTE, SERVIZI PER L&#8217;IMPIEGO, ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO E APPRENDISTATO &#8220;DUALE&#8221;, ATTIVAZIONE DEL PROGRAMMA YOUTH GUARANTEE (OGGI IN GRAVE RITARDO): UN&#8217;AGENDA FITTA E MOLTO IMPEGNATIVA Intervista a cura di Stefano Regondi in corso di pubblicazione sul numero di giugno del mensile dell&#8217;Enaip Extra Moenia<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-31316","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31316","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31316"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31316\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31316"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31316"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31316"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}