
{"id":31551,"date":"2014-06-18T18:30:37","date_gmt":"2014-06-18T17:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31551"},"modified":"2014-06-18T18:58:14","modified_gmt":"2014-06-18T17:58:14","slug":"scioperi-che-hanno-sempre-meno-senso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31551","title":{"rendered":"SCIOPERI CHE HANNO SEMPRE MENO SENSO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">RIFLESSIONI DOPO ALCUNI SCIOPERI FALLITI, DALLA RAI ALLA MASERATI, DALLA SPEZIA A GRUGLIASCO<\/span><\/p>\n<p><i>Intervista a cura di Alberto Brambilla, pubblicata su <\/i>Il Foglio<i> il 18 giugno 2014<\/i><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Da forma eccezionale di protesta libera dei lavoratori che fu, secondo la concezione originaria dei padri costituenti, lo sciopero si \u00e8 ridotto a una forma di contestazione anacronistica e inefficace, quando si parla di manifestazioni aziendali, rituale e impopolare, quando si parla di servizi pubblici. Gli \u201cscioperi all\u2019ultimo minuto\u201d, \u201cquelli dell\u2019ultima ora (prima della chiusura)\u201d, quelli \u201cper allungare il weekend\u201d (del venerd\u00ec o del luned\u00ec nei trasporti locali) sono per la grande maggioranza riti logori con cui il sindacato \u201cmanifesta debolezza, mostrando di non saper dare segni di vita diversi da questo e pi\u00f9 producenti\u201d. La pensa cos\u00ec Pietro Ichino, giuslavorista, senatore di Scelta civica, ex Pd. A sollevare la riflessione \u00e8 il caso dello stabilimento Fiat di Grugliasco dove luned\u00ec la Fiom ha realizzato uno sciopero di un\u2019ora per protestare contro i turni e le condizioni di lavoro concordati tra Fiat e gli altri sindacati firmatari del contratto aziendale (Fiom quindi esclusa) per fare fronte alla crescente richiesta di Maserati l\u00ec prodotte. Evento \u201cassolutamente incomprensibile\u201d, ha risposto Fiat con un duro comunicato, in uno stabilimento \u201cche sta creando posti e opportunit\u00e0 di lavoro\u201d, rianimato dopo sette anni di fermo e diventato il perno del rilancio globale di Fiat-Chrysler con la promessa di un miliardo di euro di investimenti da parte dell\u2019ad Sergio Marchionne. Il successo numerico dello sciopero \u00e8 discusso. Per Fiom avrebbe raggiunto picchi del 30 per cento di adesioni in certi reparti. Per Fiat solo dell\u201911 per cento, con 11 vetture prodotte in meno. Anche dal punto di vista della Fiom il risultato \u00e8 \u201ccontropruducente\u201d, dice Ichino: tanto che il segretario Maurizio Landini \u201cfar\u00e0 bene a considerare che da esiti come questo viene confermata la debolezza del suo sindacato, intesa come capacit\u00e0 di raccogliere un consenso maggioritario, ma anche come capacit\u00e0 di sintonizzarsi con un nuovo sistema di relazioni industriali non pi\u00f9 corrispondente al paradigma anacronistico dell\u2019antagonismo tra imprenditore e lavoratori\u201d. In uno stabilimento dove la Cgil \u2013 \u00e8ra pre-Marchionne \u2013 aveva una percentuale bulgara, un sondaggio Fiom della settimana scorsa ha ricevuto solo per il 20 per cento di adesioni (476 su 2.000 schede distribuite) con un lavoratore su tre che si diceva rappresentato anche dalle altre sigle. \u201cLo sciopero \u00e8 efficace se dimostra la volont\u00e0 dei lavoratori di manifestare il proprio consenso con le scelte del sindacato. Negli anni Settanta si scioperava magari solo per un quarto d\u2019ora al fischio del delegato sindacale, e si fermavano tutti: era il segno della forza organizzativa del sindacato, della sua piena presa sui lavoratori\u201d. Perch\u00e9 la conflittualit\u00e0 persiste nonostante un contratto aziendale che, in teoria, dovrebbe ridurla? \u201cQuando si esprime nella forma dello sciopero, la riduzione della conflittualit\u00e0 non \u00e8 determinata dallo spostamento della contrattazione dal centro alla periferia, ma dalla contesto di piena dall\u2019esposizione dell\u2019impresa alla concorrenza globale\u201d, dice Ichino.<br \/>\n\u201cSoprattutto se le imprese operano in un contesto globale perch\u00e9 i lavoratori percepiscono che se si indebolisce l\u2019azienda si fa un regalo ai competitor \u2013 dice Ichino, d\u2019altronde la competizione per Fiat si sente: le immatricolazioni europee sono in ripresa ma a ritmi pi\u00f9 contenuti rispetto ai concorrenti \u2013 e perci\u00f2, a maggiore ragione, nel vedere l\u2019inefficacia di uno sciopero un lavoratore potrebbe i lavoratori tendono dunque a preferire un giorno di paga a uno di protesta inefficace\u201d. Cos\u00ec \u00e8 andata con lo sciopero mancato di Pasquetta in un ipermercato di La Spezia: i dipendenti hanno lavorato snobbando la chiamata della Cgil, altro caso clamoroso. Ma tra mobilitazioni numericamente esigue e successo discutibile che senso ha lo sciopero nel XXI secolo? \u201cPer i padri costituenti era un\u2019arma estrema, eccezionale. Poi, negli ultimi quarant\u2019anni lo sciopero ha subito una degenerazione \u2013 dice Ichino \u2013; \u00e8 quasi scomparso dal settore manifatturiero per diventare una forma di lotta utilizzata quasi esclusivamente nel terziario, in quello dei servizi e soprattutto nei trasporti. E qui la sua efficacia si esprime non tanto nel produrre un danno al datore di lavoro \u2013 il quale anzi trae sovente un vantaggio economico dallo sciopero, vedi le aziende del trasporto pubblico locale che nel giorno di stop non hanno usura dei mezzi n\u00e9 consumo di carburante \u2013 quanto nel produrre un danno alla cittadinanza, finalizzato a una pressione sui poteri pubblici\u201d. E\u2019 qui che la protesta ha perso Perdendo il \u201ccarattere di eccezionalit\u00e0\u201d, la protesta ha \u201cassunto frequentemente un carattere marcatamente opportunistico, con il grave issimo difetto di confondere tutti nel gruppo degli scioperanti, tra chi vuole solo approfittare di un weekend lungo e chi invece manifesta reale consenso alle istanze sindacali\u201d. Ci\u00f2 ha tolto allo sciopero \u201cil valore morale che originariamente aveva e ha isolato il sindacato suscitandogli contro l\u2019ostilit\u00e0 dell\u2019opinione pubblica prevalente\u201d. Com\u2019\u00e8 stato nel caso dei tagli governativi alla Rai con la retromarcia del sindacato dei giornalisti, l\u2019Usigrai, da una protesta impopolare che ha diviso i confederali (Cgil e Uil intransigenti, Cisl dialogante). Quale altra forma di contestazione allora? \u201cNon ci si deve preoccupare troppo se lo sciopero perde il carattere della \u2018normalit\u00e0 sindacale\u2019 che ha assunto negli ultimi decenni, recuperando la natura eccezionale che deve essergli propria\u201d, dice Ichino. \u201cLa negoziazione delle condizioni di lavoro deve basarsi sulla \u2018madre di tutte le sanzioni\u2019 di cui i lavoratori dispongono: la minaccia di porre la loro professionalit\u00e0 al servizio di altri. Usare il mercato del lavoro minacciando efficacemente non lo sciopero, che distrugge ricchezza e fa danno anche agli scioperanti stessi, ma l\u2019ingaggio di un imprenditore diverso. Nell\u2019economia globalizzata questo \u00e8 diventato <a title=\"Che cosa impedisce ai lavoratori di scegliersi l'imprenditore\" href=\"http:\/\/archivio.www.pietroichino.it\/saggi\/view.asp?IDArticle=305\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline;\">sempre pi\u00f9 a portata di mano, quando c\u2019\u00e8 un sindacato che sa fare il proprio mestiere.<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIFLESSIONI DOPO ALCUNI SCIOPERI FALLITI, DALLA RAI ALLA MASERATI, DALLA SPEZIA A GRUGLIASCO Intervista a cura di Alberto Brambilla, pubblicata su Il Foglio il 18 giugno 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,11],"tags":[],"class_list":["post-31551","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31551","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31551"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31551\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}