
{"id":31942,"date":"2014-07-17T13:03:31","date_gmt":"2014-07-17T12:03:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31942"},"modified":"2014-07-20T21:36:14","modified_gmt":"2014-07-20T20:36:14","slug":"alitalia-i-poco-sostenibili-motivi-del-rifiuto-della-cgil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31942","title":{"rendered":"ALITALIA: I (POCO SOSTENIBILI) MOTIVI DEL RIFIUTO DELLA CGIL"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">AFFRONTARE UNA CRISI OCCUPAZIONALE AZIENDALE CON LA CASSA INTEGRAZIONE SIGNIFICA RENDERNE PIU&#8217; DIFFICILE LA SOLUZIONE, QUANDO NON RINUNCIARVI DEL TUTTO<\/span><\/p>\n<p><em>Lettere pervenute rispettivamente il 15 e il 16 luglio 2014, a seguito del <a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 304, 14.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31899\" target=\"_blank\">mio editoriale telegrafico per la <\/a><\/em><a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 304, 14.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31899\" target=\"_blank\">Nwsl<\/a><em><a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 304, 14.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31899\" target=\"_blank\"> n. 304<\/a>, del 14 luglio<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA LETTERA DEL SEGRETARIO DEL CIRCOLO PD TRASPORTO AEREO DI ROMA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Buongiorno Prof. Ichino,<br \/>\nsono lavoratore Alitalia e Segretario del Circolo PD Trasporto Aereo di Roma.<br \/>\nLeggendo <a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 304, 14.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31899\" target=\"_blank\">il suo articolo riguardante Alitalia<\/a> vorrei fare delle precisazioni importanti. Non voglio annoverarmi in nessun tipo di discussione correntizzia o di altra natura, n\u00e9 esprimermi attraverso etichettature (Cgil o Sinistra PD) che non mi appartengono in un contesto e su un argomento di cos\u00ec grande portata. In generale credo infatti che troppi ritardi culturali siano presenti nella sinistra europea, quindi italiana, su tanti e troppi argomenti di natura economica e industriale.<br \/>\nI no della CGIL e della Sinistra del PD non sono riconducibili ad un contrasto ideologico al cambiamento di fase in atto, non da oggi, ma ad una inconsistenza dell&#8217;intera discussione esuberi Alitalia. Partiamo anche dal fatto che di fronte ad un grande investimento di rilancio, si licenzia.<br \/>\nTutti hanno capito la natura e la portata culturale e politica di questo accordo, in aprte sono anche\u00a0d&#8217;accordo: si passa dalla tutela del posto di lavoro, alla tutela del lavoro(o suo rilancio). Uscendo per\u00f2 fuori dall&#8217;ideologia vorrei dire che in\u00a0campo non c&#8217;era la discussione su come affrontare, cambiando le coordinate di orientamento, la &#8216;grande&#8217; ristrutturazione Alitalia attuando nuove e pi\u00f9 innovative forme di politiche attive del lavoro, ma solo come trovare il modo di licenziare senza un reale progetto di ricollocazione del personale ritenuto in eccedenza. Nel far questo si son inserite delle coccarde, ma nulla pi\u00f9 almeno per ora.<br \/>\nAnche come Circolo e come PD Roma\u00a0e PD Lazio abbiamo sempre sostenuto che la risposta ai licenziamenti poteva essere solamente affrontata dando un progetto industriale generale al rilancio dell&#8217;intero aeroporto di Roma-Fiumicino guardando ai vari segmenti: handlers, vettori(Alitalia), polo manutentivo.<br \/>\nBisognava rispondere agli esuberi attraverso una proposta di sistema, un progetto sostenuto e presentato per rilanciare l&#8217;intero comportato. Questa via indicata non \u00e8 stata presoa sufficientemente in considerazione e ci si \u00e8 fermati ai titoli e ai licenziamenti. Non rinunceremo alle nostre proposte e battaglie di merito.<br \/>\nMa partiamo dai numeri reali di quell&#8217;accordo e alcune banali domande che rimangono senza risposta.<br \/>\nCirca 1,5 miliardi l&#8217;operazione complessiva in questa prima fase. Un rilancio della compagnia\u00a0nei fatti, \u00a0si determina il licenziamento di 1635 lavoratori in Italia e di 52 lavoratori\u00a0all&#8217;estero. A 681 di questi lavoratori si offre l&#8217;incerta prospettiva del reimpiego fuori da Alitalia. La domanda \u00e8 dove, come quando? Nell&#8217;accordo non \u00e8 specificato nulla. Per il contratto di ricollocamento degli altri 954 licenziati, rimane un progetto tutto fumoso. Anche qui bene un nuovo sistema, bene politiche attive del lavoro ma per far cosa? Licenziamento per costruire un sistema formativo e di ricollocamento non guardando bene che manca la strategia industriale di dove ricollocare. C&#8217;\u00e8 un sistema industriale del territorio in grado di riassorbile il personale in eccesso? Nell&#8217;aeroporto di Roma a causa di una deregolamentazione selvaggia e di mancata visione strategica del settore, che non ha tenuto conto ne dei limiti e ne delle potenzialit\u00e0, ad oggi le pi\u00f9 grandi aziende sono fallite o quasi con circa 5000 persone in CIG o mobilit\u00e0 al netto di Alitalia. In questo accordo\u00a0quindi\u00a0manca il &#8216;dove ricollocare&#8217; e senza un reale progetto industriale e di\u00a0servizi avanzati \u00e8 inutile discutere di contratti di ricollocazione come elemento risolutivo.\u00a0Nessuno si stupisce dei licenziamenti, ora mai tutti svezzati, ma crediamo che quando si\u00a0sostituisce\u00a0un modello\u00a0deve essercene un altro pronto a dare risposte adeguate. Oggi questo non c&#8217;\u00e8. Attendiamo Settembre per il Tavolo Ministero, Regione Lazio, Enac. Di fatto sicuri sono solo i licenziamenti e un progetto di formazione&#8230; la ricollocazione &#8216;vedremo&#8217;. [&#8230;]<br \/>\nGrazie mille, un fraterno saluto<br \/>\nV. P.<br \/>\nCircolo PD Trasporto Aereo Cesare Maiello<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA LETTERA DI UN GRUPPO DI DIPENDENTI ALITALIA IN CASSA INTEGRAZIONE DAL 2008<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Gentile Senatore,<br \/>\nLeggiamo <a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 304, 14.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31899\" target=\"_blank\">sul suo sito <\/a>: &#8220;La Cig\u00a0 \u00e8 lo strumento sbagliato per il sostegno dei lavoratori [che perdono il lavoro in una crisi aziendale]: perch\u00e9 \u00e8 strutturata per tenerli legati all\u2019impresa di origine, non per incentivarli e aiutarli ad attivarsi nella ricerca della nuova occupazione; e perch\u00e9 allungare i periodi di inattivit\u00e0 dei lavoratori significa sempre renderne via via pi\u00f9 difficile la ricollocazione&#8221;.<br \/>\nRappresentiamo alcuni ex dipendenti della Alitalia Linee Aeree Italiane fatta fallire nel 2008 con il pi\u00f9 grande licenziamento collettivo italiano passato sotto silenzio con il placet di Governo e Parti Sociali. Persone \u2018\u2019intrappolate\u2019\u2019 prima\u00a0 in cassaintegrazione per 4 lunghi anni, periodo che sarebbe dovuto servire alla \u2018\u2019riqualificazione professionale\u2019\u2019 , poi in mobilit\u00e0 da ottobre 2012 fino a ottobre 2015: un licenziamento differito. &#8216;\u2019Estromessi\u2019\u2019 in 10 mila dal lavoro per salvare 12500\u00a0 posti\u00a0 nella nuova Alitalia privata, per anni siamo stati rimandati dal Ministero del Lavoro, in quanto problema nazionale, alla Regione Lazio, in quanto sul territorio laziale, e viceversa.<br \/>\nOggi ci troviamo senza riqualificazione professionale, senza occupazione, senza futuro e con una attenzione mediatica e governativa inesistente. Come noto sono\u00a0 stati cancellati circa 10.000 posti di lavoro, procedendo in deroga all&#8217;art 2112,\u00a0 giustificando la non continuit\u00e0 aziendale con l&#8217;interruzione del servizio di un solo giorno.<br \/>\nAbbiamo\u00a0 inviato numerose mail all&#8217;attenzione del Presidente del Consiglio Renzi, al presidente della Regione Lazio Zingaretti, all&#8217;Assessore al lavoro della regione Lazio Valente, tutte senza risposta. Abbiamo recentemente inviato un dossier al Ministro Poletti ed al Ministro Lupi, che alleghiamo alla presente. Abbiamo anche inoltrato varie mail alle redazioni di giornali e telegiornali ma sono veramente pochi a scrivere o parlare di noi ex dipendenti Alitalia, perch\u00e9 rimane una questione troppo spinosa da trattare.<br \/>\nNel suo sito, Senatore, lei scrive: &#8221; \u00c8 sufficiente una Delibera della Giunta Regionale ben fatta che preveda l\u2019accreditamento delle agenzie di outplacement migliori, un sistema di voucher che generi concorrenza tra loro, il \u201ccontratto di ricollocazione\u201d come metodo di gestione e l\u2019attivazione di una seria condizionalit\u00e0 del sostegno del reddito fondata sul controllo esercitato dal tutor&#8221;. Numerosi sono stati i tentativi da noi fatti per riportare l&#8217;attenzione sulla nostra problematica; ma ad oggi \u00e8 mancato del tutto il controllo istituzionale e sono rimaste inattuate le garanzie di politiche attive previste (riqualificazione tramite Italia Lavoro). L&#8217;ultimo incontro lo abbiamo avuto con l&#8217;assessore al lavoro della Regione Lazio a dicembre scorso, in cui siamo riusciti a chiarire che gli accordi sugli ex Alitalia sono stati disattesi e che la riqualificazione professionale prevista e pi\u00f9 volte richiesta dagli ex dipendenti non \u00e8 stata mai attivata, che noi ex lavoratori siamo stati allontanati dal mondo del lavoro, isolati nel limbo degli ammortizzatori sociali, completamente abbandonati da tutti compresi\u00a0 Governo e Parti Sociali (Lodo Letta &#8211; accordo quadro del14-09-2008 e in particolare punti i, ii, viii, x).<br \/>\nPer questo Le chiediamo di farsi da portavoce proponendo un progetto pilota che possa utilizzare noi ex Alitalia 2008. Sappiamo che il contratto di ricollocazione \u00e8 tutto da definire e che mancano ancora i decreti attuativi, e per questo abbiamo deciso di farci avanti.<br \/>\nIn attesa di un suo riscontro Le auguriamo buon lavoro.<br \/>\nRori Puleo e Simona Barbieri<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA MIA RISPOSTA A ENTRAMBI I MESSAGGI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><em>La seconda lettera,\u00a0scritta da\u00a0ex-dipendenti Alitalia\u00a0che da sei anni sono senza lavoro,\u00a0costituisce la migliore risposta alla prima. Essa mostra i\u00a0risultati desolanti del vecchio modo\u00a0in cui negli ultimi decenni sono sempre state affrontate le crisi occupazionali nelle imprese\u00a0italiane di grandi dimensioni. I\u00a0risultati, cio\u00e8, di una politica puramente\u00a0&#8220;passiva&#8221; di sostegno del reddito delle persone coinvolte, senza alcuna misura\u00a0volta\u00a0concretamente al reinserimento nel tessuto produttivo e senza\u00a0che il trattamento economico sia condizionato alla disponibilit\u00e0 effettiva di ciascun interessato per tutto quanto \u00e8 necessario\u00a0ai fini del reinserimento.\u00a0L&#8217;adozione del metodo del <\/em><a title=\"Portale del contratto di ricollocazione\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29934\" target=\"_blank\">contratto di ricollocazione<\/a><em> segna una svolta importantissima rispetto a quel vecchio protocollo, proprio perch\u00e9 esso consente una stretta connessione\u00a0tra sostegno del reddito e misure per il reinserimento; e consente di attivare la necessaria condizionalit\u00e0 del primo alla disponibilit\u00e0 della persona interessata per le seconde. Colpisce che la Cgil vi si opponga, rivendicando la ripetizione all&#8217;infinito degli errori del passato; non rendendosi conto che pretendere, per la soluzione della nuova crisi,\u00a0un anno di Cassa integrazione significa rinviare di un anno le misure necessarie per risolvere il problema, rendendone la soluzione pi\u00f9 difficile (perch\u00e9 tutti gli studi disponibili mostrano che ogni mese di inattivit\u00e0 riduce l&#8217;<\/em>employability<em> del lavoratore). Il segretario del Circolo PD Trasporto Aereo, come la Filt Cgil, rifiuta l&#8217;idea che si possa procedere a licenziamenti senza che si conosca preventivamente la precisa soluzione del problema occupazionale, cio\u00e8 il luogo dove ciascun licenziato verr\u00e0 rioccupato; ma in nessun Paese al mondo la facolt\u00e0 di un&#8217;impresa di procedere a una riduzione degli organici viene subordinata a questo requisito. La garanzia che i lavoratori devono esigere \u00e8 quella di una assistenza intensiva ed efficace nella ricerca della nuova occupazione e di un\u00a0sostegno del reddito che copra il periodo necesasrio per tale ricerca: perch\u00e9 la Cgil (e il Circolo PD Trasporto Aereo), invece di attardarsi in battaglie di retroguardia, non rivendica un <strong>trattamento complementare di disoccupazione<\/strong> a carico di Alitalia, a integrazione del trattamento di mobilit\u00e0 a cui hanno diritto i lavoratori interessati? Si obietta che in una situazione di stagnazione economica \u00e8 pi\u00f9 difficile ritrovare un&#8217;occupazione; ma si dimentica che anche in quest&#8217;ultimo periodo funestato dalla recessione in Italia sono stati stipulati ogni anno <strong>da 1,7 a 2 milioni di contratti di lavoro regolari a tempo indeterminato<\/strong> (dati tratti dalle Comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro, quindi attendibilissimi). Non \u00e8 vero, dunque, che &#8211; come sostengono la Cgil e il Circolo PD Trasporto Aereo, secondo una vecchia impostazione sostanzialmente assistenzialistica\u00a0&#8211; la soluzione del problema occupazionale pu\u00f2 venire soltanto da investimenti specifici volti a creare i posti di lavoro necessari; la soluzione va trovata consentendo alle persone interessate di immettersi nel grande flusso delle centinaia di migliaia di assunzioni che si registrano nel nostro Paese anche in questo periodo di crisi. E si registrano, in particolare, nel settore del trasporto aereo e dei relativi servizi, caratterizzato attualmente da una tendenza espansiva. Questo discorso vale, ovviamente, anche e\u00a0a maggior ragione per quegli ex-dipendenti Alitalia che sono senza lavoro dal 2008, la cui esperienza costituisce la migliore dimostrazione di quanto sia sbagliata la linea seguita dalla Cgil allora come oggi: anche a loro deve essere offerto quel <\/em>contratto di ricollocazione<em> che non \u00e8 stato offerto loro sei anni fa. Meglio tardi che mai.\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AFFRONTARE UNA CRISI OCCUPAZIONALE AZIENDALE CON LA CASSA INTEGRAZIONE SIGNIFICA RENDERNE PIU&#8217; DIFFICILE LA SOLUZIONE, QUANDO NON RINUNCIARVI DEL TUTTO Lettere pervenute rispettivamente il 15 e il 16 luglio 2014, a seguito del mio editoriale telegrafico per la Nwsl n. 304, del 14 luglio<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,7],"tags":[],"class_list":["post-31942","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-lettere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31942\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}