
{"id":31964,"date":"2014-07-18T16:11:13","date_gmt":"2014-07-18T15:11:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31964"},"modified":"2014-07-18T16:11:13","modified_gmt":"2014-07-18T15:11:13","slug":"tonini-il-nuovo-senato-ecco-perche-dico-di-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31964","title":{"rendered":"TONINI: IL NUOVO SENATO, ECCO PERCH\u00c9 DICO DI SI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL NUOVO ASSETTO DEL SENATO, COME CAMERA DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI, NON \u00c8 FRUTTO DI UNA ESCOGITAZIONE DI MATTEO RENZI, MA AFFONDA LE SUE RADICI NELLE PRIME ELABORAZIONI DELL&#8217;ULIVO DI PRODI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Giorgio Tonini<\/strong> pubblicato su <\/em>L&#8217;Adige<em> il 13 luglio 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>\u00abIl Senato dovr\u00e0 essere trasformato in una camera delle regioni, composta da esponenti delle istituzioni regionali che conservino le cariche locali e possano quindi esprimere il punto di vista e le esigenze della regione di provenienza. Il numero dei senatori (che devono essere e restare esponenti delle istituzioni regionali) dipender\u00e0 dalla popolazione delle regioni stesse, con correttivi idonei a garantire le regioni pi\u00f9 piccole&#8230; I poteri della Camera delle regioni saranno diversi da quelli dell&#8217;attuale Senato, che oggi semplicemente duplica quelli della Camera dei deputati. Alla Camera dei deputati sar\u00e0 riservato il voto di fiducia al Governo. Il potere legislativo verr\u00e0 esercitato dalla Camera delle regioni per la deliberazione delle sole leggi che interessano le regioni, oltre alle leggi costituzionali\u00bb.\u00a0 La citazione sembra tratta da un discorso di Matteo Renzi, a sostegno della riforma in discussione a Palazzo Madama.<\/p>\n<p>E invece la citazione \u00e8 presa da un testo di quasi vent&#8217;anni fa: le tesi programmatiche dell&#8217;Ulivo, scritte nel 1995 dai famosi \u00abcomitati Prodi\u00bb, discusse in centinaia di assemblee di cittadini in tutta Italia, portate a bordo dei due pullman di Romano Prodi e Walter Veltroni, con i quali il centrosinistra vinse le elezioni e and\u00f2 per la prima volta al governo del Paese. Gi\u00e0 allora si era capito che, cos\u00ec com&#8217;\u00e8 congegnato, il nostro sistema parlamentare non pu\u00f2 funzionare. E che davanti a noi abbiamo due strade: o lo abbandoniamo in favore di un sistema presidenziale; oppure, se vogliamo restare nell&#8217;alveo del parlamentarismo, che \u00e8 il modello europeo di gran lunga prevalente, dobbiamo riformarlo in profondit\u00e0. La nostra repubblica parlamentare potr\u00e0 funzionare meglio e quindi riconquistare la fiducia oggi in larga parte perduta dei cittadini, solo se riuscir\u00e0 a ristrutturarsi, dotandosi di una sola camera politica, eletta con una legge maggioritaria che consenta ai cittadini di decidere chi debba governare, in modo da dare stabilit\u00e0 al governo del paese, e di una camera federale, che funzioni da contrappeso pluralista e responsabilizzi le istituzioni regionali sul piano nazionale.<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 cos\u00ec che, pur con diverse variazioni sul tema, funzionano tutte le altre grandi democrazie europee. Se tutto va bene, se la sentenza su Ruby non far\u00e0 cambiare idea a Berlusconi, se Calderoli riuscir\u00e0 a tenere la Lega sulla linea riformista e federalista adottata in commissione, se i grillini non esagereranno con l&#8217;ostruzionismo&#8230; insomma se tutti i pianeti si allineeranno al punto giusto, forse nei prossimi giorni, questa proposta che da vent&#8217;anni attende di essere realizzata, sar\u00e0 votata dall&#8217;aula del Senato. Niente descrive il nostro paese, lo scollamento tra il suo sistema politico e istituzionale e la vita concreta dei cittadini, meglio della protesta di chi (perfino nel Pd) dice che una riforma della quale si parla, sulla quale si studia e si dibatte e alla quale si lavora da almeno vent&#8217;anni, sarebbe imposta con una forzatura autoritaria del governo Renzi, all&#8217;insegna dell&#8217;improvvisazione, strozzando il dibattito e impedendo una discussione serena. Se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere. Comunque sia, \u00e8 difficile prendere sul serio le obiezioni sui tempi e i modi della riforma. Diverso \u00e8 il caso delle obiezioni sui suoi contenuti, che sono sempre legittime e con le quali \u00e8 non solo doveroso, ma anche utile confrontarsi. La prima obiezione \u00e8 quella di chi dice che cos\u00ec avremo un Senato di nominati, anzich\u00e9 eletti dai cittadini. Una tesi molto discutibile: presidenti di regione (o, nel nostro caso, di provincia autonoma) e sindaci non sono meno, ma semmai pi\u00f9 \u00abeletti\u00bb, pi\u00f9 legittimati e rappresentativi, degli attuali parlamentari. Guardando a casa nostra, oggi il Trentino Alto Adige elegge ben 17 parlamentari (10 deputati e 7 senatori), che si aggiungono ai 70 consiglieri regionali-provinciali e agli innumerevoli sindaci. Con la riforma, alle elezioni politiche eleggeremo 10 deputati e manderemo invece in Senato, a svolgere una funzione del tutto diversa (e anche con tempi e modi totalmente diversi) da quella dei deputati e degli attuali senatori, i due presidenti delle province autonome e due sindaci. La democrazia non solo non ne soffrir\u00e0, ma ne trarr\u00e0 giovamento, perch\u00e9 sar\u00e0 meglio organizzata, potendo contare su due rami del parlamento che svolgono funzioni diverse, invece di fare due volte lo stesso lavoro.<\/p>\n<p>La seconda obiezione riguarda il tasso di federalismo o di centralismo contenuti nella riforma. In molti ambienti nazionali, si paventa un eccesso di federalismo. In particolare, si guarda con diffidenza ad un rafforzamento dei poteri in mano a quello che impietosamente viene definito il segmento peggiore del ceto politico nazionale, ossia i consiglieri regionali. Da noi si teme l&#8217;opposto, un ritorno di centralismo, come dimostrerebbe la riscrittura dell&#8217;articolo 117 della Costituzione, che riporta in capo allo Stato alcune competenze fin qui riconosciute alle regioni.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle opposte propagande, il percorso parlamentare della riforma ha cercato e in gran parte trovato un punto di equilibrio: per un verso, rafforzando la governabilit\u00e0 del paese nella sua imprescindibile dimensione nazionale, tanto pi\u00f9 necessaria in una fase di auspicata accelerazione del processo di integrazione europea; per altro verso, includendo e responsabilizzando nella governance nazionale del paese sia regioni che comuni: basti pensare, per fare solo un esempio, che la Costituzione (e con essa molte leggi di sistema) non potr\u00e0 pi\u00f9 essere cambiata senza il consenso pieno dei poteri locali, attraverso il nuovo Senato, che elegger\u00e0 da solo (e non pi\u00f9 insieme alla camera) due dei quindici giudici costituzionali. Si tratta di innovazioni profonde, da lungo tempo promesse e a lungo maturate e ponderate. Ora si tratta di metterle finalmente in atto. Approvata la riforma costituzionale (che poi dovr\u00e0 passare al vaglio della Camera e a quello del referendum popolare), il Senato passer\u00e0 a occuparsi della nuova legge elettorale della Camera, cercando di salvaguardare i pregi del cosiddetto \u00abItalicum\u00bb, a cominciare dal ballottaggio per il premio di maggioranza, e di porre rimedio ai suoi difetti: le troppe soglie di sbarramento e le modalit\u00e0, certo migliori di quelle del \u00abPorcellum\u00bb, ma non ancora convincenti, di elezione dei deputati.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL NUOVO ASSETTO DEL SENATO, COME CAMERA DELLE AUTONOMIE TERRITORIALI, NON \u00c8 FRUTTO DI UNA ESCOGITAZIONE DI MATTEO RENZI, MA AFFONDA LE SUE RADICI NELLE PRIME ELABORAZIONI DELL&#8217;ULIVO DI PRODI Articolo di Giorgio Tonini pubblicato su L&#8217;Adige il 13 luglio 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12,41],"tags":[],"class_list":["post-31964","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica","category-riforma-elettorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31964","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31964"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31964\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}