
{"id":32084,"date":"2014-07-28T15:01:41","date_gmt":"2014-07-28T14:01:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32084"},"modified":"2014-07-30T17:58:57","modified_gmt":"2014-07-30T16:58:57","slug":"il-dibattito-sulle-difficili-scelte-in-materia-di-liberta-e-uguaglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32084","title":{"rendered":"IL DIBATTITO SULLE DIFFICILI SCELTE IN MATERIA DI LIBERT\u00c0 E UGUAGLIANZA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">COME SI CONCILIA LA PROTEZIONE\u00a0DEGLI OMOSESSUALI CONTRO LA DISCRIMINAZIONE E LA\u00a0GARANZIA DELLA POSSIBILIT\u00c0 PER LE ORGANIZZAZIONI RELIGIOSE DI SELEZIONARE IL PROPRIO PERSONALE SECONDO I PROPRI PRINCIPI?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Lettere pervenute a seguito della pubblicazione del mio intervento<\/em> <a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 27.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32019\" target=\"_blank\">Le difficili scelte per la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza<\/a><em>, 27 luglio 2014<\/em><!--more--><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>CONTRO IL D.D.L. SCALFAROTTO MIRATO ALLA PREVENZIONE DELL&#8217;OMOFOBIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Buongiorno professor Ichino,<br \/>\nsono un assiduo lettore della Sua <em>newsletter<\/em> (e non solo) e desidero innanzi tutto ringraziarLa per quanto sta facendo a favore di noi italiani in tema di riforma del nostro complicatissimo ed obsoleto diritto del lavoro. Ma non \u00e8 di questo che desidero parlarLe quanto della Sua frase che riporto qui sotto:<br \/>\n\u201c . . .\u00a0 l\u2019affermazione secondo cui l\u2019esercizio dell\u2019omosessualit\u00e0 costituisce un male, un comportamento immorale, &#8216;contro natura&#8217;. L\u2019opinione di moltissimi italiani, tra i quali chi scrive, e probabilmente anche di Papa Francesco, \u00e8 che questa affermazione sia sbagliata e contraria allo spirito del Vangelo\u2026 \u201c<br \/>\nOvviamente non mi permetto di criticare la Sua opinione e neppure la Sua ipotesi che essa sia condivisa da Papa Francesco, ma semplicemente di ricordarLe che pi\u00f9 probabilmente \u2013 a mio avviso \u2013 Papa Francesco e altrettanti moltissimi italiani condividono quanto recita il Catechismo della Chiesa Cattolica, del quale Le riporto i seguenti paragrafi, dedicati a questo tema:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong>Castit\u00e0 e omosessualit\u00e0<\/strong><br \/>\n<strong>2357<\/strong> L&#8217;omosessualit\u00e0 designa le relazioni tra uomini o donne che provano un&#8217;attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni,\u00a0 la Tradizione ha sempre dichiarato che \u00ab gli atti di omosessualit\u00e0 sono intrinsecamente disordinati \u00bb. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all&#8217;atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarit\u00e0 affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.<br \/>\n<strong>2358<\/strong> Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perci\u00f2 devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviter\u00e0 ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volont\u00e0 di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficolt\u00e0 che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.<br \/>\n<strong>2359<\/strong> Le persone omosessuali sono chiamate alla castit\u00e0. Attraverso le virt\u00f9 della padronanza di s\u00e9, educatrici della libert\u00e0 interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un&#8217;amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.<\/p>\n<p>Da Suo elettore al Senato nella circoscrizione Lombardia desidero quindi di invitarLa a riflettere sul\u00a0 voto che in futuro Le sar\u00e0 chiesto riguardo al d.d.l. Scalfarotto, che \u2013 se approvato nella formulazione attuale &#8211; demander\u00e0 alla Magistratura se giudicare omofobo e sanzionare penalmente anche la riproposizione pubblica dei punti del Catechismo sopra citati.<br \/>\nLa ringrazio molto per l\u2019attenzione dedicatami arrivando fin qui nella lettura e Le porgo i migliori saluti.<br \/>\nGiuseppe Crippa &#8211;\u00a0Monza<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\">LA MIA RISPOSTA<em><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">La questione affrontata nel mio <a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 27.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32019\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #000000;\">intervento \u00a0sul <\/span><\/a><\/span><\/em><\/span><span style=\"color: #000000;\"><a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 27.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32019\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #000000;\">Corriere<\/span><\/a><em><a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 27.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32019\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #000000;\"> di domenica<\/span><\/a><\/em><\/span><em><span style=\"color: #000000;\">\u00a0<\/span>non riguarda affatto la libert\u00e0 della Chiesa cattolica di predicare i tre paragrafi sopra citati del proprio Catechismo, che \u00e8 del tutto pacifica e non \u00e8 insidiata dal disegno di legge Scalfarotto n. 1052\/2013 (v. <\/em>infra<em>;\u00a0da\u00a0aspirante cristiano mi limito a\u00a0dubitare\u00a0fortemente della nozione di &#8220;legge naturale&#8221; cui quel Catechismo fa riferimento).\u00a0La questione discussa riguarda invece la libert\u00e0 di una scuola cattolica\u00a0&#8211; o ebrea, o musulmana &#8211;\u00a0di selezionare i propri insegnanti secondo il criterio della conformit\u00e0 del loro comportamento\u00a0a quei precetti, in un ordinamento nel quale vige un divieto generale di discriminazione delle persone in relazione al loro orientamento sessuale. In quell&#8217;intervento mi sono proposto di esporre gli argomenti principali a sostegno della tesi favorevole e di quella contraria all&#8217;applicabilit\u00e0 di questo divieto di discriminazione anche nei rapporti di lavoro alle dipendenze della scuola religiosa, evidenziando la difficolt\u00e0 e marcata opinabilit\u00e0 della soluzione del problema. Sarebbe interessante conoscere la\u00a0risposta a <\/em>questo<em> interrogativo\u00a0sostenuta dall&#8217;Autore di questa lettera.\u00a0Quanto a<\/em><em>l disegno di legge Scalfarotto n. 1052\/2013, approvato in prima lettura dalla Camera nel settembre scorso e ora all&#8217;esame della Commissione Giustizia del Senato,\u00a0esso si propone di\u00a0prevenire le manifestazioni di omofobia, ma stabilisce esplicitamente che <\/em>\u00abnon costituiscono discriminazione, n\u00e9 istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purch\u00e9 non istighino all\u2019odio o alla violenza, n\u00e9 le condotte conformi [&#8230;] se assunte all\u2019interno di organizzazioni che svolgono attivit\u00e0 di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all\u2019attuazione dei princ\u00ecpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni\u00bb.\u00a0\u00a0\u00a0<em>Non mi sembra,\u00a0dunque, che da una legge cos\u00ec formulata possa derivare alcun rischio di inibizione della\u00a0predicazione dei tre paragrafi del Catechismo della Chiesa Cattolica\u00a0sopra\u00a0citati.\u00a0Mi lascia assai perplesso, semmai,\u00a0l&#8217;idea che la legittimit\u00e0 di una manifestazione di pensiero o di una condotta personale\u00a0possa essere condizionata al suo collocarsi &#8220;<\/em>all\u2019interno di organizzazioni che svolgono attivit\u00e0 di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto&#8221;<em>: eliminerei senz&#8217;altro questa limitazione, conservando soltanto il divieto penalmente sanzionato dell'&#8221;istigazione all&#8217;odio e alla violenza&#8221;. Perch\u00e9\u00a0istituire un reato specifico\u00a0\u00a0di istigazione all&#8217;odio e alla violenza contro omosessuali e transessuali? Immagino &#8211; pur non avendo alcuna competenza in materia &#8211; che la risposta a questo interrogativo stia nel fatto che le manifestazioni di odio e violenza contro questi due insiemi di persone assumono una loro tipicit\u00e0 sociale, verificandosi con frequenza particolare.\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\">LA REPLICA<br \/>\n<\/span>Gentilissimo prof. Ichino, mai mi sarei aspettato la pubblicazione della mia lettera sul Suo sito e meno ancora che Lei consideri interessante quanto io pensi circa l\u2019applicabilit\u00e0 del divieto di discriminazione anche nei rapporti di lavoro alle dipendenze della scuola religiosa! La ringrazio ancora e provo quindi ad esprimere sinteticamente la mia opinione: Ritengo che le ragioni della scuola debbano prevalere su quelle del dipendente. Se infatti il Catechismo della Chiesa Cattolica dice \u201cA loro riguardo si eviter\u00e0 ogni marchio di ingiusta discriminazione\u201d, la Congregazione per la Dottrina della Fede nel documento dal titolo \u201cAlcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali\u2019 edito nel 1992, precisa: \u201dVi sono ambiti nei quali non \u00e8 ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell\u2019assunzione di insegnanti o allenatori \u2026\u201d.<br \/>\nMi consenta infine un\u2019osservazione a quanto Lei scrive sul d.d.l. Scalfarotto: Il paragrafo citato, introdotto alla Camera con un emendamento molto avversato da parte del relatore, sembra consentire l\u2019impunit\u00e0 a chi leggesse i sopra citati paragrafi del Catechismo all\u2019interno delle strutture ecclesiali ma non in spazi pubblici. Quindi il semplice leggere questi paragrafi in una pubblica piazza potrebbe essere considerato reato se il Senato approvasse questo disegno di legge. Se Lei votasse questa legge nel testo attuale mi sentirei un elettore molto deluso. [&#8230;]<br \/>\nGiuseppe Crippa<br \/>\nP.S. Nel Suo commento Lei si autodefinisce \u201caspirante cristiano\u201d. A mio avviso la Sua sequela dell\u2019insegnamento di Cristo \u00e8 molto pi\u00f9 radicale e coerente della mia che pure mi autodefinisco anche cattolico, termine che Lei evita di attribuirsi. Guardi per\u00f2 che la differenza tra cristianesimo e cattolicesimo \u00e8 la stessa che c\u2019\u00e8 tra avarizia e politica. Don Milani in &#8220;Lettera ad una professoressa&#8221; scrisse: &#8220;Ho imparato che il problema degli altri \u00e8 uguale al mio. Sortirne tutti insieme \u00e8 politica. Sortirne da soli \u00e8 avarizia.\u201d<\/p>\n<p><em>Concordo sulla necessit\u00e0 di sopprimere, nell&#8217;art. 2 del\u00a0disegno di legge n. 1052\/2013, le parole &#8220;[&#8230;] se assunte all\u2019interno di organizzazioni che svolgono attivit\u00e0 di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all\u2019attuazione dei princ\u00ecpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni&#8221;: mi impegno a presentare un emendamento in questo senso, quando si avvier\u00e0 la discussione di questo provvedimento. Qualche perplessit\u00e0 sulla qualificazione della mia aspirazione al cristianesimo in termini di &#8220;avarizia&#8221; sulla scorta del noto (e\u00a0 bellissimo) detto milaniano. \u00a0 p.i.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>PER L&#8217;ASSOLUTA INDEROGABILIT\u00c0 DELLA TUTELA DELLA LIBERT\u00c0 SESSUALE DEL LAVORATORE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Caro Pietro,<br \/>\nIl caso della discriminazione motivata dall&#8217;orientamento sessuale non va assimilato a quello della discriminazione sulla base delle opinioni (legittimit\u00e0 dell&#8217;esclusione della Binetti dall&#8217;associazione Coscioni &#8211; che peraltro immagino sarebbe invece ben lieta di ricevere una doviziosa quota di associazione anche dalla stessa Binetti). Un&#8217;opinione \u00e8 la manifestazione di una scelta culturale individuale e volontaria (tanto volontaria quanto la libert\u00e0 umana, pur condizionabile, possa esserlo); l&#8217;orientamento sessuale no. Quest&#8217;ultimo va semmai assimilato alla discriminazione razziale, dato che le caratteristiche esteriori comunemente e sia pure erroneamente associate al concetto di &#8220;razza&#8221; non sono oggetto di libera scelta, esattamente come non lo \u00e8 l&#8217;orientamento sessuale. Per secoli milioni di omosessuali hanno maledetto la loro sorte, senza poter cambiare orientamento sessuale anche quando lo desideravano con tutte le loro forze, neppure in societ\u00e0 cos\u00ec compattamente omofobe che gli omosessuali stessi erano compartecipi dell&#8217;universale cultura omofoba. Il fatto \u00e8 che caratteristiche fisiche, sesso e orientamento sessuale sono tutti, allo stesso titolo, parte dell&#8217;identit\u00e0 ascritta di un individuo. Fra gli studiosi dell&#8217;argomento non esiste pi\u00f9 discussione seria in materia, e questo comincia anche ad essere accettato dalla stessa gerarchia cattolica, che pure &#8211; e contraddittoriamente &#8211; continua a ritenere la discriminazione legittima e in certi casi doverosa (esattamente come, ancora alla fine degli anni\u00a0&#8217;40 del Novecento, riteneva illegittima la persecuzione, ma doverosa la discriminazione giuridica degli ebrei). Mi pare quindi impossibile definire &#8220;ideologia statale&#8221; il divieto di discriminazione, che \u00e8 semplice conseguenza del principio costituzionale di uguaglianza formale e di pari dignit\u00e0 sociale degli individui. O meglio, si tratta di &#8220;ideologia statale&#8221;, condivisa ormai da tutte le democrazie occidentali, tanto quanto lo \u00e8 il divieto di discriminazione razziale. Nessun finanziamento o sostegno pubblico, quindi, a chi discrimina gli individui sulla base della loro identit\u00e0 ascritta. A meno che non si ritenga che anche una scuola di orientamento ideologico esplicitamente razzista non possa legittimamente discriminare neri o magari ebrei e fruire di finanziamenti pubblici. (Altro e pi\u00f9 delicato problema \u00e8 quello, pi\u00f9 ampio, relativo alla legittimit\u00e0, da un punto di vista liberale, dell&#8217;imposizione di un indottrinamento ideologico o religioso unilaterale alla prole come parte integrante della potest\u00e0 genitoriale, soprattutto se imposta a minori adolescenti, &#8220;capaci di formarsi una propria opinione&#8221; secondo la formula della convenzione di New York sui diritti dei minori del 1989. Da un punto di vista liberale il problema della scuola di tendenza \u00e8 grave e rilevante, perch\u00e9 l&#8217;individuo direttamente interessato non \u00e8 libero di effettuare alcuna scelta personalmente, e il potere in capo a chi esercita su di lui la potest\u00e0 non pu\u00f2 essere assoluto anzich\u00e9 sottoposto a ragionevoli freni e contrappesi. Oggi il problema pu\u00f2 sembrare irrilevante o di mero principio se riferito alle scuole cattoliche o protestanti, ma si manifester\u00e0 in tutta la sua evidenza quando genitori fondamentalisti pretenderanno scuole fondamentaliste islamiche per impedire l&#8217;integrazione dei propri figli nelle nostre societ\u00e0 liberali e dissolute. Solo questione di &#8211; poco &#8211; tempo).<br \/>\nGiulio Ercolessi &#8211; Trieste<\/p>\n<p><em>Il problema nasce dal fatto che, come ho rilevato nel mio <a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 27.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32019\" target=\"_blank\">intervento\u00a0 sul <\/a><\/em><a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 27.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32019\" target=\"_blank\">Corriere<\/a><em><em><a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 27.7.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32019\" target=\"_blank\">di domenica<\/a><\/em><em>,\u00a0il nostro ordinamento vieta esplicitamente, sotto sanzione penale, la promozione di una cultura razzista, mentre &#8211; secondo l&#8217;opinione largamente dominante e l&#8217;intendimento del disegno di legge Scalfarotto n. 1052\/2013: v. la risposta alla lettera precedente &#8211;<\/em><\/em><em><em>\u00a0non vieta di affermare i principi e precetti contenuti nei \u00a7\u00a7 2357-2359 del Catechismo cattolico. Se dunque la Chiesa \u00e8 libera di affermare quei principi e precetti, occorre riconoscerle anche la libert\u00e0 di costituire associazioni e scuole per mezzo delle quali promuovere la diffusione della cultura che li fa propri. L&#8217;Autore di questa lettera risolve il problema affermando che lo Stato dovrebbe inibire le scuole religiose, per proteggere le persone da un indottrinamento religioso in et\u00e0 in cui esse non avrebbero la capacit\u00e0 di valutazione matura di ci\u00f2 che viene loro insegnato; senonch\u00e9 questa posizione (minoritaria anche negli stessi ambienti del liberalismo) non \u00e8 fatta propria dell&#8217;ordinamento italiano. Quand&#8217;anche, poi, l&#8217;ordinamento la facesse propria, la questione di cui qui si discute si riproporrebbe comunque in riferimento ai rapporti di lavoro facenti capo direttamente alla Chiesa (diocesi, parrocchie, ecc.), o ad associazioni religiose. Anche qui sarebbe interessante conoscere la soluzione del problema proposta <em>dall&#8217;Autore di questa lettera, al di l\u00e0 della questione relativa alle <\/em><\/em>scuole<em><em> private.\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/em><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME SI CONCILIA LA PROTEZIONE\u00a0DEGLI OMOSESSUALI CONTRO LA DISCRIMINAZIONE E LA\u00a0GARANZIA DELLA POSSIBILIT\u00c0 PER LE ORGANIZZAZIONI RELIGIOSE DI SELEZIONARE IL PROPRIO PERSONALE SECONDO I PROPRI PRINCIPI? 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