
{"id":32174,"date":"2014-08-04T18:05:49","date_gmt":"2014-08-04T17:05:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32174"},"modified":"2014-08-10T21:54:18","modified_gmt":"2014-08-10T20:54:18","slug":"perche-oggi-non-ha-piu-senso-parlare-di-esodati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32174","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 OGGI NON HA PI\u00d9 SENSO PARLARE DI &#8220;ESODATI&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">CINQUE DEROGHE ALLA RIFORMA DEL DICEMBRE 2011 INIZIALMENTE HANNO RISOLTO IL PROBLEMA DI CHI AVEVA PERSO IL LAVORO POCO PRIMA, POI, ESAURITA QUESTA ESIGENZA, SONO STATE DEDICATE A CASI SOSTANZIALMENTE MOLTO DIVERSI<\/span><\/p>\n<p><em><strong>Scheda tecnica<\/strong>\u00a0preceduta da un <strong>breve commento<\/strong><em>, 4 agosto 2014<\/em> &#8211; Sulla questione degli esodati, e soprattutto della promozione dell&#8217;<\/em>active ageing<em>, v. <a title=\"D.d.l. 15-3-14 n. 199\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26069\" target=\"_blank\">il mio disegno di legge 15 marzo 2013 n. 199<\/a>; v. inoltre <\/em><em> il <a title=\"Intervento su &quot;esodati&quot;\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21882\" target=\"_blank\">mio intervento pubblicato sul <\/a><\/em><a title=\"Intervento su &quot;esodati&quot;\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=21882\" target=\"_blank\">Corriere della Sera<\/a> <em>il 18 giugno 2012 e il <a title=\"Lettera sul Lavoro 15.08.12\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=22716\" target=\"_blank\">successivo pubblicato il 15 agosto (data di entrata in vigore del decreto)\u00a0<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>IL BREVE COMMENTO<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Salvaguardati tutti gli &#8220;esodati&#8221; &#8211;<\/strong> Dalla scheda che segue risulta evidente che i provvedimenti di &#8220;salvaguardia&#8221; emanati nel 2011 e nel 2012 &#8211; quelli, cio\u00e8, dovuti al Governo Monti &#8211; hanno <strong>risolto compiutamente il problema dei cosiddetti &#8220;esodati&#8221;<\/strong>, intendendosi per tali le persone che hanno perso il posto in conseguenza di procedure di mobilit\u00e0 o\u00a0di accordi individuali o collettivi di &#8220;incentivazione all&#8217;esodo&#8221; conclusi prima della riforma del dicembre 2011, con prospettiva di raggiungimeno dei requisiti per il pensionamento secondo la vecchia disciplina entro il <strong>2012<\/strong>, il <strong>2013,<\/strong>\u00a0o il <strong>2014<\/strong>, o anche entro il <strong>2015<\/strong> o il <strong>2016<\/strong> quando siano stati attivati i &#8220;Fondi di Solidariet\u00e0&#8221; categoriali (come quello istituito per il settore bancario). Gli altri provvedimenti sono intervenuti per la &#8220;salvaguardia&#8221; di <strong>persone in situazione diversa<\/strong>, che hanno perso il posto di lavoro senza ritrovarne un altro a tempo indeterminato negli anni della crisi, fra il 2007 e il 2011, con raggiungimento dei requisiti per il pensionamento secondo la vecchia disciplina entro il 2014 (cio\u00e8 entro tre anni dalla riforma). Quando si parla del problema &#8220;esodati&#8221;, oggi, si parla di casi diversi da tutti questi, che si possono indicare con l&#8217;espressione &#8220;cinquantenni e sessantenni disoccupati&#8221;.<\/p>\n<p><strong>La questione dell&#8217;articolo 1-<em>bis<\/em> del decreto n. 90\/2014 &#8211;<\/strong> Ancora pi\u00f9 diversa dalla posizione degli &#8220;esodati&#8221; cui si riferivano il primi tre provvedimenti di &#8220;salvaguardia&#8221;, del 2011 e 2012, \u00e8 quella delle persone interessate dall&#8217;articolo 1-<em>bis<\/em>\u00a0introdotto dalla Camera dei Deputati nel decreto-legge n.90\/2014 sull&#8217;amministrazione pubblica, ma probabilmente destinato alla soppressione in seconda lettura da parte del Senato: qui si trattava di circa <strong>4000 insegnanti pubblici<\/strong> che, avendo maturato il diritto a pensione secondo le vecchie regole entro il 2011, non hanno per\u00f2 potuto ottenere il collocamento in quiescenza secondo le vecchie regole perch\u00e9 era loro vietato dimettersi prima della fine dell&#8217;anno scolastico 2011-2012. Qui non si tratta dunque di persone che hanno perso il posto e si trovano senza retribuzione e senza pensione, ma di persone tuttora titolari del loro rapporto di lavoro e del relativo reddito, le quali &#8211; semplicemente &#8211; sono accomunati\u00a0<em>ratione temporis<\/em>, in relazione al momento in cui il vecchio ordinamento consentiva loro di chiedere il pensionamento, a tutti i lavoratori ai quali si applica la nuova disciplina.<\/p>\n<p><strong>Il problema oggi &#8211;<\/strong>\u00a0Cos\u00ec stando le cose, \u00e8 urgente discutere del modo migliore di affrontare il problema dei sessantenni &#8211; e anche dei cinquantenni &#8211; senza lavoro e non ancora in et\u00e0 di pensione (ho presentato in proposito <a title=\"D.d.l. 15.3.14 n. 199\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26069\" target=\"_blank\">il disegno di legge n. 199\/2013<\/a>, contenente diverse misure assai incisive per la soluzione di questo problema). Come ho scritto pi\u00f9 volte altrove, a me sembra che &#8211; se non vogliamo smontare la riforma Fornero del dicembre 2011 (ripetendo l&#8217;errore gravissimo che venne compiuto nel 2007 con la riforma Maroni del 2004) &#8211; questo problema vada affrontato mediante l&#8217;ampliamento e il rafforzamento dell&#8217;Assicurazione Sociale per l&#8217;Impiego-ASpI, cio\u00e8 <strong>sul terreno del trattamento di disoccupazione<\/strong>. Altri insistono a volerlo risolvere usando la pensione come sostituto del trattamento di disoccupazione; facciano pure, ma, per favore, non parlino pi\u00f9 di &#8220;esodati&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA SCHEDA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>Prima salvaguardia<\/strong>: \u00e8 contenuta nello stesso d.-l. 6 dicembre 2011 n. 201 contenente la riforma Fornero &#8211; Possono andare in pensione secondo il vecchio ordinamento tutti coloro il cui rapporto di lavoro sia cessato entro il <strong>4 dicembre 2011<\/strong> per attivazione di procedura di mobilit\u00e0, a condizione che la pensione secondo le vecchie regole maturi entro il periodo di mobilit\u00e0; oppure sia cessato entro il <strong>31 dicembre 2011<\/strong>, per effetto di un accordo aziendale stipulato entro il 4 dicembre 2011 avente per oggetto la cessazione stessa (l'&#8221;esodo&#8221;: donde il termine &#8220;esodati&#8221;) in funzione del pensionamento di anzianit\u00e0; inoltre coloro che avessero ottenuto l&#8217;autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011. La previsione era che beneficiassero di questa salvaguardia complessivamente <strong>65.000 persone<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Seconda salvaguardia<\/strong>: \u00e8 inserita nel d.-l. 6 luglio 2012 n. 95\u00a0con lo scopo di estendere la possibilit\u00e0 di pensionamento secondo l&#8217;ordinamento previgente a tutti i lavoratori collocati in mobilit\u00e0 (sia essa mobilit\u00e0 &#8220;ordinaria&#8221;, &#8220;lunga&#8221; o &#8220;in deroga&#8221;) fino al <strong>31 dicembre 2011<\/strong>, purch\u00e9 il diritto a pensione maturi entro la scadenza del periodo di mobilit\u00e0; a tutti quelli che avessero stipulato un accordo individuale o collettivo di cessazione del rapporto entro il 4 dicembre 2011, con diritto alla pensione destinato a maturare secondo le vecchie regole entro il <strong>6 gennaio 2015<\/strong>; a tutti i lavoratori in carico a <strong>&#8220;fondi di solidariet\u00e0&#8221;<\/strong> istituiti in funzione di una sorta di prepensionamento per la soluzione di crisi aziendali nel settore bancario e in alcuni altri settori; gli autorizzati alla contribuzione volontaria con diritto alla pensione secondo il vecchio ordinamento entro il 6 gennaio 2015. La previsione era che beneficiassero di questa salvaguardia, in aggiunta alle precedenti 65.000, complessivamente altre\u00a0<strong>55.000 persone<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Terza salvaguardia<\/strong>: viene deliberata con legge 24 dicembre 2012 n. 228 (legge di stabilit\u00e0 2013), poi integrata dalla legge n. 147\/2013,<em>\u00a0<\/em>per estendere\u00a0l&#8217;esenzione dalle nuove regole anche ai casi di lavoratori collocati in mobilit\u00e0\u00a0dopo\u00a0l&#8217;entrata in vigore della riforma del 2011, fino al\u00a0<strong>30 settembre 2012<\/strong>, purch\u00e9 aventi diritto alla pensione, secondo il vecchio ordinamento, entro il\u00a0<strong>31 dicembre 2014<\/strong>; inoltre tutti coloro il cui rapporto sia comunque cessato entro il\u00a0<strong>30 giugno 2012<\/strong>, anche se nel frattempo hanno lavorato (purch\u00e9 a termine e con reddito complessivo non superiore a 7500 euro; per i contributori volontari il requisito di pensionabilit\u00e0 viene allargato a comprendere tutti i pensionabili secondo la vecchia disciplina entro il <strong>6 gennaio\u00a02015<\/strong>.\u00a0In forza di questo intervento il novero dei &#8220;salvaguardati&#8221; aumenta di ulteriori <strong>16.130 persone<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Quarta salvaguardia<\/strong>: \u00e8 contenuta del d.-l. 31 agosto 2013 n. 102;\u00a0estende l&#8217;area di esenzione dalle nuove regole a tutti coloro che, essendo stati <strong>licenziati nel periodo 2009-2011 <\/strong>(anche se abbiano lavorato con contratti a termine, purch\u00e9 con reddito complessivo non superiore a 7500 euro), raggiungano i requisiti per la pensione secondo la vecchia disciplina entro il <strong>6 gennaio 2015<\/strong>; inoltre ai dipendenti pubblici collocati in congedo entro il 2011 per l&#8217;assistenza a parenti gravemente disabili. In forza di questo intervento il novero dei &#8220;salvaguardati&#8221; aumenta di ulteriori <strong>9.000 persone<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Quinta salvaguardia<\/strong>: \u00e8 contenuta nella legge 27 dicembre 2013 n. 147 (legge di stabilit\u00e0 2014) ed estende l&#8217;area di esenzione dalle nuove regole pensionistiche a tutti coloro che abbiano perso il lavoro in base ad accordo aziendale stipulato entro il <strong>31\u00a0dicembre 2012<\/strong>, (quindi per tutto un anno <em>dopo<\/em> l&#8217;entrata in vigore della riforma), nonch\u00e9 a coloro che, essendo stati <strong>licenziati nel periodo 2007-2011<\/strong>\u00a0(anche se abbiano nel frattempo lavorato con contratti a termine, purch\u00e9 con reddito complessivo non superiore a 7500 euro), raggiungano i requisiti per la pensione secondo la vecchia disciplina <strong>entro il 6 gennaio 2015<\/strong>. La legge dispone anche un ampliamento dei requisiti per la salvaguardia degli autorizzati alla contribuzione volontaria.\u00a0In forza di questo intervento il novero dei &#8220;salvaguardati&#8221; aumenta di ulteriori <strong>17.000 persone<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\">DUE\u00a0REPLICHE DELLA &#8220;RETE DEGLI ESODATI&#8221; (E DUE MIE CONTROREPLICHE)<\/span><\/p>\n<p>Cinque salvaguardie per il Senatore Ichino sembra proprio che debbano bastare; cos\u00ec infatti titola \u00a0<a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32174\" target=\"_blank\">il suo articolo del 4 agosto 2014\u00a0<\/a>\u00a0sul suo sito e, a conforto della fondatezza delle sue affermazioni, si esercita in una esposizione dei contenuti delle ultime cinque salvaguardie per dimostrare ai poco informati che gli esodati semplicemente non esistono pi\u00f9: tutti salvi, tanto che la stessa irrinunciabile riforma Fornero ne risulterebbe pesantemente stravolta, violentata. Chi non \u00e8 stato finora salvaguardato, a detta del Senatore, \u00e8 un disoccupato, non un esodato; per questi si dovranno quindi predisporre strumenti di tutela diversi dalla salvaguardia: strumenti tipicamente assistenziali nei casi in cui si prospettino periodi di vacanza redituale eccessivamente lunghi e liquidazione della pensione contributiva (qualche penalit\u00e0 di corollario non ce la vogliamo aggiungere?) qualora fossero raggiunti i requisiti previsti dalla riforma previdenziale del 2011. In realt\u00e0 si tratta di una tesi assai semplicistica, che si guarda bene dal considerare le tante contraddizioni e le vere motivazioni che hanno generato il gigantesco caos di ben cinque salvaguardie.<br \/>\nSi tranquillizzi il Senatore Ichino: la necessit\u00e0 di una netta demarcazione tra esodati ed esodandi l\u2019hanno da sempre sostenuta per primi gli stessi comitati degli esodati e questo \u00e8 chiaramente documentato dall\u2019ormai famoso Dossier redatto unitariamente e consegnato in copia dalla Rete dei Comitati a tutti i partiti e Onorevoli coinvolti nella vicenda, compreso il Senatore Ichino il quale sorprendentemente per\u00f2, dalla lettura dei suoi articoli, si direbbe non abbia mai ritenuto di doversi impegnare a leggere.<br \/>\nNon \u00e8 in questa, per molte ed evidenti ragioni, condivisa necessit\u00e0 di operare una netta distinzione tra le due tipologie di senza reddito il fulcro del problema; semmai lo \u00e8 la necessit\u00e0 di fare una buona volta chiarezza sui numeri perch\u00e9, o si smentiscono i numeri forniti in prima istanza da INPS (gli unici che siano mai stati resi pubblici), che parlano di almeno 390.000 esodati iniziali e allora si prendono anche urgenti provvedimenti concreti nei confronti della dirigenza dell\u2019Istituto, oppure si confermano ufficialmete e allora, a fronte di 170.000 potenziali salvaguardati, come per altro risulta anche dall\u2019articolo in questione, al conto ne mancano ancora 220.000 e il Senatore Ichino deve rettificare le sue affermazioni e con esse la sua intera tesi.<br \/>\nSarebbe inutilmente dispersivo voler andare ora ad analizzare, una per una, le motivazioni delle salvaguardie approvate a favore degli esodati; per questo parlano ampiamente i verbali dei tanti incontri sostenuti dalla Rete dei Comitati con le istituzioni e prima ancora parlano i testi di legge il cui approfondimento, al pari del Dossier Esodati, non sembra per\u00f2 essere tra le priorit\u00e0 di chi oggi manifesta di possedere un unico obiettivo: quello di cancellare dalle cronache il termine \u201cEsodati\u201d.<br \/>\nIn questa sede \u00e8 per\u00f2 necessario puntualizzare che le cinque salvaguardie non sono il frutto di una strategia dei comitati, volta ad ottenere tutele per una platea via via sempre pi\u00f9 ampia ed eterogenea, a cui avrebbe dovuto seguire una benigna quanto improbabile accondiscendenza delle istituzioni. La realt\u00e0 \u00e8 che si \u00e8 arrivati ad inanellare la bellezza di cinque provvedimenti in quasi tre anni solo perch\u00e9 in ognuno di essi erano contenuti elementi discriminatori scarsamente difendibili sul piano costituzionale quando non addirittura incoerenti con le stesse leggi dello Stato approvate dal medesimo governo: vedasi ad esempio la recentissima sentenza della Corte del Tribunale di Perugia del 15 luglio scorso che si \u00e8 pronunciata a favore del ricorrente in quanto il decreto della prima salvaguardia \u00e8 stato giudicato incoerente con la stessa Legge \u201cSalva Italia\u201d laddove subordina la salvaguardia al non reimpiego dell\u2019interessato.<br \/>\nLa tematica \u00e8 comunque molto ampia e, in questo contesto, \u00e8 bene restare ancora sui numeri e precisamente su quelli presenti nei report periodicamente rilasciati ufficialmente da INPS e che monitorizzano esaurientemente lo stato dell\u2019arte delle salvaguardie.<br \/>\nSe \u00e8 vero che, ad oggi, sono stati emanati provvedimenti a favore di circa 170.000 salvaguardabili, \u00e8 altrettanto vero che le pensioni finora concesse ammontano ad appena 50.000 circa. Questo dato \u00e8 di per se nella norma perch\u00e9 evidentemente questo \u00e8 il numero di salvaguardati che, ad oggi, hanno maturato la decorrenza. Gli altri 120.000 (circa) dovranno attendere pazientemente il loro momento ma \u00e8 proprio a tutela dei diritti di queste 120.000 persone (esodati certificati e non presunti) che oggi \u00e8 improprio parlare di \u201cproblema risolto\u201d; improprio fino alla scorrettezza concettuale in quanto il problema, qualunque problema, non si pu\u00f2 definire risolto durante bens\u00ec esclusivamente al termine del suo iter burocratico e il termine dell\u2019iter di un esodato coincide con la decorrenza della sua pensione e non con il conferimento della salvaguardia o con la semplice emanazione del relativo decreto.<br \/>\nSintetizzando: la questione esodati \u00e8 tutt\u2019altro che conclusa e le salvaguardie finora decretate non collimano, per sostanziale difetto, con i numeri forniti da INPS mai smentiti durante questi ultimi tre anni, nemmeno dal Senatore Ichino. Da parte nostra continueremo a ribadirlo attraverso tutte le fonti di informazione a nostra disposizione, a partire dai nostri siti web per finire alle testate giornalistiche e televisive.<br \/>\nLuigi Metassi<\/p>\n<p><em>Nessuno ha mai chiarito in modo preciso quale fosse la definizione di &#8220;esodato&#8221; alla quale quella stima dell&#8217;INPS era riferita, n\u00e9 su quali basi si fondasse la stima medesima.\u00a0 La cosa curiosa &#8211; e molto significativa &#8211; \u00e8 che neppure\u00a0la\u00a0&#8220;Rete degli\u00a0Esodati&#8221; chiarisce il significato che questo termine assume\u00a0secondo il suo statuto. Restiamo in attesa di\u00a0qualche informazione al riguardo.\u00a0 \u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p><strong>Replica di L. Metassi &#8211; 8 agosto 2014<\/strong><\/p>\n<p>La risposta del Senatore Ichino al mio articolo di ieri \u00e8 quanto meno sconcertante.<br \/>\nSenatore Ichino: non sono gli esodati a dover stabilire chi e quanti debbano essere oggetto di un provvedimento di legge. E\u2019 lo stato che deve definire, per categorie e per quantit\u00e0, chi siano i destinatari di una legge o di un decreto e se non erro, lei \u00e8 un componente del Senato della Repubblica italiana; che a tre anni di distanza un Senatore della Repubblica ammetta candidamente di non sapere chi e quanti siano gli esodati, oltretutto dopo aver appena affermato che tutta la loro problematica sarebbe stata risolta, mi permetta di dire che lo ritengo davvero sconcertante.<br \/>\nLa Rete dei Comitati degli Esodati ha comunque prontamente colmato ieri la lacuna inviandole nuovamente copia del Dossier Esodati unitamente ad altra utile documentazione, nella speranza che le incombenti vacanze gliene possano consentire una pi\u00f9 approfondita e serena lettura. Ci\u00f2 nonostante, alcune puntualizzazioni si rendono d\u2019obbligo. [&#8230;]<br \/>\nNon intendo entrare nel merito di come ci si possa ritenere legittimati a sostenere una tesi quando, probabilmente non per proprio difetto, del problema non se ne conoscono nemmeno gli elementi costitutivi; sta di fatto che gli elementi ci sono tutti ed \u00e8 sufficiente volerli recuperare dai documenti ufficiali per leggerli nel loro giusto ordine cronologico.<br \/>\nA prescindere dal citato Dossier, esiste una relazione INPS, firmata dal Dr. Nori (pure questo testo \u00e8 stato cortesemente inviato al Senatore Ichino), resa pubblica nel giugno 2012 ma datata 22 maggio 2012, quindi antecedente al Decreto Interministeriale del 2 giugno 2012 (salvaguardia 65.000) come del resto si evince chiaramente da questo articolo di grr.rai.it . la quale quantifica con precisione e in maniera disaggregata per tipologie, l\u2019intera platea dei destinatari di un eventuale provvedimento di salvaguardia in ordine alle casistiche previste a suo tempo dalla riforma pensionistica approvata col Decreto \u201cSalva Italia\u201d.<br \/>\nVoglio qui sottolineare le dichiarazioni del Dott. Nori comparse a tale proposito in un virgolettato di un articolo sul sito quotidiano.net in data 11 giugno 2012, in merito alla natura dei contenuti del report consegnato al Ministero del Lavoro:<br \/>\n\u201cL\u2019Inps non ha fornito stime diverse e ulteriori rispetto al tema dei salvaguardati\u201d. Lo scrive in una nota l\u2019Inps, in risposta alle cifre indicate da indiscrezioni di stampa. \u201cI documenti tecnici dell\u2019Inps \u2013 prosegue la nota \u2013 hanno consentito al ministero di formulare il decreto con la salvaguardia prevista per i 65.000 lavoratori per i prossimi 24 mesi e per alcune categorie anche oltre i 24 mesi.<br \/>\nPosto che nessuno voglia tacciare di mendacia i vertici dell\u2019Istituto, la sequenza degli eventi ci porta a concludere che i dati INPS fossero gi\u00e0 noti al Ministero del Lavoro al momento in cui si accingeva a preparare la prima salvaguardia, che i dati forniti fossero disaggregati per categorie e numeri e che le categorie prese in esame fossero esattamente quelle previste dalla Legge \u201cSalva Italia\u201d dalla quale avrebbe poi dovuto discendere il Decreto Attuativo della prima (e allora unica) salvaguardia.<br \/>\nDobbiamo d\u2019altro canto osservare come, nell\u2019arco di ben tre anni, nessuna smentita ufficiale a questi dati sia mai pervenuta mentre si sfiorerebbe il ridicolo se ora si volesse sostenere che tre anni non sarebbero stati sufficienti allo Stato per valutare l\u2019attendibilit\u00e0 di un report dai suoi stessi dirigenti prodotto. Ci\u00f2 nonostante e volendo prescindere da formulazioni preconcette, se il Senatore Ichino fosse in possesso di informazioni diverse, si pronunci, altrimenti sar\u00e0 per lui gioco forza doversi rassegnare assumendo che gli esodati siano quei 390.200 annunciati da INPS e che all\u2019appello della salvaguardia ne manchino ancora circa 220.000. La logica e i fatti documentati non sono elementi opinabili.<br \/>\nSe non vogliamo mettere in dubbio la funzione stessa del potere legislativo nell\u2019attuale ordinamento democratico e se per brevit\u00e0 volessimo limitarci a considerare la questione nella sua eccezione pi\u00f9 stringente, le categorie di \u201cesodati\u201d sono quelle chiaramente declarate nell\u2019Art. 24 comma 14 del Decreto 201 del 6 dicembre 2011, successivamente convertito con modificazioni nella Legge 214 del 22 dicembre 2011. Quale miglior fonte per sciogliere ogni perplessit\u00e0? Quali altre risposte dovremmo cercare?<br \/>\nE\u2019 quindi dal raffronto dei dati forniti da INPS con quelli contenuti nel Decreto Interministeriale del 2 giugno 2012 (e seguenti) che diventa insostenibile la tesi lapidaria secondo la quale tutti gli esodati in possesso dei requisiti sarebbero ormai salvaguardati. Dei 390.200 potenziali beneficiari della tabella INPS, 133.000 sono contributori volontari e 180.000 sono i cosiddetti \u201ccessati\u201d; entrambe le categorie rientrano nelle casistiche fin dal primo decreto di salvaguardia e, da sole, rappresentano pi\u00f9 dell\u201980% dell\u2019intera platea degli esodati salvaguardabili e quasi il doppio di tutti quelli fino a questo momento compresi nelle salvaguardie fino a qui approvate.<br \/>\nCon quali argomentazioni si pu\u00f2 continuare a sostenere di non sapere chi siano gli esodati, quanti siano e contemporaneamente affermare che non ci sono pi\u00f9 esodati da salvaguardare? Suvvia!<br \/>\nLuigi Metassi<\/p>\n<p><em>Lasciamo da parte i 133.000 &#8220;contributori volontari&#8221;, i quali per definizione non possono essere inclusi nel novero degli &#8220;esodati&#8221;; e concentriamo l&#8217;attenzione sui 180.000 che restano. Un conto \u00e8 considerarli &#8220;cessati&#8221;, cio\u00e8 persone il cui rapporto di lavoro si \u00e8 sciolto; altro conto \u00e8 considerarli &#8220;esodati&#8221;, cio\u00e8 persone il cui rapporto di lavoro si \u00e8 sciolto sulla base di un accordo di incentivazione all&#8217;esodo precedente alla riforma, con data di pensionamento successiva. &#8220;Salvaguardare&#8221;\u00a0 coloro che\u00a0si\u00a0sono trovati in quest&#8217;ultima situazione (nel senso di garantire loro\u00a0la possibilit\u00e0 di pensionamento secondo la vecchia disciplina)\u00a0<\/em> <em>\u00e8 giusto, ed \u00e8 stato fatto con i primi tre interventi, del 2011 e 2012. Inol<\/em>tre <em>sono stati salvaguardati tutti i licenziati del periodo della crisi 2007-2011<\/em> <em>con prospettiva di pensionament<\/em>o <em>entro il 2014. Sostenere che devono essere prepensionati tutti gli altri &#8220;cessati&#8221; &#8211; che non sono &#8220;esodati&#8221; &#8211; significa sostenere che la riforma del 2011 deve essere abrogata.\u00a0\u00a0\u00a0 (p.i.)<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CINQUE DEROGHE ALLA RIFORMA DEL DICEMBRE 2011 INIZIALMENTE HANNO RISOLTO IL PROBLEMA DI CHI AVEVA PERSO IL LAVORO POCO PRIMA, POI, ESAURITA QUESTA ESIGENZA, SONO STATE DEDICATE A CASI SOSTANZIALMENTE MOLTO DIVERSI Scheda tecnica\u00a0preceduta da un breve commento, 4 agosto 2014 &#8211; Sulla questione degli esodati, e soprattutto della promozione dell&#8217;active ageing, v. il mio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-32174","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32174\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}