
{"id":32237,"date":"2014-08-05T10:28:03","date_gmt":"2014-08-05T09:28:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32237"},"modified":"2014-08-05T11:25:36","modified_gmt":"2014-08-05T10:25:36","slug":"amministrazioni-pubbliche-lurgenza-maggiore-non-e-quella-di-una-nuova-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32237","title":{"rendered":"AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE: L&#8217;URGENZA MAGGIORE NON \u00c8 QUELLA DI UNA NUOVA LEGGE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LO SCHEMA PER CUI QUANDO LE COSE NON FUNZIONANO SI VARA UNA RIFORMA LEGISLATIVA HA IL SIGNIFICATO DI UNA SISTEMATICA AUTOASSOLUZIONE: &#8220;NON\u00a0\u00c8 COLPA NOSTRA, SONO LE NORME CHE VANNO CAMBIATE&#8221;; IN REALT\u00c0 PER LO PI\u00d9 LE COSE NON FUNZIONANO PERCH\u00c9 NOI NON SIAMO CAPACI DI APPLICARE LE NORME CHE GI\u00c0 ESISTONO<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento svolto nel corso della sessione pomeridiana del Senato del 4 agosto 2014, in sede di discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90 &#8211; In argomento v. anche la <a title=\"Relazione alla Commissione Lavoro del Senato, 1\u00b0.8.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32181\" target=\"_blank\">relazione sugli aspetti previdenziali del decreto che ho svolto il 2 agosto alla Commissione Lavoro<\/a><\/em><!--more--><\/p>\n<p>PRESIDENTE. \u00c8 iscritto a parlare il senatore Ichino. Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p><a title=\"Il link apre una nuova finestra\" href=\"\/loc\/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=11320\">ICHINO<\/a> <i>(SCpI)<\/i>. Signora Presidente, signora Ministro, colleghi: \u00abmille norme\u00bb; l&#8217;espressione usata dal relatore \u00e8 difficilmente contestabile. Ha detto ancora il relatore che in questo provvedimento si rischia di perdere il senso del disegno generale della riforma perseguita; e, ancor pi\u00f9, egli paventa il rischio di un condizionamento delle burocrazie ministeriali in senso contrario agli intendimenti del Governo, dello stesso legislatore.<\/p>\n<p>Purtroppo \u00e8 cos\u00ec. Questo disegno di legge non si sottrae all&#8217;abitudine, al modello sbagliato che si \u00e8 imposto nel nostro Paese per ci\u00f2 che riguarda il modo di legiferare. La legge <i>omnibus<\/i>, a cui si attaccano via via nuove disposizioni, sempre pi\u00f9 numerosi \u00abvagoncini\u00bb &#8211; secondo la metafora ferroviaria &#8211; per risolvere i singoli problemi \u00e8 l&#8217;emblema di un legiferare non per principi generali e con l&#8217;intendimento di produrre norme \u00abgenerali e astratte\u00bb ma per risolvere uno per uno i singoli problemi. Ciascuna norma, ciascun vagoncino, ciascuna nuova disposizione viene inserita nel testo in relazione ad un caso specifico. Capisco che nell&#8217;emergenza sia difficilissimo evitare questo modo di procedere, ma dobbiamo assolutamente fare uno sforzo tutti insieme, perch\u00e9 qui non \u00e8 colpa dell&#8217;uno o dell&#8217;altro ma \u00e8 un intero sistema che deve trovare la volont\u00e0, la forza, le idee chiare per cambiare. E cambiare anche incominciando dal &#8220;genere letterario&#8221; delle leggi che in queste Aule si producono.<\/p>\n<p>\u00c8 da questo modo sbagliato di legiferare che \u00e8 nata la vicenda sgradevole, poco commendevole anche dal punto di vista istituzionale, dell&#8217;articolo 1-<i>bis <\/i>introdotto come \u00abvagoncino\u00bb alla Camera e poi soppresso al Senato. Ma per un articolo 1-<i>bis<\/i> soppresso in questo provvedimento, salvo farne oggetto di pi\u00f9 meditata e opportuna collocazione, c&#8217;\u00e8 anche un articolo 1-<i>ter,<\/i> rispetto a cui \u00e8 difficile comprendere come e perch\u00e9 abbia potuto essere collocato in questo decreto-legge: che cosa ci stanno a fare le pensioni dei giornalisti in un decreto-legge sulla pubblica amministrazione? <i>(Applausi dei senatori Morra e Fucksia).<\/i><\/p>\n<p>Occorre poi fare ancora un passo indietro rispetto a queste considerazioni, per una valutazione autocritica di carattere pi\u00f9 generale. Ancora una volta, \u00e8 un&#8217;autocritica che dobbiamo fare tutti. Mi riferisco a quello stereotipo, caratteristico del nostro Paese, per cui se le cose non funzionano occorre produrre una nuova norma di legge per farle funzionare. Se guardiamo bene, questo stereotipo ha un significato profondo di autoassoluzione da parte di chi \u00e8 responsabile del Governo, dell&#8217;amministrazione del Paese: dire che le cose non funzionano perch\u00e9 sono sbagliate le norme equivale a dire che non \u00e8 colpa nostra, non \u00e8 un difetto di capacit\u00e0 di implementazione delle norme esistenti. Invece, nella maggior parte dei casi, \u00e8 vero proprio l&#8217;inverso. Le cose non funzionano perch\u00e9 non sappiamo implementare le norme esistenti. Non sappiamo o non vogliamo; ci autoassolviamo ed emaniamo norme. Queste stabiliscono come devono comportarsi i singoli dirigenti. In questo modo neghiamo l&#8217;essenza stessa della funzione del dirigente, che \u00e8 quella di trovare lui la soluzione per garantire il raggiungimento del risultato. Quanto pi\u00f9 noi regolamentiamo l&#8217;attivit\u00e0 del dirigente, tanto pi\u00f9 lo deresponsabilizziamo. Gi\u00e0 oggi, invece, la legge vigente consentirebbe di responsabilizzare il dirigente. <i>(Applausi della senatrice<\/i> <i>Fucksia<\/i><i>).<\/i><\/p>\n<p>Signora Ministro, \u00e8 in vigore ormai da tredici anni l&#8217;articolo 21 del testo unico sul pubblico impiego che dice che il dirigente pu\u00f2 essere rimosso dal suo incarico dirigenziale per mancato raggiungimento degli obiettivi che sono stati fissati e con lui concordati al momento dell&#8217;assegnazione dell&#8217;incarico stesso. Quanti casi si contano di rimozione di un dirigente per mancato raggiungimento degli obiettivi, da quando quella norma \u00e8 in vigore, cio\u00e8 dal 2001? <i>(Applausi dal Gruppo M5S). <\/i>Non ne conosco neanche uno, eppure questa \u00e8 la chiave di volta per riformare l&#8217;amministrazione: fissare obiettivi precisi, specifici, misurabili e suscettibili di essere agganciati a termini temporali precisi e, poi, severamente e rigorosamente controllare che il dirigente raggiunga l&#8217;obiettivo per cui ha avuto ed ha accettato l&#8217;incarico. Certo, questo significa esporre il dirigente a una responsabilit\u00e0 oggettiva, perch\u00e9 i risultati qualche volta non si raggiungono senza colpa del dirigente. Ma il dirigente guadagna dieci volte rispetto ai suoi sottoposti <i>(Applausi della senatrice Fucksia)<\/i>. Egli guadagna di pi\u00f9 proprio perch\u00e9 corre quel rischio, proprio perch\u00e9 si suppone che abbia la capacit\u00e0 personale e la professionalit\u00e0 necessaria per correre quel rischio. Questo modo di organizzare l&#8217;amministrazione, la legge attuale gi\u00e0 lo consente. Per\u00f2 questo non si fa. Gli obiettivi non sono precisi, specifici, misurabili e collegabili a scadenze temporali precise: non sono quelli che i nostri colleghi britannici chiamano gli obiettivi <i>SMART<\/i> (cio\u00e8 <i>Specific, Measurable, Repeatable, Achievable, Timely<\/i>). Da noi questo modo di governare le amministrazioni non ha corso, non ha cittadinanza. Invece, questa \u00e8 l&#8217;essenza della riforma dell&#8217;amministrazione.<\/p>\n<p>Poi, trasparenza totale per consentire anche alla cittadinanza di controllare il conseguimento dell&#8217;obiettivo; perch\u00e9 il <i>civic auditing<\/i> \u00e8 pi\u00f9 importante della Corte dei conti. Non c&#8217;\u00e8 Corte dei conti che possa fare quel controllo puntuale, capillare e in tempo reale sull&#8217;operato dell&#8217;amministratore, del dirigente pubblico, sul raggiungimento degli obiettivi, come pu\u00f2 fare una cittadinanza che disponga degli strumenti, che possa esercitare il controllo beneficiando della trasparenza totale. Anche su questo terreno non abbiamo bisogno di nuove norme: possiamo perfezionarle, e l&#8217;implementazione pu\u00f2 consigliare singoli ritocchi legislativi, ma queste cose si possono fare anche subito, senza bisogno di nuove norme. Per\u00f2 ancora non si fanno.<\/p>\n<p>Veniamo cos\u00ec al tema cruciale pi\u00f9 importante sul piano pratico di questo provvedimento: la mobilit\u00e0. Signora Ministro, lei sa, anche per averne io parlato con lei subito dopo l&#8217;assunzione da parte sua della carica, che abbiamo una norma &#8211; l&#8217;articolo 33 del testo unico del 2001 &#8211; la quale prevede l&#8217;obbligo per ognuno dei dirigenti pubblici di rilevare l&#8217;eventuale eccedenza di organico; e Dio sa se non abbiamo un gran numero delle nostre amministrazioni in cui si verificano eccedenze di organico. Questa norma del 2001 \u00e8 stata ripetutamente ribadita, con la comminazione di sanzioni sempre pi\u00f9 severe: nel 2009 con la cosiddetta legge Brunetta e poi, di nuovo, nel 2011. Eppure, signora Ministro, mi sa citare un solo caso di un dirigente di amministrazione pubblica che abbia rilevato una eccedenza di organico? Non ne conosco uno solo; o meglio uno c&#8217;\u00e8, ma \u00e8 un caso anomalo e non lo possiamo annoverare tra i casi fisiologici. Eppure, questa \u00e8 norma vigente; e pu\u00f2 funzionare. Riteniamo che il dirigente non sia la figura pi\u00f9 adatta per rilevare le eccedenze di organico della struttura stessa che gli \u00e8 affidata? Pu\u00f2 essere; lo faccia allora qualche altro organo dell&#8217;amministrazione. Per\u00f2 se non incominciamo da l\u00ec non faremo mai passi avanti. \u00c8 importante, certo, come fa l&#8217;articolo 4 di questo decreto, attivare anche l&#8217;amministrazione di destinazione, per attirare a s\u00e9 il personale eccedente nell&#8217;amministrazione dove invece si registra l&#8217;eccedenza di organico; ma se non si parte dalla rilevazione e mappatura delle eccedenze, \u00e8 evidente che nessuno si muover\u00e0. O meglio, si muoveranno soltanto coloro che decidono per loro interesse personale di spostarsi; ma non \u00e8 questa la mobilit\u00e0 nell&#8217;interesse dell&#8217;amministrazione. Mobilit\u00e0 nell&#8217;interesse dell&#8217;amministrazione non significa mobilit\u00e0 contro gli interessi del singolo addetto: deve esser chiaro che il 99 per cento della mobilit\u00e0 necessaria non \u00e8 neanche a 10 chilometri di distanza, \u00e8 mobilit\u00e0 nellop stesso territorio comunale, qualche volta nello stesso isolato; ma oggi neanche quella \u00e8 praticata. Pensiamo, per esempio, quanto sarebbe utile trasferire il personale eccedente dei vecchi uffici di collocamento agli ispettorati del lavoro, per dare a ogni ispettore uno o due assistenti, che potranno diventare domani a loro volta ispettori; oppure trasferire il personale eccedente delle Forze Armate in parte alle polizie locali, in parte ai servizi di protezione civile, in parte ancora alle cancellerie dei tribunali!<\/p>\n<p>PRESIDENTE. La invito a concludere, senatore.<\/p>\n<p>ICHINO <i>(SCpI)<\/i>. Termino subito, anche perch\u00e9 per tutta la parte del discorso che riguarda i risvolti previdenziali di questo decreto posso rinviare alla <a title=\"Relazione alla Commissione Lavoro del Senato, 1\u00b0.8.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32181\" target=\"_blank\">relazione che ho svolto l&#8217;altro ieri alla Commissione Lavoro<\/a>. Per tornare all&#8217;utilit\u00e0 di una maggiore fluidit\u00e0 del sistema della mobilit\u00e0 nelle amministrazioni pubbliche e tra le amministrazioni stesse, pensiamo alle scoperture che abbiamo negli uffici del catasto e in tutti gli uffici dove per mancanza di organico si ritardano gli adempimenti cui i cittadini hanno diritto: questa \u00e8 tutta mobilit\u00e0 che potrebbe essere attivata gi\u00e0 da oggi. Va bene l&#8217;articolo 4, ma nessun articolo 4, come gi\u00e0 nessun articolo 33 del testo unico del 2001, potr\u00e0 supplire all&#8217;iniziativa e alla capacit\u00e0 di gestione che deve caratterizzare una buona amministrazione e in particolare i suoi dirigenti. <i>(Applausi dai Gruppi<\/i> <i>SCPI, PD e M5S).<\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LO SCHEMA PER CUI QUANDO LE COSE NON FUNZIONANO SI VARA UNA RIFORMA LEGISLATIVA HA IL SIGNIFICATO DI UNA SISTEMATICA AUTOASSOLUZIONE: &#8220;NON\u00a0\u00c8 COLPA NOSTRA, SONO LE NORME CHE VANNO CAMBIATE&#8221;; IN REALT\u00c0 PER LO PI\u00d9 LE COSE NON FUNZIONANO PERCH\u00c9 NOI NON SIAMO CAPACI DI APPLICARE LE NORME CHE GI\u00c0 ESISTONO Intervento svolto nel corso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,10],"tags":[],"class_list":["post-32237","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32237\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}