
{"id":32318,"date":"2014-08-08T10:05:11","date_gmt":"2014-08-08T09:05:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32318"},"modified":"2014-08-08T17:38:30","modified_gmt":"2014-08-08T16:38:30","slug":"la-costituzione-necessaria-dopo-la-caduta-del-muro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32318","title":{"rendered":"LA COSTITUZIONE NECESSARIA DOPO LA CADUTA DEL MURO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">VOLTIAMO PAGINA RISPETTO A UN ASSETTO ISTITUZIONALE PRODOTTO DALL&#8217;EPOCA IN CUI LA PRIORIT\u00c0 ERA LIMITARE LE CAPACIT\u00c0 DECISIONALI DEL GOVERNO &#8211; ORA RENZI MOSTRI LA STESSA DETERMINAZIONE SU LAVORO, GIUSTIZIA E P.A.<\/span><\/p>\n<p><em>Dichiarazione di voto per il Gruppo di SC del senatore <strong>Alessandro Maran<\/strong> sul disegno di legge costituzionale n. 1429, nella seduta antimeridiana del Senato dell&#8217;8 agosto 2014 &#8211; In argomento v. anche <a title=\"Editoriale telegrafico per la Nwsl n. 308, 11.8.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32328\" target=\"_blank\">il mio editoriale telegrafico<\/a> dello stesso giorno<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Sono passati 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino. Lo ricorderemo il prossimo novembre, con le sue ricadute sul sistema dei partiti della prima Repubblica &#8211;\u00a0 in Parlamento non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno dei partiti che dettero vita alla Costituzione &#8211; e sulle richieste autonomistiche e regionalistiche che, non per caso, emersero proprio in quella fase. \u00c8 dalla scomparsa della divisione del mondo in due blocchi che il Muro ha simboleggiato &#8211; dunque \u00e8 da almeno 25 anni &#8211; che sono venute meno le ragioni del bicameralismo ripetitivo voluto dai Costituenti in un processo segnato (piu\u0300 che negli altri Paesi) dalla Guerra Fredda. Non \u00e8 un mistero per nessuno, infatti, che fu voluto dalla Costituente un sistema di governo debole, perch\u00e9 nessuno schieramento politico potesse vincere fino in fondo e nessuno potesse essere tagliato fuori del tutto dal governo; e un Parlamento lento e ripetitivo sarebbe stato un utile freno, volto espressamente a sfiancare (come dimostra quel che sta accadendo in quest&#8217;aula da settimane) qualunque maggioranza uscita dalle urne. E la presenza di due Camere investite degli stessi poteri di indirizzo politico e degli stessi poteri legislativi \u00e8 la contraddizione pi\u00f9 vistosa, che non ha eguali in altre democrazie parlamentari.<\/p>\n<p>A dire il vero, non tutti attesero che crollasse il Muro per cominciare a riflettere sui nodi irrisolti del processo costituente: basterebbe ricordare la Commissione Bozzi (del 1983) e le prime riforme incrementali, come quella sulla limitazione del voto segreto. Giorgio Frasca Polara ha ricordato, in un suo scritto, che, nel lontano 1979, <a title=\"Nilde Iotti sulla riforma istituzionale, 1979\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32120\" target=\"_blank\">Nilde Iotti, allora Presidente della Camera, espresse tre idee sulla riforma istituzionale<\/a> che corrispondono, in sostanza, ai contenuti del disegno di legge in discussione: basta con questo assurdo bicameralismo perfetto, basta con mille parlamentari (\u201cquanti ne ha la Cina, ma loro sono un miliardo e trecento milioni\u201d), federalismo istituzionalizzato trasformando il Senato in Camera delle regioni e dei poteri locali: \u201cPerch\u00e9 il Senato non potrebbe essere come il Bundesrat tedesco?\u201d. [&#8230;]&#8221;. Cos\u00ec Nilde Iotti nel 1979.\u00a0 Non per caso, come dimostrano i lavori della Commissione di esperti del Governo Letta, \u00e8 quasi impossibile, almeno in dottrina, trovare argomenti tesi a difendere lo status quo.<\/p>\n<p>Eppure, la contemplazione ammirata e acritica del passato, e l&#8217;avversione e l&#8217;intolleranza per ogni innovazione, \u00e8 forse quel che pi\u00f9 colpisce nella discussione in corso sulla riforma del Senato. Cos\u00ec, per i critici della riforma, una seconda camera eletta dai consigli regionali e non dai cittadini sarebbe, in sostanza, una istituzione non democratica. Eppure, in Europa quella dell&#8217;elettivit\u00e0 diretta della seconda Camera non \u00e8 affatto una regola, ma tutto all&#8217;opposto. La maggioranza dei paesi dell&#8217;Unione europea (15 su 28) non hanno una seconda camera. Tra i 13 che hanno una seconda camera solo in cinque paesi i suoi membri sono eletti direttamente dai cittadini. Anche in Spagna, tra l&#8217;altro, una parte dei membri sono designati dalle Comunit\u00e0\u00a0 autonome. Tra questi 5 paesi solo in Italia, Polonia e Romania la seconda camera ha dei poteri legislativi rilevanti. E solo in Italia il Senato ha gli stessi poteri della Camera.<\/p>\n<p>La combinazione di premio di maggioranza e Senato non elettivo sarebbero poi un attentato alla democrazia. Come se solo una camera bassa eletta con sistema proporzionale fosse compatibile con un Senato non eletto direttamente dal popolo. Ora sono ovviamente legittime le perplessit\u00e0 (che sono anche le nostre) sulla proposta di legge elettorale, l&#8217;Italicum, che lo stesso presidente del consiglio si \u00e9 detto disponibile a rivedere. Ma con questo metro di giudizio il Regno Unito sarebbe un sistema ben poco democratico. Tony Blair ha vinto il suo terzo mandato con il 35% dei voti e con questa percentuale il Labour ha ottenuto il 55% dei seggi. E la Camera dei Lords non \u00e8 certo una istituzione eletta dal popolo. Stessa cosa in Francia. Con il 29% dei voti ottenuti al primo turno, il partito socialista di Francois Hollande ha conquistato il 53 % di seggi nella Assemblea nazionale. E il Senato francese non \u00e8 eletto dai cittadini.<\/p>\n<p>Se togliamo di mezzo le difese impossibili dello status quo,\u00a0 ovviamente, una Camera regionale si pu\u00f2 fare in molti modi. Una Camera che non puo\u0300 non essere a netta maggioranza regionale (perch\u00e9 luogo di dialogo tra legislatori), puo\u0300 essere composta dai Consigli regionali in modo simile all&#8217;esperienza austriaca (come nel testo in esame), dalle Giunte (quindi in modo simile al Bundesrat tedesco, come avremmo voluto), ma anche in raccordo con gli elettori al momento delle elezioni regionali (come avviene in Spagna e come ha proposto Vannino Chiti). Anche sui poteri, una volta scartato il rapporto fiduciario e quindi, di conseguenza, poteri paritari nella funzione legislativa, ovviamente ci puo\u0300 essere comunque un\u2019ampia fascia di oscillazione tra le tipologie di leggi che sfuggano alla prevalenza della Camera, soprattutto nei rapporti centro-periferia. Basterebbe leggere il volume sui lavori della Commissione nominata dal Governo Letta per trovare argomenti a favore delle varie composizioni e delle varie forme di rinvio, in un ricco pluralismo di posizioni dottrinarie. Ma non si capisce perch\u00e9, \u00abinnalzare\u00bb le regioni e i governi locali al piano delle istituzioni parlamentari sembra ad alcuni inadeguato e perfino sacrilego. Dimenticando che sindaci e presidenti di regione sono autorit\u00e0 democratiche, elette direttamente, che non hanno nulla da invidiare in termini di pedigree democratico a senatori e deputati, magari eletti all&#8217;estero. Dimenticando che dall&#8217;azione delle regioni e dei comuni dipende larga parte dell&#8217;erogazione dei servizi sociali, dell&#8217;attuazione delle leggi e delle politiche statali, e della spesa pubblica. Dimenticando che porre all&#8217;interno delle istituzioni costituzionali il luogo del coordinamento tra la legislazione dello Stato e la sua attuazione nei territori \u00e8 una necessit\u00e0 imprescindibile per il buon funzionamento del sistema costituzionale, visto che nostra Repubblica \u00e8 gi\u00e0 cambiata e oggi risulta incompiuta, a met\u00e0. Infatti, comunque la si consideri, la riforma del Titolo V, voluta dal centrosinistra e confermata dal voto popolare nel referendum del 2001, ha apportato alla Parte della Costituzione che regola i rapporti tra Stato, Regioni ed enti locali, modifiche profondissime. Dimenticando che proprio la mancanza del luogo parlamentare di mediazione \u00e8 il principale punto critico della riforma. In carenza di una stanza di compensazione istituzionale degli interessi, l&#8217;incertezza ha, infatti, generato numerosissimi conflitti e la Corte costituzionale si \u00e8 trovata costretta a dirimere questioni che hanno un alto tasso di opinabilit\u00e0 interpretativa e dunque un alto tasso di politicit\u00e0. Per questa ragione appaiono fuori luogo le critiche &#8220;benaltriste&#8221; secondo cui questa sarebbe una riforma sovrastrutturale che servirebbe solo ad allontanare nel tempo le riforme economiche. Eliminare il ricorso massiccio alla Corte di stato e regioni, dare quindi certezze sulla normativa in vigore, produce effetti economici diretti perch\u00e9 porta prevedibilit\u00e0 e stabilit\u00e0 nelle decisioni pubbliche. Basta pensare all&#8217;energia, al turismo o alle infrastrutture.<\/p>\n<p>Certo, non basta riformare la Costituzione per risolvere i nostri problemi. Madrid \u00e8 tornata a crescere grazie alla riforma pi\u00f9 difficile: quella del mercato del lavoro.\u00a0 Ha inoltre rafforzato il sistema di formazione per i disoccupati e dato un stretta ai sussidi di disoccupazione che in Spagna avevano assunto un peso enorme. E di qui si passa. Noi ci aspettiamo che il governo affronti la riforma del lavoro (e la riduzione della spesa, la riforma della giustizia, della burocrazia) con la stessa determinazione con la quale ha affrontato la riforma del Senato. E&#8217; necessaria una profonda trasformazione dell\u2019Italia e dobbiamo cogliere l\u2019occasione offerta dalla crisi per innescare un processo di allineamento dell\u2019Italia ai migliori standard europei. Mi spiego con un esempio: nei paesi dell\u2019Unione e dell\u2019Ocse c\u2019\u00e8 una forza di polizia per il controllo capillare del territorio e una forza di polizia per il contrasto della grande criminalit\u00e0. In Italia ci sono sei diverse e autonome forza di polizia, senza contare la polizia municipale, spesso in competizione l\u2019una con l\u2019altra e ciascuna incaricata di occuparsi di tutto, ben al di la della propria specializzazione. La conseguenza \u00e8 che otteniamo, spendendo tre punti di Pil (il 30% in pi\u00f9 della Germania), risultati decisamente inferiori a quelli degli altri. E l&#8217;elenco potrebbe continuare: vale per difetti della nostra giustizia civile o per il distacco del sistema educativo italiano dalle migliori pratiche mondiali, che ci costano un punto di Pil ciascuno. Ecco il benchmarking, il confronto sistematico che permette alle aziende che lo applicano di compararsi con le migliori e soprattutto di apprendere da queste per migliorare. Bisogna cambiare. Vale per il Senato, deve valere per tutti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che molti degli oppositori del progetto abbiano sin dall\u2019inizio, per varie ragioni (in raccordo con quei settori sociali per i quali il rafforzamento delle istituzioni politiche comporterebbe una riduzione del proprio potere) falsato il dibattito col ricorso ad argomenti propagandistici sproporzionati (la deriva autoritaria, la P2, e cosi\u0300 via). Non c&#8217;\u00e8 da una parte la democrazia e dall&#8217;altra un tentativo autoritario o parafascista. Sono a confronto due concezioni della democrazia. L&#8217;una \u00e8 assembleare e fondata sulla cosiddetta centralit\u00e0 del Parlamento; l&#8217;altra \u00e8 fondata sulla responsabilit\u00e0 degli Esecutivi. La prima era propria della peculiarit\u00e0 italiana, quella del dopoguerra, parte dell&#8217;anomalia di un sistema politico caratterizzato dalla mancanza di alternanza. La seconda \u00e8 propria dei sistemi parlamentari pi\u00f9 avanzati. Con i due referendum del 1991 e del 1993 abbiamo messo in discussione il proporzionalismo e le forme assembleari del nostro Parlamento. \u00c8 da allora che abbiamo superato la democrazia consociativa per affermare un modello di democrazia governante. E da allora che \u00e8 iniziata una transizione che ora, a 25 anni dal crollo del Muro di Berlino, possiamo e dobbiamo portare a compimento. Nella situazione in cui siamo l\u2019Italia ha bisogno di cambiamento, ha bisogno di fiducia, ha bisogno di riforme; e non pu\u00f2 permettersi i ritardi culturali della vecchia sinistra speculari, del resto, a quelli della vecchia destra. Noi di Sc, come sempre, sosterremo questo sforzo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VOLTIAMO PAGINA RISPETTO A UN ASSETTO ISTITUZIONALE PRODOTTO DALL&#8217;EPOCA IN CUI LA PRIORIT\u00c0 ERA LIMITARE LE CAPACIT\u00c0 DECISIONALI DEL GOVERNO &#8211; ORA RENZI MOSTRI LA STESSA DETERMINAZIONE SU LAVORO, GIUSTIZIA E P.A. Dichiarazione di voto per il Gruppo di SC del senatore Alessandro Maran sul disegno di legge costituzionale n. 1429, nella seduta antimeridiana del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-32318","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-riforma-elettorale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32318\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}