
{"id":32420,"date":"2014-09-05T17:17:03","date_gmt":"2014-09-05T16:17:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32420"},"modified":"2014-09-07T15:45:52","modified_gmt":"2014-09-07T14:45:52","slug":"per-creare-occupazione-contano-i-salari-flessibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32420","title":{"rendered":"RFT: PER CREARE OCCUPAZIONE HANNO CONTATO MOLTO I SALARI FLESSIBILI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">MA SE RENZI VUOLE DAVVERO SEGUIRE IL MODELLO TEDESCO, DEVE PRENDERE IN MANO PERSONALMENTE IL DISEGNO DI LEGGE-DELEGA SUL LAVORO PER CORREGGERLO INCISIVAMENTE NELLE SUE PARTI PI\u00d9 DEBOLI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Marco Leonardi<\/strong> pubblicato su <\/em>Europa<em> il 3 settembre 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Anche Mario Draghi nel suo discorso al simposio annuale dei banchieri centrali di Jackson Hole, ha deciso di parlare di disoccupazione. Si, quel discorso di Draghi che ha suscitato uno scambio di telefonate con una preoccupata Angela Merkel, non parla di moneta o di banche ma parla solo di disoccupazione. Per dire che c\u2019\u00e8 qualcosa di sbagliato nel modo in cui l\u2019Europa ha affrontato la crisi se oggi il problema di policy pi\u00f9 importante \u00e8 che la disoccupazione europea aumenta mentre quella degli Stati Uniti diminuisce. Draghi dice che far\u00e0 la sua parte anche osando di pi\u00f9 di quel che ha fatto finora e poi rimanda ai singoli paesi per le necessarie riforme nel mercato del lavoro.<br \/>\nL\u2019occasione \u00e8 da prendere al volo perch\u00e9 \u00e8 il primo riconoscimento da parte delle istituzioni europee che non solo con le regole si crea nuovo lavoro. Ci sar\u00e0 uno sforzo per aumentare la domanda aggregata , ma a quel punto le riforme sul mercato del lavoro devono facilitare la creazione di nuovo lavoro. La commissione europea nelle sue raccomandazioni per l\u2019Italia ha sempre insistito sull\u2019articolo 18. Ma cosa sappiamo veramente degli effetti dell\u2019articolo 18 sull\u2019occupazione? E cosa sappiamo dei risultati della modificazione dell\u2019articolo 18 operata solo meno di due anni fa dalla legge Fornero?<br \/>\nL\u2019articolo 18 protegge dal licenziamento individuale i lavoratori delle aziende con pi\u00f9 di 15 dipendenti. Non ha un effetto sullo stock dell\u2019occupazione totale, ma riduce i flussi di assunzioni e di licenziamenti. Non ha un effetto significativo sulla crescita delle imprese oltre i 15 dipendenti ma \u00e8 provato che le aziende mettono in atto tutta una serie di accorgimenti per limitare i costi dell\u2019articolo 18: pagano salari inferiori ai nuovi assunti, riducono le assunzioni a favore di investimenti in capitale, assumono con contratti a termine.<br \/>\nLa legge Fornero dopo un\u2019accesa discussione ha gi\u00e0 cambiato la legge sul licenziamento individuale, indebolendo l\u2019articolo 18 e avvicinando molto l\u2019Italia alle equivalenti regole tedesche. Oggi \u00e8 obbligatorio un tentativo di conciliazione di fronte al giudice prima di andare in giudizio e la reintegrazione del lavoratore non \u00e8 pi\u00f9 necessaria in caso di licenziamento ingiustificato. Nella maggioranza dei casi basta una indennit\u00e0 monetaria (tra i 12 e i 24 mesi di salario, un\u2019indennit\u00e0 giusta per i lavoratori anziani ma molto alta per chi \u00e8 in azienda da poco tempo).<br \/>\nI dati a nostra disposizione \u2013 per la verit\u00e0 non definitivi- dicono che la conciliazione obbligatoria funziona e pi\u00f9 del 50% dei casi non arriva in tribunale (come in Germania). Dei casi che arrivano in giudizio per la met\u00e0 vincono i lavoratori e in alcuni casi pi\u00f9 gravi c\u2019\u00e8 la reintegrazione. I numeri dei licenziamenti <em>ex<\/em> articolo 18 sono molto bassi, meno di 10,000 all\u2019anno. Ma questo non vuol dire che l\u2019articolo 18 non serve: non si usa il licenziamento individuale esattamente perch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019articolo 18 e anche dopo la riforma Fornero le aziende temono i licenziamenti individuali. Se non ci fosse l\u2019articolo 18, come nella proposta di contratto a tutele crescenti, il licenziamento individuale (ovvero l\u2019interruzione del contratto) dietro pagamento di un\u2019indennit\u00e0 diventerebbe molto pi\u00f9 frequente.\u00a0 Questo non \u00e8 necessariamente un male perch\u00e9 il contratto a tutele crescenti dovrebbe sostituire molti dei contratti\u00a0 a termine di oggi per cui i lavoratori sono sempre in scadenza di contratto.<br \/>\nQual \u00e8 dunque la proposta di ulteriore riforma del mercato del lavoro e perch\u00e9 sembra cos\u00ec difficile arrivare ad un accordo? Il problema di introdurre un nuovo contratto a tutele crescenti \u00e8 duplice. Il primo problema \u00e8 il costo del lavoro: le aziende ora assumono in gran maggioranza con contratti a termine, se questi dovessero essere sostituiti da un contratto a tutele crescenti, in caso di licenziamento le imprese dovrebbero pagare un\u2019indennit\u00e0 cosa che ora non fanno.\u00a0 Il secondo problema \u00e8 che il contratto a tutele crescenti senza articolo 18 sarebbe solo per i nuovi assunti (di ogni et\u00e0) e non per tutti. In tutti i paesi europei (compresa l\u2019Italia con la legge Fornero) si \u00e8 pi\u00f9 volte cambiata la legge sui licenziamenti individuali ma la si \u00e8 cambiata per tutti i contratti, non solo per i nuovi assunti. Questo perch\u00e9 l\u2019introduzione di un contratto diverso e meno protetto per i nuovi assunti potrebbe portare a incentivi perversi per cui i lavoratori non vorrebbero cambiare lavoro per non cambiare tipo di contratto mentre le aziende potenzialmente vorrebbero licenziare tutti per poi assumere tutti con il nuovo tipo di contratto.<br \/>\nPer ora il decreto Poletti ha liberalizzato i contratti a termine. Se il problema \u00e8 trovare una via alla stabilizzazione dei giovani, in primis bisogna incentivare le trasformazioni da contratto a termine in contratto a tempo indeterminato. Ad oggi un lavoratore di 25 anni con un contratto a termine ha il 60% di probabilit\u00e0 di averne uno a tempo indeterminato in 3 anni e il 70% in 5 anni. Ma le trasformazioni vanno incentivate, se il contratto a tempo indeterminato diventa troppo costoso rispetto al contratto a termine, le imprese non vorranno stabilizzare nessuno.<br \/>\nPer avvicinarci ulteriormente alla Germania (che ha la stessa quantit\u00e0 di contratti a termine dell\u2019Italia) bisogna che i contratti a tempo indeterminato siano pi\u00f9 convenienti in termini di costo del lavoro e le indennit\u00e0 di licenziamento per i lavoratori pi\u00f9 giovani vanno ridotte. Ma soprattutto va riformata la contrattazione dei salari: la Germania e la Spagna oltre che la teoria economica ci insegnano che salari flessibili creano molto pi\u00f9 lavoro dell\u2019articolo 18. Se Renzi vorr\u00e0 davvero seguire la strada tedesca, deve prendere in mano il Jobs Act in prima persona, le difficolt\u00e0 saranno molte.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MA SE RENZI VUOLE DAVVERO SEGUIRE IL MODELLO TEDESCO, DEVE PRENDERE IN MANO PERSONALMENTE IL DISEGNO DI LEGGE-DELEGA SUL LAVORO PER CORREGGERLO INCISIVAMENTE NELLE SUE PARTI PI\u00d9 DEBOLI Articolo di Marco Leonardi pubblicato su Europa il 3 settembre 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-32420","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32420","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32420"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32420\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32420"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32420"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32420"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}