
{"id":32422,"date":"2014-09-07T10:50:04","date_gmt":"2014-09-07T09:50:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32422"},"modified":"2014-09-15T12:19:47","modified_gmt":"2014-09-15T11:19:47","slug":"la-scuola-secondo-renzi-e-giannini-novita-importanti-e-importanti-interrogativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32422","title":{"rendered":"LA SCUOLA SECONDO RENZI E GIANNINI: NOVIT\u00c0 IMPORTANTI E IMPORTANTI INTERROGATIVI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA STABILIZZAZIONE DEI 150.000 PRECARI FATTA IN QUESTO MODO \u00c8 PROBABILMENTE IL COSTO POLITICO DA PAGARE PER LA PARTE BUONA DELLA RIFORMA \u2013 MA OCCORRE PUNTARE CON DECISIONE DECISIONE MOLTO SULL\u2019AUTONOMIA DEGLI ISTITUTI LA RESPONSABILIZZAZIONE\u00a0E LA LIBERT\u00c0 DI SCELTA DEI LORO DIRIGENTI<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Andrea Ichino<\/strong> pubblicato sul sito<\/em> <a title=\"La nuova scuola targata Renzi\" href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/nuova-scuola-targata-renzi\/\" target=\"_blank\">lavoce.info<\/a><em> il 5 settembre 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Per il governo Renzi la <strong>riforma della scuola<\/strong> sembra essere in primo luogo <strong>un problema di politica del lavoro<\/strong>: ossia stabilizzare 150000 precari, tra i quali, sia chiaro, non ci sono solo persone che hanno vinto concorsi e selezioni competitive, ma anche persone il cui unico merito \u00e8 di aver atteso per anni nelle graduatorie a esaurimento senza alcuna valutazione della loro reale capacit\u00e0 di insegnare bene. Gli interessi degli studenti vengono dopo, solo nei capitoli successivi della proposta.<\/p>\n<p>Stando a quanto scrive l\u2019OCSE (ed \u00e8 un peccato che il documento governativo, per altro molto ben scritto e documentato, non dica nulla su queste stime), <strong>la scuola italiana non aveva bisogno di nuovi docenti, soprattutto se assunti senza riguardo alle loro qualit\u00e0<\/strong>. La <a title=\"Tabella 1\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/TABELLA1.pdf\" target=\"_blank\">Tabella 1<\/a> mostra che nell\u2019anno 1999-2000 il numero di studenti per insegnante era inferiore in Italia rispetto ad altri paesi comparabili e, anche dopo i tagli dei governi recenti, nel 2009-2010 continua ad essere in linea con la media OCSE per la scuola materna e inferiore per la primaria e la secondaria. Sono anche maggiori rispetto alle medie OCSE le ore di insegnamento obbligatorio per studente (vedi pannello inferiore della <a title=\"Tabella 1\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/TABELLA1.pdf\" target=\"_blank\">Tabella 1<\/a>). Pi\u00f9 in generale, la spesa in istruzione per studente \u00e8 stata in Italia pi\u00f9 alta che in altri Paesi comparabili (vedi il pannello superiore di sinistra della <a title=\"Tabella 2\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/TABELLA2.pdf\" target=\"_blank\">Tabella 2<\/a> e la <a title=\"Figura 1a\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/FIGURE-1A.pdf\" target=\"_blank\">Figura 1a<\/a>). Solo negli anni recenti, a causa dei malaugurati tagli lineari del governo Berlusconi, questa spesa \u00e8 diminuita fino ad essere in linea con gli standard internazionali (vedi il pannello superiore di destra della <a title=\"Tabella 2\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/TABELLA2.pdf\" target=\"_blank\">Tabella 2<\/a> e la <a title=\"Figura 1b\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/FIGURE-1B.pdf\" target=\"_blank\">Figura 1b<\/a>). Ma anche se la spesa \u00e8 in linea con quanto accade all\u2019estero, la <em>performance<\/em> della scuola italiana misurata dagli indicatori di apprendimento degli studenti non \u00e8 soddisfacente.<br \/>\n\u00c8 vero, come molti lamentano, che la spesa in istruzione \u00e8 bassa rispetto al Prodotto Interno lordo (vedi i pannelli inferiori della <a title=\"Tabella 2\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/TABELLA2.pdf\" target=\"_blank\">Tabella 2<\/a>). Il motivo della differenza rispetto alla spesa per studente, tuttavia, \u00e8 essenzialmente demografico, come illustrato dalla comparazione tra i <em>trend<\/em> di fertilit\u00e0 nella <a title=\"Tabella 3\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/TABELLA-3.pdf\" target=\"_blank\">Tabella 3<\/a>. Nei Paesi in cui nascono pochi bambini, anche se una frazione inferiore delle risorse \u00e8 devoluta alla scuola, la spesa per studente pu\u00f2 rimanere alta. D\u2019altro canto, \u00e8 proprio la spesa per studente (non la spesa in proporzione al PIL) l\u2019indicatore rilevante per giudicare se stiamo spendendo abbastanza per la scuola. E i dati ci dicono che<strong> non spendiamo meno degli altri: il vero problema <em>\u00e8 che spendiamo male<\/em><\/strong>; e che gli insegnanti sono tanti, ma male assortiti, generando quindi l\u2019impressione che siano pochi perch\u00e9 mancano dove servono e nessuno parla di quelli in eccesso dove non servono (1).<\/p>\n<p><strong>La politica \u00e8 l\u2019arte del possibile<\/strong>, per\u00f2, e forse queste 150000 assunzioni erano <strong>il prezzo che necessariamente Renzi ha dovuto pagare ai sindacati e alle forze conservatrici nella scuola<\/strong> per introdurre alcune importanti novit\u00e0 che speriamo non rimangano solo annunci sulla carta.<\/p>\n<p>La prima \u00e8<strong> l\u2019abolizione degli scatti di anzianit\u00e0 sostituiti da aumenti retributivi legati al merito individuale dei docenti<\/strong>. Questa novit\u00e0 \u00e8 ancor pi\u00f9 necessaria per neutralizzare le conseguenze della stabilizzazione ope legis dei precari non assunti per merito. Come la teoria economica insegna, quanto pi\u00f9 efficace \u00e8 la selezione in ingresso degli insegnanti, tanto meno necessaria \u00e8 l\u2019adozione di politiche retributive e carriere incentivanti, sempre difficili da disegnare soprattutto per lavoratori il cui prodotto e i cui compiti sono complessi e difficili da misurare. Il successo della riforma Renzi dipender\u00e0 in modo cruciale da come saranno concretamente definiti e misurati i crediti didattici, formativi e professionali su cui si baseranno gli scatti retributivi destinati ai due terzi migliori dei docenti in ogni scuola.<br \/>\nPreoccupa a questo proposito che il documento governativo <strong>non faccia alcuna menzione della valutazione reputazionale dei docenti<\/strong>, definita come convergenza dei giudizi dati da colleghi, studenti e famiglie, cos\u00ec come ad esempio studiata nella sperimentazione ministeriale \u201cValorizza\u201d (2).\u00a0\u00a0 Quanto alla scelta di riservare i premi solo ai due terzi migliori dei docenti di una scuola, \u00e8 una soluzione con vantaggi e svantaggi (come tutte le altre in questo campo), ma i primi probabilmente superano i secondi. Il rischio maggiore \u00e8 di punire bravi insegnanti che per\u00f2 non rientrino nei migliori due terzi nelle scuole in cui la qualit\u00e0 media dei docenti sia molto alta, mentre sarebbero premiati insegnanti peggiori in scuole con qualit\u00e0 media inferiore. \u00c8 interessante (e sorprendentemente acuto per gli standard di un documento ministeriale) l\u2019argomento secondo cui questo meccanismo potrebbe favorire una <strong>mobilit\u00e0 positiva tra scuole<\/strong>, inducendo insegnanti bravi ma non ottimi in una scuola a spostarsi dove invece, data la peggiore qualit\u00e0 dei colleghi, potrebbero essere premiati. \u00c8 comunque auspicabile che questo meccanismo sia combinato anche con maggiori risorse alle scuole migliori, in modo che tutti i loro insegnanti, anche quelli non premiati internamente, possano goderne ed esserne incentivati.<\/p>\n<p>La seconda importante novit\u00e0 \u00e8 contenuta nell\u2019<strong>affermazione del principio rivoluzionario per cui \u201cogni scuola deve poter schierare la miglior squadra possibile\u201d<\/strong>. \u00c8 un bene che di questo si inizi a parlare apertamente, perch\u00e9 i dati dicono che le buone scuole le fanno i buoni insegnanti, molto pi\u00f9 che le architetture istituzionali. Il documento governativo riconosce che i dirigenti scolastici sono come comandanti di una nave che non abbiano la possibilit\u00e0 di governare il timone, di regolare le vele e soprattutto di scegliersi l\u2019equipaggio. E questa scelta\u00a0 assume un\u2019importanza ancora maggiore data la necessit\u00e0 di neutralizzare gli effetti negativi della stabilizzazione indiscriminata dei precari. Pone, per\u00f2, dei problemi di coerenza interna alla proposta governativa. Supponiamo ad esempio che tra gli 80000 precari destinati alla scuola materna ed elementare non ce ne siano a sufficienza (ed \u00e8 molto probabile) per potenziare l\u2019insegnamento delle scienze, della matematica e delle lingue straniere come i dirigenti scolastici migliori vorranno fare. <strong>Come faranno a scegliersi la loro squadra preferita? E cosa accadr\u00e0 degli stabilizzati che nessuna scuola vuole?<\/strong> Il male minore \u00e8 che continuino a percepire il loro stipendio base, quasi come un sussidio di disoccupazione, ma sarebbe grave se venissero imposti ai dirigenti facendo danno agli studenti (anche solo come membri del corpo di pronto intervento che dovr\u00e0 risolvere il problema delle supplenze). <strong>Il diritto dei precari<\/strong> che, secondo il Governo, \u201caspirano legittimamente a insegnare\u201d <strong>non deve dominare il diritto degli studenti<\/strong> (soprattutto quelli provenienti da famiglie svantaggiate) a ricevere una ottima istruzione impartita dai migliori docenti.<\/p>\n<p>Qui sta la debolezza maggiore della proposta governativa: <strong>dice troppo poco su quanto profonda e completa sar\u00e0 l\u2019autonomia di cui le scuole potranno godere<\/strong> e di cui avranno assoluta necessit\u00e0 per operare bene. Come illustrato nell\u2019ultimo quaderno di Treellle (3), in molti Paesi comparabili al nostro le scuole (pubbliche) godono di una autonomia profonda che si estende (con successo) non solo alla gestione del personale (selezione e meccanismi retributivi e di carriera) ma anche ai programmi educativi e alla gestione delle strutture. Se davvero Renzi vuole non solo che tutto il Paese \u201cparli di quel che si impara a scuola\u201d, ma anche che da questo parlare conseguano nuovi progetti educativi al passo con i tempi e capaci davvero di generare un efficace collegamento tra scuola e mercato del lavoro, deve consentire alle scuole un\u2019autonomia molto pi\u00f9 profonda di quella che il documento governativo lascia trasparire in termini di proposte concrete.<br \/>\nAd esempio, come intende Renzi rispondere ai genitori e agli studenti che, nell\u2019annunciata consultazione autunnale, <strong>chiederanno un maggiore investimento in materie scientifiche pi\u00f9 che in musica e storia dell\u2019arte<\/strong>? La realt\u00e0 \u00e8 che sarebbe sbagliato se Renzi o chicchessia scegliesse l\u2019una o l\u2019altra soluzione per l\u2019intero Paese, mentre le singole scuole devono poter avere l\u2019autonomia per disegnare l\u2019offerta formativa richiesta dal loro bacino di utenza, assumendo gli insegnanti necessari con\u00a0 la flessibilit\u00e0 e la rapidit\u00e0 che i concorsi nazionali non hanno mai consentito n\u00e8 mai potranno consentire.<br \/>\nI nostri studenti non devono essere costretti a scegliere <strong>tra pacchetti di materie<\/strong> (classico, scientifico etc.) come in un ristorante a men\u00f9 fisso. Devono poter costruire gradualmente, <em>\u00e1 la carte<\/em>, <strong>itinerari formativi diversificati<\/strong> a seconda delle loro doti e delle prospettive lavorative a cui aspirano, necessit\u00e0 queste che il pachiderma ministeriale non pu\u00f2 cogliere e regolare con la flessibilit\u00e0 e la rapidit\u00e0 che questo processo richiede. Quel che il ministero invece deve fare \u00e8 valutare in modo standardizzato e comparabile gli apprendimenti in modo che questa valutazione, separatamente materia per materia, sia la porta di ingresso al sistema universitario per coloro che vogliono proseguire gli studi, senza bisogno di ulteriori test di ingresso alle facolt\u00e0.<br \/>\nBen vengano<strong> la trasparenza totale dei dati<\/strong> sulle scuole (che includa per\u00f2 anche informazioni sul successo dei loro studenti nei percorsi successivi, un dato non menzionato dal documento governativo ma essenziale perch\u00e9 le scuole si impegnino nell\u2019orientamento dei loro studenti in uscita) e <strong>il registro pubblico degli insegnanti<\/strong> (se Renzi ci riesce sarebbe un successo davvero enorme in questo Paese). E ben venga l\u2019affermazione che non servono classifiche preconfezionate tra le scuole.\u00a0 Quello che serve \u00e8 che le famiglie ricevano, in modo trasparente appunto, <strong>le informazioni elementari che a loro servono per fare la loro classifica personalizzata delle scuole preferite in cui mandare i propri figli<\/strong> e per questa via convogliare i finanziamenti pubblici alle scuole. Questa trasparenza, per\u00f2, deve combinarsi con un ampio spazio di manovra che consenta alle scuole e ai loro dirigenti di offrire l\u2019istruzione e i buoni insegnanti che meglio servono alle famiglie e al Paese (4).<\/p>\n<p>____________<br \/>\n(1) Per ulteriori dettagli su questi dati vedi: A. Ichino e G. Tabellini, \u201cFreing the Italian school system\u201d <em>Labour Economics<\/em> 2014, di cui una precedente versione in Italiano \u00e8 stata pubblicata nell\u2019<em>e-book<\/em> del <em>Corriere della Sera<\/em> \u201cLiberiamo la scuola\u201d.<br \/>\n(2) Vedi: http:\/\/www.andreaichino.it\/other_articles\/rdr_valorizza_fxs_3l_dic_2011_testo.pdf.<br \/>\n(3) Vedi: http:\/\/www.treellle.org\/convegno-di-presentazione-del-quaderno-10.<br \/>\n(4) Per una proposta dettagliata che va in questa direzione, vedi ancora A. Ichino e G. Tabellini, \u201cFreing the Italian school system\u201d <em>Labour Economics<\/em> 2014, pubblicato anche in italiano nell\u2019<em>e-book<\/em> del <em>Corriere della Sera<\/em> \u201cLiberiamo la scuola\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA STABILIZZAZIONE DEI 150.000 PRECARI FATTA IN QUESTO MODO \u00c8 PROBABILMENTE IL COSTO POLITICO DA PAGARE PER LA PARTE BUONA DELLA RIFORMA \u2013 MA OCCORRE PUNTARE CON DECISIONE DECISIONE MOLTO SULL\u2019AUTONOMIA DEGLI ISTITUTI LA RESPONSABILIZZAZIONE\u00a0E LA LIBERT\u00c0 DI SCELTA DEI LORO DIRIGENTI Articolo di Andrea Ichino pubblicato sul sito lavoce.info il 5 settembre 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-32422","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32422"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32422\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}