
{"id":32555,"date":"2014-09-14T10:21:55","date_gmt":"2014-09-14T09:21:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32555"},"modified":"2014-09-14T10:24:35","modified_gmt":"2014-09-14T09:24:35","slug":"e-sbagliato-respingere-lingerenza-delleuropa-nelle-nostre-riforme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32555","title":{"rendered":"NON DOBBIAMO RIFIUTARE L&#8217;INGERENZA DELL&#8217;UE NELLE NOSTRE RIFORME"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LASCIAMOCI AIUTARE DA BRUXELLES A FARE UNA BUONA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO E DELLA TASSAZIONE SU IMPRESE E LAVORO: NON C&#8217;\u00c8 NIENTE DI MALE IN QUESTO E NE TRARREMO MAGGIORE POTERE NEGOZIALE<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Franco Bruni<\/strong> pubblicato sulla<\/em> Stampa <em>il 13 settembre 2014<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Le riunioni di Milano dell\u2019Eurogruppo e dell\u2019Ecofin precedono un autunno importante e delicato per l\u2019Italia e l\u2019Europa, fra le quali la relazione dev\u2019essere corretta e proficua.<\/p>\n<p>Finora l\u2019atteggiamento di Renzi con l\u2019Ue ha avuto aspetti condivisibili.\u00a0\u00c8 giusto sottolineare che abbiamo disciplinato pi\u00f9 di altri il nostro disavanzo pubblico. E\u2019 giusto chiedere che la ripresa sia stimolata da grandi iniziative europee, compreso il finanziamento comunitario di ingenti investimenti.\u00a0\u00c8 corretto affermare che i provvedimenti necessari all\u2019Italia ci sono noti, che non ci servono romanzine dall\u2019Ue, che dell\u2019Europa non siamo sudditi ma protagonisti. Ricordo quando il premier, nell\u2019insistere con successo sulla nomina del ministro Mogherini alla guida della politica estera europea, giunse a dire che se i membri della Commissione che si occupano di economia non solo italiani, non c\u2019\u00e8 problema, visto che esprimono strategie fatte col contributo determinante dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0poi sacrosanto lo sforzo di Renzi perch\u00e9 l\u2019Italia si concentri sulle riforme strutturali.\u00a0\u00c8 benemerita la sua infaticabile propaganda perch\u00e9 il Paese si convinca che la chiave della ripresa \u00e8 il cambiamento del modo con cui l\u2019Italia funziona. Questo aspetto della sua retorica \u00e8 coerente col mutare dell\u2019enfasi dell\u2019Ue, che insiste sulle riforme e non pi\u00f9 solo sul rigore di bilancio. Un\u2019enfasi che \u00e8 arrivata a rivendicare all\u2019Ue un ruolo di \u201cregista\u201d delle riforme strutturali nazionali. Il primo a parlare di una messa in comune della sovranit\u00e0 sulle riforme \u00e8 stato Draghi. L\u2019idea \u00e8 stata ripresa ieri nei vertici di Milano anche perch\u00e9 \u00e8 da tempo implicita nell\u2019obbligo di condividere annualmente i piani nazionali di riforma, obbligo finora preso poco sul serio dai Paesi membri.<\/p>\n<p>Ma proprio sul fronte delle riforme, centrale sia per l\u2019Ue che per l\u2019Italia, si nota, anche in questi giorni, una brutta sbavatura nell\u2019atteggiamento di Renzi, quando dice che l\u2019Ue non deve occuparsi delle nostre riforme. \u201cDall\u2019Ue non ci aspettiamo lezioni ma 300 miliardi di investimenti\u201d: \u00e8 una frase che insegue il consenso di qualche elettore ma la cui arroganza non paga ed \u00e8 in contraddizione con la visione dell\u2019Europa che lo stesso Renzi ha spiegato agli italiani. Anche se sappiamo il da farsi, l\u2019Europa pu\u00f2 aiutarci, stimolarci a farlo. Non deve rimbrottarci, visto che di riforme hanno urgenza tutti i Paesi membri e le istituzioni europee nel loro insieme. Ma Bruxelles pu\u00f2 essere la sede dove i progetti di riforma, che a livello nazionale incontrano gravi difficolt\u00e0 politiche, prendono forza comunitaria, vengono resi compatibili, aiutati con finanziamenti, stimolati e controllati nella loro implementazione. E Renzi pu\u00f2 dire, coerentemente col suo messaggio che \u201cl\u2019Europa siamo noi\u201d, non solo di sapere che riforme fare in Italia, ma anche di avere voce in capitolo nelle riforme francesi e tedesche.<\/p>\n<p>Fra i molti ottimismi di Renzi, quello meno convincente \u00e8 l\u2019idea che il consenso per le riforme \u00e8 alle porte, che la maggioranza c\u2019\u00e8. In realt\u00e0 si vedono all\u2019opera, con qualche successo, tutti i possibili tipi di ostacolo alle riforme: da quelli chiari e legittimi dell\u2019opposizione parlamentare, a quelli subdoli delle corporazioni, delle lobby private e delle burocrazie pubbliche, a quelli opachi e spesso qualitativamente squallidi di quei membri del partito del Presidente che cercano ogni appiglio per rimanere in luce, anche se non lo meritano. Renzi ha ancora un consenso forte nell\u2019elettorato, presumibile dai risultati delle europee e dalle indagini di opinione, ma non ha una maggioranza parlamentare adeguata, per ampiezza e compattezza, ad affrontare con serenit\u00e0 e speditezza le riforme rivoluzionarie che ha annunciato. Perci\u00f2 gli conviene evitare il disprezzo per la cosiddetta \u201cdisciplina esterna\u201d, che tante volte negli scorsi decenni ha aiutato l\u2019Italia a migliorare il suo cammino economico. Il premier ha gi\u00e0 spiegato agli italiani che la voce dell\u2019Ue non \u00e8 solo quella dei tagli sanguinosi ai deficit. Perch\u00e9 allora si trincera proprio dietro il rispetto del 3% e non vuole dialogare sulle riforme? l\u2019Ue pu\u00f2 anche essere la sede dove chiarire meglio i tempi e i modi delle riforme della pubblica amministrazione, del mercato del lavoro, della struttura della tassazione, pu\u00f2 essere la leva con cui far diventare questi disegni realt\u00e0, proprio perch\u00e9 in Europa ciascun Paese beneficia delle buone riforme fatte dagli altri, che esso stesso pu\u00f2 contribuire a decidere.<\/p>\n<p>Non se la prenda il premier se l\u2019Ue gli chieder\u00e0 un\u2019accelerazione nel calendarizzare e precisare le sue riforme.\u00a0\u00c8 un aiuto prezioso che gli viene offerto per superare gli ostacoli che trova sulla sua strada. Sappia accoglierlo e sfruttarlo con l\u2019abilit\u00e0 politica che lo distingue. Ieri l\u2019Eurogruppo ha designato come priorit\u00e0 dei Paesi membri la riduzione delle tassazioni sul lavoro. Il suo comunicato afferma che gli effetti della riduzione crescono se essa \u00e8 \u201cparte di una pi\u00f9 ampia riforma del mercato del lavoro\u201d.\u00a0 Lasciamoci subito aiutare dall\u2019Europa a fare la riforma del lavoro. Oggi \u00e8 quella che \u00e8 pi\u00f9 urgente e possibile accelerare, fino a farla decollare credibilmente prima del Consiglio Europeo di ottobre.<\/p>\n<p>La legge delega va ben precisata. Occorre esser sicuri di ottenere la semplificazione del codice, il decentramento della contrattazione, il cambiamento radicale delle politiche di assistenza alla disoccupazione, il nuovo contratto unico a tutele crescenti. E quest\u2019ultimo dev\u2019essere ben definito: non basta sospendere per tre anni l\u2019articolo 18, occorre che per un periodo abbastanza lungo vada crescendo gradualmente l\u2019onere economico che l\u2019impresa deve sopportare per licenziare un lavoratore sul quale, cos\u00ec, avr\u00e0 anche crescente incentivo a investire in formazione e aumento di responsabilit\u00e0. Se l\u2019Europa \u00e8 riuscita, negli anni scorsi, a farci tagliare un deficit catastrofico, permettendoci di pagare tassi molto pi\u00f9 bassi, perch\u00e9 non accettare il suo stimolo a far passare una legge che \u00e8 gi\u00e0 in Parlamento?<\/p>\n<p><i>franco.bruni@unibocconi.it\u00a0\u00a0 <\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LASCIAMOCI AIUTARE DA BRUXELLES A FARE UNA BUONA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO E DELLA TASSAZIONE SU IMPRESE E LAVORO: NON C&#8217;\u00c8 NIENTE DI MALE IN QUESTO E NE TRARREMO MAGGIORE POTERE NEGOZIALE Editoriale di Franco Bruni pubblicato sulla Stampa il 13 settembre 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-32555","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32555","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32555"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32555\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32555"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32555"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32555"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}