
{"id":32734,"date":"2014-09-23T16:44:17","date_gmt":"2014-09-23T15:44:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32734"},"modified":"2014-09-29T08:36:28","modified_gmt":"2014-09-29T07:36:28","slug":"conquiste-del-lavoro-il-jobs-act-si-colloca-nel-solco-del-migliore-riformismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32734","title":{"rendered":"CONQUISTE DEL LAVORO: PERCH\u00c9 CREDO CHE IL JOBS ACT FINIR\u00c0 COL NON DISPIACERE ALLA CISL"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA RIFORMA RIGUARDA POCO I LAVORATORI CHE UN LAVORO STABILE REGOLARE CE L&#8217;HANNO, MENTRE APRE LE PORTE DEL LAVORO REGOLARE A TEMPO INDETERMINATO A TUTTI COLORO CHE OGGI SONO FUORI DA QUESTA CITTADELLA FORTIFICATA<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Giampiero Guadagni pubblicata su <\/em><a title=\"Conquiste del Lavoro\" href=\"http:\/\/www.conquistedellavoro.it\/cdl\/it\/Archivio_notizie\/2014\/Settembre\/info2039529331.htm\" target=\"_blank\">Conquiste del Lavoro<\/a><em> il 23 settembre 2014<\/em><\/p>\n<p><!--more--><strong>Venerd\u00ec scorso nella trasmissione <em>Mix24<\/em> a Minoli che gli chiedeva come si possa riformare il mercato del lavoro senza il consenso dei sindacati, ha risposto: \u201cBisogna fare la riforma del lavoro anche senza i sindacati, se non ne capiscono l\u2019importanza\u201d.<\/strong><br \/>\n<strong>Ma Pietro Ichino, senatore di Scelta civica, e soprattutto insigne giuslavorista, che da anni \u00e8 impegnato sul tema, non vede il rischio di questo modo di procedere?<\/strong><br \/>\nIo vedo semmai il rischio del ripetersi di quelle interminabili consultazioni rituali nella sala verde di Palazzo Chigi, caratteristiche di una stagione politica che si \u00e8 drammaticamente caratterizzata per la sua inconcludenza. Vedo il rischio del rafforzarsi della caratterizzazione delle confederazioni come \u201cpartiti extraparlamentari\u201d, con i quali di volta in volta le maggioranza parlamentari stringono alleanze selettive e improprie. Ma soprattutto vedo, e condivido, il messaggio che Matteo Renzi ha inteso lanciare al mondo del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Quale messaggio?<\/strong><br \/>\nIl <em>Jobs Act<\/em> riguarda poco i lavoratori che hanno un lavoro regolare stabile, i quali sono la <em>costituency<\/em> dei sindacati: la loro posizione non viene toccata se non marginalmente. Il <em>Jobs Act<\/em> riguarda invece moltissimo i precari, i disoccupati, le nuove generazioni, cio\u00e8 quella parte del mondo del lavoro che oggi l\u2019articolo 18 lo vede con il cannocchiale e il sindacato, nella quasi totalit\u00e0 dei casi, non lo vede proprio. Le grandi novit\u00e0 sono per questa parte del mondo del lavoro, senza togliere nulla all\u2019altra.<\/p>\n<p><strong>Bonanni si dice pronto a trattare sul <em>Jobs Act<\/em> se il contratto a tutele crescenti riuscir\u00e0 a combattuto davvero il precariato. Una posizione diversa da quella della Cgil, come peraltro spesso accaduto negli ultimi anni. Renzi non doveva fare distinzioni nel suo attacco al sindacato?<\/strong><br \/>\nAlmeno di una cosa Renzi deve dare atto alla Cisl: negli ultimi quarant\u2019anni su tutte le questioni cruciali nell\u2019evoluzione del diritto del lavoro del nostro Paese, dal riconoscimento del part-time al superamento del monopolio statale del collocamento, dalla scala mobile alle agenzie di lavoro temporaneo, dalla struttura della contrattazione collettiva alla vicenda Fiat del 2010, Cisl e Cgil si sono trovate su posizioni contrapposte; ogni volta era la Cisl a stare dalla parte giusta; e ogni volta la Cgil \u00e8 arrivata a capire l\u2019importanza della tappa evolutiva soltanto dopo, quando la svolta era gi\u00e0 avvenuta, nonostante la sua opposizione. Accadr\u00e0 cos\u00ec anche questa volta.<\/p>\n<p><strong>Ma sulla eliminazione dei contratti truffa come le partire Iva, sono arrivare indicazioni concrete dalla Commissione lavoro del Senato?<\/strong><br \/>\nI filtri contro l\u2019abuso delle partite Iva e delle collaborazioni autonome continuative li ha gi\u00e0 posti, e in modo molto severo, la legge n. 92 del 2012, che su questo terreno ha prodotto un risultato abbastanza evidente di spostamento dall\u2019area del lavoro parasubordinato a quella del lavoro a termine. Oggi non mi sembra che il problema principale stia pi\u00f9 l\u00ec. Invece, se vogliamo che il contratto a tempo indeterminato torni a essere la forma normale di assunzione, occorre che, oltre a renderlo meno costoso, lo liberiamo dalle molte ingessature che lo caratterizzano.<\/p>\n<p><strong>La politica continua a spaccarsi sull\u2019articolo 18, che per questo \u00e8 da sempre al centro del dibattito pubblico. In attesa di conoscere i veri dati sul monitoraggio della riforma del Governo Monti, lei crede che l\u2019eventuale abolizione possa davvero risolvere i problemi del mercato del lavoro italiano?<\/strong><br \/>\nSe il tema fosse davvero l\u2019abolizione dell\u2019articolo 18, le risponderei senza esitazione \u201cno\u201d. Ma con questo disegno di legge l\u2019articolo 18 non viene affatto abolito, bens\u00ec confermato nella funzione che gli \u00e8 essenzialmente propria e per la quale originariamente era stato ideato da Brodolini: quella della prevenzione e repressione delle discriminazioni e rappresaglie. E in questa funzione \u00e8 garantito a tutti i lavoratori. Per il resto, il <em>Jobs Act<\/em> si propone di sostituire una protezione, di cui oggi gode meno di met\u00e0 dei lavoratori italiani, con un nuovo sistema di protezione di cui potr\u00e0 godere la totalit\u00e0 dei lavoratori.<\/p>\n<p><strong>In sintesi?<\/strong><br \/>\nUna assicurazione contro la disoccupazione finalmente davvero universale, che potr\u00e0 essere rafforzata da trattamenti complementari nel contesto dei contratti di ricollocazione. E poi la possibilit\u00e0 per chi perde il posto di scegliere l\u2019agenzia specializzata che preferisce, tra quelle accreditate, per un servizio di assistenza intensiva, retribuito con un voucher regionale pagabile soltanto a ricollocazione avvenuta. Col risultato di escludere automaticamente gli operatori incapaci e di riqualificare la spesa pubblica in questo campo.<\/p>\n<p><strong>Il ministro Poletti invita ad aspettare i decreti attuativi della delega. Ma c\u2019\u00e8 o no un problema di interpretazione sulla questione del reintegro?<\/strong><br \/>\n\u00c8 vero che questa delega lascia un notevole margine di discrezionalit\u00e0 al Governo nella riscrittura semplificata della legislazione del lavoro. Ma sulla materia politicamente pi\u00f9 sensibile, cio\u00e8 quella della disciplina dei licenziamenti, il principio enunciato \u00e8 molto preciso: la tutela dovr\u00e0 crescere in proporzione all\u2019anzianit\u00e0 di servizio. Questo significa, innanzitutto, che deve essere adottata una tecnica di protezione suscettibile di modulazione, di progressivit\u00e0 nel tempo; e gi\u00e0 questo significa in modo inequivoco che la sanzione della reintegrazione deve essere riservata ai soli casi estremi, quelli del motivo illecito determinante, come la discriminazione o la rappresaglia antisindacale.<\/p>\n<p><strong>La delega cos\u00ec come uscita dalla Commissione lavoro riuscir\u00e0 a reggere la prova dell\u2019aula del Senato?<\/strong><br \/>\nCredo proprio di s\u00ec. E non credo che sar\u00e0 una prova drammatica.<\/p>\n<p><strong>La componente bersaniana del Pd, per\u00f2, \u00e8 molto forte a Palazzo Madama, e in quel partito le tensioni restano molto forti&#8230;<\/strong><br \/>\nMa l\u2019ala sinistra del Pd sta rapidamente abbandonando l\u2019idea che il vecchio articolo 18 costituisca l\u2019unico possibile baluardo della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 dei lavoratori. Si potr\u00e0 dissentire sulle modifiche del sistema di protezione recate da questa legge, ma nessuno nel Pd ne far\u00e0 pi\u00f9 una questione di vita o di morte. E, come in tutti i partiti seri, la minoranza rispetter\u00e0 la scelta compiuta da una larga maggioranza del partito.<\/p>\n<p><strong>Senatore, il modello indicato da molti, e che anche lei apprezza e propone, \u00e8 quello tedesco. In Germania c\u2019\u00e8 per\u00f2 tra l\u2019altro un sistema funzionante di partecipazione dei lavoratori alla vita dell\u2019azienda. In Italia invece non si riesce a realizzare nulla di concreto sul fronte della democrazia economica. Non \u00e8 questa la strada migliore per rendere le imprese pi\u00f9 competitive, favorendo investimenti e quindi la creazione di posti di lavoro?<\/strong><br \/>\nS\u00ec. In questo primo anno di legislatura la Commissione Lavoro del Senato \u00e8 tornata a lavorare sul disegno di legge-delega in tema di forme partecipative nelle imprese, riprendendo dal punto in cui eravamo rimasti con la delega contenuta nella legge n.92\/2012, rimasta inattuata. Il frutto di questo lavoro della Commissione avrebbe potuto essere riversato nel disegno di legge che l\u2019Aula del Senato incomincer\u00e0 a discutere domani; ma il ministro ha preferito farne oggetto di un provvedimento a s\u00e9 stante. In ogni caso lo si dovr\u00e0 fare presto.<\/p>\n<p><strong>Se Renzi entro novembre presentasse a Bruxelles e Francoforte questa riforma del lavoro, cosa potrebbe ottenere in termini di allentamento delle politiche di rigore?<\/strong><br \/>\nSarebbe un argomento fortissimo per ottenere la flessibilit\u00e0 di bilancio necessaria, per esempio, per abbattere l\u2019Irap sulle buste paga. E allora davvero l\u2019effetto combinato del Codice semplificato e della riduzione del costo del lavoro potrebbe dare uno shock molto positivo al nostro sistema economico stagnante.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RIFORMA RIGUARDA POCO I LAVORATORI CHE UN LAVORO STABILE REGOLARE CE L&#8217;HANNO, MENTRE APRE LE PORTE DEL LAVORO REGOLARE A TEMPO INDETERMINATO A TUTTI COLORO CHE OGGI SONO FUORI DA QUESTA CITTADELLA FORTIFICATA Intervista a cura di Giampiero Guadagni pubblicata su Conquiste del Lavoro il 23 settembre 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-32734","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32734"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32734\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}