
{"id":32779,"date":"2014-09-25T20:49:52","date_gmt":"2014-09-25T19:49:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32779"},"modified":"2014-09-28T23:02:34","modified_gmt":"2014-09-28T22:02:34","slug":"incominciato-lesame-in-aula-del-jobs-act-da-parte-del-senato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32779","title":{"rendered":"INCOMINCIATO L\u2019ESAME IN AULA DEL JOBS ACT DA PARTE DEL SENATO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL DISEGNO DI LEGGE-DELEGA SI PROPONE DI ATTUARE PROPRIO QUEI PRINCIPI DELLA COSTRUZIONE DELLE PARI OPPORTUNIT\u00c0 E DEL DIRITTO EFFETTIVO AL LAVORO, CHE NELLA SITUAZIONE ATTUALE SONO GRAVEMENTE INATTUATI<\/span><\/p>\n<p><i>Relazione del sen. Maurizio Sacconi sul disegno di legge-delega sul lavoro n. 1428\/2014 e mio intervento sulle pregiudiziali di incostituzionalit\u00e0, dal resoconto stenografico della seduta pomeridiana del Senato del 24 settembre 2014 \u2013 Sono\u00a0<\/i>on line<i> anche <a title=\"Testo dell'11ma Commiss. presentato alla Presid. Senato il 19-9-14\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/00801673.pdf\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline;\">il testo trasmesso all\u2019Aula dalla Commissione<\/span><\/a>\u00a0e il <a title=\"Diario della Commissione Lavoro, giugno-settembre 2014\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=31521\" target=\"_blank\"><span style=\"text-decoration: underline;\">diario dei lavori della Commissione Lavoro<\/span><\/a>\u00a0 sullo stesso disegno di legge<\/i><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>LA RELAZIONE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>[\u2026]<\/p>\n<p><a title=\"Il link apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=26041\">PRESIDENTE<\/a>. L&#8217;ordine del giorno reca la discussione dei disegni di legge nn. 1428, 24, 103, 165, 180, 183, 199, 203, 219, 263, 349, 482, 500, 555, 571, 625, 716, 727, 893, 936, 1100, 1152, 1221, 1279, 1312 e 1409.<\/p>\n<p>Il relatore, senatore Sacconi, ha chiesto l&#8217;autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.<\/p>\n<p>Pertanto, ha facolt\u00e0 di parlare il relatore.<\/p>\n<p><a title=\"Il link apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=2132\">SACCONI<\/a>, <i>relatore<\/i>. Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghe e colleghi, nonostante o proprio in ragione della mia non breve esperienza parlamentare largamente concentrata sui temi riconducibili alla vita attiva della persona, mi accingo a svolgere la relazione al disegno di legge-delega di riforma del mercato del lavoro con la sincera emozione di chi auspica si concluda con questo atto un faticoso e contraddittorio percorso, avviato nel 1997 con la prima legge consigliata da Marco Biagi e pi\u00f9 conosciuta come legge Treu. Iniziava allora, contestualmente ad analoghe iniziative in molti Paesi europei sollecitate dalla stessa Commissione, un processo di rinnovamento dei mercati del lavoro nel segno della combinazione tra le esigenze di flessibilit\u00e0 organizzativa delle imprese e quelle di migliore sicurezza delle persone rispetto alla continua occupazione e al reddito da lavoro nel contesto della globalizzazione delle economie.<\/p>\n<p>Questa prima legge ebbe il merito di aprire una strada, di spezzare alcuni pregiudizi ideologici come quello del monopolio del collocamento pubblico, di consentire anche in Italia in particolare l&#8217;impiego del lavoro interinale anche se, a mio avviso, il trasferimento dei centri per l&#8217;impiego dallo Stato alle Province non si rivel\u00f2 una soluzione felice e ha reso difficile fino ad oggi ogni loro effettiva rivalutazione.<\/p>\n<p>Pochi anni dopo, nel 2001, Marco Biagi coordin\u00f2 con me la redazione di un Libro bianco che descriveva le fragilit\u00e0 di un mercato del lavoro opaco e poco inclusivo, nel quale da un lato le imprese avevano persistentemente, anche in tempi di crescita tumultuosa, contenuto il livello della forza lavoro e la propria stessa dimensione mentre, dall&#8217;altro, le persone risultavano lasciate a se stesse nella ricerca di un&#8217;occupazione con forti divari di genere, di et\u00e0 e di territorio.<\/p>\n<p>Egli indicava in conseguenza la soluzione, per un verso, nelle flessibilit\u00e0 regolatorie &#8211; in entrata e in uscita &#8211; del singolo rapporto di lavoro e, per l&#8217;altro, in una forte azione pubblica di orientamento, di agevole incontro tra domanda e offerta di lavoro, di investimento nelle competenze.<\/p>\n<p>Se una cifra prevalente nella lezione di Marco Biagi mi permetto di individuare, questa si trova nell&#8217;importazione del concetto di occupabilit\u00e0 ovvero della continua autosufficienza della persona nel mercato del lavoro. Ci\u00f2 implica il passaggio dalle tutele rigide e passive ad una sorta di <i>post<\/i>-moderno articolo 18, consistente nel diritto del lavoratore di accedere alle conoscenze e alle competenze che egli liberamente, anche se utilmente consigliato, ritiene corrispondenti alle sue vocazioni e alle possibilit\u00e0 di occupazione.<\/p>\n<p>Non a caso la cosiddetta &#8220;legge Biagi&#8221; viene concepita in parallelo ad un&#8217;impegnativa riforma del sistema educativo che per prima introduceva la possibilit\u00e0 di opzioni di tipo duale in quanto integranti l&#8217;apprendimento teorico con i saperi pratici.<\/p>\n<p>Il ridisegno dei contratti di apprendistato fu realizzato in conseguenza, cos\u00ec come si pens\u00f2 di spezzare l&#8217;autoreferenzialit\u00e0 di molte istituzioni educative attraverso l&#8217;introduzione nelle universit\u00e0 e nelle scuole superiori di uffici di <i>placement<\/i>, ovvero di orientamento e di collocamento fino alla co-progettazione con le imprese di specifici percorsi di apprendimento.<\/p>\n<p>Iniziava in quel tempo, peraltro, anche il processo di connessione in rete dei servizi pubblici e privati di accompagnamento al lavoro anche se si presentarono presto gli ostacoli determinati dalla frammentazione istituzionale delle competenze &#8211; Province e Regioni &#8211; e dalle resistenze a rendere interoperabili i sistemi informativi. Negli anni successivi, Governi sostenuti da opposti schieramenti si pongono di fatto in continuit\u00e0 con le leggi Treu e Biagi, continuando ad operare per una pi\u00f9 efficiente organizzazione del mercato del lavoro e delle politiche attive, sempre oggettivamente ostacolata dalla frammentazione istituzionale e per garantire una pluralit\u00e0 di canali d&#8217;accesso a partire da una giusta enfasi sul contratto di apprendistato. A quest&#8217;ultima, tuttavia, non \u00e8 mai corrisposta un&#8217;altrettanto efficace disponibilit\u00e0 delle Regioni, ove pi\u00f9, ove meno, a semplificare modalit\u00e0 e controlli dell&#8217;attivit\u00e0 formativa.<\/p>\n<p>Particolare rilievo assume nel contempo l&#8217;attitudine dei datori di lavoro e delle rappresentanze sindacali a dialogare nella dimensione aziendale, a condividere obiettivi, salario aggiuntivo ad essi correlato, servizi di protezione sociale integrativi. Non a caso una norma di legge d\u00e0 forza alla contrattazione aziendale o territoriale, consentendo ad essa anche l&#8217;adattamento di discipline disposte dalle leggi o dai contratti nazionali.<\/p>\n<p>Questo percorso si interrompe con la legge n. 92 del 28 giugno 2012 che irrigidisce le modalit\u00e0 d&#8217;ingresso nel mercato nel lavoro elevando a norma i criteri di vigilanza, senza dare certezza, al contempo, dei modi di risolvere i rapporti di lavoro, rimessi alla discrezionalit\u00e0 di una giustizia che, come ha osservato il presidente del Consiglio Renzi, si rivela imprevedibile negli esiti e fortemente differenziata nei territori.<\/p>\n<p>Nel tempo della grande crisi si irrobustiscono straordinariamente le forme di sostegno al reddito ma non migliorano le politiche attive di accompagnamento ad un lavoro anche se certamente non tutte le Regioni sono uguali.<\/p>\n<p>Crescono fortunatamente servizi privati, ma anche privato-sociali, mentre rimangono segmentati e poco attivi i centri pubblici. Per non parlare della formazione, che appare diffusamente viziata dalla prevalenza dell&#8217;offerta sulla domanda, in quanto il finanziamento regionale e comunitario alimenta la sopravvivenza degli operatori invece di determinare virtuosi percorsi di concorrenza nella soddisfazione dei bisogni dei lavoratori.<\/p>\n<p>A questo punto potremmo dire che il presente disegno di legge di delega vuol fare tesoro dell&#8217;esperienza di questi anni, delle intuizioni e delle azioni rivelatesi positive, come delle asimmetrie e delle contraddizioni che si sono prodotte, per portare ora a compimento ci\u00f2 che non si \u00e8 definito con l&#8217;equilibrio necessario. Mi riferisco ancora a quella doverosa combinazione di flessibilit\u00e0 e sicurezza, tra legittima adattabilit\u00e0 dell&#8217;impresa alle pressioni competitive e ai cambiamenti tecnologici da un lato e il dovere pubblico di non lasciare mai solo chi cerca un lavoro, incoraggiandolo ad essere parte attiva sulla base dell&#8217;offerta di insistite opportunit\u00e0, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Per questa ragione il disegno di legge \u00e8 ambizioso ed opera su uno spettro ampio che comprende la tendenziale universalizzazione dei cosiddetti ammortizzatori sociali su base assicurativa, una virtuale infrastrutturazione del mercato del lavoro attraverso gli strumenti della rete oltre a quella fisica, con l&#8217;Agenzia nazionale, l&#8217;affermazione della centralit\u00e0 della persona mediante il fascicolo elettronico e la sua libera scelta dei servizi che il pubblico poi sostiene a risultato, l&#8217;affermazione della rilevanza della famiglia e della maternit\u00e0, con le conseguenti esigenze di conciliazione tra tempi di vita, la riforma di tutto lo Statuto dei lavoratori, tranne la parte dedicata ai diritti sindacali, la semplificazione della gestione dei rapporti di lavoro, l&#8217;ulteriore razionalizzazione delle attivit\u00e0 di controllo ispettivo.<\/p>\n<p>Altro che \u00absolo\u00bb articolo 18, sul quale ancora una volta tanta attenzione si concentra! Con questo atto possiamo rinnovare tutto e sarebbe invece paradossale se fosse tutto, tranne l&#8217;articolo 18.<\/p>\n<p>La Commissione ha svolto un lavoro intensivo pur nei limiti di deleghe che siamo chiamati ad esaminare solo in termini di principi e di criteri di attuazione che hanno quindi impedito la valutazione di misure dettagliate. Avverto il dovere ora di rinnovare all&#8217;Assemblea l&#8217;invito ad un confronto sincero e utile, nella misura in cui si colloca nella logica delle deleghe. Dobbiamo ricordare a noi stessi che avremo modo di apprezzare i decreti delegati tanto per il profilo di merito quanto per quello della necessaria copertura finanziaria, quando &#8211; mi auguro subito dopo la legge delega -saranno consegnati al Parlamento. Non si sottovalutino in questo contesto anche gli ordini del giorno, perch\u00e9 ove accolti dal Governo, concorrono ad impegnarne i modi di esercizio della decretazione delegata.<\/p>\n<p>Vorrei dire all&#8217;Assemblea che nella Commissione, peraltro, l&#8217;accoglimento di significativi emendamenti dell&#8217;opposizione, oltre che della maggioranza, ha consentito almeno cos\u00ec mi \u00e8 parso, un clima di condivisione degli obiettivi, con la sola eccezione della riforma dello Statuto dei lavoratori. Eppure, tutto si tiene.<\/p>\n<p>Comprensibilmente, da parte di molti, si \u00e8 lungamente invocata la contestualit\u00e0 delle azioni dedicate ad organizzare un mercato del lavoro pi\u00f9 inclusivo e pi\u00f9 protettivo nelle cosiddette &#8220;fasi di transizione&#8221;, con l&#8217;adeguamento delle regole inerenti il singolo rapporto di lavoro. Ora questa possibilit\u00e0 \u00e8 di fronte a noi. La tendenziale universalizzazione degli ammortizzatori sociali viene qui declinata anche in favore delle collaborazioni, senza per questo disancorarla dalla responsabilit\u00e0 delle persone. La logica rimane infatti assicurativa, come \u00e8 giusto che sia, e i sussidi sono condizionati all&#8217;accettazione delle opportunit\u00e0 lavorative o formative offerte. Certo, non viene qui compiuta la scelta di un reddito garantito, tutto a carico del bilancio dello Stato e tale da prescindere dalla responsabilit\u00e0 della persona. Sarebbe a mio avviso una trappola della povert\u00e0 mentre la prima risposta all&#8217;indigenza deve rimanere il lavoro.<\/p>\n<p>In altra sede il Governo si \u00e8 impegnato all&#8217;ulteriore potenziamento degli strumenti di prevenzione e di contrasto della povert\u00e0 che devono agire in termini di ultima istanza e di prossimit\u00e0.<\/p>\n<p>Davvero rilevanti sono diventati gli strumenti individuati anche nel lavoro di Commissione per rendere il mercato del lavoro efficiente e trasparente. La infelice segmentazione su base regionale e provinciale delle competenze dovrebbe trovare finalmente soluzione attraverso l&#8217;istituzione dell&#8217;agenzia nazionale per l&#8217;occupazione e l&#8217;integrazione dei sistemi informativi, alla cui base &#8211; lo ribadisco &#8211; dovrebbe collocarsi un fascicolo elettronico comprensivo di tutti gli elementi riferibili alla vita attiva della persona, dai percorsi educativi e formativi, a quelli lavorativi, alle transizioni e ai relativi sussidi, fino al conto corrente previdenziale. Di rilievo \u00e8 anche la ribadita volont\u00e0 di favorire il conferimento al sistema nazionale per l&#8217;impiego delle informazioni relative ai posti di lavoro vacanti.<\/p>\n<p>\u00c8 stata resa ancor pi\u00f9 esplicita la scelta della collaborazione-competizione tra servizi pubblici e privati nella gestione delle politiche attive quale pu\u00f2 essere sollecitata dalla scelta di dotare il disoccupato, attraverso un contratto di ricollocazione, di un <i>voucher<\/i> spendibile presso un ente da lui stesso liberamente individuato e poi remunerato solo a risultato. A questo proposito, devo richiamare il Governo a varare tempestivamente il regolamento cui fa rinvio la norma di legge che gi\u00e0 ha introdotto l&#8217;istituto del contratto di ricollocazione.<\/p>\n<p>Non a caso poi, in questo ambito delle politiche attive, la Commissione ha voluto indicare l&#8217;obiettivo di valorizzare le esperienze bilaterali ovvero quelle forme di collaborazione tra rappresentanze dei lavoratori e degli imprenditori che possono concorrere ad ampliare la diffusione, ancora largamente insufficiente, dei servizi al lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno e in quei segmenti del mercato del lavoro pi\u00f9 esposti alle patologie, come l&#8217;agricoltura ed il turismo.<\/p>\n<p>Con la delega di cui all&#8217;articolo 3, si vogliono poi semplificare procedure e adempimenti relativi alla gestione dei rapporti di lavoro e a tutta la complessa materia dell&#8217;igiene e della sicurezza nel lavoro, con un obiettivo dichiarato dalla proposta di Governo gi\u00e0 addirittura di dimezzamento degli atti.<\/p>\n<p>In questo ambito si collocano le modalit\u00e0 pi\u00f9 semplici di prevenzione delle cosiddette \u00abdimissioni in bianco\u00bb affinch\u00e9 assicurino la certezza della cessazione del rapporto quando il lavoratore ha comportamenti in questo senso concludenti.<\/p>\n<p>La Commissione ha qui riaffermato un principio rilevante: quello del divieto per le Pubbliche amministrazioni di richiedere dati dei quali esse sono gi\u00e0 in possesso. Lo stesso regime sanzionatorio dovrebbe risultare semplificato con particolare riguardo alle violazioni formali e agli istituti di tipo premiale.<\/p>\n<p>Alla luce degli obiettivi gi\u00e0 declinati si spiega a questo punto la volont\u00e0, di cui al nuovo articolo 4, di produrre un Testo unico semplificato delle tipologie contrattuali e del contenuto dei rapporti di lavoro con stretta aderenza al diritto comunitario affinch\u00e9 ci si possa avvicinare ad un mercato del lavoro europeo e non si producano effetti di spiazzamento del nostro Paese nei confronti di altri territori dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>Il Governo \u00e8 delegato ad analizzare tutte le forme contrattuali esistenti, valutandone la coerenza con la qualit\u00e0 dell&#8217;occupazione e le esigenze della produzione.<\/p>\n<p>Ricordo che i modelli contrattuali sono essenzialmente quello a tempo determinato, quello a tempo indeterminato, quelli a tempo modulato, l&#8217;apprendistato, il lavoro accessorio e le collaborazioni coordinate e continuative o a progetto. Parliamo quindi di cinque o sei modelli contrattuali e poi ci sono milioni di contratti di lavoro perch\u00e9 in ciascuno di essi si pu\u00f2 rinvenire uno specifico elemento distintivo.<\/p>\n<p>\u00c8 bene ricordare e ricordarci che le collaborazioni coordinate e continuative o a progetto nascono e si sviluppano smodatamente nella seconda met\u00e0 degli anni Novanta sulla base di una semplice circolare fiscale e Biagi, su esplicita richiesta di una parte del sindacato, non far\u00e0 altro che darvi regole e tutele divenendone, paradossalmente, secondo certo immaginario disinformato, il padre fondatore. E della cosa, devo dirvi, soffriva.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziale vantaggio della minore contribuzione sta oltretutto venendo meno, per cui a questo punto vale la pena riflettere in particolare sulla persistente utilit\u00e0 delle stesse collaborazioni.<\/p>\n<p>Anche le modalit\u00e0 contrattuali possono in ogni modo concorrere &#8211; com&#8217;\u00e8 accaduto, ricordiamocelo &#8211; all&#8217;emersione del lavoro irregolare. Non a caso, il Governo ha chiesto una delega rivolta a diffondere maggiormente il lavoro accessorio regolabile con buoni prepagati, in modo da intercettare quella grande quantit\u00e0 di spezzoni lavorativi che ancora rimangono sommersi. I cosiddetti <i>voucher<\/i> sono stati significativamente utilizzati in agricoltura, ma ben poco al di fuori dell&#8217;agricoltura; quasi esclusivamente nella parte settentrionale del Paese, ma, sotto la linea Gotica, sfumano e scompaiono rapidamente. Preoccupiamoci quindi non di quelli che ci sono, ma dei molti che non ci sono.<\/p>\n<p>Il cuore del testo unico rimane inevitabilmente la riforma del contratto a tempo indeterminato, perch\u00e9 credo tutti lo vogliamo quanto pi\u00f9 utilizzato, non solo &#8211; si badi bene &#8211; in percentuale su un basso numero di occupati, com&#8217;\u00e8 oggi, ma soprattutto in valori assoluti. I datori di lavoro invocano norme semplici e certe nell&#8217;epoca della massima incertezza. Lo statuto fu invece redatto nel 1970 &#8211; come ricordo bene &#8211; sulla base di atti e contratti degli anni &#8217;50 e &#8217;60, nel tempo in cui si presumeva uno sviluppo irreversibile e sostanzialmente continuo, secondo modalit\u00e0 produttive tendenzialmente seriali. Questa esigenza delle imprese in termini di semplicit\u00e0 e certezza si deve ora conciliare con il diritto del lavoratore, nel caso di licenziamento ingiustificato, ma non discriminatorio (nel qual caso sarebbe nullo, come cio\u00e8 non vi fosse proprio stato), alla tutela rappresentata da sanzioni adeguate. Quindi il diritto \u00e8 alla sanzione, non la sanzione o, meglio, una specifica sanzione; occorre una sanzione. Gi\u00e0 oggi, nel nostro ordinamento, questa tutela (la sanzione) \u00e8 variamente definita e modulata. Il diritto \u00e8 universale, la sanzione \u00e8 modulata e modulabile.<\/p>\n<p>Il criterio delle tutele crescenti corrisponde, nel contratto a tempo indeterminato, ad un&#8217;idea di protezione omogenea, ma che si incrementa nel tempo per dare valore all&#8217;anzianit\u00e0 di servizio. Insisto: parliamo del contratto a tempo indeterminato, che, a differenza dei contratti di inserimento (come tipicamente l&#8217;apprendistato), non \u00e8 segmentabile in due fasi, una con minori tutele e salario, perch\u00e9 caratterizzata da graduale ingresso nella compiuta capacit\u00e0 produttiva e nell&#8217;ambiente di lavoro (fase caratterizzata da apprendimento, da inserimento, da integrazione), l&#8217;altra, la seconda fase, a regime. Qui no. Come dicevo, nel contratto a tempo indeterminato il rapporto di lavoro ha una caratteristica continua, e in essa rileva e non pu\u00f2 che rilevare l&#8217;anzianit\u00e0 di servizio.<\/p>\n<p>I criteri di delega relativi poi agli articoli 4 e 13 dello Statuto dei lavoratori vogliono pi\u00f9 generalmente rendere la regolazione delle mansioni e delle tecnologie di controllo pi\u00f9 coerenti con i nuovi processi di produzione.<\/p>\n<p>Non si tratta tanto di incoraggiare il cosiddetto demansionamento quanto piuttosto di consentire mansioni flessibili in relazione ai nuovi modi di lavorare che richiedono comportamenti pi\u00f9 duttili, pi\u00f9 autonomi, pi\u00f9 responsabili. Allo stesso modo, la doverosa tutela della dignit\u00e0 del lavoratore dal controllo a distanza non deve diventare motivo di inibizione per il migliore impiego delle nuove tecnologie, incluse le opportunit\u00e0 di telelavoro fin qui trascurate.<\/p>\n<p>Il nuovo testo unico dovr\u00e0 in ogni caso porsi in coerenza con la vigente legislazione che riconosce all&#8217;imprenditore e alle rappresentanze dei lavoratori, come abbiamo gi\u00e0 ricordato, la capacit\u00e0 &#8211; entro i principi dell&#8217;ordinamento &#8211; di adattare la regolazione alle concrete circostanze di tempo, di luogo, di merceologia dell&#8217;impresa, attraverso accordi sottoscritti nei termini di cui alle intese interconfederali. Semplicit\u00e0, certezza, sussidiariet\u00e0 possono essere quindi considerate le linee metodologiche di redazione del testo organico citato dall&#8217;articolo 4.<\/p>\n<p>Non meno rilevanti sono infine &#8211; ultimi ma non ultimi &#8211; i contenuti di delega di cui all&#8217;articolo 5, perch\u00e9 intendono sostenere la famiglia e la maternit\u00e0 attraverso l&#8217;estensione delle prestazioni sociali a tutte le lavoratrici madri, l&#8217;introduzione del <i>tax credit<\/i> per le donne lavoratrici con figli minori o disabili, la flessibilit\u00e0 dell&#8217;orario lavorativo, il dono solidale di una parte del periodo feriale, la diffusione dei servizi di cura e i congedi parentali.<\/p>\n<p>Concludendo, vorrei ringraziare tutte le commissarie e i commissari. Come ho detto, con l&#8217;eccezione dell&#8217;articolo 4, la collaborazione \u00e8 stata intensa e intensiva, perch\u00e9 si \u00e8 svolta in un ristretto tempo, ma ha consentito, a mio avviso, di migliorare il testo raccogliendo per molta parte emendamenti anche dell&#8217;opposizione, che ha concorso non poco a definire meglio i modi con cui organizzare soprattutto la dimensione virtuale del mercato del lavoro, che \u00e8 quella tuttavia attraverso la quale noi contiamo di far incontrare agevolmente domanda e offerta di lavoro.<\/p>\n<p>Devo ringraziare gli Uffici e la loro pazienza e devo confermare la loro assoluta professionalit\u00e0 e dedizione, e non lo faccio retoricamente. Voglio ringraziare la collega Bellanova, sottosegretario al lavoro, che ha con attenzione partecipato a tutti i lavori concorrendovi con intelligente apporto.<\/p>\n<p>Il mio auspicio conclusivo \u00e8 che i tempi di esame da parte di questa Assemblea possano essere quanto pi\u00f9 tempestivi, e cos\u00ec coerenti con il tempo straordinario che viviamo. Un tempo nel quale a problemi straordinariamente nuovi possono legittimamente corrispondere un rinnovamento delle tradizionali culture politiche e il pragmatico incontro tra riformismi che pure discendono da diverse matrici. Fatelo dire a un vecchio socialista come me. Per dirla con Tony Blair: \u00ab<i>Values don&#8217;t change. But times do!<\/i>\u00bb. I valori non cambiano, ma i tempi s\u00ec! <i>(Applausi dai Gruppi<\/i> <i>NCD, PD, PI e SCpI).<\/i><\/p>\n<p><a title=\"Il link apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=26041\">PRESIDENTE<\/a>. Comunico che sono state presentate due questioni pregiudiziali.<\/p>\n<p>[\u2026]<\/p>\n<p>[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>IL MIO INTERVENTO: IL DISEGNO DI LEGGE-DELEGA SI PROPONE DI ATTUARE PROPRIO QUEI PRINCIPI DELLA COSTRUZIONE DELLE PARI OPPORTUNIT\u00c0 E DEL DIRITTO EFFETTIVO AL LAVORO, CHE NELLA SITUAZIONE ATTUALE SONO GRAVEMENTE INATTUATI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a title=\"Il link apre una nuova finestra\" href=\"http:\/\/www.senato.it\/loc\/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=11320\">ICHINO<\/a> <i>(SCpI)<\/i>. Domando di parlare. <i>(Commenti di dissenso).<\/i> Perch\u00e9 non dovrei parlare?<\/p>\n<p>PRESIDENTE. Senatore Ichino, come lei sa, l&#8217;Aula viene presieduta dal Presidente di turno.\u00a0Ne ha facolt\u00e0.<\/p>\n<p>ICHINO <i>(SCpI)<\/i>. Chiedevo solo un chiarimento ai colleghi un po&#8217; troppo ansiosi di andare a cenare.\u00a0Signora Presidente, intervengo sulle questioni pregiudiziali per osservare molto brevemente che se fosse contrario alla Costituzione istituire una forma di assicurazione contro la disoccupazione davvero universale, che supera differenze gravi di trattamento tra categorie di lavoratori; se fosse contrario alla Costituzione ricondurre la cassa integrazione guadagni alla sua funzione essenziale e originaria, ossia quella di sostegno del reddito dei lavoratori nelle crisi temporanee di impresa, impedendo che essa venga usata per nascondere le situazioni di reale disoccupazione, impedendo che le crisi occupazionali aziendali vengano affrontate col mettere i lavoratori in <i>freezer<\/i> per anni e anni, come \u00e8 stato purtroppo il modo in cui abbiamo affrontato le crisi occupazionali nei decenni passati; se fosse realmente contrario alla Costituzione superare una forma di protezione della sicurezza economica e professionale dei lavoratori costruita interamente sull&#8217;ingessatura del loro rapporto di lavoro, ma di fatto applicata a meno di met\u00e0 dei lavoratori stessi, e sostituirla con una forma di protezione che costruisce la sicurezza economica e professionale dei lavoratori garantendo loro l&#8217;effettiva possibilit\u00e0 di trovare un nuovo lavoro quando perdono il vecchio, e far questo assicurando ai lavoratori la possibilit\u00e0 di scegliere il meglio dei servizi nel mercato del lavoro che si offrono oggi, cio\u00e8 di scegliere l&#8217;agenzia specializzata che preferiscono pagandola con un <i>voucher<\/i> pubblico che rende contendibile la funzione, e che essendo pagabile solo a risultato ottenuto determina un&#8217;automatica riqualificazione della spesa pubblica in questo campo; se davvero tutto questo fosse contrario agli articoli 3 e 4 della Costituzione, queste norme della Costituzione andrebbero evidentemente cambiate.<\/p>\n<p>Noi siamo per\u00f2 convinti che tutto questo \u00e8 molto pi\u00f9 conforme proprio a quei principi costituzionali che avete richiamato, di quanto lo sia l&#8217;assetto attuale del nostro ordinamento del mercato del lavoro. <i>(Applausi e commenti ironici dal Gruppo LN-Aut)<\/i>. S\u00ec, \u00e8 pi\u00f9 conforme all&#8217;articolo 3 sull&#8217;eguaglianza, all&#8217;articolo 4 sul diritto al lavoro. \u00c8 molto pi\u00f9 conforme a questi principi delegare al Governo l&#8217;emanazione di questo nuovo sistema di protezione e l&#8217;adozione di questa nuova tecnica di protezione dei lavoratori, che non conservare il regime che abbiamo fin qui seguito.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, proprio l&#8217;organicit\u00e0 e nettezza di questa svolta che vogliamo imprimere al nostro ordinamento \u00e8 tale, che la critica di insufficiente precisione della delega appare con tutta evidenza infondata.<\/p>\n<p>Per queste ragioni Scelta Civica, ma credo anche la maggioranza di quest&#8217;Aula, respinger\u00e0 con molta convinzione le pregiudiziali qui in esame. <i>(Applausi dal Gruppo PD e del senatore<\/i> <i>Maran).<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL DISEGNO DI LEGGE-DELEGA SI PROPONE DI ATTUARE PROPRIO QUEI PRINCIPI DELLA COSTRUZIONE DELLE PARI OPPORTUNIT\u00c0 E DEL DIRITTO EFFETTIVO AL LAVORO, CHE NELLA SITUAZIONE ATTUALE SONO GRAVEMENTE INATTUATI Relazione del sen. Maurizio Sacconi sul disegno di legge-delega sul lavoro n. 1428\/2014 e mio intervento sulle pregiudiziali di incostituzionalit\u00e0, dal resoconto stenografico della seduta pomeridiana [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,9],"tags":[],"class_list":["post-32779","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32779"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32779\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}