
{"id":32971,"date":"2014-10-08T22:31:57","date_gmt":"2014-10-08T21:31:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32971"},"modified":"2014-10-09T11:42:58","modified_gmt":"2014-10-09T10:42:58","slug":"la-proposta-di-ricolfi-per-ottenere-300-000-nuovi-posti-a-costo-zero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32971","title":{"rendered":"LA PROPOSTA DI RICOLFI PER OTTENERE 300.000 NUOVI POSTI A COSTO ZERO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SE DAVVERO UNA RIDUZIONE DEL 75 PER CENTO DEL CUNEO FISCALE E CONTRIBUTIVO PU\u00d2 PORTARE\u00a0A UN RADDOPPIO DEI NUOVI POSTI A CARATTERE INCREMENTALE, UNA VISIONE DINAMICA DELLA COPERTURA FINANZIARIA DOVREBBE INDURRE LE RAGIONERIE DELLO STATO E \u00a0UE A CONSENTIRE CHE UNA MISURA-<em>SHOCK<\/em> \u00a0DI QUESTO GENERE VENGA ADOTTATA<\/span><\/p>\n<p><em>Quello che segue \u00e8 un ampio estratto dell&#8217;editoriale <strong>di Luca Ricolfi<\/strong> pubblicato sulla<\/em> Stampa<em> dell&#8217;8 ottobre 2014 &#8211; L&#8217;articolo \u00e8 preceduto da una <strong>mia breve nota di commento<\/strong> &#8211; In argomento v. anche l&#8217;articolo pubblicato dallo stesso quotidiano il 7 marzo 2014, nel quale il sociologo torinese ha esposto per la prima volta il progetto: <\/em><a title=\"Articolo di L. Ricolfi - La Stampa, 7.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30308\" target=\"_blank\">Maxi-jobs: una terapia d&#8217;urto per creare <span style=\"color: #000000;\">nuova occupazione<\/span><\/a><span style=\"color: #000000;\"><em> <\/em><em><!--more--><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Breve nota di commento<\/strong> &#8211; <em>A<\/em> <\/span><em><span style=\"color: #000000;\"> una sollecitazione come questa di Luca Ricolfi, le Ragionerie centrali di Roma e di Bruxelles non possono limitarsi a opporre l&#8217;obiezione classica &#8220;noi vogliamo coperture effettive e non coperture presunte&#8221; (o, peggio, &#8220;elucubrazioni accademiche&#8221;). A ben vedere, del resto, anche le coperture oggi accettate sono frutto di previsioni, basate sul modo in cui le cose sono andate nell&#8217;ultimo anno. Se poi si vuole davvero, molto condivisibilmente, migliorare l&#8217;attendibiliit\u00e0 delle previsioni, perch\u00e9 il Governo non procede ad attivare (cosa oggi tecnicamente possibilissima con costi relativamente bassi) le necessarie sperimentazioni delle misure, esattamente come si fa di norma prima della commercializzazione dei farmaci? Certo, la sperimentazione richiede tempo; ma, se non si incomincia, ci si condanna a legiferare sempre al buio, sulla base di opzioni puramente ideologiche, oltre che di una valutazione statica e sostanzialmente molto rozza dell&#8217;impatto delle misure adottate. Sull&#8217;importanza e la possibilit\u00e0 tecnica e giuridica dell&#8217;applicazione del metodo sperimentale in questo campo v. il mio editoriale del 10 marzo scorso<\/span> <\/em><a title=\"Editoriale telegrafico, 10.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30332\" target=\"_blank\">Detassare le imprese o i lavoratori? L&#8217;importanza del metodo sperimentale<\/a><span style=\"color: #000000;\">; <em>inoltre<\/em>\u00a0<\/span><em><span style=\"color: #000000;\">la mia relazione al convegno su<\/span> <\/em><a title=\"Relazione al Convegno di Lucca, 25-26.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13479\" target=\"_blank\">La sperimentazione al servizio del diritto del lavor<em>o<\/em><\/a><em><em><span style=\"color: #000000;\">, dove \u00e8 affrontata, tra l\u2019altro, la questione della legittimit\u00e0 costituzionale delle disparit\u00e0 di trattamento inevitabili nell\u2019applicazione del metodo sperimentale. Per un\u00a0esempio di applicazione possibile di questo metodo v. l\u2019articolo 4 del <\/span><a title=\"D.d.l. 21.3.14 n. 247\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26142\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #000000;\">d.d.l. 21<\/span> marzo 2013 n. 247<\/a><\/em><\/em> <span style=\"color: #000000;\"><em>in materia di promozione dell\u2019occupazione femminile<\/em>.<br \/>\n<em>Merita infine una risposta l&#8217;obiezione sollevata dal <strong>senatore Stefano Lepri<\/strong> in un articolo di prossima pubblicazione sullo stesso quotidiano <\/em>La Stanpa<em>: il lavoro a basso costo &#8211; dice Lepri &#8211; c&#8217;\u00e8 gi\u00e0, sotto forma di <strong>apprendistato<\/strong> (rapporto per il quale \u00e8 prevista la contribuzione figurativa a carico dell0 Stato, in misura totale per le imprese fino a 10 dipendenti, in misura del 90 per cento per quelle di dimensioni maggiori); il punto \u00e8 che anche dopo alcune semplificazioni recate dal decreto Poletti della primavera scorsa (n. 34\/2014) l&#8217;apprendistato \u00e8 gravato <\/em><strong>a)<\/strong><em> da costi di transazione notevolmente superiori rispetto al rapporto di lavoro ordinario, per la definizione e formalizzazione dei suoi contenuti formativi, <\/em><strong>b)<\/strong><em> dall&#8217;onere organizzativo relativo all&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo formativo (che comprende anche la &#8220;didattica frontale&#8221;) in corso di rapporto, <\/em><strong>c)<\/strong><em> dal rischio della contestazione finale circa la corrispondenza del contenuto formativo effettivo rispetto al programma iniziale (in caso di accoglimento della contestazione da parte del giudice, l&#8217;imprenditore &#8211; oltre a doversi riprendere l&#8217;apprendista come lavoratore ordinario &#8211; \u00e8 obbligato a pagare tutti i contributi omessi con le relative sanzioni), <\/em><strong>d<\/strong><strong>)<\/strong><em> dal vincolo dell&#8217;utilizzabilit\u00e0 di questa forma di contratto solo per persone di et\u00e0 inferiore ai 30 anni.<br \/>\n<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>IL CONTENUTO DEL PROGETTO DI LUCA RICOLFI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p>Se la politica deve mestamente ammettere che \u00abnon ci sono le risorse\u00bb, e quindi l\u2019azione di governo di posti di lavoro aggiuntivi ne potr\u00e0 creare pochissimi, forse \u00e8 giunto il momento di cambiare la domanda. Anzich\u00e9 chiederci come trovare le risorse per creare nuovi posti di lavoro, dovremmo forse porci un interrogativo pi\u00f9 radicale: si possono creare nuovi posti di lavoro, tanti nuovi posti di lavoro, a costo zero per le casse dello Stato?<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 13px;\">Ai primi di marzo, quando come quotidiano \u00abLa Stampa\u00bb e come \u00abFondazione David Hume\u00bb lanciammo l\u2019idea del maxi-job, la riposta era: forse. Oggi \u00e8 diventata: quasi certamente s\u00ec.\u00a0<\/span>L\u2019idea del <em>maxi-job<\/em> era in sostanza questa: anzich\u00e9 distribuire a pioggia un\u2019elemosina di cui nessuna impresa si accorgerebbe, perch\u00e9 non permettere alle imprese che gi\u00e0 intendono creare nuova occupazione di crearne ancora di pi\u00f9?\u00a0Pi\u00f9 precisamente: permettere alle imprese che aumentano l\u2019occupazione (e magari anche alle nuove imprese) di usare, limitatamente ai posti di lavoro addizionali e per un massimo di 4 anni, uno speciale contratto full time nel quale il lavoratore riceve in busta paga l\u201980% del costo aziendale (anzich\u00e9 il 50% come oggi), mentre il restante 20% affluisce allo Stato, sotto forma di Irpef e di contributi sociali.<\/p>\n<p>Si potrebbe pensare che un contratto del genere ridurrebbe il gettito della Pubblica Amministrazione, a causa dei minori contributi sociali. E in effetti cos\u00ec sarebbe se, pur in presenza del nuovo contratto, le imprese non creassero alcun posto di lavoro addizionale; se, in altre parole, lo sgravio contributivo si limitasse a rendere pi\u00f9 economici posti di lavoro che sarebbero stati creati comunque. Se per\u00f2 si ammettesse che, con un costo del lavoro quasi dimezzato, alcune imprese creerebbero pi\u00f9 posti di lavoro di quelli programmati, la questione degli effetti sul gettito diventerebbe assai pi\u00f9 aperta. Bisogna considerare, infatti, che un posto di lavoro in pi\u00f9 genera nuovo valore aggiunto, e una parte di tale valore aggiunto genera a sua volta gettito non solo sotto forma di contribuiti Inps e Inail, ma anche sotto forma di altre tasse, come Iva, Irpef, Irap, Ires, eccetera (e si noti che il gettito complessivo delle altre tasse \u00e8 quasi il triplo di quello dei contributi sociali).<\/p>\n<h2><strong>Il nodo del gettito<\/strong><\/h2>\n<p>In breve, quel che la Pubblica Amministrazione deve chiedersi non \u00e8: quanto gettito perdo se i nuovi contratti di lavoro pagano meno contributi sociali? Ma semmai: le nuove tasse che riscuoto grazie a posti di lavoro che altrimenti non sarebbero mai nati bastano a compensare il gettito che perdo per i minori contributi sociali?<\/p>\n<p>Ebbene, quando un anno fa formulammo la proposta del maxi-job non eravamo in grado di rispondere a questa domanda, perch\u00e9 non avevamo la minima idea di quanti posti di lavoro in pi\u00f9 si sarebbero potuti creare con il nuovo tipo di contratto. Non sapevamo, in altre parole, qual era la \u00abreattivit\u00e0\u00bb delle imprese. O, se preferite, qual era il moltiplicatore occupazionale del nuovo contratto. Per\u00f2 una cosa eravamo in grado di dirla: esiste una soglia di reattivit\u00e0 sotto la quale il gettito diminuisce e sopra la quale il gettito aumenta. Tale soglia \u00e8 circa 1.4 e significa questo: se i nuovi posti di lavoro passano da 100 a 140 il nuovo contratto non costa nulla, perch\u00e9 il gettito della Pubblica amministrazione resta invariato; se passano da 100 a meno di 140 (ad esempio a 120), il nuovo contratto costa, perch\u00e9 fa diminuire il gettito; se passano da 100 a pi\u00f9 di 140 (ad esempio a 180) il nuovo contratto non solo non costa, ma fa aumentare il gettito.<\/p>\n<h2>La ricerca<\/h2>\n<p><strong><\/strong>Ecco perch\u00e9 gli ultimi sei mesi li abbiamo passati a cercare di scoprire quale potrebbe essere la reattivit\u00e0 delle imprese. In primavera, con l\u2019aiuto della societ\u00e0 Kkien e dell\u2019Unione industriale, abbiamo condotto un\u2019inchiesta su 50 imprese chiedendo direttamente quanti posti di lavoro in pi\u00f9 avrebbero creato con il nuovo contratto. Il risultato \u00e8 stato sorprendente: nelle imprese che pianificano di aumentare l\u2019occupazione i nuovi posti di lavoro sarebbero balzati, in media, da 100 a 264: un moltiplicatore pari a 2.64. Avremmo voluto rendere pubblico questo risultato, ma ci sembrava eccessivamente ottimistico e basato su troppo pochi casi. Si \u00e8 quindi deciso di aspettare. \u00a0A giugno \u00e8 intervenuto un elemento nuovo: l\u2019Unione delle Camere di Commercio del Piemonte ci ha offerto di inserire il questionario sul maxi-job nella loro indagine di met\u00e0 anno sulle imprese manifatturiere piemontesi, in modo da disporre di un numero molto maggiore di risposte (oltre 1000). Con nostra grande sorpresa il moltiplicatore \u00e8 ancora salito un po\u2019, portandosi a 2.64.<\/p>\n<p>\u00c8 a questo punto che \u00e8 nata l\u2019idea di un nuovo contratto di lavoro, il job-Italia, che va molto oltre l\u2019impianto del maxi-job. Altrettanto conveniente per le imprese, il job-Italia \u00e8 molto pi\u00f9 generoso con i lavoratori. In estrema sintesi funziona cos\u00ec:<\/p>\n<p>1) la busta paga \u00e8 compresa fra 10 e 20 mila euro annui<\/p>\n<p>2) il costo aziendale aggiuntivo rispetto alla busta paga \u00e8 del 25%, anzich\u00e9 del 100% come oggi<\/p>\n<p>3) il job-Italia \u00e8 riservato alle imprese che aumentano l\u2019occupazione, e dura da 1 a 4 anni<\/p>\n<p>4) la differenza fra costo aziendale e busta paga viene usata per pagare l\u2019Irpef dovuta dal lavoratore.<\/p>\n<p>5) quel che avanza dopo il pagamento dell\u2019Irpef viene conferito interamente agli enti previdenziali (Inps e Inail)<\/p>\n<p>6) lo Stato aggiunge l\u2019intera contribuzione mancante, assicurando al lavoratore una piena tutela (malattia, infortunio, disoccupazione, pensione, liquidazione).<\/p>\n<p>Un sogno?<\/p>\n<h2>Le stime<\/h2>\n<p><strong><\/strong>In termini statistici, direi proprio di no. Se anche il moltiplicatore fosse solo 2 (anzich\u00e9 2.64), se anche il nuovo valore aggiunto per addetto (quello dei posti \u00abin pi\u00f9\u00bb) fosse un po\u2019 minore di quello medio, il job-Italia farebbe comunque incassare allo Stato molti pi\u00f9 soldi di prima. Una stima prudente suggerisce che, senza job-Italia, le imprese che intendono aumentare l\u2019occupazione creerebbero circa 300 mila nuovi posti di lavoro tradizionali, mentre sepotessero usufruirne creerebbero da 600 a 800 mila job-Italia, soprattutto nelle piccole imprese. Risultato: il gettito contributivo si riduce di 3 miliardi, ma quello delle altre imposte aumenta di almeno 6, il che basta a pagare i contributi di tutti i maxi-job attivati, e verosimilmente lascia ancora qualcosa nelle tasche dello Stato.<\/p>\n<h2>Chi frena?<\/h2>\n<p>Ma allora perch\u00e9 non si fa? Una possibile risposta \u00e8 che ci sia qualche fallacia nel mio ragionamento, o nelle stime della reattivit\u00e0 delle imprese, o nella valutazione della lungimiranza della Ragioneria dello Stato, ancora molto legata a una visione statica dei conti pubblici: non posso certo escludere queste eventualit\u00e0, la mia \u00e8 solo una \u00abmodesta proposta\u00bb, per dirla con Swift. L\u2019altra risposta possibile \u00e8 che la politica ha le sue regole, e che per gli equilibri del Palazzo (o per quelli dell\u2019Europa?) sia pi\u00f9 sicuro battere strade pi\u00f9 convenzionali. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che sulla via dei piccoli aggiustamenti siamo da anni, e i risultati sono terrificanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SE DAVVERO UNA RIDUZIONE DEL 75 PER CENTO DEL CUNEO FISCALE E CONTRIBUTIVO PU\u00d2 PORTARE\u00a0A UN RADDOPPIO DEI NUOVI POSTI A CARATTERE INCREMENTALE, UNA VISIONE DINAMICA DELLA COPERTURA FINANZIARIA DOVREBBE INDURRE LE RAGIONERIE DELLO STATO E \u00a0UE A CONSENTIRE CHE UNA MISURA-SHOCK \u00a0DI QUESTO GENERE VENGA ADOTTATA Quello che segue \u00e8 un ampio estratto dell&#8217;editoriale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-32971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32971"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32971\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}