
{"id":33014,"date":"2014-10-11T21:40:50","date_gmt":"2014-10-11T20:40:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33014"},"modified":"2014-10-11T21:42:04","modified_gmt":"2014-10-11T20:42:04","slug":"governo-e-ragioneria-centrale-devono-raccogliere-questa-sfida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33014","title":{"rendered":"MAXI-JOBS: GOVERNO E RAGIONERIA CENTRALE DEVONO RACCOGLIERE QUESTA SFIDA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA MANCATA ADOZIONE DEL METODO SPERIMENTALE A SOSTEGNO DELLE POLITICHE ECONOMICHE E DEL LAVORO CI PRECLUDE L&#8217;ADOZIONE DELLE MISURE PI\u00d9 EFFICACI, COME QUELLA PROPOSTA NEL PROGETTO DI LUCA RICOLFI, PER USCIRE DALLA RECESSIONE &#8211; DIVERGENZE SULLA QUESTIONE DELL&#8217;APPRENDISTATO<\/span><\/p>\n<p><em>Interventi su<\/em> la Stampa <em>del 10 ottobre 2014 del senatore <strong>Stefano Lepri<\/strong>\u00a0(membro della Commissione Lavoro, Pd)<strong>\u00a0e mio<\/strong>\u00a0in riferimento al <a title=\"Editoriale di L. Ricolfi su la Stampa, 8.10.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=32971\" target=\"_blank\">progetto presentato dal sociologo <strong>Luca Ricolfi<\/strong><\/a> sullo stesso quotidiano due giorni prima &#8211;\u00a0<em>Sull\u2019importanza e la possibilit\u00e0 tecnica e giuridica dell\u2019applicazione del metodo sperimentale in questo campo v. il mio editoriale del 10 marzo scorso <\/em><a title=\"Editoriale telegrafico, 10.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=30332\" target=\"_blank\">Detassare le imprese o i lavoratori? L\u2019importanza del metodo sperimentale<\/a>; <em>inoltre<\/em>\u00a0<em>la mia relazione al convegno su <\/em><a title=\"Relazione al Convegno di Lucca, 25-26.3.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=13479\" target=\"_blank\">La sperimentazione al servizio del diritto del lavor<em>o<\/em><\/a><em><em>, dove \u00e8 affrontata, tra l\u2019altro, la questione della legittimit\u00e0 costituzionale delle disparit\u00e0 di trattamento inevitabili nell\u2019applicazione del metodo sperimentale &#8211; Per un\u00a0esempio di applicazione possibile di questo metodo v. l\u2019articolo 4 del <a title=\"D.d.l. 21.3.14 n. 247\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=26142\" target=\"_blank\">d.d.l. 21 marzo 2013 n. 247<\/a><\/em><\/em> <em>in materia di promozione dell\u2019occupazione femminile<\/em><br \/>\n<!--more--><\/em><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #993300;\">IL MIO INTERVENTO<\/span><\/strong><br \/>\nA\u00a0 una sfida come questa, che Luca Ricolfi ha lanciato l&#8217;altro ieri, le Ragionerie centrali di Roma e di Bruxelles non possono limitarsi a opporre l&#8217;obiezione classica: &#8220;noi vogliamo coperture finanziarie effettive e non coperture presunte&#8221;. In realt\u00e0, anche le coperture oggi normalmente accettate sono frutto di previsioni, basate sul modo in cui le cose sono andate nell&#8217;ultimo anno; e in periodi di recessione anche queste sono previsioni molto fragili. Se vogliamo davvero migliorare l&#8217;attendibilit\u00e0 delle previsioni, occorre fare proprio quello su cui Ricolfi fonda il suo progetto: individuare con precisione il grado di elasticit\u00e0 della domanda di lavoro, cio\u00e8 il suo variare in relazione all&#8217;incentivo economico. Oggi questo \u00e8 tecnicamente possibile, con costi relativamente bassi. Perch\u00e9 non adottare nel campo delle politiche del lavoro lo stesso metodo sperimentale che \u00e8 obbligatorio applicare prima della commercializzazione dei farmaci? Certo, la sperimentazione richiede tempo; ma, se non si incomincia, ci si condanna a legiferare sempre al buio, oppure sulla base di valutazioni statiche e quindi molto rozze, come quelle oggi praticate dalle Ragionerie centrali, che per la loro miopia precludono l&#8217;adozione delle misure pi\u00f9 efficaci \u2013 come questa di cui stiamo discutendo &#8211; per uscire dalla recessione.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi l&#8217;obiezione [v. l&#8217;intervento di Stefano Lepri qui sotto &#8211; <em>n.d.r.<\/em>] secondo cui il lavoro a basso costo c&#8217;\u00e8 gi\u00e0, sotto forma di apprendistato<strong>: <\/strong>un<strong> <\/strong>rapporto per il quale \u00e8 gi\u00e0 previsto un fortissimo sgravio contributivo. Il punto \u00e8 che l&#8217;apprendistato \u00e8 tuttora gravato da tre remore: una notevole complicazione burocratica iniziale, per la definizione dei suoi contenuti formativi; le complicazioni organizzative connesse con l&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo formativo stesso; il rischio della contestazione finale circa la corrispondenza del contenuto formativo effettivo rispetto al programma iniziale, con possibili conseguenze molto costose per l&#8217;azienda. Cui si aggiunge il vincolo dell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;apprendista inferiore ai 30 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\"><strong>L&#8217;INTERVENTO DI STEFANO LEPRI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Ieri Luca Ricolfi ha rilanciato una sua interessante proposta di nuovo contratto di lavoro, chiamato Job Italia, non prima di aver criticato il Presidente del Consiglio, accusato di incoerenza sui tagli alla spesa pubblica. Vorrei far osservare che Renzi ovunque parla di \u201cuna manovra da venti miliardi\u201d e non di tagli da venti miliardi. Il dato citato da Ricolfi \u00e8 poi errato: occorre considerare la tabella del quadro economico programmatico che tiene conto dei presumibili tagli in legge di stabilit\u00e0 (tagli previsti tra 8 e 9 miliardi), non quella del tendenziale (4 miliardi).<\/p>\n<p>Quando alla proposta del Job Italia, \u00e8 utile confrontarla con l\u2019apprendistato, recentemente riformato. Da una delle tabelle pubblicate (dove si compara lo stipendio netto annuale a fronte di un costo aziendale di 12.500 euro) si evince gi\u00e0 una modesta differenza: diecimila euro contro gli oltre novemila dell\u2019apprendistato. Ma i dati cambiano se l\u2019apprendista \u00e8 assunto nelle imprese fino a nove dipendenti, perch\u00e9 in questo caso \u00e8 previsto uno sgravio totale dei contributi INPS per i primi tre anni: all\u2019apprendista (pagando la sua quota di contributi, IRPEF e INAIL) restano oltre dieci dei dodicimilacinquecento euro.<\/p>\n<p>Quindi, il contratto Job Italia lascerebbe al massimo mille euro in pi\u00f9 all\u2019anno, e solo nelle aziende medio grandi. Ma con una differenza enorme: l\u2019imprenditore \u00e8 tenuto a formare l\u2019apprendista.<\/p>\n<p>La proposta Ricolfi merita comunque di essere approfondita, anche perch\u00e9 si rivolge a una platea pi\u00f9 ampia e perch\u00e9 ha trovato grande apprezzamento tra le aziende. Ma va detto che l\u2019apprendistato, dopo le modifiche apportate recentemente con il decreto Poletti, pu\u00f2 svolgere egregiamente l\u2019obiettivo indicato: ridurre drasticamente il costo indiretto del lavoro nei primi anni e quindi favorire la nuova occupazione. Con qualche giusto obbligo in pi\u00f9, per\u00f2, per gli imprenditori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA MANCATA ADOZIONE DEL METODO SPERIMENTALE A SOSTEGNO DELLE POLITICHE ECONOMICHE E DEL LAVORO CI PRECLUDE L&#8217;ADOZIONE DELLE MISURE PI\u00d9 EFFICACI, COME QUELLA PROPOSTA NEL PROGETTO DI LUCA RICOLFI, PER USCIRE DALLA RECESSIONE &#8211; DIVERGENZE SULLA QUESTIONE DELL&#8217;APPRENDISTATO Interventi su la Stampa del 10 ottobre 2014 del senatore Stefano Lepri\u00a0(membro della Commissione Lavoro, Pd)\u00a0e mio\u00a0in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-33014","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33014\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}