
{"id":332,"date":"2008-09-12T16:22:58","date_gmt":"2008-09-12T15:22:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=332"},"modified":"2012-01-17T10:44:21","modified_gmt":"2012-01-17T09:44:21","slug":"questioni-futili-e-questioni-cruciali-per-il-rilancio-del-nostro-sistema-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=332","title":{"rendered":"MENTRE LA SCUOLA, COME  IL TITANIC, AFFONDA \u2026"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">QUESTIONI FUTILI E QUESTIONI CRUCIALI PER IL RILANCIO DEL NOSTRO SISTEMA SCOLASTICO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di Andrea Ichino (<a href=\"mailto:andrea.ichino@unibo.it\">andrea.ichino@unibo.it<\/a>) pubblicato da <\/em>Il Sole 24 Ore<em> il 12 settembre 2008<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Dato lo stato comatoso in cui versa la scuola italiana, si fa davvero fatica a trovare utile il dibattito sul grembiule (bianco o blu?), sul voto in condotta (il governo spera di fermare cos\u00ec, sul nascere, i futuri camorristi o almeno i tifosi che devastano i treni?) o sulla preferibilit\u00e0 dei voti rispetto ai giudizi (non c\u2019\u00e8 bisogno di essere dei matematici per capire che il valore informativo dei due sistemi \u00e8, a tutti gli effetti pratici, identico).<br \/>\nE perfino controproducenti potrebbero risultare i fumosi richiami a \u201cincontrare il passato per progettare il futuro\u201d, in una scuola che ha solo bisogno di tagliare con il passato essendo rimasta praticamente identica per oltre 70 anni nei quali invece il mondo \u00e8 cambiato pi\u00f9 rapidamente che in tutta la sua millenaria vita precedente. Pericoloso \u00e8 anche gabellare come pedagogicamente preferibile il ritorno al maestro unico, quanto il dibattito scientifico sui pro e i contro non ha raggiunto conclusioni precise e soprattutto quando lo scopo vero di questa proposta \u00e8 solo ridurre il numero dei dipendenti che pesa per il 97% sul bilancio prosciugando i margini per essenziali investimenti strutturali. L\u2019obiettivo \u00e8 giustissimo, ma il governo farebbe bene a dichiararlo con il suo nome almeno per non perdere ulteriormente la faccia nel momento stesso in cui, per motivi incomprensibili, continua a distruggere risorse pubbliche per salvare l\u2019Alitalia e i suoi dipendenti.<br \/>\nCi\u00f2 di cui dovremmo invece parlare \u00e8 stato ben messo in evidenza da Franco Debenedetti sul <em>Sole 24 Ore<\/em> il 24 agosto scorso. Ha ancora senso un sistema di istruzione pubblico uniforme in ogni scuola e diretto dal centro in ogni suo ambito, dal vestito degli studenti ai metodi di insegnamento e ai contenuti? O sarebbe invece preferibile superare la paura della competizione tra scuole differenti (pubbliche e private) che possano gareggiare nell\u2019offerta formativa entro spazi ben definiti ma ampi, che possano amministrarsi autonomamente nella gestione del personale e delle risorse, ma che siano soggette ad una valutazione attenta dei risultati nella misura in cui ricevano fondi pubblici? Per quel che mi riguarda, non ho dubbi a sottoscrivere insieme a Debenedetti la preferenza per la seconda soluzione. Una volta soddisfatta l\u2019esigenza di assicurare un minimo di coesione sociale su alcuni valori fondamentali e una serie di conoscenze comuni di base (obiettivi raggiungibili attraverso l\u2019imposizione di linee guida generali entro le quali possano muoversi liberamente scuole autonome), non si vedono altri motivi per cui lo Stato debba gestire in prima persona e in ogni dettaglio l\u2019intera offerta formativa. E il problema dell\u2019accesso dei poveri all\u2019istruzione pu\u00f2 essere facilmente risolto con il sistema dei buoni scuola (eventualmente negativi per le famiglie ad alto reddito) e con i prestiti d\u2019onore agevolati. Per inciso, con una maggiore autonomia scolastica sarebbero le famiglie stesse a punire le scuole e le case editrici che speculassero sui libri di testo, senza bisogno di pericolose decisioni centralizzate su quale sia la vita ottimale di un libro di testo, che il nostro governo, chiss\u00e0 in base a quale criterio, ha stabilito essere di 5 anni.<br \/>\nNon capisco per\u00f2 Debenedetti quando confonde la necessit\u00e0 di misure standardizzate che consentano al governo e alle famiglie di valutare le scuole, con un\u2019ennesima imposizione di uniformit\u00e0. Proprio negli Stati Uniti, dove le scuole operano in totale autonomia, il mercato ha richiesto e prodotto spontaneamente i sistemi standardizzati di test dell\u2019Educational Testing Service (<a href=\"http:\/\/www.ets.org\/\">www.ets.org<\/a>) che appunto consentono di valutare in modo comparabile studenti di scuole diverse e i loro insegnanti senza pregiudicare la loro autonomia e indipendenza.<br \/>\nCome ho gi\u00e0 scritto su queste pagine, \u00e8 necessario che questo tipo di test venga presto introdotto in Italia in sostituzione (o almeno al fianco) degli attuali esami di terza media e maturit\u00e0. Di un metro comune di valutazione abbiamo, infatti, un gran bisogno proprio perch\u00e9 ci\u00f2 che pi\u00f9 sorprende in questo dibattito \u00e8 che di tutte queste riforme, importanti o no, si discute senza aver predisposto alcuna modalit\u00e0 di valutazione dei loro effetti. In questo modo potremo continuare all\u2019infinito a discutere se il grembiule serva o no, e se sia meglio bianco o blu, ma non potremo mai sapere in modo statisticamente attendibile se gli effetti reali della proposta corrispondono a quelli sperati dai favorevoli oppure a quelli temuti dai contrari. Sarei prontissimo a ricredermi, per esempio, sull\u2019importanza del grembiule se il Ministro fornisse i risultati di un esperimento controllato in cui confrontando due campioni di studenti statisticamente identici sotto ogni altro aspetto, quelli dotati di grembiule risultassero migliori (purch\u00e9 si chiarisca preventivamente il criterio di misurazione).<br \/>\nLa valutazione delle politiche non \u00e8 n\u00e8 di destra n\u00e9 di sinistra. Nei Paesi avanzati le riforme vengono introdotte predisponendo per tempo gli strumenti statistici per valutarne l\u2019efficacia, nello stesso modo in cui le terapie in campo medico sono sperimentate prima della loro introduzione su larga scala. I cittadini di un Paese moderno e maturo dovrebbero chiedere ai loro ministri una seria valutazione preventiva \u2013 e un serio sistema di misurazione e verifica sugli esiti \u2011 delle iniziative dei ministri stessi, soprattutto quando comportano dispendio di risorse pubbliche, Ma noi italiani, invece di esigere dati precisi, previsionali e consuntivi, ci divertiamo a discutere di grembiuli. E intanto la scuola affonda.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/ichino_scuola_sett_52.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-133\" title=\"icona-dwl1\" src=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/04\/icona-dwl1.png\" alt=\"\" width=\"53\" height=\"53\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/wp-content\/uploads\/2008\/09\/ichino_scuola_sett_51.pdf\">Scarica il documento in formato pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUESTIONI FUTILI E QUESTIONI CRUCIALI PER IL RILANCIO DEL NOSTRO SISTEMA SCOLASTICO Articolo di Andrea Ichino (andrea.ichino@unibo.it) pubblicato da Il Sole 24 Ore il 12 settembre 2008<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10,27],"tags":[],"class_list":["post-332","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-22-lavoro-pubblico","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/332","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=332"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/332\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}