
{"id":3350,"date":"2009-05-13T07:34:10","date_gmt":"2009-05-13T06:34:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3350"},"modified":"2009-05-19T14:21:51","modified_gmt":"2009-05-19T13:21:51","slug":"ichinotiraboschi-due-opini0ni-a-confronto-sul-libro-bianco-del-ministro-sacconi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3350","title":{"rendered":"ICHINO\/TIRABOSCHI: DUE OPINI0NI A CONFRONTO SUL LIBRO BIANCO DEL MINISTRO SACCONI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ALCUNI PUNTI DI CONTATTO CI SONO; MA LA FASE DI ELABORAZIONE DELLA POLITICA DEL LAVORO DEL GOVERNO APPARE ANCORA MOLTO ARRETRATA: PER ORA NON SI VEDE NULLA DI CONCRETO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Interviste a Pietro Ichino e Michele Tiraboschi a cura di Francesco Riccardi, pubblicate\u00a0 su<\/em> l&#8217;Avvenire <em>il 13 maggio 2009<\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Senatore Pietro Ichino, qual \u00e8 il suo giudizio sull\u2019impostazione generale, culturale, del libro bianco sul Welfare? Vi trova dei punti di contatto con le vostre riflessioni?<span style=\"font-family: Calibri;\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Alcuni punti di contatto certamente s\u00ec. Il principio di sussidiariet\u00e0, ad esempio, la necessit\u00e0 di aumentare il tasso di occupazione femminile, l\u2019impegno a redistribuire meglio la spesa sociale, il programma di ristrutturare il sistema di protezione del lavoro. Ma su ciascuno di questi punti il documento enuncia soltanto delle linee di tendenza generiche: \u00e8 estremamente vago e teorizza la necessit\u00e0 di rinviare tutto a tempi migliori.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>A proposito del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di armonizzare le due proposte: quella di Statuto dei lavori e quella di transizione alla flexsecurity, di cui lei \u00e8 il primo firmatario?<span style=\"font-family: Calibri;\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Ci sarebbe, certo, questa possibilit\u00e0. Per superare il regime di <em>apartheid<\/em> tra protetti e non protetti le soluzioni sono fondamentalmente di due tipi: la liberalizzazione all\u2019americana, oppure la flexsecurity alla nord-europea. Lo &#8220;Statuto dei lavori&#8221;, se non vuole essere acqua fresca, deve collocarsi sulla linea della coniugazione tra il massimo possibile di flessibilizzazione delle strutture produttive e il massimo possibile di sicurezza del lavoratore nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Quali sono invece le maggiori distanze?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Non \u00e8 facile dirlo, dal momento che da parte nostra c\u2019\u00e8 un disegno di legge nero su bianco, gi\u00e0 presentato al Senato, mentre da parte del Governo non c\u2019\u00e8 neppure una bozza informale di progetto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Il libro bianco d\u00e0 molto spazio e valore agli enti bilaterali. Anche lei ne prevede lo sviluppo nel suo disegno di legge sulla flexsecurity. Eppure nella sinistra e anche da parte di alcuni economisti liberisti sono guardati con molto sospetto.<span style=\"font-family: Calibri;\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Effettivamente, tra le esperienze di &#8220;gestione bilaterale&#8221; dei servizi nel mercato del lavoro ve ne sono di molto positive e di molto negative. Per questo Il mio disegno di legge lascia totalmente libera la scelta del modello di &#8220;agenzia&#8221; cui affidare i lavoratori che perdono il posto, da parte di imprese e sindacati che decideranno di impegnarsi nella sperimentazione del nuovo modello. Poich\u00e9 imprese e lavoratori rischiano insieme, lasciamoli liberi di scegliere, caso per caso, la forma che d\u00e0 loro maggiore affidamento. E lasciamo che modelli operativi diversi si confrontino e competano tra loro.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Non crede che sussidi generalizzati, come richiesti dal Pd, uniti a una maggior libert\u00e0 di licenziamento per motivi economici, possano portare le imprese, nelle fasi di crisi, a espellere moltissimi lavoratori?<span style=\"font-family: Calibri;\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Il progetto che propongo, accollando al sistema delle imprese il sostegno del reddito del lavoratore licenziato fino alla sua ricollocazione \u2013 con un massimo di 4 anni, nei quali l\u2019indennit\u00e0 digrada dal 90 al 60 per cento dell\u2019ultima retribuzione \u2013 di fatto produce un costo del licenziamento tanto pi\u00f9 alto quanto pi\u00f9 lungo sar\u00e0 il periodo necessario per ricollocare il lavoratore. Il nuovo regime, in questo modo, produrr\u00e0 automaticamente un marcato effetto anticiclico.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Il costo di questo sistema non \u00e8 eccessivo per le imprese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">No: le imprese, anzi, ne avranno un vantaggio. Il costo esplicito che esse cos\u00ec si assumono \u00e8 di molto inferiore al costo implicito, nascosto, di un sistema che consente di licenziare soltanto se il bilancio \u00e8 in rosso, se l\u2019impresa \u00e8 in crisi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">\u00a0<strong>E i lavoratori che cosa ci guadagnano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Pari opportunit\u00e0 di lavoro a tempo indeterminato, con stabilit\u00e0 crescente col crescere dell\u2019anzianit\u00e0 di servizio, per tutti. La migliore allocazione delle risorse umane consentita dalla maggiore fluidit\u00e0 del tessuto produttivo, poi, significa migliore valorizzazione del lavoro e quindi retribuzioni pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>La Fiat si candida a diventare un leader mondiale. Ci\u00f2 comporter\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 anche una profonda ristrutturazione. C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di innovare le relazioni industriali, di costruire un nuovo sistema pi\u00f9 partecipativo? Come?<span style=\"font-family: Calibri;\"><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Il caso Fiat pu\u00f2 essere un eccellente banco di prova di un nuovo sistema di relazioni industriali e di protezione del lavoro. Il sindacato deve scegliere: se seguire la vecchia prassi della resistenza passiva, oppure proporre all\u2019impresa il <em>new deal<\/em>: nessun ostacolo alle ristrutturazioni necessarie, in cambio della garanzia che i lavoratori che perderanno il posto saranno presi in carico da un\u2019agenzia capace di assicurare loro la continuit\u00e0 del reddito e di assisterli efficacemente nella riconversione a nuovi impieghi, di investire sul loro capitale umano per riconvertirli a nuove attivit\u00e0 nelle quali il loro lavoro sia valorizzato come e anche meglio di prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">INTERVISTA A MICHELE TIRABOSCHI<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Professor Tiraboschi, il Libro bianco alla cui stesura lei ha collaborato come docente di Diritto del lavoro, indica gli interventi ancora solo a grandi linee. Si possono precisare pi\u00f9 nel concreto i contenuti dello Statuto dei lavori? E quando questo progetto potrebbe vedere la luce?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Il libro bianco \u00e8 un documento di visione. Non contiene indicazione di politiche n\u00e9, tantomeno, indicazioni di dettaglio. Ci\u00f2 nella convinzione che, nel nostro Paese, non basti fare buone riforme, ma occorra prima di tutto creare un ampio consenso politico e sociale su di esse. Altrimenti, come accaduto negli ultimi anni, rimangono al palo. Lo Statuto dei lavori, che \u00e8 una idea di dieci anni fa di Marco Biagi, con tanto di progetti di legge gi\u00e0 elaborati, potr\u00e0 vedere la luce quando ci sar\u00e0 ampio consenso sulla necessit\u00e0 di garantire un sistema di tutele progressive in ragione della anzianit\u00e0 di servizio e la reale debolezza del lavoratore.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Su mercato del lavoro e ammortizzatori sociali c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di armonizzare le due proposte: la vostra di Statuto dei lavori e quella di transizione alla flexsecurity presentata dal Pd? Quali sono invece le maggiori distanze?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">La proposta di flexsecurity mi pare targata Ichino pi\u00f9 che Pd. Anzi, nel Pd prevale un atteggiamento negativo verso proposte come questa che si muovono nell\u2019ottica del superamento dell\u2019articolo 18. Mi pare dunque difficile una convergenza politica sul punto. Di certo tra le due proposte v\u2019\u00e8 una grande distanza culturale. Da un lato, nella proposta del senatore Ichino, prevale l\u2019idea di cristallizzare la multiforme realt\u00e0 del lavoro in una unica tipologia contrattuale di lavoro dipendente, il cosiddetto &#8220;contratto unico&#8221;. Dall\u2019altro lato, nella filosofia del Libro bianco, c\u2019\u00e8 l\u2019idea, in linea con le tendenze del mercato del lavoro a livello mondiale, della necessit\u00e0 di garantire diritti di base a tutte le forme di lavoro rese indifferentemente in forma autonoma o subordinata.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>Il Libro bianco, in coerenza con un\u2019impostazione sussidiaria, d\u00e0 molto spazio e valore agli enti bilaterali. La sinistra e anche alcuni economisti liberisti li guardano con molto sospetto. Non c\u2019\u00e8 il rischio che il loro ruolo sia esorbitante rispetto a quello di uno Stato garante della neutralit\u00e0 e si creino nuove discriminazioni fra lavoratori?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">Nei nuovi mercati del lavoro e nella nuova economia lo Stato non pu\u00f2 farsi garante di tutte le tutele e prestazioni sociali, per questioni di risorse, ma anche di efficienza. Le attuali garanzie offerte dall\u2019attore pubblico discriminano del resto gi\u00e0 oggi, in termini di effettivit\u00e0, i lavoratori a seconda che siano del Nord o del Sud, uomini o donne, adulti o giovani. Gli enti bilaterali sono uno dei pochi attori che possono costruire una rete di tutele sul territorio che danno valore alla persona a partire dal sostegno al reddito in caso di crisi, alla previdenza e alla sanit\u00e0 integrativa, alla formazione continua come diritto di tutte le persone.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>La strategia scelta dal governo di ampliare il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e in deroga per i settori non coperti ha permesso di evitare finora i milioni di disoccupati che si registrano invece in altri Paesi europei. Ma restano esclusi alcuni lavoratori deboli, come talune tipologie di collaboratori o i dipendenti di piccolissime imprese. Perch\u00e9 escludere comunque un sussidio di disoccupazione generalizzato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">I co.co.co. in mono-committenza sono coperti da un\u2019una tantum del 20 per cento del loro ultimo reddito. E anche i dipendenti di piccole imprese sono oggi coperti dagli ammortizzatori in deroga. Quanto invece ai collaboratori con pi\u00f9 committenze, tutele analoghe andrebbero previste per tutti gli autonomi (artigiani, negozianti, professionisti) che vedono calare le loro occasioni di lavoro. In generale, di riforma degli ammortizzatori si potr\u00e0 parlare in futuro, non ora che stanno funzionando molto bene per fronteggiare la crisi in atto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\"><strong>La Fiat si candida a diventare un leader mondiale. Ci\u00f2 comporter\u00e0 con ogni probabilit\u00e0 anche una profonda ristrutturazione. C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 anche di innovare le relazioni industriali, di costruire contemporaneamente un nuovo sistema pi\u00f9 partecipativo? Il processo pu\u00f2 essere agevolato per legge?<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">S\u00ec, \u00e8 una grandissima opportunit\u00e0 di cambiamento nelle relazioni industriali, portando da noi esperienze di altri Paesi come gli Stati Uniti e la Germania. Non a caso, del resto, uno dei pilastri dello Statuto dei lavori \u00e8 la partecipazione.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 10pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALCUNI PUNTI DI CONTATTO CI SONO; MA LA FASE DI ELABORAZIONE DELLA POLITICA DEL LAVORO DEL GOVERNO APPARE ANCORA MOLTO ARRETRATA: PER ORA NON SI VEDE NULLA DI CONCRETO Interviste a Pietro Ichino e Michele Tiraboschi a cura di Francesco Riccardi, pubblicate\u00a0 su l&#8217;Avvenire il 13 maggio 2009<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-3350","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3350","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3350"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3350\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3350"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3350"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3350"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}