
{"id":33603,"date":"2014-11-30T23:10:06","date_gmt":"2014-11-30T22:10:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33603"},"modified":"2014-11-30T23:10:06","modified_gmt":"2014-11-30T22:10:06","slug":"risposta-a-giavazzi-che-vede-una-trappola-nascosta-nel-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33603","title":{"rendered":"RISPOSTA A GIAVAZZI CHE VEDE UNA &#8220;TRAPPOLA  NASCOSTA NEL JOBS ACT&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA SCELTA DI APPLICARE LE NUOVE NORME SUI LICENZIAMENTI SOLTANTO AI NUOVI ASSUNTI\u00a0\u00c8 DETTATA DALLA NECESSIT\u00c0 DI COLLAUDARE IL NUOVO SISTEMA DI ASSISTENZA NEL MERCATO PER CHI PERDE IL POSTO<\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;Lettera sul lavoro&#8221; pubblicata dal Corriere della Sera il 1\u00b0 dicembre 2014<br \/>\n<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Francesco Giavazzi sul\u00a0<em>Corriere<\/em>\u00a0di ieri ci mette in guardia contro un rischio: da quando i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato saranno assoggettati alla nuova disciplina del licenziamento senza articolo 18, nessuno che oggi goda di questa vecchia protezione sar\u00e0 pi\u00f9 disposto a perderla; donde il rischio che si azzeri la mobilit\u00e0 volontaria, causa di un milione e mezzo di spostamenti ogni anno.<\/p>\n<p>Giavazzi non considera due cose. La prima \u00e8 che la maggior parte della mobilit\u00e0 volontaria gi\u00e0 oggi si manifesta prevalentemente nella met\u00e0 della forza lavoro non protetta dall\u2019articolo 18: imprese fino a 15 dipendenti, contrattisti a termine, collaboratori autonomi continuativi, dirigenti. La riforma mira proprio ad aumentare la mobilit\u00e0 nell\u2019area che invece \u00e8 in qualche misura \u201cingessata\u201d dalla protezione forte contro il licenziamento, dove prevale nettamente la figura del \u201cposto fisso a vita\u201d.<\/p>\n<p>La seconda cosa che Giavazzi non considera \u00e8 che gi\u00e0 oggi chi lascia un posto con articolo 18 per un nuovo posto rischia di ritrovarsi per qualche mese (la durata del periodo di prova) privo di quella protezione; ma per evitarlo basta un accordo con la nuova impresa che deroghi rispetto allo schema normale esonerando il neo-assunto dalla prova. Nulla vieta che lo stesso accada domani, con accordi che mantengano contrattualmente la vecchia protezione, o ne assicurino una di tipo diverso: clausole di durata minima del rapporto, maggiorazione dell\u2019indennit\u00e0 in caso di licenziamento, ecc. Oppure, se il vecchio imprenditore \u00e8 d&#8217;accordo, si pu\u00f2 ricorrere alla cessione del contratto al nuovo imprenditore, col risultato che il rapporto prosegue senza soluzione di continuit\u00e0, con tutte le vecchie protezioni. Del resto, un disincentivo assai pi\u00f9 forte alla mobilit\u00e0 oggi \u00e8 costituito dagli scatti di anzianit\u00e0, che nel passaggio da un posto a un altro si azzerano: le persone professionalmente pi\u00f9 forti nel mercato &#8211; e chi si sposta spontaneamente appartiene sempre a questa categoria &#8211; risolvono il problema negoziando con il nuovo imprenditore una &#8220;anzianit\u00e0 convenzionale&#8221; che consente loro di conservare i benefici ad essa collegati, oppure un elemento aggiuntivo della retribuzione che compensi la perdita degli scatti.<\/p>\n<p>Per altro verso, occorre considerare molto attentamente che cosa potrebbe accadere se da un giorno all&#8217;altro la protezione dell&#8217;articolo 18 venisse rimossa per tutti i rapporti di lavoro, vecchi e nuovi insieme: il rischio sarebbe che il giorno dopo scattasse il licenziamento di tutte le persone il cui rapporto di lavoro presenta un bilancio in perdita pi\u00f9 o meno rilevante, ma che oggi sono mantenute in servizio dalle rispettive imprese perch\u00e9 protette dall&#8217;articolo 18. A questa improvvisa intensificazione dei licenziamenti il sistema non sarebbe in grado di far fronte, sul piano economico, con un corrispondente aumento della spesa per i trattamenti di disoccupazione; e sul piano operativo, con i nuovi strumenti di servizio nel mercato del lavoro che la riforma prevede, in particolare con il <a title=\"Portale del contratto di ricollocazione\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=29934\" target=\"_blank\">contratto di ricollocazione<\/a> che comporta la cooperazione tra servizio pubblico e agenzie specializzate nell&#8217;assistenza intensiva a chi ha perso il lavoro. Questo nuovo sistema ha bisogno di un periodo di collaudo, che \u00e8 possibile soltanto con un aumento graduale della domanda dei nuovi servizi nell&#8217;arco dei primi due o tre anni.<\/p>\n<p>Quella intensificazione dei licenziamenti avrebbe anche l&#8217;effetto di un diffuso allarme sociale, con le conseguenti prevedibili pressioni sul Governo e il Parlamento affinch\u00e9 venisse sospesa l&#8217;applicazione della nuova disciplina. E questo &#8211; generando incertezza sulla stabilit\u00e0 del quadro legislativo &#8211; rischierebbe di neutralizzare l&#8217;effetto positivo della riforma sulla propensione delle imprese a investire e ad assumere.<\/p>\n<p>Insomma: mentre per un verso la mobilit\u00e0 spontanea disporr\u00e0 degli strumenti contrattuali per continuare a manifestarsi, anche nell\u2019area coperta dall\u2019articolo 18, per altro verso ci sono motivi decisivi per scegliere la strada del passaggio graduale dal vecchio regime ispirato al modello della <em>job property<\/em> al nuovo regime ispirato ai principi della <em>flexsecurity<\/em>. Nulla vieter\u00e0, poi, quando saranno evidenti i vantaggi per tutti, lavoratori e imprese, del nuovo regime, di accelerare la transizione anche per i vecchi rapporti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SCELTA DI APPLICARE LE NUOVE NORME SUI LICENZIAMENTI SOLTANTO AI NUOVI ASSUNTI\u00a0\u00c8 DETTATA DALLA NECESSIT\u00c0 DI COLLAUDARE IL NUOVO SISTEMA DI ASSISTENZA NEL MERCATO PER CHI PERDE IL POSTO &#8220;Lettera sul lavoro&#8221; pubblicata dal Corriere della Sera il 1\u00b0 dicembre 2014<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,9],"tags":[],"class_list":["post-33603","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33603"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33603\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}