
{"id":33776,"date":"2015-03-01T22:25:32","date_gmt":"2015-03-01T21:25:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33776"},"modified":"2015-03-01T23:48:41","modified_gmt":"2015-03-01T22:48:41","slug":"quello-che-serve-davvero-per-assicurare-liberta-e-dignita-nei-luoghi-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33776","title":{"rendered":"LA FINE DELLA JOB PROPERTY E LA CATTIVA COSCIENZA DELLA VECCHIA SINISTRA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">STRANA SINISTRA POLITICA E SINDACALE, QUESTA CHE SI STRACCIA LE VESTI PER LA FINE DELL&#8217;ARTICOLO 18, MA NON SI \u00c8\u00a0MAI BATTUTA, E CONTINUA A NON BATTERSI, PER UN SISTEMA DI SERVIZI DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE CAPACE DI AIUTARE VERAMENTE GLI ULTIMI DELLA FILA NEL MERCATO DEL LAVORO<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale pubblicato sui quotidiani <\/em>Alto Adige <em>e<\/em> Trentino <em>il 2 marzo 2015<\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Due mesi fa, alla vigilia di Natale un intero gruppo parlamentare vestito a lutto per il requiem all&#8217;articolo 18, come fosse il requiem per i diritti dei lavoratori, per la Repubblica fondata sul lavoro, per la civilt\u00e0 stessa del lavoro. Nessuno, invece, che si si sia mai vestito a lutto per un sistema nel quale chi non dispone di una rete familiare, amicale o professionale che lo aiuti nel mercato del lavoro \u00e8 destinato alla disoccupazione; nel quale l&#8217;assicurazione generale contro la disoccupazione per mezzo secolo ha assicurato una miseria a chi perdeva il posto; nel quale non si \u00e8 mai controllato che i corsi di formazione professionale fossero veramente utili per trovare un lavoro, perch\u00e9 ha sempre contato di pi\u00f9 l&#8217;interesse degli addetti ai corsi stessi rispetto all&#8217;interesse degli utenti; nel quale l&#8217;inefficienza pressoch\u00e9 totale del servizio di orientamento scolastico e professionale ha causato un divario colossale\u00a0tra tasso di disoccupazione giovanile (arrivato a sfiorare il 50 per cento!) e il tasso di disoccupazione generale: troppo alto anche questo, certo, ma meno di un terzo rispetto al primo.<\/p>\n<p>Gi\u00f9 le mani dall&#8217;articolo 18! Eppure il sistema di protezione del lavoro di cui l&#8217;art 18 \u00e8 la chiave di volta \u00e8 nato nel 1970, in un mondo oggi quasi del tutto scomparso: quando nelle aziende non c\u2019erano ancora i pc, Internet, la posta elettronica, ma neppure i fax e le fotocopiatrici. Quando era normale entrare in azienda a 16 anni con la prospettiva di rimanerci fino alla pensione producendo sempre gli stessi oggetti e con gli stessi strumenti. Quando era impensabile che grandi imprese come Olivetti, Fiat o Alitalia potessero mai, non dico chiudere, ma neppure fare un licenziamento collettivo. Di quel mondo \u00e8 rimasto pochissimo.\u00a0Nel frattempo l\u2019articolo 18 ha diviso profondamente in due la forza-lavoro italiana, fra chi gode della protezione che esso offre e chi no. E i migliori tra i nostri giovani hanno incominciato a migrare verso i Paesi pi\u00f9 avanzati: non certo per cercare un articolo 18 che l\u00ec non troverebbero mai, ma per valorizzare capacit\u00e0 che nel nostro Paese restano mortificate, per poter aspirare a ruoli e responsabilit\u00e0 che a sud delle Alpi sono loro preclusi.<\/p>\n<p>Credo che abbiano ragione quelli che lo considerano come il fondamento di un regime di <i>job property<\/i>, incompatibile con l\u2019economia contemporanea, generatore dell\u2019<i>apartheid<\/i> tra protetti e non protetti. Me ne sono convinto osservando dal vivo, nell&#8217;arco di quarant&#8217;anni di mia vita adulta dedicata interamente ai problemi del lavoro, vicende che spiegano meglio di qualsiasi trattazione scientifica perch\u00e9 l\u2019articolo 18 \u00e8 accusato di abbassare la produttivit\u00e0 del lavoro degli italiani; casi clamorosi nei quali esso ha coperto d\u2019oro persone qualificate come \u201cprobabilmente colpevoli\u201d nelle sentenze che li reintegravano nel posto di lavoro; casi nei quali le sentenze che lo hanno applicato hanno messo a repentaglio decine di posti di lavoro; tutte vicende di lavoro reale, di lavoratori e imprenditori che hanno bisogno gli uni degli altri, ma che in Italia hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 che altrove a trovarsi nel mercato e a separarsi quando la collaborazione non \u00e8 pi\u00f9 possibile. Poi anche, viceversa, esperienze straniere che mostrano come le cose possano funzionare diversamente.<\/p>\n<p>Ora la riforma comunemente chiamata <i>Jobs act<\/i>\u00a0sta incominciando a muovere i primi passi, con il nuovo sistema di protezione del lavoratore <i>nel<\/i> mercato invece che <i>dal<\/i> mercato. Con l\u2019ambizione di coniugare la flessibilit\u00e0 delle strutture produttive con un mercato del lavoro pi\u00f9 aperto ai <i>new entrants<\/i> e pi\u00f9 sicuro per tutti. Per sgranchire il nostro Paese, riaprirlo al grande flusso degli investimenti globali cui oggi \u00e8 ermeticamente chiuso, aumentare il tasso asfittico di occupazione dei giovani, delle donne e degli anziani, che colloca il mercato del lavoro italiano in fondo a tutte le graduatorie europee.<\/p>\n<p>Ne sar\u00e0 capace? \u00c8 la mia speranza; non una certezza. La mia sola certezza \u00e8 che il vecchio ordinamento non funziona pi\u00f9 e costituisce una palla al piede per i lavoratori pi\u00f9 deboli, per le imprese e in definitiva per l&#8217;Italia intera: perch\u00e9 non offre a chi cerca un lavoro n\u00e9 le informazioni sul lavoro che c&#8217;\u00e8, anche in questo periodo di crisi nera, n\u00e9 gli strumenti per adattare le proprie capacit\u00e0 alle esigenze delle imprese che cercano manodopera; perch\u00e9 ritarda l&#8217;aggiustamento degli organici nelle aziende e l&#8217;eliminazione delle strutture produttive inefficienti, cos\u00ec riducendo la produttivit\u00e0 media della forza-lavoro; perch\u00e9 frena la ricerca progressiva da parte dei lavoratori della posizione nella quale il loro lavoro \u00e8 meglio valorizzato; perch\u00e9 nega il principio fondamentale della contendibilit\u00e0 di ciascuna funzione, pubblica o privata che sia.<\/p>\n<p>La sicurezza economica e professionale del lavoratore non pu\u00f2 pi\u00f9 essere garantita attraverso l&#8217;ingessatura del suo posto, la non contendibilit\u00e0 della sua funzione. La sola sua difesa efficace si riassume in tre parole: informazione, formazione e assistenza alla mobilit\u00e0. Sono le tre parole che definiscono il campo di azione del Fondo Sociale Europeo. Ma \u00e8 un campo, questo, nel quale in Italia i servizi latitano; anche per colpa di un movimento sindacale che su questo terreno ha rinunciato a operare ormai da quasi un secolo. Nonostante che proprio sul terreno dei servizi nel mercato della manodopera esso sia nato, alla fine del secolo XIX e agli inizi del XX, con le leghe bracciantili e le camere del lavoro che gestivano gli uffici di collocamento per gli operai, con la Societ\u00e0 Umanitaria di Milano e altre istituzioni analoghe sparse in tutta Italia, che assistevano i lavoratori migranti dando loro un tetto e una minestra calda all&#8217;arrivo dalle loro terre d&#8217;origine, ma subito dopo anche l&#8217;informazione e l&#8217;orientamento necessari, e soprattutto la formazione utile per trovare lavoro e all&#8217;occorrenza cambiarlo.<\/p>\n<p>Altro che articolo 18! Non c&#8217;\u00e8 legge o contratto collettivo, non c&#8217;\u00e8 giudice, avvocato, ispettore o sindacalista, che possano assicurare alla persona che lavora sicurezza economica e professionale, libert\u00e0 e dignit\u00e0 pi\u00f9 e meglio di quanto non gliele assicuri la possibilit\u00e0 di andarsene da un&#8217;azienda dove \u00e8 trattata male, per passare a un&#8217;azienda dove \u00e8 trattata meglio.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STRANA SINISTRA POLITICA E SINDACALE, QUESTA CHE SI STRACCIA LE VESTI PER LA FINE DELL&#8217;ARTICOLO 18, MA NON SI \u00c8\u00a0MAI BATTUTA, E CONTINUA A NON BATTERSI, PER UN SISTEMA DI SERVIZI DI INFORMAZIONE E FORMAZIONE CAPACE DI AIUTARE VERAMENTE GLI ULTIMI DELLA FILA NEL MERCATO DEL LAVORO Editoriale pubblicato sui quotidiani Alto Adige e Trentino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-33776","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33776","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33776"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33776\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}