
{"id":33843,"date":"2014-12-21T12:05:15","date_gmt":"2014-12-21T11:05:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33843"},"modified":"2014-12-22T00:38:04","modified_gmt":"2014-12-21T23:38:04","slug":"la-tutela-migliore-di-tutte-e-un-mercato-del-lavoro-funzionante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33843","title":{"rendered":"LA TUTELA MIGLIORE DI TUTTE \u00c8 UN MERCATO DEL LAVORO FUNZIONANTE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">FINALMENTE POSSIAMO DIRE CHE L&#8217;ARTICOLO 18 LA MAGGIOR PARTE DEI GIOVANI NON SA CHE FARSENE, CHE I TEMPI DELLA GIUSTIZIA SONO INCOMPATIBILI CON QUELLI DELL&#8217;ECONOMIA REALE,\u00a0CHE LE TUTELE DI CUI C&#8217;\u00c8 DAVVERO BISOGNO SONO ALTRE<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Manuela\u00a0Campanella<\/strong>, giovane economista, <a title=\"Articolo su Huffington Post, 29.11.14\" href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/manuela-campanella\/art-18-protezione-necessaria_b_5899618.html\" target=\"_blank\">pubblicato il 29 novembre 2014 su <\/a><\/em><a title=\"Articolo su Huffington Post, 29.11.14\" href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/manuela-campanella\/art-18-protezione-necessaria_b_5899618.html\" target=\"_blank\">Huffington Post<\/a><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">..<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4:24 a.m., ancora sveglia. Accidenti, ma si pu\u00f2 non dormire per una riforma? Certo non una riforma qualsiasi, per carit\u00e0, quella sul Lavoro, quella centrale per la vita di milioni di italiani. Per\u00f2 mi dico, mica sto al Governo, non spetta certo a me perderci il sonno. Eppure eccomi qui. E s\u00ec perch\u00e9 questa \u00e8 un po&#8217; la questione principe attorno al quale \u00e8 ruotata gran parte della mia vita, da quando ho avuto la malaugurata idea di scegliere l&#8217;art.18 come oggetto della tesi di laurea in economia.<\/p>\n<p>Il Lavoro gi\u00e0 dagli anni &#8217;90 si capiva essere uno dei punti nodali da affrontare, per chi come me mossa da amor patrio sognava di &#8220;cambiare le cose&#8221;. Quindi con ottimismo mi sono messa a studiare svariati modelli matematici creati da illustri economisti nordeuropei in cui si dimostrava che all&#8217;aumentare dei costi di licenziamento quali l&#8217;art.18 anche la disoccupazione aumenta (al riguardo si veda Lazear (1990), Risager e Sorensen (1997) o il mio studio <a href=\"http:\/\/www.nuovitaliani.it\/adon.pl?act=doc&amp;doc=3100\" target=\"_hplink\">Liberalizzare il mercato dalla parte del lavoratore<\/a>). Dopo di che, presa dall&#8217;euforia e dalla passione mi sono dedicata nel mio piccolo a divulgare le informazioni acquisite. E qui comincia il mio calvario.<\/p>\n<p>Inutile, qualsiasi tentativo anche solo di spiegarmi cade nel vuoto, un po&#8217; come dire ad un Americano in sovrappeso che il ketchup, il bacon o il pollo fritto fanno ingrassare pi\u00f9 di un piatto di spaghetti. Provateci. \u00c8 impossibile! O non vi ascoltano o vi prendono per matti. \u00c8 come se ci fossero degli incantesimi collettivi, delle credenze a cui tutto un popolo si affeziona e non si possono mettere in discussione. Per noi \u00e8 l&#8217;art. 18. Toccateci tutto qualsiasi cosa anche la mamma, ma non parlate male dell&#8217;art.18. Pena la morte, e questa purtroppo non \u00e8 una battuta.<\/p>\n<p>Con gli anni di fronte ai discorsi e alle tesi pi\u00f9 improbabili ho imparato a tacere, a stamparmi un sorriso di circostanza in volto sperando di resistere alla tentazione di sciorinare tutti i miei studi e le mie esperienze in materia, che nel frattempo ho continuato a collezionare.<\/p>\n<p>Poi come per magia, proprio come scriveva Victor Hugo: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 forte di un&#8217;idea per cui i tempi sono maturi&#8221;, ecco che la nebbia si dirada, l&#8217;incantesimo si dissolve e appaiano i primi segnali del cambiamento. Ecco che il programma sul Lavoro di Renzi inizialmente \u00e8 accolto senza polemiche. Ecco che i sondaggi dicono che <a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2014\/09\/22\/sondaggio-ispo-articolo-18_n_5859958.html\" target=\"_hplink\">i giovani sono favorevoli all&#8217;abolizione<\/a> di quello che viene sempre pi\u00f9 spesso definito un &#8220;tab\u00f9&#8221;. E infine questa estate assisto ad un dialogo surreale in cui un esponente del mondo del Lavoro dice a un altro guardandolo negli occhi: &#8220;Ma si dai ora lo possiamo dire&#8230;..&#8221;<\/p>\n<p>Insomma ora finalmente lo possiamo dire.<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che &#8220;in Italia posso divorziare da mia moglie ma non da un dipendente&#8221;<\/i>, per usare le parole di un imprenditore comunista e 68ino che da giovane tirava le pietre a Valle Giulia. &#8220;Tutti sanno nella mia azienda &#8211; continua &#8211; chi lavora e chi no, ma mandare via qualcuno \u00e8 praticamente impossibile. Dimostrare la giusta causa difficilissimo. E il rischio che l&#8217;orientamento dei giudici sia comunque quello di reintegrare il lavoratore \u00e8 moto alto&#8221;.<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che art.18 o no spesso se l&#8217;impresa fallisce siamo in mezzo alla strada<\/i> senza uno straccio di sussidio, niente di niente. Cos\u00ec come se non riusciamo a trovare lavoro nessuno ci d\u00e0 un reddito anche minimo per sopravvivere.<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che le tutele vere dei lavoratori sono altre: indennit\u00e0 di licenziamento per tutti, reddito minimo garantito, servizi per l&#8217;impiego specializzati<\/i> che fanno incontrare imprese e lavoratori e che formano e riqualificano la manodopera.<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che la tutela pi\u00f9 grande per un lavoratore \u00e8 un mercato del lavoro sano e ben funzionante<\/i>. Negli Usa pur godendo di protezioni minime la gente si sente sicura perch\u00e9: &#8220;alla fine un lavoro si trova sempre&#8221;.<\/p>\n<p>E soprattutto che <i>un mercato che funziona \u00e8 un mercato basato sul merito<\/i>, dove i flussi in entrata e in uscita sono liberi e basati esclusivamente sulle capacit\u00e0 e i comportamenti dei lavoratori. \u00c8 come lamentarsi che il caff\u00e8 non esca quando non abbiamo messo l&#8217;acqua. Facciamolo funzionare questo mercato del lavoro, diamo alle imprese la possibilit\u00e0 di agire al meglio, di creare pi\u00f9 occupazione possibile, di far venire voglia anche agli investitori esteri pi\u00f9 reticenti di scommettere sull&#8217;Italia. E allo stesso tempo facciamo le necessarie correzioni per proteggere i lavoratori. Protezioni vere per\u00f2 e non quelle che nel migliore dei casi ci incatenano a vita ad un posto di lavoro.<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che con i tempi frenetici dell&#8217;economia globale se devi tagliare o riconvertire un ramo d&#8217;azienda non puoi aspettare i tempi della giustizia italiana<\/i> perch\u00e9 un giudice che capisce di economia come di massaggio tantrico, ti dia il via libera.<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che se qualcuno ci d\u00e0 il famigerato posto fisso non importa dove, noi a malincuore lo accettiamo rinunciando ai nostri sogni e ad anni di studi<\/i>. Facendo cos\u00ec, con poche competenze e scarsi risultati, un lavoro che non amiamo e che probabilmente togliamo a qualcun altro. Questo ha di fatto instaurato un ciclo vizioso per cui oramai nessuno \u00e8 pi\u00f9 al suo posto, nessuno fa il lavoro per cui ha studiato o per cui \u00e8 competente. Siamo tutti sempre pi\u00f9 frustrati, legati a situazioni che detestiamo. O condannati ad una vita di stenti ed incertezze, se facciamo parte dei pochi che hanno scelto di seguire i propri sogni e inclinazioni. Insomma, <i>una societ\u00e0 basata su tutto fuorch\u00e9 il merito.<\/i><\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che l&#8217;unico Paese oltre all&#8217;Italia che utilizza il reintegro \u00e8 la Germania, e che i giudici lo accordano molto di rado<\/i>. E che il sistema tedesco prevede l&#8217;assunzione del rischio da parte del lavoratore che ricorre in giudizio: se perde non ha diritto al rimborso economico che gli spetta normalmente se si accorda con il datore di lavoro e rinuncia a fare causa. Questo riduce notevolmente il numero di contenziosi cos\u00ec come l&#8217;incertezza economica per le aziende (il lavoratore che ricorre in giudizio lo far\u00e0 solo quando \u00e8 veramente sicuro di avere ragione).<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire che la produttivit\u00e0 delle imprese italiane \u00e8 sempre stata tra le pi\u00f9 basse e che continua a scendere<\/i>.<br \/>\nE che <i>anche nei periodi di boom economico l&#8217;occupazione italiana \u00e8 cresciuta molto meno che negli altri Paesi<\/i> in quanto le imprese hanno sempre preferito spremere come un limone i lavoratori gi\u00e0 assunti piuttosto che far fronte ai rischi dell&#8217;art.18 e ai maggiori costi di assumerne di nuovi.<\/p>\n<p><i>Finalmente possiamo dire il Lavoro <i>\u00a0per definizione\u00a0<\/i>non \u00e8 fisso<\/i>, bens\u00ec legato alla durata dell&#8217;impresa che si intraprende (la costruzione di una diga, di un ponte, ecc.) oppure alla durata di un bisogno che la produzione soddisfa come i ferri dei cavalli, le macchine a vapore, i cellulari di prima generazione. Sempre che qualcun&#8217;altro non lo faccia meglio e magari anche a un prezzo pi\u00f9 conveniente.<\/p>\n<p>A meno che ovviamente non si parli di Pubblica Amministrazione, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FINALMENTE POSSIAMO DIRE CHE L&#8217;ARTICOLO 18 LA MAGGIOR PARTE DEI GIOVANI NON SA CHE FARSENE, CHE I TEMPI DELLA GIUSTIZIA SONO INCOMPATIBILI CON QUELLI DELL&#8217;ECONOMIA REALE,\u00a0CHE LE TUTELE DI CUI C&#8217;\u00c8 DAVVERO BISOGNO SONO ALTRE Articolo di Manuela\u00a0Campanella, giovane economista, pubblicato il 29 novembre 2014 su Huffington Post<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-33843","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33843","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33843"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33843\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33843"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33843"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33843"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}