
{"id":33942,"date":"2014-12-27T21:42:41","date_gmt":"2014-12-27T20:42:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33942"},"modified":"2015-01-18T17:55:46","modified_gmt":"2015-01-18T16:55:46","slug":"chi-lavora-contro-la-svolta-nel-settore-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33942","title":{"rendered":"JOBS ACT: \u00c8 NECESSARIO UN CHIARIMENTO IN SENO AL GOVERNO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ALCUNE\u00a0TENSIONI E INCOERENZE NELLA MAGGIORANZA NON POSSONO RIMANERE IRRISOLTE, SE VOGLIAMO CHE LA RIFORMA DEL LAVORO PROCEDA IN MODO RAPIDO E IN PIENA COERENZA CON GLI OBIETTIVI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Lorenzo Salvia, pubblicata sul<\/em> Corriere della Sera <em>il 27 dicembre 2014<\/em> &#8211;<em> In argomento v. anche<\/em> <a title=\"Nota sul decreto sul contratto a tutele crescenti, 25.12.14\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=33918\" target=\"_blank\">Storia segreta articolo per articolo del contratto a tutele crescenti<!--more--><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA \u00abCerto che le nuove regole saranno applicabili anche ai dipendenti pubblici. Tanto \u00e8 vero che, quasi all\u2019ultimo momento, \u00e8 stata cancellata la norma che ne prevedeva espressamente l\u2019esclusione\u00bb. Pietro Ichino, senatore di Scelta civica, \u00e8 tra le poche persone che hanno vissuto dal di dentro la lunga trattativa sul <i>Jobs act<\/i>, prima come relatore al Senato del disegno di legge delega poi nell\u2019elaborazione collettiva del primo decreto attuativo, quello sul contratto a tutele crescenti, approvato in consiglio dei ministri alla vigilia di Natale. La questione \u00e8 tecnica e Ichino, da giuslavorista d\u2019esperienza, entra nei dettagli: \u00abIl testo unico dell\u2019impiego pubblico stabilisce che, salve le materie delle assunzioni e delle promozioni, che sono soggette al principio costituzionale del concorso, per ogni altro aspetto il rapporto di impiego pubblico \u00e8 soggetto alle stesse regole che si applicano nel settore privato\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 chi, come il ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia sostiene che gli statali sono esclusi, perch\u00e9 entrano per concorso e quindi seguono regole diverse: \u00abQualche volta &#8211; risponde lui &#8211; anche i ministri sbagliano<b>:<\/b> concorso non significa inamovibilit\u00e0. E sbaglia chi ne voleva l\u2019espressa esclusione, come la minoranza di sinistra del Pd e probabilmente anche qualcuno all\u2019interno delle strutture ministeriali. Non si rendono conto che il contratto a tutele crescenti costituisce l\u2019unica soluzione possibile per il problema del precariato, anche nel settore pubblico. Il precariato \u00e8 l\u2019altra faccia, strutturalmente inevitabile, dell\u2019inamovibilit\u00e0 dei lavoratori di ruolo\u00bb.<\/p>\n<p>Nel suo blog Ichino scrive che servirebbe un chiarimento fra Matteo Renzi e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. E parla pi\u00f9 volte di una \u00abnon identificata mano di estensore ostile alla riforma\u00bb alludendo a qualche tecnico del ministero di via Veneto. Perch\u00e9 Poletti ha cambiato linea in questi ultimi giorni? \u00abQuesto andrebbe chiesto a lui. Certo \u00e8 che il 23 dicembre dal suo ministero \u00e8 arrivata una bozza contenente, insieme ad altre cose incongruenti con la riforma, persino un drastico ridimensionamento della portata dello stesso decreto Poletti sui contratti a termine, emanato neanche nove mesi fa. Se non fossimo riusciti a sventare quella follia, essa avrebbe minato la credibilit\u00e0 di tutta la riforma, sottolineandone una volatilit\u00e0 a dir poco patologica\u00bb. Se questo chiarimento non dovesse esserci Poletti dovrebbe dimettersi? \u00abNon ho detto questo. Per\u00f2, certo, il Governo non pu\u00f2 permettersi incoerenze con il proprio programma. Tanto meno sulla riforma del lavoro e su quella delle amministrazioni pubbliche, che ne costituiscono una parte fondamentale sul piano economico e su quello politico, interno ed europeo\u00bb.<\/p>\n<p>Nel complesso Ichino d\u00e0 al decreto approvato dal consiglio dei ministri un \u00absette\u00bb perch\u00e9 \u00e8 un \u00abpasso avanti anche se non la riforma organica che avrebbe potuto essere\u00bb. E, forse a sorpresa, insiste sull\u2019<i>opting out<\/i>, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 per l\u2019azienda di superare il reintegro disposto dal giudice in caso di licenziamento disciplinare illegittimo pagando un indennizzo pi\u00f9 alto. \u00ab\u00c8 sicuramente tramontata la sua versione caricaturale &#8211; spiega &#8211; che compariva nell\u2019ultima bozza: un <i>opting out<\/i> che costi all\u2019impresa quasi quattro anni di retribuzione non interessa a nessuno. Resta il fatto che, se vogliamo davvero allinearci agli altri Paesi che applicano, sia pur marginalmente ed eccezionalmente, la reintegrazione nel posto di lavoro, dobbiamo introdurre anche noi questa \u201cvalvola di sicurezza\u201d, per evitare che si determinino alcune situazioni paradossali, oggi purtroppo assai frequenti nelle nostre cronache giudiziarie\u00bb. Non basta, a suo giudizio, la nuova formulazione che stringe ancora di pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di reintegro e cio\u00e8 il fatto che sia \u00abdirettamente\u00bb dimostrata in giudizio l\u2019insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore. L\u2019applicazione pratica la spiega cos\u00ec: \u00abQuando il lavoratore vince la causa per insufficienza di prove, \u00e8 giusto che sia indennizzato. Ma gli indizi di colpevolezza che in questo caso pur sempre restano ben possono costituire una giustificazione oggettiva del fatto che l\u2019impresa non rinnovi il proprio affidamento in lui\u00bb. Niente reintegro, dunque, dice il decreto. Ma \u2013 \u00a0dice Ichino \u2013 in un Paese moderno i paradossi giudiziali vanno evitati anche nei pochissimi casi residui nei quali il reintegro potr\u00e0 essere disposto.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALCUNE\u00a0TENSIONI E INCOERENZE NELLA MAGGIORANZA NON POSSONO RIMANERE IRRISOLTE, SE VOGLIAMO CHE LA RIFORMA DEL LAVORO PROCEDA IN MODO RAPIDO E IN PIENA COERENZA CON GLI OBIETTIVI Intervista a cura di Lorenzo Salvia, pubblicata sul Corriere della Sera il 27 dicembre 2014 &#8211; In argomento v. anche Storia segreta articolo per articolo del contratto a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,10],"tags":[],"class_list":["post-33942","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview","category-22-lavoro-pubblico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33942\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}