
{"id":3402,"date":"2009-05-15T12:09:18","date_gmt":"2009-05-15T11:09:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3402"},"modified":"2009-05-17T09:53:08","modified_gmt":"2009-05-17T08:53:08","slug":"interviste-a-fausto-durante-e-tito-boeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3402","title":{"rendered":"INTERVISTE A FAUSTO DURANTE E TITO BOERI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">DURANTE: RIFORME, OPPURE SAR\u00c0 DECLINO &#8211; BOERI:\u00a0IL CONTRATTO UNICO OFFRIREBBE ANCHE AI SINDACATI UNA GRANDE OPPORTUNITA&#8217;: QUELLA DI RICONQUISTARE ISCRITTI TRA I GIOVANI<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Interviste a <strong>Fausto Durante<\/strong>, Segretario nazionale della Fiom-Cgil,\u00a0e <strong>Tito Boeri<\/strong>, professore di economia del lavoro all&#8217;Universit\u00e0 Bocconi e\u00a0fondatore de <\/em>lavoce.info<em>,\u00a0pubblicate su<\/em> Il Riformista <em>il 12 maggio 2009, a cura di Tonia Matrobuoni <\/em><\/span><\/p>\n<p><!--more--><strong>DURANTE: RIFORME OPPURE SARA&#8217; DECLINO<br \/>\n<\/strong>Anche i metalmeccanici della Cgil accettano la sfida del contratto unico. Fausto Durante, segretario nazionale ed esponente della cosiddetta ala riformista della Fiom, \u00e8 favorevole. Non solo: dopo Nicoletta Rocchi, anche Durante apre alla partecipazione dei lavoratori nelle aziende. E propone alla Fiat di fare da apripista. A Marchionne, in apertura di una settimana importante per le prospettive internazionali del gruppo, il sindacalista chiede chiarezza sugli stabilimenti in Italia ma si dichiara pronto a discutere eventuali sacrifici.<\/p>\n<p><strong>Durante, cosa si aspetta da questa settimana decisiva sul fronte Fiat\/Opel e Gm?<\/strong><br \/>\nIl timore, al momento, \u00e8 che con l\u2019emergere di questa ambizione internazionale, la Fiat si dimentichi l\u2019Italia. \u00c8 comprensibile che l\u2019azienda stia cercando la strada per il suo futuro. Ma non si capisce ancora, per quanto riguarda l\u2019Italia, che prospettive abbia.<\/p>\n<p><strong>In Germania Marchionne ha assicurato che manterr\u00e0 tutti gli stabilimenti ma ha detto che saranno ridimensionati. Voi accettereste un sacrificio dei livelli occupazionali in cambio del mantenimento dei siti?<\/strong><br \/>\nPensare di mantenere i livelli occupazionali attuali in una Fiat sempre pi\u00f9 globale, mi rendo conto che \u00e8 illusorio. E mi riferisco anche all\u2019Italia. Ma la Fiat deve parlare con noi in maniera trasparente delle sue strategie. Se va in porto l\u2019operazione General Motors Europa, vogliamo un confronto aperto sul futuro. Se serviranno sacrifici, ne discuteremo.<\/p>\n<p><strong>Cosa pensa invece dell\u2019intesa con Chrysler, della presenza dei lavoratori nell\u2019azionariato?<\/strong><br \/>\nDi quell\u2019accordo contesto solo una cosa. Che il sindacato si sia impegnato a non scioperare fino al 2015, \u00e8 una cosa che non comprendo. Nessuno pu\u00f2 limitare l\u2019azione del sindacato. Quanto al coinvolgimento dei lavoratori nelle aziende, penso che la Fiat dovrebbe porsi all\u2019avanguardia. La mia suggestione a Marchionne \u00e8 che anticipi il cambiamento trasferendone la ragione sociale da societ\u00e0 per azioni di diritto italiano a europeo.<\/p>\n<p><strong>A cosa servirebbe?<\/strong><br \/>\nA costruire una prospettiva forte di cogestione anche in Italia. Adesso i modelli sono due: quello duale, con consiglio di amministrazione e di sorveglianza e quello della governance unica attraverso il cda. Io sono per il primo. In un\u2019ipotesi del genere io sarei pronto a sedere nel consiglio si sorveglianza di Fiat accanto a Sergio Marchionne.<\/p>\n<p><strong>Finora il suo sindacato \u00e8 stato scettico sull\u2019ipotesi di importare la cogestione. Solo Nicoletta Rocchi si \u00e8 espressa a favore, su questo giornale.<\/strong><br \/>\nDobbiamo superare gli steccati ideologici. Il sindacato \u00e8 di fronte a due ipotesi: il declino o il futuro. Perch\u00e9 oggi torna con prepotenza l\u2019amore per figure come Giuseppe DI Vittorio? Perch\u00e9 \u00e8 stato capace di dare una prospettiva al sindacato. Oggi sembriamo imprigionati nelle emergenze, nella contingenza: le crisi aziendali, la recessione o i litigi con le altre confederazioni. Invece, dobbiamo indicare una nuova via, anche per dare un senso e un futuro ai nostri giovani. Sono sempre pi\u00f9 precari e rischiano di abbandonarsi al nichilismo.<\/p>\n<p><strong>Negli anni scorsi vi siete mostrati piuttosto riluttanti ad affrontare sia il tema della partecipazione dei lavoratori alla vita delle aziende, sia a riforme del mercato del lavoro come il contratto unico. Hanno prevalso, nella Cgil, il modello conflittuale e il totem dell\u2019articolo 18. Che succede?<\/strong><br \/>\nSuccede che dobbiamo dare un senso e un futuro al lavoro, in Italia. Voglio porre alcune domande a chi oggi continua a tacere su queste proposte innovative. Qualcuno pu\u00f2 dire che i lavoratori tedeschi stiano peggio, con la Mibestimmung? Qualcuno pu\u00f2 affermare che la Ig Metall, il sindacato dei metalmeccanici tedeschi, \u00e8 meno \u201cpuro\u201d perch\u00e9 siede nei consigli di sorveglianza delle aziende? Qualcuno pu\u00f2 sostenere che se un tedesco perde un lavoro sta peggio di un lavoratore italiano, con la flexecurity? Sfido chiunque a dire che i salari italiani siano oggi pi\u00f9 alti di quelli tedeschi, svedesi o danesi. Il sindacato non deve essere mai complice, ma partecipativo. La contrariet\u00e0 all\u2019idea della cogestione deriva oggi esclusivamente dal corporativismo o dall\u2019ideologia. Buttiamoci entrambi alle spalle.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 condivide la proposta del contratto unico?<\/strong><br \/>\nI giovani di oggi sono come i cafoni di Di Vittorio, i suoi braccianti di Cerignola. Lui and\u00f2 in Parlamento e ricord\u00f2 che era un cafone, che era stato un bracciante pugliese senza diritti e senza futuro. Oggi aggiornare la prospettiva riformista nel sindacato significa anche sconfiggere la posizione maggioritaria nella Cisl. L\u00ec il controllo totale che Bonanni sta esercitando sulla sua organizzazione \u00e8 l&#8217;ostacolo maggiore alla costruzione di un soggetto sindacale unitario.<\/p>\n<p><strong>BOERI: GRAVE SILENZIO SUL CONTRATTO UNICO<\/strong><\/p>\n<p>Da anni, assieme a Pietro Garibaldi, insiste sulla proposta di un contratto unico con tutele crescenti per tutti i lavoratori, per risolvere la drammatica dicotomia che caratterizza il mercato del lavoro italiano, spaccato in due tra i \u201cvecchi\u201d lavoratori tutelati e tre milioni e mezzo di precari. Una divisione che ha preso la forma negli ultimi anni in un nuovo, drammatico conflitto generazionale a danno dei giovani. In questi ultimi giorni Tito Boeri, economista della Bocconi, ideatore de Lavoce.Info e mente scientifica dell\u2019imminente quarta edizione del Festival dell\u2019Economia di Trento, ha seguito \u00abcon interesse\u00bb il dibattito che si \u00e8 sviluppato sul Riformista, a partire da alcune prese di posizioni nella Cgil sul contratto unico. E trova \u00abgrave\u00bb e \u00abincomprensibile\u00bb che la questione non abbia ancora aperto un dibattito pi\u00f9 ampio, nel sindacato, nel Partito democratico e nel governo.<\/p>\n<p><strong>Professore, il leader degli Statali della Cgil, Carlo Podda, ha aperto all\u2019idea del contratto unico. Una posizione condivisa anche dalla segretaria confederale del stesso sindacato, Nicoletta Rocchi e dal segretario nazionale della Fiom, Fausto Durante (nell\u2019intervista accanto). Che ne pensa?<\/strong><br \/>\n\u00c8 un cambiamento molto, molto importante. Quest\u2019apertura al contratto unico \u00e8 molto significativa. Riflette il fatto che il sindacato si sta ponendo seriamente la questione della rappresentanza dei lavoratori duali.<\/p>\n<p><strong>Finora \u00e8 solo la Cgil.<\/strong><br \/>\nInfatti do atto soprattutto alla Cgil. Anche di aver compreso che durante una recessione, porsi il problema del percorso d\u2019ingresso nel mondo del lavoro, \u00e8 importante. Giustamente nei primi mesi della crisi ci siamo concentrati sugli ammortizzatori sociali e su come tutelare i lavoratori a rischio. Ma c\u2019\u00e8 anche un problema molto serio che riguarda i percorsi d\u2019ingresso nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Che cosa vuol dire?<\/strong><br \/>\nGuardiamo all&#8217;esperienza di paesi come il Giappone e la Svezia investiti da crisi finanziarie negli anni &#8217;90, crisi destinate per loro natura a durare a lungo. Dobbiamo tenere sempre presente che durante le crisi le imprese tendono ad assumere quasi esclusivamente con contratti a tempo determinato. \u00c8 prevedibile quindi che durante la crisi in atto aumentI ulteriormente la quota \u2013 non il numero \u2013 di lavoratori con contratti flessibili. Dato l\u2019attuale contesto, \u00e8 difficile che ricevano una formazione adeguata in azienda. Rischiamo cos\u00ec di ritrovarci un\u2019intera generazione di lavoratori senza una formazione seria, non inseriti stabilmente nelle aziende ma avviati su canali paralleli. E ce li porteremo dietro per molti anni.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 questa apertura di una parte della Cgil alla proposta del contratto unico, dunque all\u2019idea di una messa in discussione dell\u2019articolo 18 dello Statuto, \u00e8 stata accolta freddamente dalla politica, secondo lei? Fu proprio il precedente governo Berlusconi a tentare di intaccare il tab\u00f9 delle regole sui licenziamenti.<\/strong><br \/>\nPer una volta, nel sindacato, si fa una riflessione molto pi\u00f9 avanzata che altrove. Trovo particolarmente grave il silenzio su questo tema del ministro del Welfare Sacconi. Nel presentare l&#8217;ennesimo Libro Bianco ha ribadito che non \u00e8 il tempo di fare riforme. Al contrario, la Cgil ha compreso che la recessione \u00e8 invece proprio il momento per fare una serie di riforme. Ripeto, il fatto che superi una serie di tab\u00f9 che si \u00e8 sempre portata dietro, \u00e8 positivo. E dimostra, se ancora ce ne era bisogno, che le crisi sono il momento giusto per fare le riforme. c&#8217;e&#8217; piu&#8217; consapevolezza delle emergenze.<\/p>\n<p><strong>Anche il Partito democratico, al di l\u00e0 dell\u2019intervento di Franco Marini su questo giornale, sembra ancora molto defilato sull\u2019argomento.<\/strong><br \/>\n\u00c8 vero. Invece, sarebbe il momento che elaborasse finalmente una posizione unitaria sul contratto unico e che calcasse la mano, che l\u2019assumesse come una battaglia.<\/p>\n<p><strong>Concorda con Marini e, oggi, con Fausto Durante della Fiom che paventano il rischio di un declino del sindacato se non sapr\u00e0 assumere proposte innovative come questa?<\/strong><br \/>\nAssolutamente, anzi, questo declino \u00e8 gi\u00e0 in atto da un po\u2019. Il sindacato italiano \u00e8 il pi\u00f9 vecchio d\u2019Europa. Ha sempre meno iscritti tra I giovani. Anche nei suoi iscritti si vede ormai questa frattura generazionale, si tocca con mano questo circolo vizioso per cui siccome si disinteressano dei giovani, hanno sempre meno iscritti tra le nuove generazioni. Il contratto unico offrirebbe anche ai sindacati una grande opportunit\u00e0: quella di riconquistare iscritti tra i giovani. Oltretutto, senza intaccare chi gode delle vecchie tutele. E vorrei aggiungere un aspetto che spesso si sottovaluta.<\/p>\n<p><strong>Quale?<\/strong><br \/>\nIl contratto unico agisce positivamente anche su un altro mercato: quello degli ultracinquantenni. In Italia c\u2019\u00e8 un problema gravissimo che riguarda il reintegro dei lavoratori pi\u00f9 anziani. L\u2019idea di un contratto con tutele graduali ha implicazioni importanti anche per loro. Faciliter\u00e0 grandemente il loro reingresso nel mercato del lavoro. Oggi sono loro a subire la disoccupazione di pi\u00f9 lunga durata in Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DURANTE: RIFORME, OPPURE SAR\u00c0 DECLINO &#8211; BOERI:\u00a0IL CONTRATTO UNICO OFFRIREBBE ANCHE AI SINDACATI UNA GRANDE OPPORTUNITA&#8217;: QUELLA DI RICONQUISTARE ISCRITTI TRA I GIOVANI Interviste a Fausto Durante, Segretario nazionale della Fiom-Cgil,\u00a0e Tito Boeri, professore di economia del lavoro all&#8217;Universit\u00e0 Bocconi e\u00a0fondatore de lavoce.info,\u00a0pubblicate su Il Riformista il 12 maggio 2009, a cura di Tonia Matrobuoni<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3402","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3402"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3402\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}