
{"id":3406,"date":"2009-05-15T23:17:21","date_gmt":"2009-05-15T22:17:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3406"},"modified":"2009-06-19T11:52:32","modified_gmt":"2009-06-19T10:52:32","slug":"il-muro-e-caduto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3406","title":{"rendered":"IL MURO E&#8217; CADUTO"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"color: #993300;\">LA SERIE DI ARTICOLI E INTERVISTE PUBBLICATI DAL RIFORMISTA NELLE ULTIME DUE SETTIMANE MOSTRA COME IL TEMA DEL SUPERAMENTO DEL DUALISMO DEL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO SIA DIVENUTO CENTRALE NEL DIBATTITO SINDACALE. E COME SI SIA ALLARGATO IL CONSENSO INTORNO ALL&#8217;IDEA DEL CONTRATTO DI LAVORO A STABILITA&#8217; PROGRESSIVA<\/span><\/div>\n<div><em>Articolo pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera<em> del 16 maggio 2009<\/em><\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Improvvisamente, nel giro di soli quindici giorni, il tab\u00f9 dell\u2019articolo 18 \u00e8 crollato. Ne ha fornito una sorta di cronaca minuto per minuto il <em>Riformista<\/em>, a partire dal 1\u00b0 maggio, con una serie impressionante di interviste e articoli di dirigenti nazionali dei sindacati maggiori, che, pur con diverse sfumature, hanno preso posizione a favore della sostituzione del vecchio modello di rapporto di lavoro con il \u201ccontratto a stabilit\u00e0 crescente\u201d per tutti i nuovi assunti e nuove protezioni nel mercato per chi perde il posto.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualche avvisaglia del crollo imminente si era avuta gi\u00e0 a marzo, con un articolo di Giorgio Santini (numero due della Cisl) e una presa di posizione pubblica molto netta del segretario della Uil Luigi Angeletti, in concomitanza con la presentazione in Parlamento di un disegno di legge sulla \u201ctransizione a un regime di <em>flexsecurity<\/em>\u201d, firmato da 35 senatori dell\u2019opposizione. Ma il vero e proprio crollo del tab\u00f9 avviene ai primi di maggio, quando nel dibattito intervengono anche i dirigenti di vertice della Cgil: apre le danze Paolo Nerozzi (senatore Pd di provenienza Cgil) con un\u2019opzione a favore della proposta di Tito Boeri e Pietro Garibaldi: ingresso al lavoro per tutti con un contratto a tempo indeterminato, con un periodo di prova di sei mesi, seguito da due anni e mezzo nei quali la protezione contro il licenziamento \u00e8 data soltanto da un indennizzo in denaro; poi, dal quarto anno, la \u201cstabilit\u00e0 reale\u201d garantita dall\u2019articolo 18. Il 6 maggio esprime un\u2019opzione simile Carlo Podda (segretario della Funzione pubblica Cgil). A ruota, altri esponenti sindacali di primo piano si pronunciano per una riforma pi\u00f9 incisiva, che punti a superare l\u2019apartheid tra protetti e non protetti nel mercato del lavoro coniugando la maggiore flessibilit\u00e0 del rapporto con l\u2019introduzione di un nuovo sistema di sostegno del reddito e assistenza al lavoratore nel passaggio da un lavoro a un altro: tra i vertici della Cgil Nicoletta Rocchi, Fausto Durante, Mauro Guzzonato e Bruno Pierozzi, cui si aggiungono le voci di due \u201cgrandi vecchi\u201d della Cisl ora in Parlamento, Franco Marini e Pierpaolo Baretta.<\/p>\n<div>\u00a0\u00a0 \u00a0 Sull\u2019altro versante del sistema di relazioni industriali, la presidente di Confindustria fin dal gennaio scorso, al Forum di Davos, aveva manifestato \u2013 con molto coraggio e lungimiranza \u2013 la sua piena disponibilit\u00e0 su questo terreno (tutti gli interventi e interviste si possono reperire attraverso il <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=1079\">Portale della flexsecurity<\/a>). Ora si incomincia a parlare della possibilit\u00e0 che il tema venga introdotto nelle \u201cpiattaforme\u201d per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici: Fim-Cisl e Uilm ci stanno lavorando e anche la Fiom \u2013 a giudicare dall\u2019intervista del suo segretario Durante \u2013 sembra interessata. Cos\u00ec, non \u00e8 impensabile che il colossale nuovo piano industriale della Fiat possa diventare tra breve il banco di prova di una riforma promossa, una volta tanto, dall\u2019accordo tra le parti prima che dal legislatore. I sindacati potrebbero fare a Cordero di Montezemolo e Marchionne questo discorso: \u201ccondizione per la ristrutturazione \u00e8 che essa sia un grande gioco nel quale nessuno ha da perdere e tutti hanno qualche cosa da guadagnare. Facciamola, dunque, ma prima attrezziamoci per garantire a tutti i lavoratori che nella ristrutturazione dovessero perdere il posto una seria garanzia di continuit\u00e0 del reddito e un forte investimento sulla loro professionalit\u00e0, che consenta la loro ricollocazione in tempi ragionevoli: pi\u00f9 i servizi saranno efficaci e la ricollocazione sar\u00e0 rapida, minore sar\u00e0 il costo complessivo dell\u2019operazione per l\u2019azienda\u201d. Per esempio, visto che si prevede un forte incremento dell\u2019industria ferroviaria per effetto degli investimenti americani e cinesi in questo campo, perch\u00e9 non riconvertire i produttori di automobili trasformandoli in produttori di treni e impianti per farli funzionare?<\/div>\n<p>\u00a0\u00a0 \u00a0 Il sindacato sembra dunque voler scrollarsi di dosso l\u2019immagine di forza conservatrice e assumere un ruolo di avanguardia. Se lo far\u00e0 davvero, il sistema delle relazioni industriali potr\u00e0 riprendere la guida del governo del mondo del lavoro, della quale si \u00e8 lasciato da troppo tempo espropriare: un \u201cavviso comune\u201d dei rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori al legislatore sui modi della transizione a un regime di flexsecurity potrebbe costituire la base per un dialogo fruttuoso in Parlamento fra opposizione e maggioranza. Per il Paese questo sarebbe il migliore viatico per la fase di uscita dalla crisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SERIE DI ARTICOLI E INTERVISTE PUBBLICATI DAL RIFORMISTA NELLE ULTIME DUE SETTIMANE MOSTRA COME IL TEMA DEL SUPERAMENTO DEL DUALISMO DEL NOSTRO MERCATO DEL LAVORO SIA DIVENUTO CENTRALE NEL DIBATTITO SINDACALE. 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