
{"id":34310,"date":"2015-01-20T17:45:34","date_gmt":"2015-01-20T16:45:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=34310"},"modified":"2015-01-25T18:07:43","modified_gmt":"2015-01-25T17:07:43","slug":"ricolfi-e-lincertezza-che-uccide-la-fiducia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=34310","title":{"rendered":"RICOLFI: \u00c8  L\u2019INCERTEZZA CHE UCCIDE LA FIDUCIA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA SFIDUCIA DEI CONSUMATORI E DEGLI OPERATORI ECONOMICI NASCE NON TANTO DAGLI SCANDALI DI CORRUZIONE, QUANTO DALLA CONTINUA, INESORABILE PRODUZIONE DI INCERTEZZA DA PARTE DI LEGISLATORI E GOVERNI TECNICAMENTE IMPRECISI E APPROSSIMATIVI<\/span><\/p>\n<p><em>Fondo di Luca Ricolfi, pubblicato dal<\/em> Sole 24 Ore <em>del 18 gennaio 2015<!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Si fa presto a dire fiducia. Anzi a pretenderla dai cittadini. Nell\u2019estate scorsa, di fronte ai primi dati Istat che mettevano in forse le certezze governative di qualche mese prima, il ministro dell\u2019Economia dichiarava: \u201cAlle famiglie dico: dovete avere allo stesso tempo fiducia e dovete spendere al meglio le risorse aggiuntive che vi vengono trasmesse\u201d. Qualche mese dopo, siamo ai primi di gennaio di quest\u2019anno, l\u2019Istat rivela che le famiglie non hanno obbedito affatto, e gli 80 euro li hanno usati soprattutto per pagare le tasse e risparmiare. Ma la politica non sembra avere capito, la lezione, attende fideisticamente la svolta, pensa che prima o poi l\u2019aumento del reddito si tradurr\u00e0 in consumi e investimenti. Nel frattempo, per \u201cinvertire le aspettative\u201d si affida a Mario Draghi e alla Banca centrale Europea, che gioved\u00ec prossimo dovrebbe varare il fin troppo spasmodicamente atteso acquisto di titoli di stato, il cosiddetto Quantitative easing.<\/p>\n<p>La convinzione che la fiducia sia la variabile chiave, quella intorno a cui gira tutta l\u2019economia, quella i cui capricci possono interrompere la crescita ma anche farla ripartire, \u00e8 fra le pi\u00f9 solidamente piantate nelle nostre teste. E non senza buoni motivi, perch\u00e9 non si tratta di una convinzione del tutto erronea. Periodi di crescita drogata e bolle speculative, ad esempio, sono anche la conseguenza di un eccesso di fiducia, di un\u2019euforia dei mercati che gonfia i prezzi di azioni e immobili. E i crolli economici e finanziari possono anche essere prodotti da ondate di panico, come quando tutti corrono agli sportelli a ritirare i propri soldi (\u00e8 quel che sta succedendo, anzi risuccedendo, in questi giorni in Grecia).<\/p>\n<p>Riconosciuto tutto ci\u00f2, \u00e8 forse bene anche rendersi conto dei limiti della fiducia. Non nel senso che la fiducia conti poco, ma nel senso che non piove dal cielo. Quando i politici esortano le famiglie ad avere fiducia, le imprese a fare la propria parte, i cittadini a prodursi in uno \u201cscatto di reni\u201d, sembrano presumere, molto idealisticamente, che coraggio e fiducia siano puri atti di volont\u00e0, stati psicologici e abiti mentali che noi possiamo adottare solo che lo desideriamo, magari persuasi e infiammati dalle parole alate di qualche tribuno in tv.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec, sfortunatamente. Una dichiarazione avventata \u00e8 sufficiente a generare il panico, ma per costruire la fiducia, quella che serve a un paese per risollevarsi, non servono parole ma atti concreti. Atti positivi, naturalmente, ma anche atti negativi. Opere ma anche omissioni. Fare, ma anche astenersi. Perch\u00e9 la via maestra per creare fiducia \u00e8 smettere di produrre le condizioni che alimentano la sfiducia.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 chiederci che cosa dovrebbe fare la politica per infondere fiducia negli italiani, forse dovremmo pretendere una cosa pi\u00f9 semplice: che chi ci governa si astenga dal generare sfiducia.<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 lo strumento con cui la politica, tutti i santi giorni, fa crescere la nostra sfiducia?<\/p>\n<p>I moralisti risponderanno: la corruzione e gli scandali. Io penso di no. Il penoso spettacolo che un ceto politico incolto, parolaio e arruffone fornisce al paese, ritrasmesso ogni sera in tv, diminuisce solo la nostra fiducia nel ceto politico stesso, ammesso che \u2013 arrivati al fondo \u2013 si possa scendere ancora un po\u2019. Ma la fiducia che conta, quella senza la quale ritardi un acquisto, rinunci a un investimento, metti da parte un progetto di vita, la fiducia che pu\u00f2 modificare il destino di un paese, dipende meno dalla qualit\u00e0 morale del ceto politico che dalla sua capacit\u00e0 di metterci nelle condizioni di prendere le nostre decisioni, fare le nostre scelte, pianificare il nostro futuro. In breve: amministrare la nostra libert\u00e0. E\u2019 questo che conta per noi, ed \u00e8 questo, ahim\u00e8, che la politica quotidianamente distrugge. E lo fa con un\u2019unica, micidiale, arma di distruzione di massa: la continua, sistematica, inesorabile produzione di incertezza. E\u2019 questo che crea sfiducia, \u00e8 questo che ritarda l\u2019uscita del paese dalla palude in cui annaspa da almeno quindici anni.<\/p>\n<p>Vogliamo fare qualche esempio?<\/p>\n<p>In generale, l\u2019eccesso di produzione normativa. Testi illeggibili (chi ha tempo provi a leggere quello del Jobs Act), in spregio delle direttive europee che vietano i rimandi incomprensibili ad altre leggi. Norme che quando vanno in Gazzetta ufficiale necessitano di regolamenti attuativi, e non di rado decadono perch\u00e9 i ministeri dimenticano di scriverli. Errori nei testi di legge, che devono essere corretti da nuove leggi. Retromarce clamorose, come quella sull\u2019aliquota Irap, prima ridotta dal 3.9 al 3.5% e poi riportata retroattivamente al 3.9%, in spregio dello statuto del contribuente.<\/p>\n<p>Ma passiamo ai casi particolari, che sono il vero carburante della nostra incertezza.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno trascorso, una formidabile fonte di incertezza \u00e8 stato proprio il bonus da 80 euro. Non avendo previsto fin dall\u2019inizio il suo carattere permanente, n\u00e9 individuato le risorse necessarie per rinnovarlo nel 2015, il governo ha vanificato con le sue stesse mani la principale misura di politica economica attuata nel 2014. E infatti \u00e8 accaduto quello che quasi tutti gli osservatori indipendenti avevano previsto, e l\u2019Istat ha certificato pochi giorni fa: nel dubbio sul futuro del bonus, la gente ha preferito risparmiare piuttosto che spendere.<\/p>\n<p>In materia di fisco, l\u2019incertezza \u00e8 scolpita negli atti e nelle omissioni della Legge di stabilit\u00e0. Della tanto reclamizzata \u201cimposta unica sulla casa\u201d, annunciata come imminente dopo le allucinanti code di dicembre per pagare le tasse sulla casa, non vi \u00e8 traccia nella Legge di stabilit\u00e0. In compenso vi compare la minaccia di aumentare l\u2019Iva e altre imposte sia nel 2016 (cio\u00e8 fra meno di un anno) sia nel 2017, se certi risparmi di spesa, come \u00e8 del tutto verosimile, non verranno realizzati. Una scelta, questa di inserire la \u201cbomba a orologeria\u201d dell\u2019inasprimento dell\u2019Iva (fino al 25.5%), che aumenta la fiducia delle autorit\u00e0 europee nell\u2019Italia, ma a prezzo di aumentare l\u2019incertezza degli italiani verso il proprio futuro.<\/p>\n<p>Ma l\u2019esempio pi\u00f9 drammatico di produzione politica di incertezza riguarda il lavoro. Nello scorso autunno il governo annuncia sgravi contributivi di notevole entit\u00e0 sulle assunzioni con il nuovo \u201ccontratto a tutele crescenti\u201d, che dovrebbe decorrere dal 1\u00b0 gennaio 2015; Tito Boeri, il padre dell\u2019idea del contratto a tutele e crescenti, fa subito notare che questo annuncio, non accompagnato da una legge immediatamente operativa, produrr\u00e0 un rallentamento delle assunzioni nell\u2019ultima parte dell\u2019anno, in attesa di sapere se si \u00e8 in condizione di usufruire dei nuovi sgravi; puntualmente, a ottobre l\u2019occupazione diminuisce e la disoccupazione aumenta, e a novembre pure (di dicembre non abbiamo ancora i dati); arriva il 1\u00b0 gennaio, quando finalmente dovrebbe partire il nuovo contratto, ma il governo non \u00e8 pronto, n\u00e9 risponde alla domanda (posta su queste colonne) su quando diavolo si potr\u00e0 cominciare ad assumere con il nuovo contratto; nel frattempo chi vorrebbe assumere aspetta e spera.<\/p>\n<p>Chiunque viva quotidianamente nel mondo del lavoro, o semplicemente abbia\u00a0 a che fare con la Pubblica amministrazione, \u00e8 in grado di produrre innumerevoli esempi dello stesso tipo: casi in cui per aumentare la fiducia nella politica e nei suoi esponenti si fanno annunci mirabolanti, e per l\u2019incapacit\u00e0 di far seguire alle parole i fatti si seminano incertezza e sfiducia.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 gli inviti dei politici ad avere fiducia hanno un che di stonato, per non dire di beffardo. Perch\u00e9 la politica il potere di creare fiducia ce l\u2019avrebbe, ma per esercitarlo dovrebbe rinunciare a creare incertezza.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA SFIDUCIA DEI CONSUMATORI E DEGLI OPERATORI ECONOMICI NASCE NON TANTO DAGLI SCANDALI DI CORRUZIONE, QUANTO DALLA CONTINUA, INESORABILE PRODUZIONE DI INCERTEZZA DA PARTE DI LEGISLATORI E GOVERNI TECNICAMENTE IMPRECISI E APPROSSIMATIVI Fondo di Luca Ricolfi, pubblicato dal Sole 24 Ore del 18 gennaio 2015<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-34310","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-25-temi-diversi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34310","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34310\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}