
{"id":3440,"date":"2009-05-16T23:15:00","date_gmt":"2009-05-16T22:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3440"},"modified":"2009-10-15T08:57:25","modified_gmt":"2009-10-15T07:57:25","slug":"brunetta-ministro-e-capo-reparto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3440","title":{"rendered":"BRUNETTA MINISTRO E CAPO-REPARTO"},"content":{"rendered":"<p><em><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #993300;\">DA<\/span><span style=\"color: #993300;\">LLA S<\/span><span style=\"color: #993300;\">OCIETA&#8217; DELLA CONOSCENZA AL NEO-TAYLORISMO DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #993300;\">I<\/span>ntervento <strong>di Antonino Leone<\/strong>, pervenuto il 14 maggio 2009<\/em><\/p>\n<p>Come da copione Brunetta non sorprende pi\u00f9. Il Ministro ha avviato dal 2 marzo una consultazione telematica sulla riforma della P.A., tramite un questionario interattivo, alla quale hanno partecipato 527 persone pari al 20% delle 2.887 persone invitate appartenenti a due distinte categorie: operatori interessati (sindacati, dirigenti pubblici, consumatori, imprese) ed esperti (magistrature, avvocatura, universit\u00e0).<br \/>\n<!--more-->Dopo la consultazione il Consiglio dei Ministri ha approvato immediatamente il testo del decreto delegato senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e le forze politiche dell\u2019opposizione. Dal testo del decreto delegato si evince che il Ministro ha voluto disciplinare dettagliatamente e minuziosamente le funzioni di organizzazione del management pubblico appropriandosi di attivit\u00e0 che non gli appartengono e svuotando di conseguenza il ruolo e la responsabilit\u00e0 dei dirigenti. Inoltre, ha provveduto a restringere ed a rendere rischiosa l\u2019area della contrattazione collettiva.<br \/>\nSpecificatamente ha eliminato la contrattazione in materia di compensi incentivanti.<br \/>\nIl Ministro Brunetta ha dimenticato le dichiarazioni rilasciate subito dopo l\u2019approvazione della legge n. 15\/2009 di aperta disponibilit\u00e0 al confronto con le forze sociali e sindacali ed al coinvolgimento del parlamento.<br \/>\nIl Ministro Brunetta non ha ancora capito che la riforma della Pubblica Amministrazione per essere realizzata ha bisogno della pi\u00f9 ampia convergenza possibile tra forze politiche, sindacali e sociali altrimenti si corre il rischio che il cambiamento della P.A. rimanga sulla carta. L\u2019approvazione della normativa non \u00e8 una condizione sufficiente per avviare il cambiamento della P.A. perch\u00e9 occorre anche la sua implementazione operativa da parte del management e degli operatori pubblici.<br \/>\nFermo restando la condivisione della parte del decreto delegato che introduce la trasparenza, la misurazione del lavoro, la valutazione dei risultati, il benchmarking e l\u2019istituzione dell\u2019Agenzia indipendente, ritengo che la parte relativa al sistema incentivante \u00e8 disciplinata in modo troppo minuziosa e dettagliata occupando l\u2019area di responsabilit\u00e0 del management pubblico e della contrattazione collettiva.<br \/>\nL\u2019introduzione di nuovi modelli organizzativi al fine di rendere operativi i fattori sopra indicati pu\u00f2 essere realizzata tramite la presa di coscienza e la responsabilizzazione del management e degli operatori. Inoltre, gli strumenti delineati vanno integrati con una gestione mirata alla creazione del valore, orientata al risultato ed all\u2019economicit\u00e0 di gestione. Tutti questi elementi sono di competenza del management pubblico, il quale deve introdurre nei vari dipartimenti ed enti pubblici: l\u2019innovazione, la flessibilit\u00e0, la collaborazione interna ed esterna, la motivazione e soprattutto la creazione del valore nei servizi.<br \/>\nAppropriarsi delle competenze specifiche del management significa che il Ministro Brunetta continua ad esercitare il ruolo del Capo Reparto, figura superata dall\u2019organizzazione scientifica del lavoro di Taylor, con grave nocumento per la P.A..<br \/>\nIl sistema di premialit\u00e0 previsto nel decreto delegato \u00e8 troppo dettagliato e prevede tre fasce:<br \/>\n&#8211; Fascia di merito alta. Il 25% del personale \u00e8 collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l\u2019attribuzione del 50% del trattamento accessorio collegato alla performance individuale. Al 5% dei classificati nella fascia alta si applica la premialit\u00e0 di eccellenza dal 10% al 30% della retribuzione.<br \/>\n&#8211; Fascia di merito intermedia. Il 50% del personale \u00e8 collocato nella fascia di merito intermedia. A questa fascia compete il 50% del trattamento accessorio collegato alla performance individuale;<br \/>\n&#8211; Fascia di merito bassa. Il rimanente 25% del personale \u00e8 collocato nella fascia di merito bassa. A questa fascia non compete il trattamento accessorio collegato alla performance individuale.<br \/>\nTale metodologia non tiene conto dei modelli di organizzazione che vengono applicati nelle imprese private e pubbliche di tutto il mondo, quali il lavoro di gruppo e la gestione per processi che esalta l\u2019integrazione delle competenze e la collaborazione tra i soggetti e promuove l\u2019organizzazione scientifica del lavoro e l\u2019introduzione della divisione del lavoro (compiti semplici e processi complessi) e del lavoro individuale ed a cottimo.<br \/>\nIl management pubblico deresponsabilizzato per l\u2019invasione normativa nelle aree di sua competenza incontrer\u00e0 notevoli difficolt\u00e0 nell\u2019esercizio delle sue funzioni di guida al cambiamento. La comunicazione della visione al personale, classificato in tre fasce e, quindi, demotivato, sar\u00e0 difficoltosa.<br \/>\nNelle pi\u00f9 moderne aziende private e pubbliche a livello internazionale, le quali si collocano nella alta performance, i leader sono titolari di tutte le loro responsabilit\u00e0 e le esercitano in modo efficace a beneficio dell\u2019azienda e degli operatori.<br \/>\nL\u2019introduzione della trasparenza, della misurazione del lavoro, della predisposizione di piani e della valutazione della performance sono elementi che rivoluzionano il ruolo del management pubblico, dei quadri intermedi e degli operatori e, pertanto, non occorre entrare in merito minuziosamente ad un sistema di incentivazione che pu\u00f2 avere effetti negativi sui fattori indicati.<br \/>\nNella seconda e terza fascia, prevista da Brunetta, possono essere inclusi gli operatori di dipartimenti o enti pubblici che conseguono gli obiettivi programmati dal business plan e risultano efficienti ed efficaci ma che sfortunatamente non rientrano nella fascia di <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>eccellenza e di merito intermedia. In definitiva bisogna trovare qualcuno a cui fargliela pagare.<br \/>\nIntrodurre il merito ed eliminare l&#8217;assegnazione degli incentivi a pioggia, cosa giusta ed efficace, non significa lasciare fuori dai premi incentivanti il personale delle amministrazioni che conseguono gli obiettivi programmati, altrimenti il lavoro pubblico diventa una rincorsa senza fine che comunque escluder\u00e0 in ogni caso parte degli operatori meritevoli che hanno collaborato al conseguimento dei risultati stabiliti.<br \/>\nQuesta metodologia, con il tempo se non immediatamente, demotiver\u00e0 gli operatori poich\u00e9 la loro inclusione nell&#8217;area incentivante dipender\u00e0 soltanto da una operazione matematica (25% del personale nella fascia di merito alta o 50% del personale nella fascia di merito intermedia) e non dall\u2019impegno lavorativo, dalla qualit\u00e0 e quantit\u00e0 dei servizi prodotti, dalla conoscenza applicata al processo e dagli obiettivi conseguiti dall&#8217;amministrazione competente.<br \/>\nRitengo che un sistema premiante deve considerare che:<br \/>\n&#8211; il personale delle amministrazioni che conseguono gli obiettivi programmati hanno diritto ad un premio incentivante. All\u2019interno di questa area occorre prevedere dei premi di eccellenza per coloro che si sono distinti per la produttivit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei servizi prodotti;<br \/>\n&#8211; il personale delle amministrazioni che non hanno conseguito gli obiettivi non hanno diritto ai premi incentivanti previa valutazione delle cause e di altri elementi in quanto la responsabilit\u00e0 potrebbe dipendere esclusivamente dal management o dalle condizioni in cui versa il dipartimento pubblico. In questi casi occorre considerare che per alcune amministrazioni \u00e8 necessario predisporre dei piani di rientro in quanto non sono nelle condizioni nel primo anno di conseguire gli obiettivi programmati;<br \/>\n&#8211; il personale che non si allinea alla visione ed agli obiettivi dell\u2019amministrazione dove presta servizio deve essere escluso dai premi incentivanti. Per fare questo occorre preparare una procedura formale di contestazione e di comunicazione durante l\u2019anno di competenza e non alla fine dell\u2019esercizio.<br \/>\nIl Ministro Brunetta dovrebbe considerare che il decreto delegato deve prevedere delle regole di indirizzo, introducendo il merito, e non disciplinare in modo dettagliato il sistema incentivante, deresponsabilizzando i dirigenti ed escludendo qualunque tipo di contrattazione preventiva con le organizzazioni sindacali.<br \/>\nLancio un appello alle confederazioni sindacali affinch\u00e9 ritrovino l\u2019unit\u00e0 per combattere insieme le provocazioni e le proposte del Ministro Brunetta. Al di fuori dell\u2019unit\u00e0 sindacale per la maggioranza parlamentare che si ritrova il Governo Berlusconi non vi \u00e8 strategia. Occorre dire no alle condizioni messe in atto da Brunetta per acuire le differenze e gli scontri tra le organizzazioni sindacali.<br \/>\nLa Cgil non deve accettare le provocazioni e la Cisl e la Uil devono comprendere che occorre lottare uniti a favore del cambiamento della Pubblica Amministrazione e degli operatori pubblici, i quali non sono tutti fannulloni ed assenteisti.<br \/>\nIl Sindacato periferico non pu\u00f2 pi\u00f9 non entrare nel merito all\u2019organizzazione degli uffici pubblici dedicandosi soltanto ai problemi di carattere individuale perch\u00e9 la posta in giuoco \u00e8 il ruolo degli operatori pubblici e la sopravvivenza della Pubblica Amministrazione che vuole cambiare ed essere efficiente ed efficace.<br \/>\nIl Partito Democratico \u00e8 chiamato ad impedire che i contenuti delle proprie proposte accolte dal parlamento vengano interpretate e travisate per un progetto diverso da quello originario del cambiamento delle Pubbliche Amministrazioni.<br \/>\nAntonino Leone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DALLA SOCIETA&#8217; DELLA CONOSCENZA AL NEO-TAYLORISMO DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA Intervento di Antonino Leone, pervenuto il 14 maggio 2009 Come da copione Brunetta non sorprende pi\u00f9. 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