
{"id":34496,"date":"2015-02-01T22:20:20","date_gmt":"2015-02-01T21:20:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=34496"},"modified":"2015-02-01T22:20:20","modified_gmt":"2015-02-01T21:20:20","slug":"il-custode-invisibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=34496","title":{"rendered":"IL CUSTODE INVISIBILE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER CAPIRE LA FIGURA DI SERGIO MATTARELLA, CHE SABATO ABBIAMO ELETTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo di Marco Damilano, giornalista de <\/em>l&#8217;Espresso<em>, pubblicato sul <a title=\"Sito di Marco Damilano\" href=\"http:\/\/damilano.blogautore.espresso.repubblica.it\/2015\/01\/31\/linvisibile-custode\/\" target=\"_blank\">suo blog<\/a> il 31 gennaio 2015<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>\u00abNon ci sono le immagini\u00bb. Nelle ultime ventiquattr&#8217;ore uno spettro si aggira per gli studi televisivi e le redazioni dei giornali. Il fantasma del nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non esistono sue dichiarazioni televisive, risse in un talk show, foto sotto l&#8217;ombrellone. Disperazione tra i cronisti. Ieri, a quanto raccontano, si era concordato un set in una via del centro di Roma, al riparo dai curiosi, per scattare qualche foto del nuovo Capo dello Stato da spedire sui circuiti internazionali alla grande stampa estera. Niente da fare, il candidato ha fatto sapere che preferiva aspettare. Un silenzio pi\u00f9 forte di tante vacuit\u00e0, un&#8217;assenza che riscatta da sola l&#8217;ansia di visibilit\u00e0 di un&#8217;inutile classe dirigente. Legger\u00e0 una pagina dell&#8217;Ecclesiaste, pronosticano gli amici, nel suo primo discorso da presidente in Parlamento: \u00abVanit\u00e0 delle vanit\u00e0, tutto \u00e8 vanit\u00e0&#8230;\u00bb. Oppure, laicamente, potrebbe anche citare il siciliano Franco Battiato, per dire come sar\u00e0 la sua presidenza: \u00abNe abbiamo attraversate di tempeste e quante prove antiche e dure ed un aiuto chiaro. Da un&#8217;invisibile carezza di un custode\u00bb.<\/p>\n<p>Ha saputo marted\u00ec, ufficialmente, di essere candidato alla presidenza della Repubblica, quando l&#8217;ha chiamato il numero due del Pd Lorenzo Guerini. Con il grande elettore Matteo Renzi si \u00e8 sentito due giorni dopo. Non ha chiesto nulla, non ha fatto nulla per ricevere la carica. Com&#8217;era successo nel 2008, quando era stato escluso dalle liste per il Parlamento. Non aveva chiesto deroghe nel nuovo Pd e i suoi colleghi di partito che oggi si spelleranno le mani lo avevano escluso. Ha continuato a lavorare all&#8217;ultima sentenza nella foresteria della Corte costituzionale dove \u00e8 andato a vivere due anni fa dopo la morte della moglie Marisa. La sua Santa Marta, come quella in Vaticano di papa Bergoglio, in linea con quanto disse anni fa a proposito dell&#8217;occupazione del potere: \u00abUn partito, un politico, nelle istituzioni si deve sentire ospite, anche se protagonista\u00bb. Sar\u00e0 ospite, in punta di piedi, e non un padrone di casa, anche nel palazzo di fronte. Il Quirinale.<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 l&#8217;amico Mattarella che far\u00e0 il suo intervento&#8230;\u00bb. \u00c8 il 28 febbraio 1984, sono le nove del mattino quando Amintore Fanfani invita alla tribuna il primo iscritto a parlare della giornata al XVI congresso della Dc, nel grande catino del Palaeur. \u00abPrima di dargli la parola ci consentir\u00e0 di ricordare, nel suo nome, un uomo che si \u00e8 sacrificato nell&#8217;interesse dell&#8217;Italia, della Sicilia e del Partito\u00bb. I non molti presenti si alzano in piedi in omaggio di Piersanti Mattarella, il presidente della regione Sicilia ucciso da un delitto politico-mafioso quattro anni prima. Sul palco, davanti alla nomenclatura del partito, c&#8217;\u00e8 un uomo di quasi 43 anni, gli occhiali spessi, i capelli gi\u00e0 candidi sul volto ancora da ragazzo. Comincia a parlare: \u00abLa ringrazio, ben sapendo che questi applausi, ovviamente, non riguardano assolutamente me&#8230;\u00bb. E conclude: \u00abNon voglio essere n\u00e9 illusorio, n\u00e9 fuori dalla realt\u00e0: tanti hanno in questi giorni ricordato saggi greci, antichi filosofi, io vorrei pi\u00f9 modestamente richiamare la preghiera di Francesco che non chiedeva tanto di essere aiutato quanto di aiutare, che non chiedeva tanto di ricevere quanto di dare, che non chiedeva tanto di essere compreso quanto di comprendere&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Non ha mai parlato in pubblico di quel giorno che gli ha cambiato la vita, il 6 gennaio 1980, il giorno dell&#8217;Epifania. Il massacro del fratello Piersanti davanti alla sua famiglia, quel corpo che Sergio prova a soccorrere mentre la vita scivola via. Fino a quel momento Sergio Mattarella era stato un tranquillo professore universitario di diritto parlamentare con studio in via della Libert\u00e0, la stessa del fratello, davanti a casa. A sparare \u00e8 il killer dagli occhi di ghiaccio e dalla strana andatura, che cammina a balzi, \u00abun robot che sparava come se sparasse a una pietra o una sedia\u00bb, testimoni\u00f2 la vedova Irma Chiazzese. \u00abZio, corri gi\u00f9, c&#8217;\u00e8 stato un incidente a pap\u00e0\u00bb, lo chiama il nipote Bernardo. \u00abLa scena che gli si para davanti, con quell&#8217;auto crivellata di colpi e piena di sangue, \u00e8 violenta, allucinante, insostenibile\u00bb, scrive Giovanni Grasso in &#8220;Piersanti Mattarella. Da solo contro la mafia&#8221; (Edizioni San Paolo). \u00ab\u00c8 come se avessimo accompagnato pap\u00e0 fino alla fine\u00bb, racconta la figlia di Piersanti Maria. \u00c8 quel giorno di violenza inaudita, di vittoria della politica sporca e della mafia che eliminano la migliore classe dirigente negli anni Settanta e Ottanta, il sentimento di quelle ore, sempre custodito con pudore, che spinge Sergio all&#8217;impegno politico. \u00abSenza la guerra io sarei rimasto un intellettuale&#8230;\u00bb, scriveva il 28 novembre 1943 Giaime Pintor al fratello Luigi. La vita, i fratelli, il sangue, la politica. La nuova Resistenza, la chiama Sandro Pertini in quegli anni drammatici.<\/p>\n<p>In uno dei rarissimi testi in cui parla del fratello,\u00a0<a href=\"http:\/\/http\/movi100.azionecattolica.it\/?p=161\"> pubblicato sul sito del Movimento studenti di Azione cattolica, <\/a>\u00a0Sergio Mattarella scrive: \u00abPiersanti non aveva la vocazione a diventare un eroe. Era una persona normale che amava la vita e il futuro, amava sua moglie e i suoi figli, era aperto di carattere, allegro nei rapporti personali, anche sul lavoro. Ma avvertiva fortemente il senso della dignit\u00e0 propria e di quella del ruolo che rivestiva; si rifiutava di piegarsi alla prepotenza, alla sopraffazione della mafia o alla minaccia della violenza; non aveva intenzione di far finta di non vedere. Era consapevole del pericolo che poteva aver di fronte ma sapeva che si deve vivere in maniera decorosa, potendo essere sempre orgogliosi delle proprie scelte&#8230; Ricordare le persone che affermavano il rispetto delle regole per il bene di tutti, il bene comune, e il cui assassinio ha punteggiato dolorosamente la storia del nostro paese, significa condividerne valori e criteri di comportamento: il messaggio che riceviamo da Piersanti Mattarella risiede nella convinzione che la vita va impiegata spendendo bene, evangelicamente, i talenti che si sono ricevuti\u00bb.<\/p>\n<p>Vale come un auto-ritratto. I talenti ricevuti da spedere, i valori da rimettere in gioco, sono la stella polare del giovane Mattarella, figlio del ministro Bernardo, uno dei fondatori della Dc, membro dell&#8217;Assemblea Costituente, eletto il 2 giugno 1946 con 38.764 voti. Studiano a Roma, nel collegio di San Leone Magno. Il fratello Piersanti \u00e8 uno dei giovani dirigenti dell&#8217;Azione cattolica negli anni Cinquanta, Sergio \u00e8 un ventenne che negli anni del Concilio, il rinnovamento della Chiesa, \u00e8 responsabile degli studenti cattolici del Lazio con l&#8217;assistente don Filippo Gentiloni (futura firma del &#8220;Manifesto&#8221; per le questioni religiose e zio di Paolo, il ministro degli Esteri), conosce preti come don Luigi Di Liegro, che sar\u00e0 il carismatico e amatissimo direttore della Caritas romana, e don Alessandro Plotti, futuro vescovo di Pisa. \u00abErano gli anni di papa Giovanni XXIII e di Paolo VI, gli anni del Concilio: anni di entusiasmo, di speranza, di innovazione\u00bb, scrive. Sono gli anni della Meglio Giovent\u00f9 versione cattolica, letture, incontri, amicizie, \u00abgli anni della mia formazione: hanno disegnato il mio senso della vita e la mia fisionomia come persona\u00bb, scrive Mattarella.<\/p>\n<p>La politica \u00e8 sempre stata di casa. Il padre \u00e8 un notabile della Dc, accusato negli anni Sessanta di vicinanza alla mafia da Danilo Dolci che viene condannato per diffamazione. Accuse poi riprese dagli esponenti del Psi craxiano negli anni Ottanta quando Sergio d\u00e0 vita alla prima giunta Dc-Pci a Palermo con il sindaco Leoluca Orlando (l&#8217;attuale), suo grande amico prima di una rottura dolorosa. \u00abIn Italia tutti sanno che i cognomi di Orlando e Mattarella erano indicati in una precedente generazione come autorevoli amici degli amici\u00bb, scrive don Gianni Baget Bozzo sull&#8217; &#8220;Avanti!&#8221;. Anche il numero due del Psi Claudio Martelli picchia duro sulle famiglie Mattarella e Orlando \u00abconsigliori\u00bb dei mafiosi. \u00abMattarella ha scritto la replica su un foglietto: disgusto e disprezzo&#8230;\u00bb, scrive sul suo diario l&#8217;allora capo ufficio stampa della Dc Giuseppe Sangiorgi. Tanto pi\u00f9 che le minacce della mafia continuano. \u00abDovete proteggere Sergio\u00bb, implora il segretario della Dc Ciriaco De Mita, il leader di riferimento, la moglie Marisa, sorella della moglie di Piersanti. \u00abMattarella \u00e8 andato un attimo in casa sua prima di una cena ufficiale. A casa ha trovato la moglie in lacrime. Pochi minuti prima aveva ricevuto una telefonata anonima: suo marito, le hanno detto, con la lista che sta facendo per le elezioni di Palermo far\u00e0 la stessa fine del fratello Piersanti\u00bb.<\/p>\n<p>Piersanti era il pi\u00f9 promettente e intelligente tra gli allievi di Aldo Moro, aveva rotto con la Dc di Vito Ciancimino e di Salvo Lima e aperto al Pci siciliano negli anni della solidariet\u00e0 nazionale, era gi\u00e0 stato deciso che sarebbe tornato a Roma come deputato quando l&#8217;omicidio di Moro lo convinse a restare in Sicilia. Una scelta che gli cost\u00f2 la vita.Anche Sergio, eletto alla Camera nell&#8217;83, milita nella piccola corrente morotea. I suoi amici sono Tina Anselmi, Maria Eletta Martini, lo storico Pietro Scoppola, il costituzionalista Leopoldo Elia con cui ingaggia a cena epiche gare di nozionismo. Sugli articoli della Costituzione tedesca? No, su chi conosce pi\u00f9 formazioni di calcio a memoria, testimonia l&#8217;amico Pierluigi Castagnetti.<\/p>\n<p>Moro doveva diventare presidente della Repubblica gi\u00e0 nel 1971, fu bruciato a voto segreto dalla destra Dc che gli prefer\u00ec Giovanni Leone. E nel 1978, come disse Sandro Pertini, \u00ablui, non io, vi parlerebbe da questo posto, se non fosse stato barbaramente assassinato\u00bb. Mattarella al Quirinale \u00e8 una silenziosa rivincita. Da Moro Mattarella sembra aver ereditato la timidezza davanti alle telecamere (\u00abMoro deve compiere un sovrumano sforzo di eroica volont\u00e0 per presentarsi alla televisione\u00bb, scriveva Vittorio Gorresio). La riservatezza: entrate nella leggenda di Moro con il soprabito d&#8217;estate sul lungomare di Terracina fotografato da Vezio Sabatini per un servizio di Guido Quaranta su &#8220;Panorama&#8221;. L&#8217;ispirazione politica: l&#8217;apertura a sinistra, l&#8217;idea della fragilit\u00e0 della democrazia italiana, attraversata da nemici occulti. Le mafie, le massonerie, le P2. \u00abOccorre recuperare credibilit\u00e0 e questo vuol dire soprattutto moralit\u00e0\u00bb, dice Mattarella in quel lontano discorso al congresso della Dc del 1984. \u00abMoralit\u00e0 significa uno sforzo intenso e particolare contro la corruzione. Moralit\u00e0 significa, in alcune zone del Paese ma ormai in tutto il Paese, una lotta intensa, seria, autenticamente rigorosa, nei confronti della mafia, della camorra e di tutte le altre forme di criminalit\u00e0 organizzata. Significa avere una continua attenzione per evitare che si ripetano infiltrazioni o presenze e inquinamenti come quella che ci ha dolorosamente colpiti e preoccupati e inquieti, la scoperta delle trame della loggia P2\u00bb. Ma la questione morale, come gi\u00e0 avvertiva Berlinguer, non \u00e8 solo lotta alla corruzione e alla mafia: \u00abSignifica avere rispetto della articolazione della societ\u00e0, liberando e risparmiando spazi da una eccessiva presenza del pubblico e della politica. Significa che alla frammentazione del Paese non si d\u00e0 soltanto una pur necessaria risposta istituzionale ma anche una risposta di linea politica, far rivivere nel nostro Paese un pi\u00f9 intenso, pi\u00f9 completo, pi\u00f9 vasto senso della convivenza, del pubblico interesse, dell&#8217;interesse generale: il bene comune\u00bb.<\/p>\n<p>Un democristiano anomalo, l&#8217;ha presentato Renzi. E qualcuno gi\u00e0 lo chiama \u00abun presidente alla memoria\u00bb. Mattarella, piuttosto, \u00e8 un rappresentante tipico del cattolicesimo democratico e della sinistra dc, la via democristiana alla democrazia. Una cultura politica fortissima che \u00e8 moderazione, equilibrio, dialogo con l&#8217;avversario, senso delle istituzioni e dello Stato. In una parola: mediazione. Parola-chiave della politica anni Sessanta-Settanta che funzionava quando la Dc e i partiti rappresentavano il collegamento privilegiato tra il Palazzo e la societ\u00e0. Ma che si trasforma in immobilismo e infine palude quando il sistema \u00e8 ormai paralizzato e non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla da mediare. La sinistra Dc che era stata la parte pi\u00f9 avanzata e riformista del partito diventa alla fine degli anni Ottanta sinonimo di irresolutezza, indecisione, mancanza di coraggio, di generali senza truppe incapaci di strappare. Mattarella non fa eccezione. E questo spiega all&#8217;inizio degli anni Novanta la separazione, la rottura tra i maestri del cattolicesimo democratico che appare estenuato e le generazioni pi\u00f9 giovani che si impegnano nei movimenti anti-mafia, nella Rete di Orlando uscito dalla Dc o nei comitati per i referendum elettorali o del nascente Ulivo.<\/p>\n<p>La Dc va in crisi quando il Paese si disgrega sotto mille spinte populiste e territoriali, vedi la Lega al Nord. Mattarella resta fedele alla sua vecchia impostazione, ma appare quasi un sopravvissuto, un politico d&#8217;altri tempi. Il suo cattolicesimo adulto, tormentato, inquieto, vicino alla sensibilit\u00e0 del cardinale Carlo Maria Martini che incontra pi\u00f9 volte, \u00abla spiritualit\u00e0 del conflitto\u00bb, come la chiama Scoppola, \u00e8 minoritario nella stagione dei meeting di Comunione e liberazione a Rimini. E non ha niente a che fare con la politica personalizzata, urlata, ammiccante. \u00abLa sobriet\u00e0 di vita \u00e8 una delle cifre degli statisti\u00bb, ha detto nel mese di luglio ricordando l&#8217;amico Giovanni Goria alla Camera che fu il premier pi\u00f9 giovane della storia repubblicana (fino a Renzi) e mor\u00ec prematuramente. Ma la sua non \u00e8 una sobriet\u00e0 alla Mario Monti, non si traduce in un loden, neppure la sobriet\u00e0 \u00e8 esibita. \u00c8 un uomo in grigio. Un uomo invisibile. Ma non spento, per nulla incolore o malinconico. Potrebbe sottoscrivere quanto disse Enrico Berlinguer a Giovanni Minoli: \u00abLa cosa che mi infastidisce di pi\u00f9 \u00e8 quando scrivono che sarei triste, perch\u00e9 non \u00e8 vero\u00bb. Di ironia sottile, fredda, anglosassone. Di passione contenuta, intransigente. Per questo temuto da Silvio Berlusconi. Il suo anti-berlusconismo non \u00e8 politico, va molto al di l\u00e0 della decisione di dimettersi da ministro per protestare contro la legge Mamm\u00ec sulle tv nel 1990. \u00c8 un anti-berlusconismo etico, una scala di valori contrapposta, inconciliabile con l&#8217;Arcore style. \u00c8 (anche) a lui che si riferiva quando attaccava \u00abIl bombardamento commercializzato dei modelli di vita che ha accentuato il pericolo del conformismo\u00bb. Alternativo antropologicamente al berlusconismo, al fighettismo, al libertinismo, specie quello intellettuale.<\/p>\n<p>Sembrava destinato a un tranquillo notabilato, lui che leader non \u00e8 mai stato, \u00abcammina nella penombra\u00bb, lo descrive l&#8217;amico Angelo Sanza. Invece a richiamarlo in servizio per la politica attiva \u00e8 stato un leader molto lontano da lui, per stile, mentalit\u00e0, cultura, anche se non per origine e provenienza. Si \u00e8 sempre detto che Renzi era l&#8217;erede di Berlusconi, ma la scelta di Mattarella fa intuire un&#8217;altra parentela, un&#8217;altra famiglia di provenienza, anche se misconosciuta. Il cattolicesimo democratico, che ha sempre militato dalla parte opposta del berlusconismo. Una stirpe fondata esattamente un secolo fa, con il discorso di Caltagirone del 1905 di un altro siciliano, don Luigi Sturzo. Potenza delle culture politiche, capaci di sopravvivere alle stagioni, agli inverni pi\u00f9 rigidi, alle tempeste pi\u00f9 violente. Un secolo dopo, ecco un altro cattolico, siciliano, il primo al Quirinale. Proiettato verso il futuro.<\/p>\n<p>Il figlio della Repubblica si affida a un padre. L&#8217;uomo del Selfie fa eleggere l&#8217;uomo senza immagini. Nel modo opposto allo stile dell&#8217;eletto. Mai e poi mai Sergio Mattarella avrebbe usato i metodi di Renzi: forzature, spintoni, spallate, rovesciamenti di campo. L&#8217;irruenza, il contrario della prudenza mattarelliana. Renzi usa uno dei migliori esponenti della Prima Repubblica per chiudere per sempre con la stagione della Seconda e prepararsi a fondare la Terza. Sergio Mattarella, eletto presidente questa mattina di un sabato, il 31 gennaio 2015, potrebbe essere il capo dello Stato che celebrer\u00e0 nel settantesimo anniversario dalla nascita della Repubblica insieme al referendum popolare che ne dichiarer\u00e0 il (parziale) mutamento. Garante della Costituzione in vigore e di quella che verr\u00e0, come ha detto Renzi. E forse mostrer\u00e0 al premier nato trentacinque anni dopo le parole del grande storico cattolico francese Henri-Ir\u00e9n\u00e9e Marrou sulla conoscenza storica, il senso di ci\u00f2 che accade, la piccola politica delle miserie quotidiane e la grande storia: \u00abnon viviamo soltanto per costruire e distruggere questi edifici provvisori, come una generazione di termiti, ma per dare un senso, riconoscere un valore al pellegrinaggio, a volte trionfale, a volte doloroso, che l&#8217;umanit\u00e0 compie da sempre attraverso il corso della sua storia\u00bb. Sar\u00e0 il mite custode della Repubblica. Anche inflessibile (speriamo).<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER CAPIRE LA FIGURA DI SERGIO MATTARELLA, CHE SABATO ABBIAMO ELETTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Articolo di Marco Damilano, giornalista de l&#8217;Espresso, pubblicato sul suo blog il 31 gennaio 2015<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-34496","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34496","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34496"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34496\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34496"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34496"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34496"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}