
{"id":348,"date":"2008-09-21T15:43:34","date_gmt":"2008-09-21T14:43:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=348"},"modified":"2008-10-20T22:01:45","modified_gmt":"2008-10-20T21:01:45","slug":"larroganza-e-la-miopia-un-articolo-di-quattro-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=348","title":{"rendered":"L&#8217;ARROGANZA E LA MIOPIA: UN ARTICOLO DI QUATTRO ANNI FA"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">LE RESPONSABILITA&#8217; DEL MANAGEMENT E QUELLE DEL SINDACATO NELLA CRISI DI ALITALIA<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><em>Questo mio articolo \u00e8 stato pubblicato sul <\/em>Corriere della sera\u00a0<em>del 26 agosto <strong>2004<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rischio grave di fallimento, necessit\u00e0 di una ristrutturazione aziendale molto incisiva, incapacit\u00e0 del sistema di relazioni sindacali di produrre un accordo su di una strategia capace di superare la crisi: questa oggi \u00e8 la sintesi della drammatica situazione in cui versa la nostra compagnia aerea di bandiera.<!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma in qualche misura il problema riguarda buona parte della grande industria italiana, la cui crisi strutturale \u00e8 da tempo sotto gli occhi di tutti, anche se per fortuna non incombe su di essa lo stesso rischio imminente di bancarotta.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\">Certo, Alitalia soffre oggi \u2011 assai pi\u00f9 di molte altre grandi imprese \u2011 di decenni vissuti all\u2019insegna del controllo politico sulla sua gestione, degli aiuti di Stato e della protezione dalla concorrenza; situazione nella quale a un management che stentava ad acquistare credibilit\u00e0 e prestigio \u00e8 venuto contrapponendosi un sindacalismo via via sempre pi\u00f9 arrogante e miope. \u00c8 dell\u2019estate scorsa il famoso \u201csciopero\u201d degli assistenti di volo, attuato con l\u2019invio di centinaia di certificati di malattia, rivolto contro una misura organizzativa normalmente praticata dalle maggiori compagnie concorrenti. Prima e dopo quell\u2019episodio, per un\u2019infinit\u00e0 di volte e ancora ieri l\u2019altro abbiamo sentito quasi tutti i sindacati dei dipendenti Alitalia qualificare come \u201cirricevibile\u201d (aggettivo che esprime al tempo stesso quell\u2019arroganza e quella miopia) qualsiasi proposta di rinegoziazione delle condizioni di lavoro volta ad allinearle con quelle delle compagnie concorrenti; cos\u00ec come abbiamo visto sempre opporre un rifiuto assoluto a qualsiasi ipotesi di riduzione del personale, pur se attuata nelle forme pi\u00f9 morbide, con le garanzie pi\u00f9 ampie per i lavoratori, e quando essa poteva ancora essere contenuta in limiti molto ridotti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\">Questo male \u2011 non l\u2019unico, ma oggi uno dei pi\u00f9 gravi \u2011 di cui soffre Alitalia \u00e8 soltanto pi\u00f9 accentuato, ma non molto diverso qualitativamente da quello di cui ha sofferto e soffre la maggior parte della grande industria italiana. In Francia e Germania accade che i lavoratori scommettano sul piano industriale proposto dal <em>management<\/em> per il superamento della crisi dell\u2019impresa e il suo rilancio, anche al costo di negoziare la riduzione di determinati benefici, l\u2019aumento degli orari di lavoro, o la riduzione della parte fissa della retribuzione a vantaggio della parte che varia con i risultati aziendali. Da noi nessun sindacato \u2011 neppure quelli confederali, che pure avrebbero la cultura e le spalle abbastanza larghe per farlo \u2011 ha il coraggio di abbandonare esplicitamente la tesi dell\u2019\u201cintangibilit\u00e0 dei diritti acquisiti\u201d (tesi peraltro giuridicamente del tutto infondata: non esistono \u201cdiritti acquisiti\u201d dei lavoratori sulle condizioni di lavoro future; e ci\u00f2 che il contratto oggi d\u00e0, domani lo stesso contratto pu\u00f2 sempre togliere). In tutto il mondo la riduzione degli organici costituisce una delle misure esperibili per il superamento delle crisi aziendali; da noi domina il rifiuto pregiudiziale di qualsiasi ristrutturazione che passi attraverso una riduzione del personale, perch\u00e9 il sindacato non riesce neppure a concepire, quindi a rivendicare, che questa misura possa essere attuata in modo civile, senza danno per i lavoratori sul piano del reddito e delle prospettive occupazionali. Cos\u00ec, ingessandole, sovente si condannano le imprese alla sconfitta; e con esse i loro dipendenti.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\">Sarebbe un errore, per\u00f2, addossare ai soli sindacati italiani la \u201ccolpa\u201d di tutto questo. Un accordo coraggioso capace di tirar fuori un\u2019impresa da una situazione di crisi richiede sempre, dal lato dei lavoratori, un sindacato forte, lungimirante e credibile; ma richiede anche, dal lato opposto, un <em>management<\/em> altrettanto lungimirante e credibile. E il pi\u00f9 delle volte l\u2019assenza o la scomparsa del primo dipendono dal fatto che manca, o \u00e8 mancato per troppo tempo, il secondo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE RESPONSABILITA&#8217; DEL MANAGEMENT E QUELLE DEL SINDACATO NELLA CRISI DI ALITALIA Questo mio articolo \u00e8 stato pubblicato sul Corriere della sera\u00a0del 26 agosto 2004 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rischio grave di fallimento, necessit\u00e0 di una ristrutturazione aziendale molto incisiva, incapacit\u00e0 del sistema di relazioni sindacali di produrre un accordo su di una strategia capace di superare la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-348","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=348"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/348\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}