
{"id":35094,"date":"2015-03-19T12:15:17","date_gmt":"2015-03-19T11:15:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35094"},"modified":"2015-03-19T12:15:17","modified_gmt":"2015-03-19T11:15:17","slug":"i-sindacati-e-i-pericoli-non-visti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35094","title":{"rendered":"I SINDACATI E I PERICOLI (NON VISTI)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">I SINDACATI EUROPEI DEVONO REAGIRE ALLA PROPRIA CRISI NON ARROCCANDOSI SU POSIZIONI DI VECCHIO NAZIONALISMO, MA ORGANIZZANDOSI PER AVERE PI\u00d9 VOCE AL LIVELLO AZIENDALE E AL LIVELLO DELLA UE<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Maurizio Ferrera<\/strong> pubblicato sul<\/em> Corriere della Sera <em>del 17 marzo 2015<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Tempi difficili per il sindacalismo europeo. Gli iscritti calano, soprattutto fra i giovani. La capacit\u00e0 di incidere sulle decisioni dei governi \u00e8 diminuita: la concertazione sopravvive (in forma indebolita) solo nei Paesi nordici. Il raggio della contrattazione collettiva si \u00e8 ristretto, sia in termini di contenuti che di imprese coinvolte. I sondaggi ci dicono che buona parte dei lavoratori europei pensano che i sindacati siano utili in linea di principio, ma non hanno fiducia nelle organizzazioni esistenti.<br \/>\nMolti fattori spiegano la crisi: nuovi modi di produrre, il minor peso del lavoro industriale, la flessibilit\u00e0 contrattuale, la possibilit\u00e0 per le imprese di delocalizzare all\u2019estero. Vi sono tuttavia anche precise responsabilit\u00e0 politico-culturali. Di fronte al mutamento, i sindacati hanno adottato strategie difensive, volte soprattutto a tutelare i loro iscritti, perdendo cos\u00ec capacit\u00e0 di rappresentanza.<br \/>\nTutto vero. Il colpo di grazia \u00e8 per\u00f2 arrivato dal processo di integrazione europea. L\u2019Unione economica e monetaria ha centralizzato le principali decisioni di politica fiscale, assoggettandole a regole semiautomatiche. Per chi rappresenta i lavoratori, esercitare influenza a Bruxelles \u00e8 pi\u00f9 difficile che farlo nelle capitali nazionali. Ma almeno bisogna provarci. I sindacati si sono ripiegati su se stessi, invece di coordinarsi hanno scelto la via del \u00abcorporativismo competitivo\u00bb fra Paesi: mors tua, vita mea . L\u2019 esempio pi\u00f9 emblematico \u00e8 venuto dalla Germania. Dopo l\u2019uscita di scena del ministro \u00abeuro-keynesiano\u00bb Lafontaine nel 1999, i sindacati tedeschi si sono preoccupati solo di difendere coi denti i posti di lavoro nazionali. Hanno scelto di chiudersi a riccio nei confronti di qualsiasi progetto transnazionale mirante a \u00abribilanciare\u00bb le ragioni dell\u2019austerit\u00e0 con quelle della crescita a livello Ue. Nel 2012 il segretario della IG-Metall accus\u00f2 i sindacati spagnoli di fare richieste irragionevoli al loro governo, e si oppose a qualsiasi (concreto) coordinamento delle politiche salariali fra Paesi e all\u2019elaborazione di una piattaforma comune \u00abanti troika\u00bb. Sarebbe troppo facile accusare la IG-Metall di aver tradito la propria vocazione internazionalistica: quando i tempi si fanno duri, \u00e8 naturale che ciascuno giochi per s\u00e9. Ed \u00e8 anche vero che, in alcuni casi e momenti, i sindacati sudeuropei hanno effettivamente adottato strategie irragionevoli, boicottando riforme eque e intelligenti. Il gioco tedesco \u00e8 tuttavia diventato oggi incompatibile con la ripresa delle economie periferiche. Il \u00abcorporativismo competitivo\u00bb va superato e perch\u00e9 questo avvenga occorre una approfondita riflessione fra i sindacati del Nord e quelli del Sud. Ci\u00f2 che serve \u00e8 una efficace (e \u00abragionevole\u00bb) piattaforma comune per promuovere la crescita economica e l\u2019inclusione sociale.<br \/>\nPurtroppo nei Paesi periferici non pare questa l\u2019agenda, i principali sindacati sembrano orientati verso altre strategie. Da un lato, l\u2019arroccamento a difesa dello status quo nazionale. Dall\u2019altro lato, la radicalizzazione, l\u2019inseguimento dei movimenti sociali, nel tentativo di recuperare visibilit\u00e0 e vigore tramite le piazze anzich\u00e9 tramite un paziente (e pi\u00f9 difficile) lavoro di progettazione istituzionale e una politica di alleanze transnazionali. Maurizio Landini ha ragione quando parla di una platea sociale sulla quale si sono scaricati i costi della crisi. Ma una strategia basata sulla protesta e sull\u2019attacco alle riforme non risolver\u00e0 il problema. La risposta efficace deve essere cercata in Europa, il disagio va fatto valere laddove si decidono le priorit\u00e0 Ue: in questa fase, ad esempio, il processo di revisione di \u00abEuropa 2020\u00bb, soprattutto negli obiettivi che riguardano la lotta alla povert\u00e0, il rafforzamento della scuola, la creazione di posti di lavoro. I margini per incidere ci sono, purch\u00e9 non ci si illuda sulle forme di mobilitazione collettiva. Soprattutto se accompagnate solo da proclami, e non da (ragionevoli) argomenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I SINDACATI EUROPEI DEVONO REAGIRE ALLA PROPRIA CRISI NON ARROCCANDOSI SU POSIZIONI DI VECCHIO NAZIONALISMO, MA ORGANIZZANDOSI PER AVERE PI\u00d9 VOCE AL LIVELLO AZIENDALE E AL LIVELLO DELLA UE Editoriale di Maurizio Ferrera pubblicato sul Corriere della Sera del 17 marzo 2015<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-35094","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35094"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35094\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}