
{"id":35103,"date":"2015-03-19T10:48:48","date_gmt":"2015-03-19T09:48:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35103"},"modified":"2018-03-17T13:00:28","modified_gmt":"2018-03-17T12:00:28","slug":"contro-loscurantismo-e-lintolleranza-violenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35103","title":{"rendered":"CONTRO L&#8217;OSCURANTISMO E L&#8217;INTOLLERANZA VIOLENTA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">CELEBRIAMO IL TREDICESIMO ANNIVERSARIO DELL&#8217;ASSASSINIO DI MARCO BIAGI NEL GIORNO IN CUI PIANGIAMO ANCHE LE VENTI VITTIME DEL TERRORISMO A TUNISI: LA MALATTIA DA CUI STIAMO GUARENDO CI ASSEDIA AI NOSTRI CONFINI<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Intervento svolto in Senato il 19 marzo 2015<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Signor Presidente, Colleghi, \u00e8 certo un caso, ma non un caso privo di significato, che oggi ci accada di riflettere sulla vicenda di Marco Biagi, che riassume la vicenda di un Paese malato di faziosit\u00e0 e intolleranza, nel giorno in cui piangiamo le venti vittime di un episodio se possibile ancora pi\u00f9 grave di oscurantismo violento nei confronti di idee altrui e altrui cultura: a Tunisi ieri non si \u00e8 compiuto soltanto un ennesimo atto della guerra civile che strazia il mondo islamico, ma anche un atto di intolleranza violenta, omicida, compiuto in un tempio della cultura per colpire un patrimonio dell\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019analogia con la vicenda di Marco Biagi sta in questo: a ucciderlo fu, certo, soltanto la mano assassina dei terroristi; ma a fare di lui il bersaglio della violenza assassina fu uno scontro politico durissimo sulle questioni del lavoro, frutto di clima dominato dall\u2019intolleranza e dalla faziosit\u00e0. Dobbiamo anche al suo sacrificio se il Paese sta guarendo da quella malattia mortale. Anche se ora quella malattia ci assedia ai nostri confini.<\/p>\n<p>La faziosit\u00e0 non necessita della mala fede, anche se a questa talvolta si accompagna: la faziosit\u00e0 \u00e8 essenzialmente figlia della paura. Cos\u00ec come, di fronte a un nemico alieno col quale non c\u2019\u00e8 modo di comunicare, la paura ci spinge a cercare soltanto di sparargli per primi, allo stesso modo, di fronte a ragionamenti che sconvolgono il nostro modo di pensare proviamo la tentazione di squalificare preventivamente chi li propone per chiudere il dibattito prima ancora che esso si apra. \u00c8 la tecnica del tab\u00f9, del \u201ccordone sanitario\u201d, contro la quale non c\u2019\u00e8 ragionamento efficace. Per superare quella barriera, le argomentazioni raffinate servono poco o nulla: l\u2019arma pi\u00f9 efficace \u00e8 una testimonianza di disinteresse personale e di spirito di servizio \u2013 e di sacrificio &#8211; che induca gli interlocutori a comprendere intuitivamente la necessit\u00e0 del confronto. \u00c8 questa la testimonianza che Marco ha dato al massimo grado. Ed \u00e8 questo il contributo decisivo che egli ha dato non solo a disincagliare la cultura del lavoro del nostro Paese dalle secche di un oscurantismo molto dannoso, ma anche a svelenire una dialettica politica intossicata dalla faziosit\u00e0 di cui ho detto prima.<\/p>\n<p>Tanto forte \u00e8 stata questa sua testimonianza \u2013 spinta fino al punto di mettere consapevolmente a rischio la sua vita anche quando ogni difesa gli era stata colpevolmente tolta -, che, dopo la sua morte, squalificare la sua persona non \u00e8 pi\u00f9 stato possibile. \u00c8 stato qui che si \u00e8 assistito a un capitolo nuovo nella fenomenologia della faziosit\u00e0: dal momento che non era pi\u00f9 possibile squalificare lui, si \u00e8 tentato di separare da lui la sua opera, negando che fosse opera sua. Quante volte, e da quanti esponenti anche eminenti dell\u2019<em>establishment <\/em>politico e accademico, abbiamo sentito dire in questi anni: \u201cMarco Biagi era persona troppo intelligente, colta e per bene per poter scrivere quella legge\u201d! E quanti, pur senza pronunciare questa frase \u2013 che oltraggiosamente implica la squalifica totale di quella riforma sul piano dell\u2019intelligenza, della cultura e dell\u2019onest\u00e0 morale -, ancora oggi tentano sostanzialmente proprio questa operazione, rifiutando di chiamare col suo nome la legge che lui ha scritto di suo pugno (la chiamano \u201clegge 30\u201d), per paura che l\u2019ammirazione o anche solo il rispetto suscitati dalla sua straordinaria testimonianza possano indurre la gente a guardare senza pregiudizi ai contenuti e agli effetti di quanto lui ha elaborato e proposto!<\/p>\n<p>Ma il tempo \u00e8 galantuomo: oggi tutti sono costretti a riconoscere che quella legge \u2013 accusata inconsultamente di essere la causa della diffusione del precariato \u2013 in realt\u00e0 non ha istituito alcun rapporto di lavoro precario che non esistesse gi\u00e0, magari con un nome diverso, e ne ha semmai imposto una disciplina pi\u00f9 compiuta, per certi aspetti persino pi\u00f9 restrittiva rispetto all\u2019ordinamento precedente.<\/p>\n<p>Se un difetto aveva, quella legge, era semmai quello di limitare l&#8217;intervento riformatore ai margini del diritto del lavoro, senza toccarne il cuore, la regola di <em>job property<\/em> che \u00e8 per sua natura creatrice di una divisione profonda tra <em>core workers<\/em> e <em>peripheral workers<\/em>. Ma quel difetto non era certo conseguenza di una timidezza nell&#8217;approccio riformatore dell&#8217;estensore della legge, bens\u00ec delle barricate erette dai suoi oppositori.<\/p>\n<p>Va detto tuttavia che la parte essenziale dell&#8217;eredit\u00e0 intellettuale che Marco Biagi ci ha lasciato non sta tanto in questa o quella scelta contingente di politica del lavoro, quanto nell\u2019affermazione di un metodo nuovo per l\u2019impostazione stessa del dibattito di politica del lavoro: un metodo fondato, in primo luogo sul confronto tra diritto, economia e sociologia; ma fondato soprattutto sulla comparazione internazionale. Fu proprio la comparazione che gli consent\u00ec di utilizzare il confronto con gli altri Paesi, e in particolare con quelli pi\u00f9 avanzati del nostro per quanto riguarda il buon funzionamento del mercato del lavoro, per la progettazione delle riforme a cui ha dedicato tanta parte della sua vita. Quante volte, e con quanta ragione, Marco se la prendeva con coloro che snobbavano sistematicamente il confronto con le esperienze straniere sostenendo che &#8220;l&#8217;Italia \u00e8 diversa&#8221;, \u201cin Italia non si pu\u00f2\u201d, &#8220;in Italia le misure che funzionano bene oltr&#8217;Alpe non possono funzionare&#8221;: un alibi diffusamente utilizzato da destra e da sinistra per non mettere in discussione tante cose che funzionano male, tante posizioni di rendita, tanti radicatissimi conservatorismi.<\/p>\n<p>Oggi, a tredici anni dal suo martirio (uso il termine anche e soprattutto nel suo significato originario di testimonianza) \u00e8 tempo che tutto l\u2019arco delle forze politiche gli riconosca la paternit\u00e0 della legge che dalle sue idee \u00e8 nata (non certo per farne un nuovo tab\u00f9: Marco stesso lo considererebbe una sciocchezza imperdonabile). Gli \u00e8 dovuto da tutto l\u2019arco delle forze politiche il riconoscimento che quella legge \u00e8 il frutto genuino dello studio e del lavoro di una persona animata soltanto dal desiderio di servire il suo Paese, di accelerarne il progresso civile, convinta che questo progresso si misura essenzialmente sul benessere e sulla sicurezza che il Paese sa garantire <em>ai pi\u00f9 deboli<\/em>, agli <em>outsiders<\/em>, agli ultimi della fila, e non soltanto agli <em>insiders<\/em>, ai lavoratori regolari stabili.<\/p>\n<p>Discutere di quelle idee con rispetto, respingendo ogni tentazione di chiusura preventiva del dibattito, \u00e8 un dovere civile e morale per chiunque abbia a cuore il progresso sociale e la stessa democrazia. La battaglia contro il terrorismo si vince anche in questo modo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CELEBRIAMO IL TREDICESIMO ANNIVERSARIO DELL&#8217;ASSASSINIO DI MARCO BIAGI NEL GIORNO IN CUI PIANGIAMO ANCHE LE VENTI VITTIME DEL TERRORISMO A TUNISI: LA MALATTIA DA CUI STIAMO GUARENDO CI ASSEDIA AI NOSTRI CONFINI &nbsp; Intervento svolto in Senato il 19 marzo 2015<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-35103","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35103","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35103"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35103\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35103"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35103"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35103"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}