
{"id":35114,"date":"2015-03-21T19:01:36","date_gmt":"2015-03-21T18:01:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35114"},"modified":"2015-03-21T19:01:36","modified_gmt":"2015-03-21T18:01:36","slug":"il-buono-scuola-per-la-buona-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35114","title":{"rendered":"IL BUONO SCUOLA PER LA BUONA SCUOLA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">ARGOMENTI A SOSTEGNO DEL METODO DEL <em>VOUCHER<\/em> COME PRE-CONDIZIONE PER UNA VERA AUTONOMIA E RESPONSABILIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI E PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALIT\u00c0 DELL&#8217;ISTRUZIONE PUBBLICA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Alessandro De Nicola<\/strong> pubblicato su<\/em> la Repubblica <em>del 18 marzo 2015<\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il governo ha finalmente approvato il disegno di legge sulla scuola. Vi si possono trovare luci e ombre, ma finch\u00e9 non si capiranno le intenzioni del Parlamento, sar\u00e0 difficile dare un giudizio definitivo.<\/p>\n<p>Un aspetto per\u00f2 potrebbe essere decisivo, ossia la possibilit\u00e0 per le famiglie che scelgono di mandare i figli alle scuole (elementari e medie) paritarie di detrarre il costo della retta.<\/p>\n<p>Qui si scontrano spesso due opposte fazioni: l\u2019una, animata dall\u2019interesse concreto alla sopravvivenza delle scuole private e dall\u2019ideale della libert\u00e0 di educazione, propone varie forme di sovvenzione, alcune virtuose altre meno. L\u2019altra, animata dall\u2019altrettanto interesse concreto di mantenere intatto il monopolio educativo, il potere dei sindacati e delle burocrazie ministeriali nonch\u00e9 dalla mistica della scuola pubblica e dall\u2019avversione ideologica a quella dei \u201cricchi\u201d, di risorse dirottate al di fuori del circuito statale non vuol sentire parlare.<\/p>\n<p>Cerchiamo di fare un po\u2019 d\u2019ordine. Ci sono vari modi di finanziare le scuole private. Si possono distribuire dei fondi a tutti gli istituti accreditati in riconoscimento del servizio pubblico che svolgono e questo \u00e9 il modo finora utilizzato in Italia. Oppure, come succede per le charter school negli USA, si stipula un contratto con degli obiettivi e i soldi vengono erogati a seconda dei risultati ottenuti lasciando piena libert\u00e0 operativa ai presidi. Alternativamente il finanziamento viene dato alle famiglie, non alle scuole, attraverso la possibilit\u00e0 di detrarre dalle imposte la retta o, meglio ancora, attraverso la dazione di un voucher spendibile indifferentemente in scuole pubbliche o private.<\/p>\n<p>Dimentichiamoci per un attimo il fondamento etico della parit\u00e0 pubblico-privato, vale a dire che le famiglie devono essere libere di scegliere chi istruisce i loro figli e, visto che le tasse vengono pagate allo Stato per garantire l\u2019educazione dei giovani, il governo non pu\u00f2 imporre un monopolio di fatto a favore degli erogatori pubblici ma solo stabilire degli standard e garantire il rispetto dei principi fondamentali dell\u2019ordinamento. A me sembra un postulato prima di tutto logico ma \u00e8 noto che non tutti la pensano cos\u00ec.<\/p>\n<p>Guardiamo allora cosa assicura una migliore qualit\u00e0 dell\u2019educazione e scopriamo che non tutte queste forme hanno pari efficacia ed in pi\u00f9 il contesto normativo influenza il loro successo. Infatti, dove il titolo di studio ha valore legale, la tentazione per alcune scuole private sar\u00e0 quella di fungere da esamificio di bassa qualit\u00e0, abbassando la media generale dei risultati degli istituti privati. Nei contesti, come quello italiano, dove il mercato del lavoro \u00e8 ingessato, \u00e8 molto difficile sia licenziare che spostare di mansioni e ruolo, tasse e contributi sono alti e premiare l\u2019impegno non \u00e8 previsto, ancora una volta le scuole libere sono svantaggiate poich\u00e9 non possono far valere il loro vantaggio competitivo di flessibilit\u00e0 ed innovazione. Infine, se i contributi non vengono dati direttamente ai consumatori (famiglie e studenti), i quali in generale vogliono la miglior educazione possibile per i loro figli e quindi scelgono le scuole pi\u00f9 efficienti, ma agli stessi istituti, non vi sar\u00e0 alcun stimolo alla concorrenza: anzi, si corre il rischio che per risparmiare e far quadrare i conti molte scuole private non cerchino i professori pi\u00f9 bravi e non investano nelle attrezzature. Ecco perch\u00e9 poi sono solo le scuole per \u201cricchi\u201d, i quali pagano rette elevate, hanno un elevato livello culturale medio e perci\u00f2 pretendono servizi di eccellenza, ad avere delle performance superiori.<\/p>\n<p>I difensori dello statalismo scolastico brandiscono come clave i dati PISA (test che misurano le capacit\u00e0 degli scolari) dai quali risulterebbe che in Italia gli allievi degli istituti pubblici hanno risultati migliori di quelli liberi. Ora, a prescindere che il costo per studente \u00e8 spesso pi\u00f9 basso in questi ultimi, quindi in termini di efficienza (costo-rendimento) si potrebbe dire che la differenza si annulla, non si tiene conto che la situazione odierna \u00e8 esattamente quella che i sostenitori della libert\u00e0 di educazione non vogliono.<\/p>\n<p>Gli stessi test PISA internazionali dimostrano che nella maggioranza dei paesi vagliati gli alunni delle private hanno risultati significativamente migliori (i ricercatori OCSE si sbracciano a dire che ci\u00f2 si spiega con il\u00a0 livello socio-economico pi\u00f9 elevato: appunto, bisognerebbe incrementare il numero dei meno abbienti, non precluder loro l\u2019accesso all\u2019istruzione libera).<\/p>\n<p>Se poi andiamo a vedere le situazioni veramente significative, come alcuni esperimenti fatti con le <em>charter school<\/em> o con i voucher in America scopriamo \u2013sorpresa, sorpresa- che coloro i quali traggono pi\u00f9 vantaggio dalla libert\u00e0 di scelta sono i ragazzi delle famiglie a pi\u00f9 basso reddito. L\u2019OCSE stessa conclude nel suo rapporto 2012 che i paesi che combinano gestione privata e finanziamento pubblico attraverso voucher generalizzati hanno una migliore performance accademica e riducono l\u2019impatto della condizione socio-economica degli studenti sui loro risultati.<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio che sia cos\u00ec: la concorrenza funziona sempre, \u00e8 un processo di scoperta della conoscenza che, tra l\u2019altro, migliora anche le scuole pubbliche, incentivate a non perdere studenti, e quindi classi e posti di lavoro.<\/p>\n<p>La #buonascuola va nella direzione giusta? Qualche timido passo come i premi di merito, la detrazione per chi manda i figli alle paritarie e \u2013<em>a latere<\/em>&#8211; una minor vischiosit\u00e0 generale del diritto del lavoro, si scorge.\u00a0 Il Parlamento, chiamato a migliorare il ddl governativo, rifletta su questo: Atene aveva un sistema scolastico basato sull\u2019educazione libera e i \u201cbuoni scuola\u201d per i figli dei caduti; Sparta aveva un monopolio ferreo dell\u2019istruzione dei giovani spartiati da parte della Polis. Chi abbia avuto maggior influenza sulla storia della cultura e civilt\u00e0 umana credo sia evidente.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARGOMENTI A SOSTEGNO DEL METODO DEL VOUCHER COME PRE-CONDIZIONE PER UNA VERA AUTONOMIA E RESPONSABILIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI E PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALIT\u00c0 DELL&#8217;ISTRUZIONE PUBBLICA Articolo di Alessandro De Nicola pubblicato su la Repubblica del 18 marzo 2015<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-35114","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35114"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35114\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}