
{"id":35165,"date":"2015-03-25T10:53:49","date_gmt":"2015-03-25T09:53:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35165"},"modified":"2015-03-29T23:27:09","modified_gmt":"2015-03-29T22:27:09","slug":"la-societa-garantita-la-societa-del-rischio-la-societa-degli-esclusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35165","title":{"rendered":"LA SOCIET\u00c0 GARANTITA, LA SOCIET\u00c0 DEL RISCHIO, LA SOCIET\u00c0 DEGLI ESCLUSI"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">AL PARADIGMA DUALISMO <em>INSIDERS\/OUTSIDERS<\/em> SI AGGIUNGE, PER LA LETTURA DEI FENOMENI E PROBLEMI DEL SISTEMA SOCIO-ECONOMICO ITALIANO, IL PARADIGMA DI UNA TRIPARTIZIONE FRA GLI INAMOVIBILI, I PRODUTTORI IN REGIME DI CONCORRENZA E COLORO CHE RESTANO FUORI DAL TESSUTO PRODUTTIVO <\/span><\/p>\n<p><em>Anticipazione parziale, pubblicata da <\/em>Il Sole 24 Ore<em><em> del 22 marzo 2015,<\/em> di una conferenza che <strong>Luca Ricolfi<\/strong>, uno dei massimi studiosi italiani di analisi delle politiche pubbliche, ha tenuto gioved\u00ec 26 marzo nel corso di\u00a0<\/em>Biennale Democrazia<em>, al Teatro Carignano di Torino<\/em><em>\u00a0 <\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Credo sia stato Alberto Asor Rosa, nel lontano 1977, il primo a parlare dell\u2019Italia come di una societ\u00e0 in cui convivevano, o meglio si contrapponevano e si scontravano, \u201cdue societ\u00e0\u201d. Asor Rosa lo faceva, dalle colonne dell\u2019Unit\u00e0, reagendo vigorosamente (e coraggiosamente, dato il clima violento e intimidatorio dell\u2019epoca) a un episodio che segn\u00f2 profondamente la storia della sinistra negli anni \u201970: l\u2019assalto, da parte del movimento studentesco e dei circoli proletari giovanili, al palco da cui Luciano Lama, segretario generale della Cgil, tentava di tenere un comizio.<\/p>\n<p>Fu solo in quella circostanza che la sinistra prese coscienza, in tutta la sua drammaticit\u00e0, della frattura che si era creata fra il mondo dei produttori, difesi e garantiti dal sindacato e dal Partito Comunista, e il variegato mondo degli esclusi, \u201cfatto di emarginazione, disoccupazione, disoccupazione giovanile, disgregazione\u201d (cos\u00ec lo descriveva Asor Rosa), privo di rappresentanza, sostanzialmente estraneo al mondo del lavoro, talora per necessit\u00e0, spesso per scelta (sono gli anni del \u201crifiuto del lavoro\u201d, dell\u2019allergia al \u201cposto fisso\u201d, del primato dei \u201cbisogni\u201d pi\u00f9 o meno proletari, come documenta una sterminata letteratura sociologica sulla condizione giovanile). Fra la prima societ\u00e0 (quella dei produttori) e la seconda (quella dei marginali) Asor Rosa opta risolutamente per la prima, vista come la sola capace di far uscire l\u2019Italia dalla \u201ccrisi\u201d.<\/p>\n<p>Da allora molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti, e della divisione della societ\u00e0 italiana in una Prima e una Seconda societ\u00e0 non si \u00e8 mai smesso di parlare, anche se in forme e con intenzioni diverse. La dicotomia di Asor Rosa, infatti, non sorgeva dal nulla, ma si innestava su un filone di ricerche che risaliva almeno alla fine degli anni \u201960, quando si cominci\u00f2 a discutere del \u201cdualismo\u201d del mercato del lavoro italiano. Per gli studiosi del mercato del lavoro la frattura non era esattamente quella, molto politica, messa a fuoco da Asor Rosa, ma quella, soprattutto economica, fra le fasce forti e le fasce deboli dalla popolazione: da una parte i lavoratori maschi adulti (o \u201cnel fiore dell\u2019et\u00e0\u201d, come allora ebbe a descriverli l\u2019economista Marcello de Cecco), dall\u2019altra i giovani, le donne e gli anziani, tendenzialmente esclusi dal mercato del lavoro in quanto meno produttivi.<\/p>\n<p>Poco per volta, tuttavia, anche la letteratura sul mercato del lavoro ha preso una piega un po\u2019 diversa. Pi\u00f9 che sull\u2019esclusione, si \u00e8 insistito sulla piaga della precarizzazione, contrapponendo agli occupati garantiti, insediati in posti di lavoro sicuri, a tempo pieno, e protetti dai sindacati, il vasto arcipelago delle occupazioni a termine, prive di tutele e di stabilit\u00e0, tipicamente riservate ai giovani e alle donne. La Seconda societ\u00e0, insomma, nel giro di venti anni ha cambiato pelle: all\u2019inizio della storia (anni \u201960) era la societ\u00e0 degli esclusi, ma con il trascorrere dei decenni \u00e8 diventata la societ\u00e0 dei precari.<\/p>\n<p>Io penso sia venuto il momento di prendere atto che, nell\u2019Italia come \u00e8 diventata in questi anni, di societ\u00e0 non ne convivono due ma tre. C\u2019\u00e8 la Prima societ\u00e0, o societ\u00e0 delle garanzie, fatta di dipendenti pubblici inamovibili e di occupati nelle grandi fabbriche, tutelati dai sindacati e dagli ammortizzatori sociali. C\u2019\u00e8 la Seconda societ\u00e0, o societ\u00e0 del rischio, fatta di partite Iva, artigiani, piccoli imprenditori e loro dipendenti pi\u00f9 o meno precari, accomunati dalla esposizione alle turbolenze e ai capricci del mercato. E c\u2019\u00e8 la Terza societ\u00e0, o societ\u00e0 degli esclusi, fatta di lavoratori in nero (spesso immigrati), disoccupati che cercano attivamente un\u2019occupazione, lavoratori scoraggiati che il lavoro non lo cerano solo perch\u00e9 hanno perso la speranza di trovarlo.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 \u00e8 che, nel corso del 2014, le dimensioni della Terza societ\u00e0 sono per la prima volta nella storia d\u2019Italia divenute comparabili a quelle delle altre due: dieci milioni di persone, pi\u00f9 o meno quante ne contano la Prima e la Seconda societ\u00e0. La grande svolta, secondo la ricostruzione storico-statistica della Fondazione David Hume, sembra essere intervenuta fra il 2004 e il 2007, giusto un istante prima dell\u2019esplosione della grande crisi del 2007-2014. E\u2019 allora che il tasso di occupazione delle fasce deboli (giovani e donne) ha cominciato a perdere colpi. E\u2019 allora che il peso della Terza societ\u00e0 ha cominciato a salire vertiginosamente, a colpi di mezzo milione di persone in pi\u00f9 ogni anno. Ed eccoci, alla fine di questa triste galoppata, ad occupare la terz\u2019ultima posizione fra i 34 paesi Ocse: solo in Grecia e in Spagna la Terza societ\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 ampia che da noi (vedi grafico di sinistra).<\/p>\n<p>Si potrebbe congetturare che, in fondo, il peso abnorme della Terza societ\u00e0 sia una delle tante anomalie che all\u2019Italia derivano dalla sua anomala storia economico-sociale: l\u2019unit\u00e0 nazionale tardiva, il fascismo, l\u2019industrializzazione accelerata degli anni \u201950 e \u201960. Ma questa lettura \u00e8 incompatibile con i dati. Se andiamo indietro nel tempo, e ci chiediamo come stavano le cose mezzo secolo fa, fra la fine degli anni \u201950 e l\u2019inizio degli anni \u201960, scopriamo che allora il nostro tasso di attivit\u00e0 era, a differenza di oggi, perfettamente allineato a quello degli altri paesi (vedi grafico di destra). Su 24 economie di mercato, 12 avevano un tasso di attivit\u00e0 pi\u00f9 elevato del nostro, ma altrettante ne avevano uno pi\u00f9 basso. Il che suggerisce che, allora, nel nostro paese non si era ancora installata quella drammatica mancanza di posti di lavoro che \u00e8 il pi\u00f9 importante indizio con cui la Terza societ\u00e0 segnala la propria presenza. La Terza societ\u00e0 non \u00e8 un retaggio del passato, ma un tratto distintivo dell\u2019Italia contemporanea.<\/p>\n<p>E\u2019 importante, il fatto che le societ\u00e0 siano tre e non due?<\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 molto importante perch\u00e9 pone un problema di rappresentanza nuovo. Storicamente, la Prima societ\u00e0 ha avuto nei sindacati e nella sinistra i suoi paladini naturali, mentre la Seconda \u00e8 stata, molto imperfettamente, tutelata dalla destra. La Terza societ\u00e0, per molti versi la pi\u00f9 fragile e indifesa, non ha invece avuto mai una rappresentanza politica vera. E non ce l\u2019ha nemmeno oggi che \u00e8 diventata, almeno numericamente, altrettanto rilevante delle altre due. La sinistra-sinistra continua a guardare alla Prima societ\u00e0 e al mondo dei garantiti, la destra-destra alle partite Iva e alla societ\u00e0 del rischio, mentre il PdR, il Partito di Renzi, tenta con discreto successo di rappresentarle entrambe. Agli esclusi della Terza societ\u00e0, affamati di lavoro regolare prima ancora che di stabilit\u00e0 del posto, non sembra pensare nessuno.<\/p>\n<p>Fino a quando?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AL PARADIGMA DUALISMO INSIDERS\/OUTSIDERS SI AGGIUNGE, PER LA LETTURA DEI FENOMENI E PROBLEMI DEL SISTEMA SOCIO-ECONOMICO ITALIANO, IL PARADIGMA DI UNA TRIPARTIZIONE FRA GLI INAMOVIBILI, I PRODUTTORI IN REGIME DI CONCORRENZA E COLORO CHE RESTANO FUORI DAL TESSUTO PRODUTTIVO Anticipazione parziale, pubblicata da Il Sole 24 Ore del 22 marzo 2015, di una conferenza che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,12],"tags":[],"class_list":["post-35165","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro","category-24-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35165","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35165"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35165\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}