
{"id":35177,"date":"2015-03-28T15:45:42","date_gmt":"2015-03-28T14:45:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35177"},"modified":"2015-03-28T15:45:42","modified_gmt":"2015-03-28T14:45:42","slug":"gli-errori-della-versione-italiana-dello-youth-guarantee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35177","title":{"rendered":"GLI ERRORI DELLA VERSIONE ITALIANA DELLO YOUTH GUARANTEE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">L&#8217;ESPERIENZA COMPLESSIVAMENTE DELUDENTE DEL PRIMO ANNO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA UE PER L&#8217;OCCUPAZIONE GIOVANILE\u00a0\u00c8 COMUNQUE UTILE PER METTERE A FUOCO I PROBLEMI, ANCHE ISTITUZIONALI, DELLA RIFORMA DEI SERVIZI PER L&#8217;IMPIEGO<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale di Maurizio Ferrera sul<\/em> Corriere della Sera<em> del 25 marzo 2015<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Parlando a un gruppo di studenti universitari, il presidente del Consiglio ha riconosciuto che la Garanzia Giovani non \u00e8 \u00abquella botta di vita che alcuni si aspettavano\u00bb. Il programma di inserimento lavorativo cofinanziato dall\u2019Unione Europea ha preso avvio quasi un anno fa. A nutrire aspettative erano soprattutto i due milioni e pi\u00f9 di ragazze e ragazzi sotto i 29 anni che hanno smesso di studiare e non hanno (n\u00e9 cercano) occupazione. Circa 450 mila hanno seguito scrupolosamente le istruzioni e si sono iscritti sui portali Internet. Dovevano essere intervistati e \u00abpresi in carico\u00bb dai servizi per l\u2019impiego entro quattro mesi e, soprattutto, ricevere un\u2019offerta di lavoro, di stage, di formazione. Tutto il processo \u00e8 invece in grave ritardo: sinora la presa in carico ha riguardato meno della met\u00e0 dei registrati. Le ultime rilevazioni segnalano qualche progresso nei tempi e nei metodi: forse non tutto \u00e8 perduto. Resta il fatto che solo 10 mila giovani hanno trovato effettivamente un posto di lavoro, di cui appena 1.500 nel Sud.<br \/>\nQuesti problemi non sorprendono. Se un anno fa Matteo Renzi avesse consultato gli addetti ai lavori, ben pochi avrebbero mostrato ottimismo. Le difficolt\u00e0 oggettive in cui versano molte aree e settori del nostro mercato del lavoro e la storica inefficienza dei servizi pubblici per l\u2019impiego erano note a tutti. Soprattutto, era facile prevedere che le Regioni sarebbero andate ciascuna<br \/>\nper conto proprio, nel bene (poche) e nel male (molte). Secondo la vigente Costituzione, le politiche attive del lavoro sono di competenza regionale. U na soluzione non infondata sulla carta ma che, col senno di poi, ha dato prova di non funzionare.<\/p>\n<p><strong>I posti di lavoro si creano nei \u00abterritori\u00bb, \u00e8 vero<\/strong>. Ma in mercati sempre pi\u00f9 integrati, a livello europeo o addirittura globale, le politiche pubbliche non possono essere troppo frammentate n\u00e9 servire interessi localistici, quando non addirittura clientelari. Garanzia Giovani \u00e8 caduta rapidamente in questa trappola. Soprattutto al Sud, una fetta importante ed eccessiva delle risorse disponibili \u00e8 stata utilizzata per rafforzare le strutture regionali. Invece di preoccuparsi dei giovani in attesa, politici e sindacalisti hanno fatto a gara per assumere o stabilizzare piccoli eserciti di \u00abformatori\u00bb locali: tutti preparati? Tutti necessari? \u00c8 lecito dubitarne.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi un altro problema. Nel modello della flexicurity , l\u2019accesso a indennit\u00e0 e sussidi \u00e8 subordinato alla partecipazione lavorativa o formativa, altrimenti si disincentiva la disponibilit\u00e0 dei beneficiari (e s\u2019incoraggia il lavoro nero). La Francia e la Germania hanno fatto riforme molto incisive su questo fronte. Noi abbiamo le Regioni, da un lato, e l\u2019Inps, dall\u2019altro, che si parlano poco e male. Il risultato \u00e8 che non si riesce ad attuare nessuna politica di \u00abcondizionalit\u00e0\u00bb tra ricerca di lavoro e prestazioni in denaro.<\/p>\n<p><strong>Che fare?<\/strong> Bisogna cambiare la divisione dei compiti fra Stato e Regioni e istituire un raccordo diretto fra Inps e servizi per l\u2019impiego. Uno dei prossimi decreti delegati del Jobs act sar\u00e0 proprio su questi temi. L\u2019idea \u00e8 quella di costituire un\u2019Agenzia nazionale per l\u2019Occupazione a cui attribuire le competenze gestionali ora disperse fra Regioni e Inps, secondo i modelli francese e tedesco. La riforma non potr\u00e0 essere completa, tuttavia, senza riscrivere il Titolo V della Costituzione e riportare nelle mani dello Stato alcune prerogative decisionali. Matteo Renzi l\u2019ha detto chiaramente: Garanzia Giovani e Titolo V sono fra loro collegati. L\u2019affermazione risponde non solo a chi si lamenta delle lacune delle politiche del lavoro, ma anche a chi si stupisce dell\u2019energia e del tempo che questo governo sta investendo nelle riforme istituzionali.<\/p>\n<p><strong>Il nesso fra regole decisionali ed esiti delle politiche \u00e8 molto stretto<\/strong>. Se c\u2019interessano i posti di lavoro e la crescita, dobbiamo rassegnarci a \u00abperder tempo\u00bb con la Costituzione, le procedure decisionali, gli assetti amministrativi. Anche sotto questo profilo (e in parte proprio a causa di questo) siamo ben lontani dagli standard europei e dobbiamo recuperare terreno. Perdendo tempo oggi, s\u00ec, ma riguadagnandolo domani, insieme a una maggiore effettivit\u00e0 del governo.<br \/>\nCome ha ricordato ieri il Financial Times, in Europa la disoccupazione rester\u00e0 a due cifre nei prossimi anni, a dispetto del Quantitative easing. Pi\u00f9 che una \u00abbotta di vita\u00bb, alle nostre politiche del lavoro serve una scossa organizzativa che imprima un minimo di vitalit\u00e0. Al servizio dei troppi giovani senza prospettive di inserimento, senza reddito autonomo, senza speranze .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ESPERIENZA COMPLESSIVAMENTE DELUDENTE DEL PRIMO ANNO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA UE PER L&#8217;OCCUPAZIONE GIOVANILE\u00a0\u00c8 COMUNQUE UTILE PER METTERE A FUOCO I PROBLEMI, ANCHE ISTITUZIONALI, DELLA RIFORMA DEI SERVIZI PER L&#8217;IMPIEGO Editoriale di Maurizio Ferrera sul Corriere della Sera del 25 marzo 2015<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-35177","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35177"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35177\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}