
{"id":35311,"date":"2015-04-14T13:53:17","date_gmt":"2015-04-14T12:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35311"},"modified":"2015-09-25T16:18:21","modified_gmt":"2015-09-25T15:18:21","slug":"che-cosa-dice-il-def-sul-mercato-e-le-politiche-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35311","title":{"rendered":"CHE COSA DICE IL DEF SUL MERCATO E LE POLITICHE DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">UN INIZIO DI TENDENZA POSITIVA CHE DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO CON MISURE INCISIVE E CORAGGIOSE &#8211; IL MILIARDO E MEZZO RESO DISPONIBILE DALLA CRESCITA INCIPIENTE PU\u00d2 ESSERE UTILIZZATO PER RENDERE STRUTTURALE LA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE E CONTRIBUTIVO SULLE BUSTE PAGA<\/span><\/p>\n<p><em>Relazione alla Commissione Lavoro del Senato da me svolta il 14 aprile 2015, contenente anche le osservazioni dalle quali \u00e8 stato tratto il parere della Commissione stessa<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Relazione alla 11<sup>a<\/sup> Commissione sul Documento di Economia e Finanza 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Prospettive di ordine macroeconomico \u2013<\/strong> Il quadro programmatico delineato dal Documento di Economia e Finanza 2015, oggi al nostro esame, prevede:<br \/>\n&#8211; quanto al Prodotto Interno Lordo, un incremento rispetto all\u2019anno precedente pari allo 0,7% per l&#8217;anno in corso, all&#8217;1,4% per il 2016 e a un tasso medio annuo simile a quest&#8217;ultimo per il periodo 2017-2019;<br \/>\n&#8211; un tasso di disoccupazione pari al 12,3% per l&#8217;anno in corso, all&#8217;11,7% per il 2016, all&#8217;11,2% per il 2017, al 10,9% per il 2018 ed al 10,5% per il 2019;<br \/>\n&#8211; un tasso di inflazione (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato) al netto dei prezzi dei beni energetici importati \u2013 valore a cui fanno in genere riferimento, come indice dell&#8217;inflazione, i contratti collettivi \u2013 pari allo 0,4% per l&#8217;anno in corso, all&#8217;1,0% per il 2016, all&#8217;1,9% per il 2017 e a un valore simile a quest&#8217;ultimo per ciascuno degli anni 2018 e 2019;<br \/>\n&#8211; un tasso di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche (in rapporto al PIL) pari al 2,6% per l&#8217;anno in corso, all&#8217;1,8% per il 2016, allo 0,8% per il 2017 e pari a zero (saldo nullo) per il 2018.<\/p>\n<p><strong>2. Effetti sulle entrate e la spesa \u2013<\/strong> Questi ultimi obiettivi finanziari \u2013 osserva il Documento \u2013 saranno perseguiti senza l&#8217;attivazione delle clausole di salvaguardia inserite nelle ultime due leggi di stabilit\u00e0, clausole che comporterebbero un aumento del prelievo fiscale. La disattivazione di tali clausole, secondo quanto prospettato nel DEF, sar\u00e0 possibile in parte grazie al miglioramento del quadro macroeconomico (che si riflette in un aumento delle entrate) e alla flessione della spesa per interessi rispetto alle previsioni dello scorso autunno, con un effetto complessivo valutabile in 0,4 punti percentuali del PIL, e in parte per effetto degli interventi di revisione della spesa, che verranno definiti nei prossimi mesi, per un importo pari allo 0,6 per cento del PIL.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;anno in corso, il Documento rileva una <strong>differenza<\/strong> di un decimo di punto percentuale (in rapporto al PIL) <strong>tra il tasso di indebitamento netto <\/strong><strong>delle pubbliche amministrazioni programmato<\/strong> (pari, come detto, per il 2015, al 2,6%) <strong>e quello tendenziale<\/strong> (pari al 2,5%), differenza che corrisponde, in valori assoluti, a circa 1,6 miliardi di maggiore spesa o di minore gettito di imposte per il 2015 determinabile, eventualmente, ad opera di successivi provvedimenti legislativi. Osservo che alla disponibilit\u00e0 finanziaria risultante da questo margine evidenziato dal DEF pu\u00f2 attribuirsi natura <strong>strutturale<\/strong>, sul presupposto che si mantenga nel tempo l\u2019andamento dei fattori che lo hanno prodotto.<\/p>\n<p><strong>3. Le misure di politica del lavoro in atto \u2013<\/strong> Riguardo al settore del lavoro, il DEF ricorda (sez. III, \u00a7 I.8) che sono in corso di attuazione le deleghe contenute nella legge 10 dicembre 2014 n. 183. Oltre che sui due decreti legislativi nn. 22 e 23\/2015 gi\u00e0 adottati ed entrati in vigore il 7 marzo scorso, riguardanti il contratto di lavoro a tutele crescenti e la revisione della tutela previdenziale contro la disoccupazione, e sui due schemi di decreto legislativo attualmente all&#8217;esame di questa Commissione e della Commissione omologa della Camera (schemi inerenti alla revisione della disciplina dei vari contratti di lavoro e alla revisione e aggiornamento delle misure intese a tutelare la maternit\u00e0 delle lavoratrici e a sostenere le cure parentali e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalit\u00e0 dei lavoratori), il DEF si sofferma anche sulle altre deleghe pendenti.<\/p>\n<p>In merito alla delega sugli ammortizzatori sociali, il Documento osserva condivisibilmente che il sistema delle relative tutele &#8220;in costanza di rapporto di lavoro, pur avendo svolto un ruolo fondamentale nell\u2019alleviare gli effetti della crisi economica, risulta selettivo e oneroso&#8221; e che, &#8220;nei casi in cui le crisi aziendali risultino irreversibili, l\u2019intervento degli ammortizzatori sociali prolunga inutilmente i tempi di transizione verso nuova occupazione dei lavoratori, riducendone le opportunit\u00e0 di ricollocazione&#8221;, mentre un &#8220;sistema economico in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti strutturali \u00e8 in grado di offrire maggiori opportunit\u00e0 di posti di lavoro di qualit\u00e0&#8221;. A tal fine \u2013 ricorda il Documento \u2013 \u201cla delega al Governo prevede la revisione dei criteri e modalit\u00e0 di accesso agli strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Riguardo alla delega sull&#8217;istituzione di un&#8217;Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, il DEF ne individua l\u2019obiettivo in un incremento dell\u2019efficienza e della produttivit\u00e0 di risultati pratici dell\u2019attivit\u00e0 ispettiva, intesa alla tutela delle condizioni di lavoro e salute dei lavoratori, alla lotta al lavoro sommerso e alla prevenzione di abusi nei luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>In merito alla delega sulla semplificazione e la razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti relativi alla costituzione e alla gestione dei rapporti di lavoro, il Documento al nostro esame ricorda che, secondo molti studi internazionali, l\u2019eccessiva burocrazia dissuade molti soggetti esteri da investimenti nel territorio italiano e che per correggere questo difetto funzionale il Governo intende intervenire &#8220;in particolare rafforzando il sistema della trasmissione degli atti per via telematica e l\u2019incrocio delle banche dati tra le pubbliche amministrazioni&#8221;.<\/p>\n<p>Riguardo alla delega sui servizi per l&#8217;impiego e sulle politiche attive per il lavoro, il Documento osserva che &#8220;un efficace sistema di politiche attive richiede la presenza di una rete di servizi per il lavoro adeguatamente strutturati&#8221; e che &#8220;il contesto italiano \u00e8 tuttora caratterizzato da una frammentazione eccessiva del sistema di erogazione delle politiche attive e da una loro generale debolezza&#8221;. Per tali finalit\u00e0, la disciplina di delega ha previsto l\u2019istituzione di un&#8217;Agenzia nazionale per l\u2019occupazione. Un sistema centralizzato di gestione delle politiche attive del lavoro \u2013 prosegue il Documento \u2013, pur rispettoso delle specificit\u00e0 dei territori e dei <em>clusters<\/em> produttivi, &#8220;garantirebbe standard uniformi dei servizi sul territorio, un miglior legame tra politiche attive e passive e una maggiore mobilit\u00e0 dei lavoratori a livello nazionale e internazionale&#8221;.<\/p>\n<p>Sempre con riferimento al settore del lavoro, nell&#8217;ultima parte del gi\u00e0 citato \u00a7 I.8 della sez. III del Documento si legge \u2013 in presumibile riferimento al disegno di legge n. 1051 attualmente all\u2019esame di questa Commissione \u2013 che sar\u00e0 varato entro il 2015 un apposito disegno di legge &#8220;per consentire, attraverso la contrattazione aziendale (o territoriale), l\u2019adozione di modelli di partecipazione dei lavoratori nella vita delle imprese e per favorire l\u2019evoluzione nelle relazioni industriali, con il superamento della conflittualit\u00e0 attraverso la ricerca di obiettivi condivisi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>4. Le misure di politica sociale in atto \u2013<\/strong> In merito alle politiche sociali, il Documento \u2013 oltre a ricordare le misure di finanziamento o rifinanziamento adottate dall&#8217;ultima legge di stabilit\u00e0 nonch\u00e9 la recente riforma dell&#8217;ISEE (ancora sez. III, \u00a7 I.8) \u2013 afferma che, nel corso del 2015, potr\u00e0 essere esteso all&#8217;intero Mezzogiorno il programma pilota &#8220;Sostegno per l\u2019Inclusione Attiva&#8221;, attualmente avviato nelle 12 pi\u00f9 grandi citt\u00e0 del Paese. Il programma \u2013 ricorda il Documento \u2013 \u201ccombina l\u2019erogazione di un sussidio con l\u2019attivazione di un progetto personalizzato sul nucleo familiare beneficiario, volto a supportare i suoi componenti nelle diverse dimensioni della vita \u2013 dalla ricerca attiva di lavoro, alla frequenza scolastica per i pi\u00f9 piccoli, all\u2019adozione di stili di vita sani&#8221;.<\/p>\n<p><strong>5. L\u2019andamento della spesa pensionistica \u2013 <\/strong>Su questo capitolo il DEF osserva (sez. II, capitolo III.2) che le misure adottate nel corso degli anni compensano in larga parte l&#8217;andamento negativo per la finanza pubblica \u2013 la cosiddetta \u201cgobba\u201d pensionistica \u2013 che si prospettava per i prossimi decenni: andamento dovuto all&#8217;incremento della speranza di vita e al passaggio alla fase di quiescenza delle generazioni del <em>baby boom<\/em>.<\/p>\n<p>In particolare, secondo il Documento, il rapporto fra spesa pensionistica e PIL \u2013 il cui valore per il 2015 \u00e8 previsto pari al 15,8% \u2013 tender\u00e0 a ridursi fino al 2030, in presenza di un andamento di crescita pi\u00f9 favorevole, nonch\u00e9 in virt\u00f9 del processo di elevamento dei requisiti per la pensione e del progressivo passaggio al metodo di calcolo contributivo. Il valore percentuale suddetto dovrebbe attestarsi, verso la fine di tale periodo, intorno al 15,0%. Successivamente, la misura del rapporto percentuale tornerebbe a crescere, a causa dell&#8217;ampliamento delle tendenze negative delle dinamiche demografiche e in ragione degli effetti derivanti dal precedente posticipo del collocamento in quiescenza sull&#8217;importo delle pensioni. Il rapporto dovrebbe raggiungere un valore massimo pari a circa il 15,5%, intorno al 2044, per poi decrescere nel successivo periodo (l&#8217;orizzonte di queste previsioni arriva fino al 2060).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong>Osservazioni<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0In riferimento ai contenuti del DEF sopra esposti mi sembra che, sulla base degli orientamenti maturati in questa Commissione nell\u2019arco dei suoi primi due anni di attivit\u00e0 in questa legislatura, si possano formulare le osservazioni che seguono.<\/p>\n<p><strong>A.<\/strong> La politica industriale e del lavoro perseguita dal Governo deve tendere a favorire il ritorno del sistema economico nazionale a una crescita equilibrata e duratura, innanzitutto attraverso l\u2019<strong>apertura del sistema stesso agli investimenti diretti esteri<\/strong> e lo <strong>stimolo agli investimenti interni<\/strong>. In funzione di questo obiettivo, sul piano della politica del lavoro \u00e8 essenziale<\/p>\n<p><em>a)<\/em> che <strong>la riduzione del cuneo fiscale e previdenziale sulle retribuzioni venga resa strutturale<\/strong>: deve essere attentamente valutata la possibilit\u00e0 di utilizzare per questo scopo il margine riveniente dalla differenza tra il tasso di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni programmatico e quello tendenziale di cui ho detto nel \u00a7 2;<\/p>\n<p><strong><em>b)<\/em><\/strong> che il mercato del lavoro italiano sia sempre pi\u00f9 innervato da servizi efficaci per un incontro facile fra domanda e offerta e per lo svuotamento delle sacche di <em>skill shortage<\/em>: a questo fine deve essere promossa la <strong>cooperazione tra Centri per l\u2019Impiego e operatori specializzati accreditati<\/strong>, nel quadro di standard di efficienza, obiettivi e controlli disposti dalla istituenda Agenzia nazionale per l\u2019impiego;<\/p>\n<p><strong><em>c)<\/em><\/strong> che le politiche passive, mirate al sostegno del reddito delle persone che hanno perso il lavoro, siano sempre pi\u00f9 strettamente combinate con le politiche attive, mirate al reinserimento nel tessuto produttivo, anche al fine di <strong>rendere effettivo il principio di condizionalit\u00e0 dei trattamenti di disoccupazione<\/strong> ed evitare che essi producano un allungamento dei periodi di inattivit\u00e0 delle persone stesse: a questo fine \u00e8 indispensabile che venga rapidamente reso operativo il nuovo strumento del contratto di ricollocazione, istituito dall\u2019articolo 17 del d.lgs. n. 22\/2015 in attuazione della legge-delega n. 183\/2014;<\/p>\n<p><strong><em>d)<\/em><\/strong> che l\u2019istituenda Agenzia nazionale per l\u2019impiego dia vita a un sistema generalizzato di <strong>rilevazione del tasso di coerenza tra formazione professionale finanziata con fondi pubblici e sbocchi occupazionali<\/strong><\/p>\n<p><strong>B.<\/strong> Al fine del ritorno del sistema economico nazionale a una crescita equilibrata e duratura sono inoltre necessarie misure di politica sociale e del lavoro tendano alla promozione di un sistema di relazioni industriali aperto all\u2019innovazione tecnologica e organizzativa e capace di adattare gli standard di trattamento dei lavoratori alle esigenze di sviluppo delle diverse parti del territorio nazionale; un sistema, dunque, nel quale <strong>il baricentro della contrattazione collettiva si sposti verso i luoghi di lavoro<\/strong> e la contrattazione stessa sia fortemente orientata a favorire i piani industriali innovativi e con essi l\u2019incremento della produttivit\u00e0 del lavoro. A questo scopo, ferme le priorit\u00e0 di cui al \u00a7 1, \u00e8 essenziale che si ponga mano:<\/p>\n<p><strong><em>e)<\/em><\/strong> al rifinanziamento delle misure di <strong>detassazione della parte di salario legato agli incrementi di produttivit\u00e0<\/strong> contrattato al livello aziendale;<\/p>\n<p><strong><em>f)<\/em><\/strong> all\u2019incentivazione fiscale delle forme contrattate al livello aziendale di <strong>partecipazione dei lavoratori agli utili dell\u2019impresa<\/strong>, secondo quanto previsto nel disegno di legge n. 1051 all\u2019esame di questa Commissione.<\/p>\n<p><strong>C.<\/strong> Al fine del ritorno del sistema economico nazionale a una crescita equilibrata e duratura sono infine necessarie misure di politica sociale e del lavoro tendenti a un rapido <strong>aumento del tasso di occupazione femminile, giovanile e nella fascia di et\u00e0 dei cinquanta-sessantenni<\/strong>. A questo fine si sottolinea l\u2019opportunit\u00e0:<\/p>\n<p><strong><em>g)<\/em><\/strong> che il programma <em>Garanzia Giovani<\/em> venga reso permanente, trasformandosi in un <strong>servizio di orientamento professionale rivolto a tutti gli adolescenti<\/strong> e capillarmente capace di <strong>contattarli uno per uno all\u2019uscita da ciascun ciclo scolastico<\/strong>, per fornire loro le informazioni indispensabili non soltanto sulle opportunit\u00e0 occupazionali, ma anche sui servizi di formazione disponibili;<\/p>\n<p><em><strong>h)<\/strong><\/em> che il Governo promuova un\u2019azione positiva mirata all\u2019aumento del tasso di occupazione delle donne fino al suo allineamento all\u2019obiettivo di Lisbona (quindi dal 46% attuale al 60%) e destinata a cessare al raggiungimento dell\u2019obbiettivo: lo schema di intervento, fondato sull\u2019elasticit\u00e0 della domanda e dell\u2019offerta di lavoro femminile molto maggiore rispetto a quella maschile e quindi sulla prospettiva di un ritorno occupazionale forte della <strong>riduzione selettiva della pressione fiscale sui redditi di lavoro femminili<\/strong>, potrebbe essere dislocato inizialmente nella parte del territorio nazionale dove il tasso di occupazione femminile \u00e8 pi\u00f9 basso, cio\u00e8 nel Mezzogiorno;<\/p>\n<p><strong><em>i)<\/em><\/strong> che il Governo si doti di un programma mirato alla <strong>promozione dell\u2019invecchiamento attivo<\/strong>, mediante la combinazione di misure di sostegno del reddito con iniziative di attivazione, schemi di combinazione di lavoro parziale e parziale anticipazione della pensione, schemi di attivazione nel mercato dei servizi alle persone e alle comunit\u00e0 locali, nonch\u00e9 schemi volti al ridisegno delle mansioni, attingendo alle migliori esperienze disponibili nel panorama del centro e nord-Europa nel campo dell&#8217;<em>Active ageing<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">\u00a0.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN INIZIO DI TENDENZA POSITIVA CHE DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO CON MISURE INCISIVE E CORAGGIOSE &#8211; IL MILIARDO E MEZZO RESO DISPONIBILE DALLA CRESCITA INCIPIENTE PU\u00d2 ESSERE UTILIZZATO PER RENDERE STRUTTURALE LA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE E CONTRIBUTIVO SULLE BUSTE PAGA Relazione alla Commissione Lavoro del Senato da me svolta il 14 aprile 2015, contenente anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,9],"tags":[],"class_list":["post-35311","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interventi","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35311"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35311\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}