
{"id":35433,"date":"2015-04-24T16:33:51","date_gmt":"2015-04-24T15:33:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35433"},"modified":"2015-04-26T22:49:10","modified_gmt":"2015-04-26T21:49:10","slug":"e-davvero-la-primavera-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35433","title":{"rendered":"\u00c8 DAVVERO &#8220;LA PRIMAVERA DEL LAVORO&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER MOLTI ASPETTI I DATI PUBBLICATI GIOVED\u00cc DAL MINISTERO DEL LAVORO SUL FLUSSO DELLE NUOVE ASSUNZIONI NEL MESE DI MARZO SONO DAVVERO STRAORDINARI, MA\u00a0\u00c8 ANCORA PRESTO PER QUALIFICARLI CON SICUREZZA IN TUTTO O IN PARTE COME EFFETTO DELLA RIFORMA <\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato nella<\/em> <a title=\"Newsletter Studio Ichino Brugatelli e Associati. aprile 2015\" href=\"http:\/\/www.ichinobrugnatelli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/NL-IB-APRILE-20151.pdf\" target=\"_blank\">Newsletter <\/a><em><a title=\"Newsletter Studio Ichino Brugatelli e Associati. aprile 2015\" href=\"http:\/\/www.ichinobrugnatelli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/NL-IB-APRILE-20151.pdf\" target=\"_blank\">dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati<\/a>, 24 aprile 2015 &#8211; La seconda parte dell&#8217;articolo riprende quello pubblicato su <\/em>il Foglio <em>il 23 marzo 2015: <\/em><a title=\"Articolo su il Foglio, 23.3.15\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35116\" target=\"_blank\">Gli errori da non commettere nella valutazione degli effetti del<\/a><em><a title=\"Articolo su il Foglio, 23.3.15\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35116\" target=\"_blank\"> Jobs Act <\/a><!--more--><\/em><\/p>\n<p>Per quanto ancora molto grezzi, i dati tratti dalle Comunicazioni obbligatorie del mese di marzo, pubblicati il 23 aprile 2015 dal ministero del Lavoro, sono per diversi aspetti straordinariamente positivi. Quasi centomila nuovi contratti regolari in pi\u00f9 (la differenza tra le <strong>641.572 attivazioni<\/strong> di nuovi contratti verificatesi nell\u2019arco del mese e le <strong>549.273 cessazioni). A<\/strong>umento del 49,5 per cento delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto al marzo 2014:\u00a0<strong>da 108.647 a 162.498<\/strong>. Tra il marzo 2014 e il marzo 2015 aumentano dell\u201981 per cento le trasformazioni da contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, quasi un raddoppio: da <strong>22.116<\/strong> a <strong>40.034. E tutto questo avviene <\/strong>in concomitanza con una drastica <strong>riduzione del numero di ore di intervento della Cassa integrazione<\/strong>: ritornano al lavoro molte decine di migliaia di persone che non figuravano come disoccupate, in quanto il loro rapporto di lavoro era solo sospeso ma non interrotto.<\/p>\n<p>Nei giornali del 24 aprile predominano i toni trionfalistici: \u201cMarzo, boom delle assunzioni\u201d (<em>Corriere della Sera<\/em>); \u201cBoom di contratti e stabilizzazioni\u201d (<em>la Repubblica<\/em>); \u201cLavoro, 92mila posti in pi\u00f9 a marzo\u201d (<em>il Messaggero<\/em>); \u201cEffetto Jobs Act\u201d (<em>la Stampa<\/em>); \u201cQuesto Jobs Act funziona\u201d (<em>il Foglio<\/em>). Forse il pi\u00f9 bello \u00e8 il titolo del fondo di Alberto Orioli sul <em>Sole 24 Ore<\/em>: \u201cLa primavera del lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Che in questi dati possa leggersi un forte indizio dell\u2019impatto positivo del decreto n.\u00a023\/2015 in materia di contratto di lavoro a tutele crescenti \u2013 entrato in vigore il 7 marzo \u2013 sulla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 delle nuove assunzioni, \u00e8 difficile negarlo. Nei due mesi immediatamente precedenti l\u2019aumento delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto al bimestre gennaio-febbraio 2014 era stato del 20,7 per cento: un possibile effetto della riduzione del prelievo contributivo e fiscale sui rapporti a tempo indeterminato, disposta dalla legge di stabilit\u00e0 del dicembre 2014; ma nel corso del marzo 2015, nonostante che la riforma sia entrata in vigore soltanto il 7, l\u2019aumento delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto al marzo 2014 \u00e8 stato del 49,5 per cento. Ancora pi\u00f9 marcata \u00e8 stata la differenza, rispetto ai due mesi precedenti (nei quali ha operato soltanto l\u2019incentivo economico) dell\u2019aumento delle trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato: pi\u00f9 81 per cento.<\/p>\n<p>L\u2019invito alla prudenza nella valutazione di questi dati, per\u00f2, \u00e8 d\u2019obbligo. Per diversi ordini di motivi. I dati relativi a un solo mese, nel quale oltretutto la riforma ha operato effettivamente soltanto per tre quarti della sua durata, non possono essere significativi degli effetti stabilmente prodotti dalla riforma stessa nel funzionamento del mercato del lavoro nazionale. Inoltre non ci si deve fermare ai dati delle Comunicazioni Obbligatorie al ministero del Lavoro, inerenti al flusso delle nuove assunzioni, perch\u00e9 saranno importantissime anche le variazioni dello <em>stock<\/em> degli occupati e dei disoccupati, che risulteranno dai dati forniti dall\u2019Istat, oggi non ancora disponibili, e i dati disaggregati che fornir\u00e0 l\u2019Inps sul genere e l\u2019et\u00e0 dei lavoratori assunti nelle varie forme nonch\u00e9 sull\u2019entit\u00e0 delle retribuzioni.<\/p>\n<p>Soprattutto, occorre stare molto attenti alle trappole in cui si pu\u00f2 cadere nella lettura di questi dati.<\/p>\n<p>Incominciamo coll\u2019osservare che la riforma del lavoro, se sar\u00e0 efficace, produrr\u00e0 una riduzione del numero complessivo dei nuovi contratti di lavoro stipulati mese per mese; e ci sar\u00e0 motivo di rallegrarsene. Perch\u00e9 se molte persone che nel 2014 hanno avuto una sequenza di contratti a termine, con una stessa azienda o con pi\u00f9 d\u2019una, magari con intervalli di disoccupazione tra l\u2019uno e l\u2019altro, nel 2015 per effetto delle nuove misure vengono assunte a tempo indeterminato, questo si tradurr\u00e0 in una riduzione del numero complessivo di nuovi contratti. Ma corrisponder\u00e0 a un tasso di occupazione complessivamente pi\u00f9 elevato; e corrisponder\u00e0 soprattutto a una migliore qualit\u00e0 del lavoro che quelle persone svolgeranno.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo quinquennio, il numero dei nuovi contratti di lavoro stipulati in Italia \u00e8 stato di circa dieci milioni ogni anno: questo dato impressionante, fornito dal Sistema delle Comunicazioni Obbligatorie del ministero del Lavoro, \u00e8 la conseguenza del fatto che per circa cinque sesti si \u00e8 trattato di contratti a termine, molti dei quali venivano rinnovati tra le stesse parti pi\u00f9 volte in un anno, in alcuni casi addirittura dieci o venti volte; oppure del fatto che l\u2019impresa, per non assumere una persona in forma stabile, assumeva in sequenza due o tre persone diverse sullo stesso posto nell\u2019arco di un anno. Se ora ciascuna di queste posizioni sar\u00e0 occupata da una sola persona assunta una volta sola a tempo indeterminato, ci\u00f2 determiner\u00e0 un calo del numero delle assunzioni. Per valutare gli effetti della riforma occorrer\u00e0 dunque tenere d\u2019occhio soprattutto il numero delle assunzioni a tempo indeterminato, che negli ultimi anni sono andate diminuendo dai due milioni all\u2019anno a poco pi\u00f9 di un milione e mezzo nel 2014; e che \u2013 queste s\u00ec \u2013 ora devono invece incominciare ad aumentare in misura rilevante; e pi\u00f9 rilevante da marzo 2015 in poi rispetto all\u2019aumento dei primi due mesi, imputabile soltanto alla riduzione del prelievo contributivo e fiscale. E allo stesso modo, se la riforma funziona, devono aumentare le conversioni di rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 anche accadere che nella prima fase di applicazione della riforma, se essa produce effetti coerenti con gli intendimenti del legislatore, aumenti il tasso di <em>disoccupazione<\/em>. Questo aumento, infatti, potrebbe significare che, essendosi rimesso in moto il mercato, anche per effetto delle nuove norme, molte persone scoraggiate dalla crisi, che negli ultimi tempi avevano smesso di cercare un\u2019occupazione, hanno ricominciato a cercarla senza trovarla immediatamente. Il dato importante da tenere d\u2019occhio sar\u00e0 piuttosto quello relativo al tasso di <em>occupazione<\/em>; ma anche qui con l&#8217;avvertenza che non sapremo in quale misura la sua variazione sia dovuta al mutamento della congiuntura economica generale, in quale misura alla riduzione drastica del cuneo fiscale e contributivo, e in quale misura alla riforma dei licenziamenti.<\/p>\n<p>La riduzione del cuneo fiscale e contributivo \u00e8 entrata in vigore \u2013 come si \u00e8 detto \u2013 con la legge di stabilit\u00e0 il 1\u00b0 gennaio 2015; la nuova disciplina dei licenziamenti \u00e8 entrata in vigore, invece, il 7 marzo: ci\u00f2 consentir\u00e0 di osservare le variazioni nella dinamica delle nuove assunzioni in corrispondenza con queste due date e trarne qualche indicazione interessante. Ma occorrer\u00e0 comunque tener conto degli effetti distorsivi che potrebbero essere stati generati anche dall\u2019attesa dei nuovi provvedimenti: per esempio, molte imprese potrebbero aver evitato di assumere in novembre o dicembre per assumere a gennaio beneficiando della riduzione del prelievo fiscale e della fiscalizzazione totale dei contributi. Allo stesso modo, molte imprese potrebbero aver evitato di assumere in gennaio o febbraio in attesa che entrasse in vigore il decreto sulle tutele crescenti.<\/p>\n<p>L&#8217;osservazione di gran lunga pi\u00f9 utile e interessante sul piano scientifico per misurare l\u2019effetto della nuova disciplina dei licenziamenti sar\u00e0 quella che riguarda la differenza di crescita dei contratti a tempo indeterminato nel settore delle imprese al di sotto della soglia dimensionale dei 16 dipendenti di qualche unit\u00e0, dove la disciplina dei licenziamenti \u00e8 rimasta quasi del tutto invariata, rispetto alle imprese che si collocano subito sopra quella soglia, molto simili alle prime per ogni altro aspetto, ma per le quali il mutamento della disciplina \u00e8 stato rilevantissimo. Sar\u00e0 altrettanto utile e interessante osservare se scomparir\u00e0 l\u2019effetto di inibizione al superamento della soglia dimensionale dei 15 dipendenti ben visibile nei dati rilevati fino a oggi. Se risulter\u00e0: <em>a)<\/em> che l\u2019occupazione \u00e8 sensibilmente aumentata di pi\u00f9 nelle imprese sopra quella soglia rispetto a quelle che si collocano al di sotto; <em>b)<\/em> che essa si \u00e8 trasformata da occupazione prevalentemente a termine in occupazione a tempo indeterminato; e <em>c)<\/em> che quella soglia non ha pi\u00f9 sulle imprese di piccole dimensioni l&#8217;effetto di inibizione alla crescita che si \u00e8 osservato fin qui; beh allora occorrer\u00e0 convenire che la riforma sta producendo davvero dei risultati importanti. Per la precisione, sar\u00e0 la prima volta in mezzo secolo che una misura di politica del lavoro avr\u00e0 prodotto risultati coerenti con gli intendimenti del legislatore, e in misura non omeopatica. Ma prima che queste osservazioni siano state compiute con il dovuto rigore, qualsiasi conclusione sar\u00e0 arbitraria, o addirittura fuorviante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER MOLTI ASPETTI I DATI PUBBLICATI GIOVED\u00cc DAL MINISTERO DEL LAVORO SUL FLUSSO DELLE NUOVE ASSUNZIONI NEL MESE DI MARZO SONO DAVVERO STRAORDINARI, MA\u00a0\u00c8 ANCORA PRESTO PER QUALIFICARLI CON SICUREZZA IN TUTTO O IN PARTE COME EFFETTO DELLA RIFORMA Articolo pubblicato nella Newsletter dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati, 24 aprile 2015 &#8211; La seconda [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-35433","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35433","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35433"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35433\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}