
{"id":35445,"date":"2015-04-26T18:48:14","date_gmt":"2015-04-26T17:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35445"},"modified":"2015-04-26T23:04:04","modified_gmt":"2015-04-26T22:04:04","slug":"ridurre-la-parte-non-guadagnata-delle-pensioni-piu-alte-e-giusto-e-necessario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35445","title":{"rendered":"RIDURRE (ALMENO UN PO&#8217;) LA PARTE NON GUADAGNATA DELLE PENSIONI PI\u00d9 ALTE \u00c8 GIUSTO E NECESSARIO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA DIFFERENZA TRA LE RENDITE EROGATE E LA RELATIVA CONTRIBUZIONE EFFETTIVA COSTITUISCE UN TRASFERIMENTO DI ENORME ENTIT\u00c0 CHE SI GIUSTIFICA SOLTANTO IN FAVORE DEI CITTADINI BISOGNOSI\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo <strong>di Alberto Bisin<\/strong> pubblicato su<\/em> la Repubblica <em>del 22 aprile 2015 &#8211; In argomento v. anche la mia <\/em>Lettera sul lavoro<em> pubblicata dal <\/em>Corriere della Sera<em> il 13 agosto 2013:\u00a0<\/em><a title=\"Lettera sul lavoro - Corriere della Sera, 13.8.13\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=27842\" target=\"_blank\">Le pensioni d&#8217;oro che vanno tosate e come farlo<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Si torna a parlare di pensioni. Per quanto delicato sia il tema, \u00e8 necessario farlo perch\u00e9 nonostante le riforme la spesa previdenziale in Italia \u00e8 ancora alta rispetto alla media dei Paesi sviluppati (circa il 30% della spesa pubblica, nel 2011, la pi\u00f9 alta tra i Paesi Ocse; nuovi dati sugli effetti delle recenti riforme non sono disponibili) ma soprattutto \u00e8 mal distribuita. Non solo, ma ad oggi la struttura previdenziale \u00e8 uno dei meccanismi fondamentali che rende il nostro &#8220;non un Paese per giovani&#8221;.<br \/>\nNon \u00e8 facile parlare in modo informato ed intelligente di pensioni, per\u00f2, per varie ragioni: la contrapposizione di interessi al riguardo (tra giovani e anziani, appunto, ma anche tra dipendenti privati e pubblici, tra classi sociali pi\u00f9 e meno agiate, e cos\u00ec via); la intrinseca difficolt\u00e0 del tema, che richiede una pur minima comprensione di matematica attuariale apparentemente non comune nel Paese; la mancanza di dati, in parte dovuta alla passata gestione Inps, che ne ha utilizzato il controllo come strategia politica esplicita addirittura in funzione anti-governativa nel corso della definizione della riforma Fornero (specie sulla questione esodati).<br \/>\nA questo proposito il dibattito aperto in questi giorni dal nuovo presidente Inps, Tito Boeri, \u00e8 una gran boccata di aria fresca (<em>full disclosure<\/em>: Boeri \u00e8 collega e amico, ma non sempre su posizioni che condivido). La questione politica, se cio\u00e8 sia istituzionalmente appropriato che l&#8217;Inps svolga un ruolo di consulenza al governo sui temi della previdenza cos\u00ec come la Banca d&#8217;Italia su questioni monetarie e finanziarie, mi interessa meno. Quello che mi interessa \u00e8 che il dibattito, nei suoi aspetti tecnici e politici, si prospetta finalmente essere di qualit\u00e0. Le proposte di Boeri, anche se non ancora precisamente delineate, centrano le questioni fondamentali del tema previdenza in Italia, anche se ovviamente le soluzioni proposte sono discutibili.<br \/>\nIl primo punto \u00e8 quello della flessibilit\u00e0 in uscita dal mercato del lavoro. La questione \u00e8 come permettere uscite anticipate rispetto all&#8217;et\u00e0 pensionabile stabilita per legge senza gravare sulle casse della previdenza. In un sistema contributivo, come quello verso cui tende il sistema previdenziale italiano e in cui la pensione \u00e8 commisurata ai versamenti effettuati nel corso della vita lavorativa, la soluzione \u00e8 ovvia: come nel caso degli esodati, basterebbe applicare appropriati aggiustamenti attuariali alla pensione (uscite anticipate implicherebbero riduzioni della pensione, mentre uscite posticipate la aumenterebbero). In un sistema contributivo infatti, definire un&#8217;et\u00e0 pensionabile \u00e8 relativamente inessenziale: il lavoratore deve poter decidere individualmente quando uscire dal mercato del lavoro sapendo quale sar\u00e0 la sua pensione in seguito ad ogni sua possibile scelta. Perch\u00e9 questo possa avvenire, \u00e8 necessario che l&#8217;Inps produca simulazioni individuali precise del trattamento pensionistico su varie ipotesi di uscita, che permettano al lavoratore scelte ben informate e razionali. Le dichiarazioni di Boeri rendono manifesto anche un cambiamento di strategia nel controllo dei dati dell&#8217;Inps in questa direzione, che \u00e8 importante avvenga al pi\u00f9 presto.<br \/>\nIl secondo punto \u00e8 la questione delle pensioni in via transitoria ancora calcolate col metodo retributivo. Il cuore di questa questione \u00e8 l&#8217;enorme redistribuzione dei redditi che ha comportato e in parte ancora comporta in Italia il metodo retributivo, caratterizzato da pensioni in media ben superiori a quanto versato in termini di contributi. Se questa redistribuzione avviene a favore di pensioni minime o molto basse essa \u00e8 giustificata in principio come un trasferimento tipico di ogni sistema fiscale sviluppato (se sia efficiente farlo attraverso il sistema previdenziale o attraverso una fiscalit\u00e0 progressiva \u00e8 altra questione, ancora pi\u00f9 complessa). Ma se il trasferimento avviene anche a favore di pensioni elevate e tra settori, ad esempio dal privato al pubblico, non c&#8217;\u00e8 davvero ragione di sostenerlo n\u00e9 di mantenerlo. In mancanza di dati accurati, il fatto che le obiezioni pi\u00f9 virulente alle proposte di Boeri a questo proposito siano arrivate dalle confederazioni sindacali dei Dirigenti Scuola e dei Dirigenti Quadri e Direttivi della Pubblica Amministrazione, dimostra proprio quanto le pensioni retributive costituiscano un trasferimento soprattutto a favore di pensioni elevate e nel settore pubblico.<br \/>\nInfine, la questione assistenza ha giustamente un ruolo fondamentale nella discussione. Anche un sistema previdenziale contributivo pu\u00f2 e deve essere disegnato in modo da provvedere assistenza a individui in condizioni disagiate o comunque difficili sul mercato del lavoro. Io temo l&#8217;idea del reddito minimo garantito per gli individui sopra i 55 anni, cui accenna Boeri, per la sua difficile implementazione e i possibili effetti perversi sugli incentivi individuali in un Paese come il nostro abituato a manipolare il welfare. Non v&#8217;\u00e8 dubbio per\u00f2 che un sistema di protezione a chi perda il lavoro in et\u00e0 avanzata sia un elemento importante del welfare stesso ed \u00e8 importante parlarne.<br \/>\nIn conclusione, le critiche che le proposte di Boeri ricevono in questi giorni mi paiono strumentali, a difesa di privilegi (non diritti!) acquisiti. In realt\u00e0 quella che si delinea sulle pensioni mi pare l&#8217;unica patrimoniale che abbia senso in Italia, in termini di efficienza economica e di giustizia sociale. \u00c8 un po&#8217; deprimente vedere la sinistra alzare gli scudi quando finalmente qualcuno &#8220;dice qualcosa di sinistra&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA DIFFERENZA TRA LE RENDITE EROGATE E LA RELATIVA CONTRIBUZIONE EFFETTIVA COSTITUISCE UN TRASFERIMENTO DI ENORME ENTIT\u00c0 CHE SI GIUSTIFICA SOLTANTO IN FAVORE DEI CITTADINI BISOGNOSI\u00a0 Articolo di Alberto Bisin pubblicato su la Repubblica del 22 aprile 2015 &#8211; In argomento v. anche la mia Lettera sul lavoro pubblicata dal Corriere della Sera il 13 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-35445","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35445","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35445"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35445\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35445"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35445"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35445"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}