
{"id":3545,"date":"2009-05-21T12:24:05","date_gmt":"2009-05-21T11:24:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3545"},"modified":"2009-05-25T09:11:15","modified_gmt":"2009-05-25T08:11:15","slug":"una-proposta-per-riattivare-il-mercato-del-lavoro-spagnolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3545","title":{"rendered":"UNA PROPOSTA PER RIATTIVARE IL MERCATO DEL LAVORO SPAGNOLO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SI DELINEA UN MOVIMENTO TRANSNAZIONALE NEL SUD-EUROPA PER LA TRANSIZIONE AL MODELLO NORD-EUROPEO<\/span><br \/>\n<em>Anche in Spagna un gruppo di 100 economisti elabora e presenta un\u00a0\u00a0progetto per il contratto unico a stabilit\u00e0 crescente<\/em>\u00a0(<a title=\"Propuesta para la Reactivaci\u00f2n Laboral en Espana - maggio 2009\" href=\"http:\/\/www.crisis09.es\/propuesta\/\" target=\"_blank\">Propuesta para la Reactivaci\u00f2n Laboral en Espana<\/a>), <em>sostenuto dalla<\/em> <a title=\"Fedea - Fundaci\u00f2n de Estudios de Economia Aplicada\" href=\"http:\/\/www.fedea.es\/\" target=\"_blank\">Fundaci\u00f2n de Estudios de Economia Aplicada- Fedea<\/a>.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"line-height: 20.75pt;\"><strong>Traduzione\u00a0del Progetto in italiano <\/strong>(a cura di Widad Tamimi)<br \/>\nL\u2019attuale crisi economica non\u00a0nasce\u00a0dal mercato del lavoro.\u00a0Ciononostante,\u00a0la Spagna soffre di un\u00a0alto\u00a0livello di distruzione del mercato del lavoro,\u00a0superiore rispetto a quello di\u00a0altri paesi sviluppati. Con una tasso di disoccupazione che si aggira attorno al 15%, e che ha picchi del 20% negli ultimi mesi, \u00e8 urgente affrontare le cause che generano una cos\u00ec intensa distruzione del mercato del lavoro.\u00a0Sia i pacchetti di stimolo fiscale,\u00a0che le misure per la promozione del lavoro \u2013 ad esempio i sussidi\u00a0gi\u00e0 approvati per la\u00a0creazione di nuovi posti di lavoro\u00a0&#8211;\u00a0saranno inefficaci, se non saranno risolti i problemi pi\u00f9 grandi che\u00a0portano al\u00a0rendimento inefficiente del nostro mercato del lavoro.<br \/>\nQuesti problemi\u00a0giustificano il grande\u00a0divario che esiste tra il nostro tasso di disoccupazione e la media nell\u2019area dell\u2019euro (8%), e se non si interviene,\u00a0non sar\u00e0 possibile creare abbastanza posti di lavoro nelle industrie ad alta produttivit\u00e0, una volta che le condizioni dell\u2019economia internazionale ritorneranno alla normalit\u00e0. La creazione di un \u201cnuovo modello produttivo\u201d che metta l\u2019economia spagnola nelle condizioni di raggiungere un\u2019alta e sostenuta\u00a0crescita dei redditi\u00a0per capita necessita,\u00a0soprattutto, di sistemi scientifici e tecnologici che siano pi\u00f9 favorevoli all\u2019innovazione e\u00a0di un sistema di istruzione che sforni lavoratori pi\u00f9 altamente qualificati, riducendo cos\u00ec l\u2019attuale allarmante tasso di insuccesso scolastico. Ad ogni modo, per sviluppare con forza un nuovo modello abbiamo anche bisogno di un gruppo di lavoro istituzionale, che favorisca la ricollocazione dei lavoratori dal modello industriale obsoleto a quello emergente. Qui ci soffermiamo sulle nostre istituzioni del lavoro, che dovrebbero essere ridisegnate indipendentemente dalla crisi attuale, dato che forze come il progresso tecnologico, la globalizzazione e l\u2019et\u00e0 della popolazione le hanno rese obsolete.<br \/>\nSarebbe auspicabile agire simultaneamente su quattro fronti. Prima di tutto \u00e8 necessario ridurre l\u2019alta insicurezza del lavoro, generata da un mercato del lavoro duale, dove, negli ultimi vent\u2019anni, circa il 30% degli lavoratori \u00e8 stato assunto con contratto a tempo indeterminato. Nei periodi di boom economico questo modello genera una forte creazione di lavoro, seppur concentrata nelle industrie a bassa produttivit\u00e0, mentre in periodi di recessione esaspera l\u2019abbattimento di posti di lavoro. Questo accade perch\u00e9 l\u2019attuale regolamentazione spinge le imprese a rispondere alle fluttuazioni economiche con un rovesciamento del lavoro, piuttosto che con la ricerca di alternative, quali ad esempio dei cambiamenti che influenzino la riorganizzazione lavorativa. Questo aspetto \u00e8 rinforzato dal secondo problema: il sistema di contrattazione collettiva \u00e8 troppo rigido, in alcuni casi \u00e8 troppo centralizzato, ed in altri presenta un livello insufficiente di coordinamento. Terzo, gli schemi di protezione dalla disoccupazione non raggiungono sufficiente copertura, ed allo stesso tempo scoraggiano la ricerca del lavoro in alcuni casi , portando cos\u00ec ad un inutile prolungamento dei tempi di disoccupazione. In ultimo, la Spagna subisce le conseguenze di deplorevoli politiche attive del mercato del lavoro, che cercano di aiutare i disoccupati nella ricerca del lavoro.<br \/>\nLe esperienze internazionali dimostrano che \u00e8 possibile migliorare significativamente la situazione. Per farlo \u00e8 necessario mettere in atto un approccio globale alla regolamentazione del mercato del lavoro, tenendo presente gli effetti collaterali indesiderati che un\u2019istituzione pu\u00f2 riscontrare nel tentativo di raggiungere obiettivi predisposti da altre istituzioni. Seguendo questo approccio, pensiamo che sia necessario adottare le seguenti misure:<\/p>\n<div>\n<ul>\n<li>\n<div style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt; line-height: 20.75pt; mso-list: l0 level1 lfo1;\">\u00a0<strong>Eliminare il dualismo del mercato del lavoro<\/strong>: per raggiungere questo obiettivo \u00e8 necessario attuare una semplificazione dell\u2019attuale elenco di contratti di lavoro, caratterizzati da ampie disuguaglianze salariali. Con l\u2019eccezione dei contrati interinali, giustificati dalla necessit\u00e0 di sostituire lavoratori temporaneamente assenti, tutti gli altri contratti a tempo indeterminato dovrebbero essere eliminati. Di pari passo, un contratto unico di lavoro permanente, con variazioni salariali che aumentino con l\u2019anzianit\u00e0 di servizio, dovrebbe essere introdotto per tutti i nuovi assunti. Questo unificherebbe le basi per il licenziamento, mantenendo una tutela giudiziale contro i licenziamenti discriminatori.<br \/>\nIn questo modo, tutti i lavoratori avrebbero un contratto a tempo indeterminato fin dall\u2019inizio del loro rapporto di lavoro, mentre i datori non dovrebbero affrontare un gigantesco divario tra liquidazione per i contratti a tempo determinato (8 giorni di stipendio per anno di servizio e qualche volta semplicemente nulla) e un alto livello di protezione per i contratti a tempo indeterminato. Questo disparit\u00e0 \u00e8 il fattore chiave che induce ad un eccessivo turnover. Inoltre, questo contratto aiuterebbe anche a ridurre la seria ineguaglianza di opportunit\u00e0 che colpisce alcuni gruppi, come i giovani, le donne, gli immigrati, che sono i pi\u00f9 colpiti dall\u2019eccessivo turnover del lavoro. Questa misura potrebbe anche far decollare la richiesta di lavoro part-time, che nel nostro paese \u00e8 stato scoraggiato dall\u2019uso eccessivo di contratti a tempo determinato.<br \/>\nQuando si individua un programma di trattamento di fine rapporto \u00e8 importante evitare un incremento dei costi del lavoro medio di fronte allo status quo. Ad esempio, si potrebbe cominciare da un livello leggermente superiore all\u2019attuale trattamento di fine rapporto per i contratti a tempo determinato ed aumentare progressivamente fino ad un valore che si avvicini alla media europea, ma sempre al di sotto dell\u2019attuale e pi\u00f9 frequente trattamento di fine rapporto per i licenziamenti senza giusta causa (45 giorni l\u2019anno per servizio). Quest\u2019ultimo, come indicato dalle classifiche fornite dalle organizzazioni internazionali, \u00e8 tra i pi\u00f9 alti del mondo.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt; line-height: 20.75pt; mso-list: l0 level1 lfo1;\">\u00a0<strong>Migliorare le tutela per i disoccupati<\/strong>: le spese per i sussidi di \u00a0indennit\u00e0 dovrebbero continuare a crescere mentre la crisi continua, e sarebbe probabilmente consigliabile aumentare anche la loro durata. Questa misura dovrebbe comunque essere temporanea e quindi rimossa non appena le condizioni migliorino. D\u2019altra parte, con un approccio di medio &#8211; lungo termine, un incremento della protezione che non scoraggi la ricerca di lavoro \u00e8 raggiunta con maggior successo da un innalzamento dei sussidi nei primi mesi di disoccupazione, piuttosto che con l\u2019aumento della durata degli stessi. Il tetto massimo dei sussidi dovrebbe inoltre essere rivalutato verso l\u2019alto, essendo relativamente basso, in quanto genera una difficolt\u00e0 per i lavoratori in termini di sostegno delle loro spese, ed implica un profilo dei sussidi in scarso declino, che riduce gli incentivi per la ricerca di lavoro. A proposito dei contributi per la sicurezza sociale che finanziano i benefit, potrebbe essere benefico \u2013 sulla scia del \u201cmodello austriaco\u201d \u2013 accumulare parte di essi in un fondo accessibile ai lavoratori che diventano disoccupati, perch\u00e9 vengano finanziati corsi di formazione, o che potrebbero incrementare il fondo pensione. In ultimo, la dirigenza delle risorse umane potrebbe essere premiata con la riduzione dei contributi per la sicurezza sociale, disposta a favore delle imprese con tasso pi\u00f9 basso di licenziamenti, e\/o penalizzando quelli che hanno i tassi pi\u00f9 alti.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt; line-height: 20.75pt; mso-list: l0 level1 lfo1;\"><strong>Modernizzare il modello di contrattazione collettiva<\/strong>: le parti scoiali hanno firmato, a questo proposito, l\u2019Accordo della Interconfederazione del 1997, in cui hanno riconosciuto la presenza di un\u2019eccessiva centralizzazione e la mancanza di coordinamento nel sistema attuale. D\u2019altra parte, in dodici anni non \u00e8 stato fatto alcun progresso. Di conseguenza, il modello di contrattazione collettiva costituisce una difficolt\u00e0 per le imprese che vogliano adeguare le condizioni di lavoro ai bisogni di produzione nel tempo, ostacolando cos\u00ec la crescita di produttivit\u00e0. Non \u00e8 possibile risolvere i difetti dell\u2019attuale sistema di contrattazione collettiva senza intervenire con modificazioni della regolamentazione che sta alla base della deficienza di progresso. In questo senso dovrebbe essere presa in considerazione una misura che permetta la conclusione di accordi a livello delle imprese, raggiunte da lavoratori e datori, in modo da prevalere su accordi di livello pi\u00f9 alto. Con l\u2019attuale disciplina, accordi come quelli recentemente raggiunti da certe grandi imprese per mantenere l\u2019occupazione sono possibili solo sotto stringenti condizioni.<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div style=\"margin-left: 18pt; text-indent: -18pt; line-height: 20.75pt; mso-list: l0 level1 lfo1;\"><strong>\u00a0Aumentare il livello di efficienza delle politiche per il mercato del lavoro<\/strong>: per raggiungere questo obiettivo, le politiche in materia di mercato del lavoro dovrebbero essere ri-orientate verso certi gruppi e amministrate in un modo pi\u00f9 efficiente. Le politiche attive del mercato del lavoro dovrebbero essere concentrate sui lavoratori a basso profilo, essendo quelli che soffrono dei pi\u00f9 lunghi periodi di disoccupazione, cos\u00ec che i tempi prolungati di disoccupazione siano evitati. E dovrebbero essere amministrate parallelamente alle misure di protezione contro la disoccupazione. Sia i provvedimenti,\u00a0che la fondazione di attivit\u00e0 di collocamento e formazione dovrebbero prendere in considerazione le circostanze individuali di ciascun lavoratore disoccupato e generare opportunit\u00e0 e incentivi per accrescere il tasso di uscita dalla disoccupazione. In questo senso, una valutazione rigorosa di questo tipo di attivit\u00e0, quasi mai intrapresa, dovrebbe diventare routine. Questa valutazione dovrebbe aiutare a ridisegnare le politiche e fornire informazioni per la distribuzione di fondi verso quei programmi, agenzie e datori pubblici che conseguano i migliori risultati. L\u2019offerta di questi programmi dovrebbe espandersi, permettendo alle compagnie di intermediazione al lavoro appropriatamente accreditate e alle agenzie private di cooperare con agenzie pubbliche per il loro approvvigionamento e la loro amministrazione, offrendo cos\u00ec ai lavoratori una pi\u00f9 ampia gamma di scelte.<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"line-height: 20.75pt;\">Riassumendo, crediamo che seguendo queste raccomandazioni sia possibile creare una serie di misure che promuoverebbero la creazione di posti di lavoro e di conseguenza favorirebbero la fine della crisi. Questo programma potrebbe ricevere un ampio supporto sociale, grazie alle conseguenze positive di innalzamento del welfare generale e la riduzione delle ineguaglianze. La programmazione di misure specifiche richiederebbe uno studio dettagliato, che potrebbe essere basato sull\u2019abbondanza dell\u2019esistente ricerca economica, portato avanti in Spagna e altri paesi. I sottoscrittori di questo progetto credono che un\u2019iniziativa di questo tipo dovrebbe essere lanciata con urgenza, sotto la guida del governo, con il supporto dell\u2019opposizione e la partecipazione delle parti sociali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SI DELINEA UN MOVIMENTO TRANSNAZIONALE NEL SUD-EUROPA PER LA TRANSIZIONE AL MODELLO NORD-EUROPEO Anche in Spagna un gruppo di 100 economisti elabora e presenta un\u00a0\u00a0progetto per il contratto unico a stabilit\u00e0 crescente\u00a0(Propuesta para la Reactivaci\u00f2n Laboral en Espana), sostenuto dalla Fundaci\u00f2n de Estudios de Economia Aplicada- Fedea.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3545","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3545"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3545\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}