
{"id":355,"date":"2008-09-29T19:29:10","date_gmt":"2008-09-29T18:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=355"},"modified":"2008-10-20T22:04:14","modified_gmt":"2008-10-20T21:04:14","slug":"che-cosa-accade-se-non-si-accordano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=355","title":{"rendered":"CHE COSA ACCADE SE NON SI ACCORDANO?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">APPUNTI SUL DIFFICILE NEGOZIATO PER LA RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato sul <\/em>Corriere della Sera<em> il 30 settembre 2008<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una parte della Cgil \u00e8 convinta che sia sbagliato proprio l\u2019obiettivo di fondo della trattativa aperta nel maggio scorso dai sindacati confederali con la Confindustria: cio\u00e8 l\u2019aumento del ruolo della contrattazione aziendale, per legare la retribuzione all\u2019andamento dell\u2019impresa, con corrispondente riduzione del salario negoziato al livello centrale. Cos\u00ec stando le cose, qualsiasi accordo venga raggiunto con questo negoziato, esso sembra destinato a essere considerato da quella corrente sindacale come una sconfitta. Per evitare la spaccatura, la segreteria della Cgil \u00e8 andata alla trattativa indicando questo obiettivo: aumentare il ruolo della contrattazione aziendale, senza per\u00f2 ridurre il ruolo del contratto collettivo nazionale, che anzi va difeso. Ma, finch\u00e9 la torta da spartire non aumenta, come si fa a dare pi\u00f9 spazio alla contrattazione aziendale, se non a spese di quella nazionale?<!--more--><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Ci si sarebbe potuti attendere che Confindustria, dal canto suo, si presentasse alla trattativa sottolineando l\u2019opzione opposta, per un deciso decentramento del sistema della contrattazione collettiva. Invece, apparentemente, no: a met\u00e0 settembre Confindustria ha presentato alle controparti una proposta di accordo nella quale la struttura centralizzata del sistema \u00e8 sottolineata in modo addirittura arcigno (\u201csovietico\u201d, lo qualifica Guglielmo Epifani). Il documento delinea, s\u00ec, un contratto collettivo nazionale pi\u00f9 \u201cleggero\u201d, il cui compito \u00e8 limitato a garantire un \u201csalario minimo\u201d o poco pi\u00f9, per far spazio al premio di produzione negoziato <span style=\"color: #ff0000;\"><span style=\"color: #000000;\">in azienda<\/span><\/span>; ma, invece che allentare le redini sul collo della contrattazione aziendale, esso le tira quasi pi\u00f9 di prima, limitando drasticamente le deroghe al livello di impresa in materia di organizzazione del lavoro e di struttura della retribuzione. Nel documento di Confindustria \u2011 a saperlo leggere in controluce \u2013 non si esprime tanto l\u2019opzione per uno spostamento del baricentro della contrattazione verso la periferia, quanto semmai l\u2019interesse di alcune imprese medie e grandi del nord a poter usare il contratto nazionale come scudo contro le \u201cpiattaforme rivendicative\u201d aziendali ritenute eccessive: quelle che vengono presentate proprio dalle componenti pi\u00f9 aggressive del movimento sindacale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Quanto a Cisl e Uil, esse sostanzialmente accettano l\u2019impostazione proposta nel documento di Confindustria, pur con qualche rilevante divergenza su singoli punti. Sta di fatto, per\u00f2, che un accordo di questo genere cui rimanesse estranea la Cgil avrebbe ben poco senso sul piano pratico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Non stupisce, dunque, che il negoziato ristagni, nonostante che, apparentemente, tutti i protagonisti della trattativa siano legati a un modello marcatamente centralistico del sistema di relazioni industriali. La cosa curiosa \u00e8 che, se l\u2019accordo non si raggiunge, la prospettiva \u00e8 quella di un brusco e drammatico passaggio di fatto al modello opposto. Negli ultimi anni i contratti collettivi nazionali sono stati rinnovati con crescenti difficolt\u00e0, comunque nella maggior parte dei casi in grave ritardo; ora potrebbero moltiplicarsi le categorie \u2013 a cominciare dalla pi\u00f9 grande, quella metalmeccanica \u2011 nelle quali il contratto nazionale non si rinnova affatto: a quel punto gli aumenti contrattuali verrebbero interamente concessi o negoziati al livello aziendale. E probabilmente l\u2019attuale Governo sarebbe pronto ad assecondare questa evoluzione del sistema varando autoritativamente per legge un meccanismo di determinazione amministrativa del \u201csalario minimo\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Cos\u00ec stando le cose, la Cgil deve decidere: se assecondare a sua volta questa evoluzione puntando al \u201cnon accordo\u201d, oppure unirsi a Cisl e Uil (e \u2011 perch\u00e9 no? \u2013 anche all\u2019Ugl) nella ricerca di un accordo che concilii il ruolo del contratto nazionale, di difesa delle buste-paga anche l\u00e0 dove la contrattazione aziendale non arriva, con l\u2019allargamento degli spazi per quest\u2019ultima. Una soluzione potrebbe essere trovata sulla linea proposta dagli economisti de <em>lavoce.info<\/em>: prevedere nell\u2019accordo interconfederale un \u201cpremio di produttivit\u00e0\u201d di facile applicazione universale (per esempio, il monte-premio aziendale potrebbe essere determinato in percentuale sul margine operativo lordo risultante dal bilancio, o sulla sua variazione nell\u2019ultimo anno); consentire che la struttura di questo premio sia liberamente adattata dai contratti nazionali alle esigenze particolari di ciascuna categoria; e soprattutto stabilire che il premio stesso si applichi soltanto se non ne sia contrattato uno diverso al livello aziendale. In altre parole: il contratto nazionale incomincia a collegare la retribuzione all\u2019andamento aziendale, ma \u201csi ritira\u201d l\u00e0 dove il contratto aziendale viene stipulato davvero.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\"><span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Times New Roman;\">Altre soluzioni si possono inventare. Ma a una condizione: che alla base ci sia la volont\u00e0 di mantenere in vita, col necessario intervento di manutenzione straordinaria, l\u2019attuale sistema di relazioni sindacali. Ci possono essere anche buone ragioni per preferire il suo drastico superamento; ma, se questa \u00e8 la scelta, sia essa di parte sindacale o di parte imprenditoriale, \u00e8 bene che essa venga esplicitata chiaramente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText2\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 35.4pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>APPUNTI SUL DIFFICILE NEGOZIATO PER LA RIFORMA DELLA STRUTTURA DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA Articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 30 settembre 2008 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una parte della Cgil \u00e8 convinta che sia sbagliato proprio l\u2019obiettivo di fondo della trattativa aperta nel maggio scorso dai sindacati confederali con la Confindustria: cio\u00e8 l\u2019aumento del ruolo della contrattazione aziendale, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,11],"tags":[],"class_list":["post-355","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-editoriale","category-23-sindacato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=355"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/355\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}