
{"id":35674,"date":"2015-05-17T18:43:33","date_gmt":"2015-05-17T17:43:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35674"},"modified":"2015-05-17T18:47:51","modified_gmt":"2015-05-17T17:47:51","slug":"la-consulta-sulle-pensioni-una-sentenza-regressiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35674","title":{"rendered":"LA CONSULTA SULLE PENSIONI: UNA SENTENZA REGRESSIVA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IN UNA STAGIONE DEDICATA A CORREGGERE UN SISTEMA DI WELFARE CHE PRIVILEGIAVA LE VECCHIE GENERAZIONI RISPETTO ALLE NUOVE, QUESTA SENTENZA TORNA BRUSCAMENTE INDIETRO &#8211; E,\u00a0A DIFFERENZA DI PRECEDENTI SENTENZE DELLA STESSA CORTE, LO FA SCEGLIENDO DI NON CONSIDERARE IL QUADRO GENERALE DEL NOSTRO BILANCIO PUBBLICO E I VINCOLI IN CUI ESSO DEVE MUOVERSI<\/span><\/p>\n<p><em>Editoriale <strong>di Maurizio Ferrera<\/strong> pubblicato sul\u00a0<\/em>Corriere della Sera del 14 maggio 2015<\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>I sistemi pensionistici pubblici funzionano in modo diverso dalle assicurazioni private. Non si limitano a restituire i contributi versati, in base a calcoli attuariali, ma svolgono importanti funzioni di solidariet\u00e0 fra gruppi sociali, fasce di reddito, generazioni. E si sforzano di tutelare l\u2019adeguatezza delle prestazioni rispetto alle esigenze di vita del pensionato, come recita anche l\u2019art. 38 della Costituzione.<br \/>\nC\u2019\u00e8 per\u00f2 solidariet\u00e0 e solidariet\u00e0. In una sentenza del 1995 che ha fatto scuola, la Corte di giustizia europea ha chiarito che si pu\u00f2 correttamente parlare di solidariet\u00e0 quando la redistribuzione si dirige dalle categorie pi\u00f9 abbienti a quelle meno abbienti, dai gruppi sociali pi\u00f9 forti a quelli pi\u00f9 deboli. Sia la Corte, sia le istituzioni Ue hanno poi sempre insistito sull\u2019equit\u00e0 intergenerazionale.<\/p>\n<p>Nel sistema pensionistico italiano\u00a0la solidariet\u00e0 ha a lungo funzionato alla rovescia. La vecchia formula retributiva avvantaggiava di fatto alcune categorie \u00abforti\u00bb: i dipendenti pubblici (pensiamo alle pensioni baby), molti dipendenti privati che si ritiravano dal lavoro in anticipo (pensioni d\u2019anzianit\u00e0), in generale le fasce di lavoratori con redditi pi\u00f9 elevati. D\u2019altro canto, l\u2019importo delle pensioni pi\u00f9 basse \u00e8 a lungo rimasto inadeguato &#8211; almeno rispetto agli importi minimi previsti negli altri Paesi Ue. Bisogna resistere alla tentazione di \u00abcolpevolizzare\u00bb chi \u00e8 andato in pensione con le norme vigenti nel passato, pensate in un contesto economico e demografico completamente diverso da quello di oggi e in parte connesse ad alcune patologie storiche del nostro sistema politico-partitico. \u00c8 inutile piangere sul latte versato, adesso \u00e8 urgente riflettere sul presente e sul futuro. Le riforme degli ultimi vent\u2019anni (compresa quella di Elsa Fornero) hanno cercato di sanare le vecchie distorsioni, nel rispetto dei vincoli di bilancio. Quando la formula contributiva entrer\u00e0 a regime, il sistema italiano sar\u00e0 stato quasi interamente bonificato dalla sindrome della solidariet\u00e0 alla rovescia. Restano per\u00f2 alcuni problemi. Innanzitutto le vecchie norme si rifletteranno ancora a lungo sui trattamenti in pagamento e sulla loro distribuzione fra fasce di reddito. Per fare solo un esempio, l\u2019Italia \u00e8 il Paese Ue che ha il pi\u00f9 alto numero di pensioni superiori a 3.000 euro netti al mese, non interamente sorrette da contribuzione individuale.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 il problema dei giovani.\u00a0In teoria la formula contributiva garantir\u00e0 trattamenti adeguati in base agli standard europei (circa il 70% della retribuzione). Ma tutto dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di versare i contributi. In un mercato del lavoro flessibile, ci\u00f2 non sar\u00e0 facile, a meno che non si introducano regole volte ad attenuare il rischio di discontinuit\u00e0.<\/p>\n<p>Il principio di solidariet\u00e0\u00a0vorrebbe che tale rischio fosse condiviso da una platea molto ampia. Il saldo della gestione separata Inps (quella dove fino ad oggi sono confluiti i contributi relativi ai vari contratti \u00abprecari\u00bb dei nostri giovani) \u00e8 da anni in forte attivo e potrebbe costituire una preziosa riserva per aiutare chi accumula buchi contributivi. Ma il surplus viene utilizzato per compensare il deficit delle gestioni in passivo, quelle che erogano il grosso delle prestazioni retributive a chi \u00e8 gi\u00e0 in pensione. Dai deboli ai forti, di nuovo.<\/p>\n<p>La sentenza della Consulta\u00a0ha aperto una controversia spinosa e delicata. A differenza di precedenti sentenze, questa volta i giudici hanno scelto (perch\u00e9 di una scelta si tratta) di non considerare il quadro generale del nostro sistema previdenziale e del nostro bilancio pubblico. A stupire, in particolare, \u00e8 una delle motivazioni della sentenza: il blocco dell\u2019indicizzazione sarebbe illegittimo non perch\u00e9 i diritti quesiti sono incomprimibili anche in presenza di una emergenza finanziaria, bens\u00ec perch\u00e9 il provvedimento incriminato non avrebbe fornito documentazione sufficiente a comprovare tale emergenza (<em>sic<\/em>).<\/p>\n<p>Il governo si trova ora costretto\u00a0a un difficile atto di equilibrismo. Occorre bilanciare fra loro principi e vincoli trascurati dalla Corte e al tempo stesso evitare contrapposizioni fra gruppi sociali, fra \u00abragioni\u00bb e \u00abtorti\u00bb che non sono assoluti, ma relativi e che discendono dal percorso di sviluppo tortuoso e squilibrato del nostro welfare. Il governo prenda tempo, eviti strategie \u00abgiustiziere\u00bb e il linguaggio delle colpe e dei privilegi. Ma difenda le prospettive dei giovani e chiarisca che, d\u2019ora in poi, le politiche di solidariet\u00e0 dovranno funzionare nella direzione corretta. Dall\u2019alto verso il basso, dai forti ai deboli, e non viceversa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IN UNA STAGIONE DEDICATA A CORREGGERE UN SISTEMA DI WELFARE CHE PRIVILEGIAVA LE VECCHIE GENERAZIONI RISPETTO ALLE NUOVE, QUESTA SENTENZA TORNA BRUSCAMENTE INDIETRO &#8211; E,\u00a0A DIFFERENZA DI PRECEDENTI SENTENZE DELLA STESSA CORTE, LO FA SCEGLIENDO DI NON CONSIDERARE IL QUADRO GENERALE DEL NOSTRO BILANCIO PUBBLICO E I VINCOLI IN CUI ESSO DEVE MUOVERSI Editoriale di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[],"class_list":["post-35674","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-welfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35674","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35674"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35674\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}