
{"id":35929,"date":"2015-06-07T16:00:00","date_gmt":"2015-06-07T15:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35929"},"modified":"2015-06-07T16:17:01","modified_gmt":"2015-06-07T15:17:01","slug":"i-due-punti-deboli-della-riforma-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35929","title":{"rendered":"I DUE PUNTI DEBOLI DELLA RIFORMA DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">SONO LE POLITICHE ATTIVE, LA CUI SPERIMENTAZIONE NON\u00a0\u00c8 ANCORA DECOLLATA, E LA DELEGA PER IL <em>CODICE SEMPLIFICATO<\/em> DEL LAVORO (ESSENZIALE PER IL SUPERAMENTO DEL PRECARIATO), SULLA QUALE SI SONO FATTI PASSI AVANTI ANCORA TROPPO PARZIALI E LIMITATI &#8211; RESTA IL FATTO CHE I PRIMI RISULTATI SONO DAVVERO NOTEVOLI<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a\u00a0\u00a0cura di Aldo Novellini, in corso di pubblicazione sul settimanale diocesano torinese\u00a0<\/em>Il nostro tempo,<em>\u00a0giugno 2015<\/em><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, proprio mentre esce nelle librerie il suo libro, <a title=\"Il lavoro ritrovato, Mondadori, 2015\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=35736\" target=\"_blank\"><em>Il lavoro ritrovato<\/em> (Mondadori)<\/a>, le cifre Istat evidenziano un incremento occupazionale. \u00c8 davvero il lavoro ritrovato? Sta arrivando la ripresa?<br \/>\n<\/strong>Che la ripresa sia gi\u00e0 in atto, credo che possiamo ormai darlo per acquisito. La sorpresa sta semmai nel fatto che l\u2019occupazione abbia incominciato a crescere subito, a differenza di quello che accade normalmente: cio\u00e8 un ritardo degli effetti occupazionali rispetto ai mutamenti congiunturali. L\u2019incremento di aprile \u00e8 effettivamente un po\u2019 impressionante.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 impressionante?<br \/>\n<\/strong>Gli ultimi dati Istat riferiti ad aprile ci parlano di 261.000 occupati in pi\u00f9 rispetto all\u2019aprile 2014, che non \u00e8 molto; ma anche di 159.000 in pi\u00f9 rispetto a marzo 2015, che \u00e8 moltissimo. Per farsi un\u2019idea dell\u2019entit\u00e0 di questo aumento, basti pensare che si tratta di uno 0,7 per cento dell\u2019occupazione totale in pi\u00f9 in un solo mese. Se questo tasso di aumento si mantenesse per un anno significherebbe quasi due milioni di occupati in pi\u00f9 a fine marzo dell\u2019anno prossimo. Il quadro positivo \u00e8 completato dal fatto che i nuovi lavori sono ben distribuiti tra tutte le classi di et\u00e0, quindi anche nel segmento 18-30 e in quello 50-65, dall\u2019aumento del tasso generale degli attivi nel mercato del lavoro rispetto alla popolazione totale e dalla riduzione di quello dei disoccupati, adulti e giovani. Il mercato del lavoro si \u00e8 rimesso in moto davvero. All\u2019inizio dell\u2019anno neppure i pi\u00f9 ottimisti si attendevano una svolta di questa entit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u2019aumento riguarda anche la quota di assunzioni a tempo indeterminato rispetto al flusso totale delle assunzioni.<br \/>\n<\/strong>S\u00ec: questo dato era gi\u00e0 conosciuto un mese fa, tanto che lo ho potuto citare nel capitolo finale che d\u00e0 il titolo al libro che lei ha citato all\u2019inizio. Lo si traeva dal sistema delle Comunicazioni obbligatorie al ministero del Lavoro per il marzo 2015: aumento del 49,5 per cento dei nuovi rapporti a tempo indeterminato rispetto al marzo 2014 e aumento dell\u201981 per cento delle trasformazioni di contratti a termine in tempo indeterminato.<\/p>\n<p><strong>Nel successo che sta avendo il contratto a tutele crescenti, stanno giocando pi\u00f9 a favore gli sgravi contributivi o la rimozione dell&#8217;art.18?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 ancora troppo presto per dirlo. Qui l\u2019appello alla prudenza resta attualissimo.<\/p>\n<p><strong>In che senso?<br \/>\n<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">Sulla base di questi dati nessuno pu\u00f2 seriamente pretendere di indicare quanta parte delle variazioni sia imputabile alla drastica riduzione del cuneo fiscale e contributivo entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio scorso, quanta parte alla nuova disciplina dei licenziamenti e quanta parte all\u2019incipiente ripresa economica: per stabilirlo occorrer\u00e0 attendere il risultato delle analisi degli econometristi sui dati disaggregati, che non potranno venire prima del prossimo anno. Chiarito tutto ci\u00f2, tuttavia, non mi sembra scorretto trarre da questi numeri almeno un indizio.<\/span><\/p>\n<p><strong>Indizio di che cosa?<br \/>\n<\/strong>Se \u00e8 vero che normalmente la ripresa della crescita del PIL precede di un semestre o anche pi\u00f9 la ricrescita dell\u2019occupazione, mentre oggi in Italia questa dilazione non si sta verificando, abbiamo quanto meno un indizio del fatto che l\u2019incentivo economico in vigore da gennaio e i decreti in vigore da marzo stanno favorendo una netta anticipazione dell\u2019aumento della domanda di lavoro. E se da gennaio si \u00e8 registrato un aumento della quota di assunzioni a tempo indeterminato sul totale delle nuove assunzioni, ma da marzo questo ha fatto registrare una netta impennata, abbiamo quanto meno un forte indizio dell\u2019efficacia della riforma dei licenziamenti entrata in vigore il 7 marzo, nel produrre un netto miglioramento della qualit\u00e0 dei rapporti di lavoro, quindi della loro produttivit\u00e0. E anche una riduzione del precariato.<\/p>\n<p><strong>Un dato negativo: l&#8217;apprendistato sta subendo un calo. Pensa che occorra rivitalizzarlo?<br \/>\n<\/strong>Occorre soprattutto che l\u2019apprendistato diventi la forma normale di accesso al tessuto produttivo per una met\u00e0 circa degli adolescenti, attraverso l\u2019alternanza scuola-lavoro. Questo \u00e8 l\u2019obiettivo che la riforma si propone di perseguire con il terzo decreto attuativo della legge-delega n. 183\/2014, che sta per essere approvato in via definitiva dal Governo. Finora, invece, questo contratto \u201ca causa mista\u201d \u00e8 stato utilizzato dalle imprese soprattutto per assumere personale a basso costo, approfittando dello sgravio contributivo: questo spiega perch\u00e9 la drastica riduzione del cuneo fiscale e contributivo disposta dalla legge di stabilit\u00e0 2015 per il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti abbia dirottato su questo contratto molte assunzioni che altrimenti sarebbero state fatte nella forma dell\u2019apprendistato.<\/p>\n<p><strong>Quale assetto avranno i nuovi ammortizzatori sociali?<br \/>\n<\/strong>La Cassa integrazione guadagni viene ricondotta alla sua funzione originaria, cio\u00e8 quella di sostegno del reddito per periodi brevi di sospensione del lavoro con ripresa dell\u2019attivit\u00e0 nella stessa azienda. Quanto al trattamento di disoccupazione, viene completata la riforma compiuta dalla Legge Fornero del 2012, con un rafforzamento, ampliamento del campo di applicazione e allungamento della durata dell\u2019indennit\u00e0: 75 per cento della retribuzione per i primi tre mesi, poi riduzione del 3 per cento al mese per l\u2019eventuale periodo ulteriore fino al massimo di 24 mesi. Esaurita questa forma di natura assicurativa, il decreto n. 22\/2015 prevede l\u2019avvio di una forma di sostegno del reddito di tipo assistenziale, che \u00e8 per ora sperimentale e con campo di applicazione ridotto. In futuro dovr\u00e0 diventare una forma di reddito minimo di inserimento, secondo il tipico modello del welfare cetro e nord-europeo.<\/p>\n<p><strong>Meno protezioni sul posto di lavoro ma robusti ammortizzatori sociali e riqualificazione di chi \u00e8 disoccupato. Un sistema che funzioner\u00e0 davvero?<br \/>\n<\/strong>La parte di cosiddetta \u201cpolitica passiva\u201d del lavoro, cio\u00e8 quella del sostegno del reddito, funziona gi\u00e0; e tutto lascia prevedere che funzioner\u00e0 molto meglio di quanto abbia funzionato finora, con l\u2019abuso diffuso della Cassa integrazione. Il punto debole del sistema \u00e8 costituito invece dalle politiche attive del lavoro, cio\u00e8 le misure volte al reinserimento attivo del disoccupato nel tessuto produttivo. Qui la sperimentazione \u00e8 in grave ritardo. \u00c8 stato istituito il contratto di ricollocazione, uno strumento molto importante di politica attiva, basato sul coinvolgimento degli operatori privati specializzati, ispirato al modello olandese che ora viene sperimentato anche in Germania e negli U.S.A. Ma i primi esperimenti pilota, previsti e finanziati dalla legge di stabilit\u00e0 2014, avrebbero dovuto partire gi\u00e0 all\u2019inizio dello scorso anno e invece sono ancora bloccati da una struttura ministeriale prevalentemente ostile alla cooperazione con gli operatori privati.<\/p>\n<p><strong>Si parla spesso del modello tedesco. Saranno finalmente introdotti per legge alcuni elementi partecipativi dei lavoratori nelle imprese?<br \/>\n<\/strong>Il disegno di legge n. S-1051 sulla partecipazione dei lavoratori nell\u2019impresa, frutto di una iniziativa unitaria dei partiti di maggioranza in seno alla Commissione Lavoro del Senato, \u00e8 pronto per essere approvato. Prevede la possibilit\u00e0, non l\u2019obbligo, di attivare una o pi\u00f9 tra nove pratiche partecipative, incentivandone alcune sul piano fiscale. Ma il modello non \u00e8 \u2013 e in Italia non pu\u00f2 essere \u2013 quello della <em>Mitbestimmung<\/em> tedesca, cio\u00e8 della cogestione aziendale.<\/p>\n<p><strong>Da tempo \u00e8 in agenda il nuovo <em>Codice semplificato<\/em> del lavoro. \u00c8 ancora tra le priorit\u00e0 del Governo? Se s\u00ec, quali ne saranno i contenuti?<br \/>\n<\/strong>A questo tema \u00e8 dedicato un capitolo nel libro <em>Il lavoro ritrovato<\/em>, dove \u00e8 riportata in appendice l\u2019ultima versione del progetto di <em>Codice semplificato<\/em>, aggiornata con i contenuti degli ultimi decreti attuativi della legge-delega n. 183\/2014. Quest\u2019ultima, tra l\u2019altro, prevede che alla fine del processo di riforma del nostro diritto del lavoro, l\u2019intera nuova disciplina venga riordinata in un testo unico semplificato. Lo schema di decreto sul cosiddetto \u201criordino dei contratti\u201d si muove esplicitamente in questa direzione. Ma sono ancora molto forti le resistenze contro questo progetto da parte delle strutture ministeriali.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i motivi di questa resistenza?<br \/>\n<\/strong>Vede, negli ultimi decenni le leggi in materia di lavoro sono sempre state scritte soltanto da loro, dagli alti dirigenti del ministero, nel loro linguaggio e in una forma tale che le rende difficili da leggere e capire anche dai giuristi esperti della materia. Per non dire dei ministri, sottosegretari e parlamentari, che capiscono e controllano a dir tanto il dieci per cento dei testi legislativi. Il risultato \u00e8 un enorme potere dell\u2019apparato ministeriale stesso, il quale di fatto ha acquisito una sorta di monopolio di fatto della scrittura della legge, e anche della sua piena comprensione e interpretazione attraverso le circolari. Ritornare alle leggi scritte in modo comprensibile per tutti i loro destinatari, come lo fu lo Statuto dei lavoratori del 1970, significa eliminare quel monopolio indebito. Si capisce che chi oggi ne \u00e8 titolare non ne sia contento e cerchi di impedirlo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SONO LE POLITICHE ATTIVE, LA CUI SPERIMENTAZIONE NON\u00a0\u00c8 ANCORA DECOLLATA, E LA DELEGA PER IL CODICE SEMPLIFICATO DEL LAVORO (ESSENZIALE PER IL SUPERAMENTO DEL PRECARIATO), SULLA QUALE SI SONO FATTI PASSI AVANTI ANCORA TROPPO PARZIALI E LIMITATI &#8211; RESTA IL FATTO CHE I PRIMI RISULTATI SONO DAVVERO NOTEVOLI Intervista a\u00a0\u00a0cura di Aldo Novellini, in corso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-35929","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35929\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}