
{"id":36132,"date":"2015-06-25T10:03:38","date_gmt":"2015-06-25T09:03:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36132"},"modified":"2015-06-25T10:03:38","modified_gmt":"2015-06-25T09:03:38","slug":"il-sussidiario-sul-lavoro-una-svolta-importante-con-due-capitoli-ancora-da-completare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36132","title":{"rendered":"IL SUSSIDIARIO: SUL LAVORO UNA SVOLTA IMPORTANTE, CON DUE CAPITOLI ANCORA DA COMPLETARE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">LA RIFORMA NON SAR\u00c0 COMPIUTA FIN QUANDO NON SAR\u00c0 A REGIME IL SISTEMA DEI NUOVI SERVIZI PER L&#8217;IMPIEGO, PER I QUALI CONTA MOLTO PI\u00d9 L&#8217;IMPLEMENTAZIONE CHE LA DISCIPLINA LEGISLATIVA, E NON SAR\u00c0 STATO VARATO IL CODICE SEMPLIFICATO DEL LAVORO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervista a cura di Giuseppe Sabella pubblicata su <\/em>il Sussidiario<em>,<\/em><em>\u00a023 giugno 2015, in collaborazione con <a href=\"http:\/\/www.think-in.it\">www.think-in.it<\/a><\/em><\/p>\n<p><!--more--><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Ieri Matteo Renzi, all\u2019inaugurazione della nuova funivia del Monte Bianco, ricordava che \u201cl\u2019Italia \u00e8 la capacit\u00e0 di essere in tutto il mondo un punto di riferimento per l\u2019innovazione e l\u2019ingegneristica, dove siamo leader mondiale e spesso ce lo dimentichiamo\u201d. Nessun dubbio sulle capacit\u00e0 della nostra impresa di esportare il <em>made in Italy <\/em>nel mondo, poco pi\u00f9 di 10 anni fa eravamo la 5a economia pi\u00f9 forte. Certo \u00e8 che ora soffriamo e che fatichiamo ancora molto in termini di crescita e sviluppo, tanto che \u2013 nonostante le riforme del <em>Jobs Act<\/em> \u2013 i segnali occupazionali sono tenui anche se da capire per via dell\u2019eccesso di periodiche e differenti rilevazioni. Di questo e altro <strong><em>IlSussidiario<\/em><\/strong> ha parlato con il Prof. Pietro Ichino (Senatore del Pd), anche in virt\u00f9 della recente uscita del suo ultimo libro <em>Il lavoro ritrovato<\/em> (Mondadori).<\/p>\n<p><strong>Professor Ichino, alla luce delle tante e frequenti rilevazioni circa assunzioni e occupazione che altro non fanno se non confondere le idee, pensa che il <em>Jobs Act<\/em> stia funzionando?<br \/>\n<\/strong>L\u2019impressione \u00e8 che un primo effetto importantissimo si stia gi\u00e0 verificando: i consigli di amministrazione stanno smettendo di assegnare ai direttori del personale la <em>mission<\/em> di ridurre al minimo il numero delle assunzioni a tempo indeterminato, perch\u00e9 non considerano pi\u00f9 che ne derivi un costo fisso nel bilancio aziendale. Poi c\u2019\u00e8 qualche prima conferma dell\u2019effetto della nuova disciplina dei licenziamenti nel senso dell\u2019aumento sia delle conversioni da contratto a termine in tempo indeterminato, sia della percentuale delle assunzioni a tempo indeterminato sul flusso generale delle assunzioni: a marzo entrambe le percentuali hanno fatto registrare un netto aumento rispetto all\u2019aumento registrato a gennaio e febbraio, cio\u00e8 nei due mesi in cui ha operato soltanto l\u2019incentivo economico, costituito dalla drastica riduzione del cuneo fiscale e retributivo.<\/p>\n<p><strong>A proposito di articolo 18, \u00e8 davvero questo il vero problema del lavoro?<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 <em>il<\/em> problema; ma \u00e8 certamente uno dei maggiori. Ho dedicato i primi due capitoli del mio libro a spiegare perch\u00e9 a mio avviso i suoi effetti sono complessivamente nocivi sia per le imprese sia per i lavoratori: in termini di dualismo nel mercato del lavoro, di peggiore allocazione delle risorse umane nel tessuto produttivo, di ritardo nell\u2019aggiustamento degli organici, di abbassamento della produttivit\u00e0 media del lavoro. Un altro problema \u00e8 la chiusura del nostro Paese agli investimenti diretti esteri, cui hanno contribuito sia la pressione fiscale eccessiva e l\u2019inefficienza delle amministrazioni, in particolare di quella giudiziaria, sia anche il nostro ordinamento del lavoro disallineato rispetto allo standard delle legislazioni dei maggiori Paesi occidentali: e qui torna ancora in rilievo l\u2019articolo 18, come elemento molto rilevante di disallineamento.<\/p>\n<p><strong>Vede continuit\u00e0 dalla legge Treu del 1997 alla legge Biagi del 2003 e al <em>Jobs Act<\/em> del 2015?<br \/>\n<\/strong>S\u00ec: sono state tre tappe importanti in direzione dell\u2019allineamento del nostro ordinamento del lavoro ai migliori standard dei Paesi del centro e nord-Europa. Quest\u2019ultima, per\u00f2, mi sembra la pi\u00f9 importante. Non solo per l\u2019ampiezza della gamma delle materie su cui la riforma interviene, ma soprattutto perch\u00e9, mentre le prime due leggi hanno operato soltanto sui rapporti di lavoro marginali, quest\u2019ultimo intervento ristruttura la parte centrale del nostro diritto del lavoro, cio\u00e8 quella relativa al rapporto di lavoro ordinario a tempo indeterminato.<\/p>\n<p><strong>Quali corrispondenze e quali mancanze vede tra libro Bianco di Marco Biagi e la legge che porta il suo nome?<br \/>\n<\/strong>A dire il vero mi sembra che tra i due testi ci sia una corrispondenza piena. Del resto, \u00e8 noto che la legge, pur varata dopo la sua morte, \u00e8 stata scritta da lui per nove decimi.<\/p>\n<p><strong><em>Jobs Act<\/em>: quali i passi in avanti pi\u00f9 importanti?<br \/>\n<\/strong>Il pi\u00f9 importante \u00e8 costituito dal passaggio molto netto da un regime incentrato sul principio della <em>job property<\/em> a un regime incentrato su di una <em>liability rule<\/em>, cio\u00e8 sull\u2019indennizzo del lavoratore che perde il posto, e sulla protezione della sicurezza della persona nel mercato del lavoro, con un trattamento di disoccupazione veramente universale e finalmente di livello europeo, sia per l\u2019entit\u00e0 sia per la durata. Ma \u00e8 importante anche l\u2019aggiornamento delle norme sul part-time, con la legittimazione delle cosiddette clausole elastiche; e la riscrittura di due norme-chiave dello Statuto dei lavoratori del 1970: quella sul mutamento di mansioni e quella sulle apparecchiature di controllo a distanza. Occorre infine menzionare per la sua importanza sul piano tecnico la nuova disciplina delle collaborazioni autonome continuative; ma questa credo che produrr\u00e0 effetti pratici limitati.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 effetti limitati?<br \/>\n<\/strong>D\u2019ora in poi sar\u00e0 impossibile vedere assurdit\u00e0 come il magazziniere a partita Iva, o la segretaria d\u2019ufficio autonoma, alla quale viene rinnovato di anno in anno il \u201cprogetto\u201d per simulare il rispetto della legge. Questo, indubbiamente, sar\u00e0 un risultato notevole. Per\u00f2 la norma prevede numerose possibilit\u00e0 di deroga. Sta di fatto, comunque, che dalla legge Biagi in poi le collaborazioni autonome continuative sono andate riducendosi notevolmente. Ora la vera partita si gioca fra contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e a termine.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Agenzia Nazionale del Lavoro non rischia di fermare esperienze regionali virtuose?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 questo rischio e dobbiamo assolutamente evitarlo. All\u2019ANPAL devono essere assegnati compiti di fissazione di standard di efficacia dei servizi regionali, controllo del rispetto di questi standard e surrogazione alle Regioni che non riescono a rispettarli. Ma occorre anche chiedersi che senso abbia istituire oggi un ente pubblico, definendone minuziosamente l\u2019organigramma, mentre \u00e8 in corso l\u2019<em>iter<\/em> parlamentare di una riforma con la quale si intende modificare profondamente la ripartizione costituzionale delle competenze su questa materia tra Stato e Regioni.<\/p>\n<p><strong>Nel primo capitolo del suo libro lei indica e commenta la tendenza di alcuni giudici del lavoro a porsi in contrasto con la volont\u00e0 del legislatore. Ci dice qui in sintesi a che cosa si riferisce?<br \/>\n<\/strong>Non mi riferisco solo ai giudici del lavoro. Mentre era ancora in corso in Parlamento l\u2019<em>iter<\/em> della seconda legge Fornero, quella dedicata al mercato del lavoro, nella primavera del 2012 si tenne un congresso dell\u2019Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale nel quale le due relazioni introduttive e la maggior parte degli interventi erano dedicati a elaborare gli schemi di ragionamento idonei al fine di disapplicare le nuove norme in materia di licenziamenti e continuare ad applicare l\u2019articolo 18 sostanzialmente come si era fatto fino a quel momento. Questo atteggiamento si ritrova, effettivamente, in diverse sentenze di questi ultimi tre anni, delle quali nel libro indico le pi\u00f9 significative, mostrando come raggiungano l\u2019effetto di una sostanziale disapplicazione della nuova norma. \u00c8 anche per questo che si \u00e8 reso necessario tornare su questa materia, con una norma che lasci lo spazio minore possibile alla discrezionalit\u00e0 del giudice: perch\u00e9 molti magistrati sono convinti, contro l\u2019opinione gi\u00e0 espressa in modo chiarissimo dalla Corte costituzionale, che non ci possa essere un ordinamento del lavoro degno di questo nome al di fuori del regime di <em>job property<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Cosa resta da fare per completare il percorso di riforma del lavoro in Italia?<br \/>\n<\/strong>I due capitoli sui quali occorre ancora lavorare molto sono, innanzitutto, quello dei servizi per l\u2019impiego, dove il problema non \u00e8 tanto di nuove norme quanto di implementazione, di acquisizione del necessario <em>know-how<\/em> operativo; e qui siamo davvero ancora molto molto indietro, anche se la legge-delega compie su questo terreno due scelte di grande importanza: la cooperazione tra servizio pubblico e imprese specializzate in questi servizi, e il contratto di ricollocazione. Inoltre il <em>Codice semplificato del lavoro<\/em>: il decreto sul cosiddetto \u201criordino contrattuale\u201d costituisce un primo passo utile nella direzione indicata dalla legge-delega, ma non certo una attuazione compiuta della delega stessa, per questo aspetto. Ci sono ancora molte resistenze, e molto forti, contro la prospettiva del <em>Codice semplificato<\/em>. Ma ci arriveremo, perch\u00e9 \u00e8 uno strumento importantissimo per il rilancio dell\u2019economia del Paese e per una sua maggiore attrattivit\u00e0 nei confronti degli operatori stranieri.<\/p>\n<p><strong>Cos&#8217;altro realisticamente pu\u00f2 essere fatto per incentivare la crescita?<br \/>\n<\/strong>Dicevamo ora della necessit\u00e0 di una maggiore attrattivit\u00e0 del Paese per gli investitori esteri: questa \u00e8 la leva pi\u00f9 importante sulla quale oggi possiamo agire per aumentare la domanda di lavoro e rafforzare la crescita. Se solo riuscissimo ad allinearci alla media dei Paesi UE, per questo aspetto, cio\u00e8 ad avere un flusso in entrata pari al 4,5 per cento del PIL, ci\u00f2 porterebbe un maggior flusso di investimenti in entrata pari a pi\u00f9 di 50 miliardi ogni anno. Per questo occorre, certo, ridurre la pressione fiscale sulle imprese, migliorare l\u2019efficienza delle amministrazioni incominciando da quella della Giustizia, ridurre la differenza di prezzo dell\u2019energia rispetto a quello che si paga a nord delle Alpi; stiamo operando in ciascuna di queste direzioni. Ma occorre anche allineare il nostro ordinamento del lavoro ai migliori standard internazionali; e anche questo \u00e8 uno degli obiettivi prioritari della riforma che sta muovendo i primi passi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RIFORMA NON SAR\u00c0 COMPIUTA FIN QUANDO NON SAR\u00c0 A REGIME IL SISTEMA DEI NUOVI SERVIZI PER L&#8217;IMPIEGO, PER I QUALI CONTA MOLTO PI\u00d9 L&#8217;IMPLEMENTAZIONE CHE LA DISCIPLINA LEGISLATIVA, E NON SAR\u00c0 STATO VARATO IL CODICE SEMPLIFICATO DEL LAVORO Intervista a cura di Giuseppe Sabella pubblicata su il Sussidiario,\u00a023 giugno 2015, in collaborazione con www.think-in.it<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-36132","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interview"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36132\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}