
{"id":3656,"date":"2009-05-26T23:00:33","date_gmt":"2009-05-26T22:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3656"},"modified":"2009-06-07T17:02:51","modified_gmt":"2009-06-07T16:02:51","slug":"controreplica-a-bombassei-sulla-responsabilita-delle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3656","title":{"rendered":"REPLICA A BOMBASSEI SULLA RESPONSABILITA&#8217; DELLE IMPRESE E LE PROSPETTIVE DI SUCCESSO DEL PROGETTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">PER LA TRANSIZIONE A UN REGIME DI <em>FLEXSECURITY<\/em> E&#8217; INDISPENSABILE UNA FASE INIZIALE DI SPERIMENTAZIONE DA PARTE DELLE IMPRESE MIGLIORI, CHE CONSENTA DI METTERE A PUNTO IL MODELLO ORGANIZZATIVO E PROMUOVERE LA CULTURA DEL MERCATO DEL LAVORO, CHE OGGI NEL NOSTRO PAESE FA GRAVEMENTE DIFETTO<\/span><\/p>\n<p><em>Intervento pubblicato su <\/em>il Riformista<em> il 27 maggio 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Caro Direttore,<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">sul <em>Riformista<\/em> di ieri il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei, discutendo del <a title=\"Progetto flexsecurity - d.d.l. n. 1481\/2009\" href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=2511\" target=\"_blank\">progetto di riforma dei licenziamenti che va sotto il nome di &#8220;transizione a un regime di <em>flexsecurity<\/em>&#8220;<\/a>, pone una questione importante: perch\u00e9 dovrebbero essere le imprese a farsi carico, attraverso apposite agenzie, dei servizi di riqualificazione e ricollocamento del lavoratore che perde il posto a causa di un licenziamento? Non rientrano forse tali servizi nella competenza pubblica e in particolare delle Regioni?<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more-->\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Rispondo, innanzitutto, che nel panorama internazionale si trovano molte esperienze positive di servizi di formazione e riqualificazione professionale gestiti dalle imprese di un determinato settore, in <em>joint venture<\/em> oppure no con le rispettive controparti sindacali e finanziati mediante un contributo commisurato al monte-salari: si pensi per esempio all&#8217;esperienza britannica degli <em>Industrial Training Boards<\/em>, a quella francese delle iniziative di settore finanziate con la <em>taxe d&#8217;apprentissage<\/em>, oppure ancora all&#8217;esperienza nostrana di Formatemp nel settore delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo, o degli enti bilaterali di formazione nel settore edilizio. Per un verso, l&#8217;affidamento di queste iniziative a un management espresso dalle imprese stesse pu\u00f2 costituire garanzia di maggiore efficienza ed efficacia, soprattutto quando si attivi un forte incentivo economico, come quello previsto nel progetto (pi\u00f9 rapido \u00e8 il ricollocamento del lavoratore, minore \u00e8 il costo del trattamento complementare di disoccupazione che occorre erogargli). Per altro verso, nel nostro sistema istituzionale oggi \u00e8 doveroso che gran parte, se non la totalit\u00e0, del costo delle iniziative di, orientamento,\u00a0riqualificazione e assistenza nel mercato del lavoro sia rimborsata dalle Regioni, che hanno piena competenza in proposito, dove possibile con il contributo del Fondo Sociale Europeo.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Diverso \u00e8 il discorso relativo al costo che il progetto accolla alle imprese per il trattamento complementare di disoccupazione dovuto al lavoratore che perde il posto. Questo, per la sua stessa natura di trattamento complementare, \u00e8 logico e giusto che sia sostenuto dalle imprese. Ma, se le attivit\u00e0 di orientamento, riqualificazione e ricollocazione del lavoratore saranno efficienti \u2011 come \u00e8 lecito attendersi da un servizio gestito dalle stesse imprese interessate, con adeguati poteri di controllo sulla disponibilit\u00e0 e cooperazione effettiva di ciascun lavoratore coinvolto \u2011 il\u00a0loro costo sar\u00e0 davvero molto ridotto. Nel settore industriale, infatti, dove i lavoratori licenziati gi\u00e0 oggi percepiscono per i primi 12 mesi il trattamento speciale di disoccupazione pari all&#8217;80 per cento dell&#8217;ultima retribuzione, per arrivare al 90 per cento previsto dal progetto baster\u00e0 il 10 per cento a carico dell&#8217;impresa che licenzia. Negli altri settori, dove il trattamento di disoccupazione ordinario ammonta al 60 per cento per otto mesi, per arrivare al 90 baster\u00e0 il 30 per cento a carico dell&#8217;impresa. Se le imprese interessate sapranno mettere in campo un servizio di riqualificazione e ricollocazione efficiente, capace di contenere i periodi di disoccupazione entro una media di sei mesi, il costo del trattamento complementare sar\u00e0 ridotto entro un limite davvero modesto. D&#8217;altra parte, sar\u00e0 proprio il rischio che il periodo di disoccupazione si protragga oltre i sei mesi o l&#8217;anno a costituire un efficacissimo incentivo a far funzionare bene i servizi di riqualificazione e ricollocazione.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Resta la questione della rinuncia, che il progetto chiede alle imprese, ad assumere i nuovi dipendenti con contratti a termine (al di fuori dei casi classici delle punte stagionali, o delle sostituzioni temporanee) o simulando collaborazioni autonome. Ma questa rinuncia \u00e8 richiesta loro a fronte di una drastica riduzione del costo del licenziamento del lavoratore nella fase iniziale del rapporto di lavoro: costo zero per il periodo di prova, che pu\u00f2 arrivare fino a sei mesi; indennit\u00e0 di licenziamento di una mensilit\u00e0 di retribuzione, fungibile con il preavviso, per il lavoratore con un anno di anzianit\u00e0; indennit\u00e0 di licenziamento pi\u00f9 trattamento complementare di disoccupazione della durata massima di un solo anno per il lavoratore con due anni di anzianit\u00e0; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Viceversa, non considera Bombassei l&#8217;alto costo effettivo (ancorch\u00e9 non evidenziato nei bilanci) che le aziende oggi sopportano in conseguenza della difficolt\u00e0 di aggiustamento dei propri organici in relazione agli <em>shock<\/em> tecnologici, economici, o di mercato? E non considera l&#8217;alto costo effettivo delle diffuse posizioni di rendita che il regime attuale genera nel tessuto produttivo? E il sacrificio sistematico del merito sull&#8217;altare dell&#8217;inamovibilit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Quanto all&#8217;interrogativo che il Vicepresidente di Confindustria pone circa la geometria e geografia delle strutture di servizio delle quali il progetto prevede l&#8217;attivazione, la risposta \u00e8 molto semplice: decidono le imprese stesse con la controparte sindacale con cui stipulano il &#8220;contratto di transizione&#8221;: sar\u00e0 dunque il sistema stesso di relazioni industriali a stabilire, in via sperimentale,\u00a0le dimensioni e i confini geografici o merceologici dell&#8217;aggregazione. Questo consentir\u00e0 il confronto (e, in qualche misura, anche la competizione) tra modelli diversi di agenzia: il che, nella fase sperimentale, \u00e8 molto utile per individuare la forma migliore che il servizio deve assumere, nella prospettiva della fase successiva di generalizzazione della riforma.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Circa i tempi del disegno complessivo della riforma, il numero due di Confindustria obietta che l&#8217;esperimento richieder\u00e0 decenni prima che il nuovo regime soppianti completamente il vecchio. Ora,\u00a0\u00e8 fuori di dubbio che\u00a0una riforma di questa portata richieda di collocarsi in un&#8217;ottica di periodo medio-lungo: non \u00e8 certo pensabile di superare\u00a0d&#8217;un\u00a0balzo\u00a0gli enormi difetti che caratterizzano il nostro mercato del lavoro\u00a0(difetto di qualit\u00e0 dei servizi, difetto di collegamento tra sostegno del reddito e controllo del comportamento attivo del lavoratore nel mercato, difetto di risorse pubbliche per l&#8217;ampliamento\u00a0e rafforzamento del sostegno del reddito,\u00a0difetto delle <em>civic attitudes<\/em> e della &#8220;cultura materiale&#8221; che \u00a0caratterizza i Paesi nord-europei dove il modello della <em>flexsecurity<\/em> si \u00e8 affermato con successo). Va per\u00f2 anche detto che il disegno di legge consente che fin d&#8217;ora nascano nuove imprese governate interamente secondo il nuovo regime. Non appena, poi, nel giro di pochi anni,\u00a0la sperimentazione avr\u00e0 consentito di delineare la forma migliore della <em>flexsecurity<\/em> applicabile nel nostro Paese, sar\u00e0 politicamente e tecnicamente possibile imprimere un&#8217;accelerazione al processo di generalizzazione del campo di applicazione della riforma: cadranno, infatti, a quel punto, le resistenze di carattere puramente ideologico e sar\u00e0 possibile ragionare pragmaticamente sulla basedi una visione realistica e non mitologica delle opportunit\u00e0\u00a0che un mercato del lavoro dotato di buoni servizi pu\u00f2 effettivamente offrire alla generalit\u00e0 dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alberto Bombassei si preoccupa, infine, della difficolt\u00e0 di trovare una controparte sindacale disponibile a stipulare il &#8220;contratto di transizione&#8221;. Il disegno di legge non pone vincoli in proposito, salvo il requisito che si tratti di un sindacato vero e non di un sindacato di comodo. Si osservi, in proposito, che per la stipulazione di un &#8220;contratto di transizione&#8221; valido non occorre una verifica di rappresentativit\u00e0 maggioritaria rispetto ai dipendenti gi\u00e0 in forza nell&#8217;azienda, dal momento che il contratto non tocca le posizioni di questi ultimi.<br \/>\n\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0 Sta di fatto, comunque, che proprio in queste settimane tutte le confederazioni sindacali maggiori &#8211; Cgil, Cisl, Uil e Ugl &#8211; stanno studiando con molta attenzione il progetto.\u00a0I rispettivi\u00a0dirigenti\u00a0percepiscono, infatti, che il progetto stesso offre loro un modo molto efficace per abbattere il muro che oggi divide il sindacato dalle nuove generazioni di lavoratori: quelle che portano il peso maggiore del dualismo del nostro attuale mercato del lavoro. Se la parte pi\u00f9 lungimirante degli imprenditori e la parte pi\u00f9 lungimirante del movimento sindacale si faranno reciprocamente\u00a0da &#8220;sponda&#8221;, si creeranno sicuramente ampie zone del nostro tessuto produttivo dove l&#8217;esperimento potr\u00e0 decollare nelle condizioni migliori.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PER LA TRANSIZIONE A UN REGIME DI FLEXSECURITY E&#8217; INDISPENSABILE UNA FASE INIZIALE DI SPERIMENTAZIONE DA PARTE DELLE IMPRESE MIGLIORI, CHE CONSENTA DI METTERE A PUNTO IL MODELLO ORGANIZZATIVO E PROMUOVERE LA CULTURA DEL MERCATO DEL LAVORO, CHE OGGI NEL NOSTRO PAESE FA GRAVEMENTE DIFETTO Intervento pubblicato su il Riformista il 27 maggio 2009 Caro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3656","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3656","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3656"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3656\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3656"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3656"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3656"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}