
{"id":3658,"date":"2009-05-26T20:13:59","date_gmt":"2009-05-26T19:13:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3658"},"modified":"2009-05-31T23:33:22","modified_gmt":"2009-05-31T22:33:22","slug":"bombassei-non-spetta-alle-imprese-attivare-i-servizi-nel-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=3658","title":{"rendered":"BOMBASSEI: NON SPETTA ALLE IMPRESE ATTIVARE I SERVIZI NEL MERCATO DEL LAVORO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">IL VICEPRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA TORNA SUL PROGETTO <em>FLEXSECURITY<\/em> SOSTENENDO CHE SPETTA ALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E NON ALLE IMPRESE\u00a0ATTIVARE I SERVIZI DI ASSISTENZA NEL MERCATO DEL LAVORO, RIQUALIFICAZIONE E RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI CHE PERDONO IL POSTO<\/span><\/p>\n<p><em>Articolo pubblicato su<\/em> il Riformista <em>il 26 maggio 2009<\/em><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Stimo molto il senatore Pietro Ichino per il suo indiscusso valore di giuslavorista e per la lungimiranza con la quale ha posto al centro del dibattito politico e sindacale temi di grande rilievo: dalla rappresentativit\u00e0 dei sindacati alla misurazione del\u00a0 merito e della professionalit\u00e0 nel pubblico impiego. Da tempo sta proponendo una riforma della disciplina dei licenziamenti individuali scritta nel 1970 per un mondo del lavoro totalmente diverso dall\u2019attuale, per un modo di produrre che non esiste pi\u00f9, per un mercato delle merci che da rionale \u00e8 divenuto mondiale. E\u2019, come tutti sanno, un\u2019operazione non semplice tanto per gli aspetti giuridici quanto, se non soprattutto, per gli effetti politici e sociali che l\u2019argomento trascina con s\u00e9. E, non dimentichiamolo mai, con prezzi assurdi come il sacrificio della vita di Marco Biagi.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\"><!--more-->Io non sono un giurista e quindi posso far seguito al cortese articolo del prof. Ichino (\u201cQuanto costa licenziare? Una risposta a Bombassei \u201c ne il Riformista di venerd\u00ec 15 maggio) parlando come imprenditore che, per di pi\u00f9, ha l\u2019onore e l\u2019onere di dover rappresentare, sulle questioni sindacali e del lavoro, il pensiero dei tanti imprenditori, piccoli medi e grandi, associati a Confindustria. Il progetto \u00e8 interessante e certamente ben costruito ma troppo complesso e, insisto, troppo costoso. La proposta, se mi \u00e8 consentito semplificarla, dice che in caso di licenziamento non disciplinare &#8211; e quindi per motivi economici, tecnici od organizzativi \u2013 il lavoratore non solo ha diritto a tante mensilit\u00e0 quanti sono gli anni di anzianit\u00e0, ma anche ad un \u201ccontratto di ricollocazione\u201d che \u00e8 un\u2019ottima idea di ispirazione europea che ha l\u2019unico difetto di essere posta tutta a carico delle imprese. Insomma l\u2019impresa dovrebbe comunque pagare un costo per un licenziamento e non solo quando il licenziamento risulti illegittimo o peggio discriminatorio. Interessante \u00e8 la tecnica legislativa che si vorrebbe adottare per attuare questa riforma: meno invasivit\u00e0 del legislatore e pi\u00f9 spazio all\u2019autonomia collettiva nella costruzione di un contratto collettivo di transizione al nuovo sistema di protezione del lavoro. C\u2019\u00e8 solo un dubbio: con quale sindacato si pu\u00f2 realizzare tutto questo? Il prof. Ichino rafforza qui la sua idea circa la funzione primaria di \u201ccoalizioni sindacali intelligenti\u201d pronte a scommettere sulla bont\u00e0 di certe sfide innovative delle imprese. Ma ci sono le condizioni perch\u00e9 questo si realizzi oggi? La riforma dovrebbe partire adesso e non fra dieci anni; e adesso quante sono le possibilit\u00e0 perch\u00e9 si formino coalizioni di organizzazioni sindacali senza che il tutto si trasformi in conflittualit\u00e0 permanente da far preferire un tradizionale intervento di legge? Ma ammettiamo pure che lo schema per la formazione di questo nuovo sistema di protezione del lavoro possa partire. Allora chiedo: per quale motivo le imprese dovrebbero sostituirsi alle inefficienze del servizio pubblico? Perch\u00e9 in effetti il cuore della proposta, condivisibile nell\u2019obiettivo ma non negli strumenti, \u00e8 di costituire degli enti bilaterali che dovrebbero garantire ai futuri licenziati (solo per motivi non disciplinari, perch\u00e9 per gli altri casi resta la reintegrazione) il sostegno del reddito ed una \u201cassistenza intensiva nella ricerca della nuova occupazione, programmata, strutturata e gestita secondo le migliori tecniche del settore\u201d. Siamo consapevoli dei costi che un ente di questo tipo (e poi quanti? uno per ogni settore che fa un contratto collettivo di categoria; uno per ogni grande comparto merceologico? uno solo nazionale?) dovrebbe sostenere? Giustamente nel suo progetto il prof. Ichino prevede anche un \u201cvalutatore indipendente\u201d che dia i voti all\u2019ente bilaterale sui risultati conseguiti e sul \u201ctasso di coerenza fra formazione impartita e sbocchi occupazionali effettivi\u201d. Riconosco che l\u2019impianto proposto richiama i modelli nord-europei di workfare e quindi l\u2019efficienza dei servizi all\u2019impiego e la verifica dei risultati. Non credo che debba essere il sistema delle imprese a doversi sostituire ad attivit\u00e0 che dovrebbero essere proprie del sistema pubblico. Perch\u00e9 dovremmo rinunciare a quello che il prof. Ichino definisce \u201cun improbabile scatto di efficienza dei servizi pubblici di formazione e collocamento al lavoro\u201d? Se cos\u00ec dovesse essere allora la soluzione \u00e8 presto detta: finanziamo i servizi resi dal privato con tutti i risparmi che deriverebbero direttamente dalla chiusura definitiva di tutte le strutture pubbliche che oggi per legge dovrebbero fornire i servizi che giustamente invoca il prof. Ichino per assicurare la pi\u00f9 rapida transizione da un posto di lavoro ad un altro. Altrimenti le inefficienze dei servizi pubblici continueranno a permanere ed a gravare anche sui costi\u00a0 delle imprese che dovrebbero in pi\u00f9 farsi carico dei nuovi costi di supplenza. Le imprese private possono fare attivit\u00e0 sussidiaria ma non di supplenza al pubblico e quindi da vita ad una bilateralit\u00e0, efficiente e trasparente, che si ponga anche in concorrenza con il pubblico in modo da offrire, complessivamente, servizi all\u2019altezza di un paese che si pregia ancora di far parte del G8. Un\u2019ultima osservazione sui soggetti destinatari delle nuove tutele: non i lavoratori in forza. Infatti questi, tranne poche eccezioni di quanti volessero chiedere di entrare in questo nuovo meccanismo, \u00e8 difficile che rinuncino alla tutela dell\u2019art. 18. Restano solo le nuove assunzioni (sempre che avvengano in aziende che partecipano al nuovo \u201ccontratto di transizione\u201d) che saranno tutte a tempo indeterminato. Se ho ben capito, un domani le imprese potrebbero assumere con contratto di apprendistato o con contratto a termine per poche predefinite causali e poi solo con contratto a tempo indeterminato. Quindi, sempre se ho ben capito, la riforma della parziale attenuazione e limitazione degli effetti dell\u2019art. 18 &#8211; con i costi di gestione detti prima e quelli per l\u2019indennizzo del lavoratore &#8211; potrebbe interessare con una gradualit\u00e0 ultradecennale una parte dei dipendenti ma nell\u2019immediato ridurrebbe le assunzioni con contratto a termine e impedirebbe definitivamente l\u2019instaurazione di rapporti di collaborazione? Se questi sono gli effetti \u00e8 chiaro il motivo per cui ho detto, sia pure un po\u2019 sbrigativamente, che \u00e8 una riforma che toglie flessibilit\u00e0 organizzativa ed \u00e8 troppo costosa. E questo lo dico io che appartengo ad un mondo, quello delle imprese di Confindustria, dove la flessibilit\u00e0 rappresenta solo un 5% dell\u2019occupazione complessiva e dove oltre la met\u00e0 delle assunzioni a termine viene trasformata a tempo indeterminato nell\u2019arco di 18-24 mesi. L\u2019ho affermato pi\u00f9 volte: quel po\u2019 di flessibilit\u00e0 organizzativa che \u00e8 stata introdotta negli ultimi dieci anni non deve essere demonizzata. Non \u00e8 l\u00ec la precariet\u00e0, specie dopo tutti gli interventi correttivi di legge e di contratto che hanno reso il tutto molto pi\u00f9 tutelato anche se, ovviamente, molto pi\u00f9 rigido. Si intervenga sugli abusi, sugli usi impropri, laddove si delinque e si sfrutta il lavoratore. Tutte situazione che niente hanno a che fare con l\u2019economia sana che applica le leggi che &#8211; anche per i lavori cosiddetti atipici \u2013 assicurano tutele e garanzie. Se poi si vuole affrontare l\u2019art. 18 credo che il nodo non sia la reintegrazione in s\u00e9, ma i tempi del processo (oggi, cinque-sei anni fra primo e secondo grado) e la possibilit\u00e0 del giudice di disporre alternativamente reintegrazione o risarcimento del danno. \u00c8, come sempre, una questione delle quantit\u00e0 in gioco. Nel progetto del prof. Ichino ne ballano di veramente significative: oltre all\u2019integrazione del trattamento di disoccupazione (con decalage per quattro anni), un notevole prolungamento del periodo di preavviso dovuto ai lavoratori da licenziare e l\u2019obbligo di corrispondere, comunque, un&#8217;indennit\u00e0 di fine lavoro commisurata sull&#8217;ultima retribuzione e, per tanti dodicesimi quanti sono gli anni di anzianit\u00e0 di servizio. Lo ha gi\u00e0 detto la presidente Emma Marcegaglia e lo confermo: piena disponibilit\u00e0 a discutere ed approfondire ogni ipotesi di riforma. Per\u00f2 non vorrei dover anch\u2019io parlare di una \u201ctrappola per le imprese\u201d come\u00a0 titol\u00f2\u00a0 Il Corriere della Sera il commento che il prof. Ichino fece, nel 2001, alla riforma del contratto a termine con la quale si dava finalmente attuazione ad una intesa raggiunta in sede europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL VICEPRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA TORNA SUL PROGETTO FLEXSECURITY SOSTENENDO CHE SPETTA ALLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE E NON ALLE IMPRESE\u00a0ATTIVARE I SERVIZI DI ASSISTENZA NEL MERCATO DEL LAVORO, RIQUALIFICAZIONE E RICOLLOCAZIONE DEI LAVORATORI CHE PERDONO IL POSTO Articolo pubblicato su il Riformista il 26 maggio 2009 Stimo molto il senatore Pietro Ichino per il suo indiscusso valore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3658","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-21-lavoro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3658"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3658\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}