
{"id":36685,"date":"2015-08-10T13:19:02","date_gmt":"2015-08-10T12:19:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36685"},"modified":"2015-08-16T09:27:17","modified_gmt":"2015-08-16T08:27:17","slug":"la-diligenza-del-professore-e-la-liberta-di-insegnamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=36685","title":{"rendered":"LA DILIGENZA DEL PROFESSORE E LA LIBERT\u00c0 DI INSEGNAMENTO"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993300;\">A UN INSEGNANTE PUBBLICO NON \u00c8\u00a0CONSENTITO DI NON AMARE IL PROPRIO LAVORO, E ANCOR MENO DI ESSERE INCAPACE DI SVOLGERLO<\/span><\/p>\n<p><em>Lettera pervenuta il 10 agosto 2015 &#8211; Segue la mia risposta<\/em><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Caro Professor Ichino,\u00a0conceda una riflessione a una persona con forte passione per l\u2019insegnamento che si \u00e8 allontanata dalla scuola perch\u00e9 non ha saputo reggerne il clima.\u00a0Finita l\u2019Universit\u00e0, in attesa del concorso, presentai domanda a tutte le scuole della citt\u00e0 dove risiedevo e, dopo qualche mese, venni chiamata per una supplenza. Erano passati solo pochi anni da quando anch\u2019io ero stata una liceale (mi ero diplomata nel 1980), ma era come fosse passato un secolo. Lasciamo da parte la classe che mi era stata affidata: ragazze maleducate, capeggiate dalla solita sbruffoncella che si faceva forte di un po\u2019 di faccia tosta e dell\u2019adorazione di pap\u00e0 e mamma: qualcosa si sarebbe potuto fare. Il vero problema era il corpo insegnante: persone totalmente disinteressate agli studenti, ai programmi e a tutto ci\u00f2 che non riguardasse come scambiarsi le ore, come sfruttare a proprio vantaggio la burocrazia e, soprattutto, come ottenere l\u2019agognato posto fisso. Invano ho cercato qualcuno con cui poter parlare di come interessare le studentesse allo studio. Lo ammetto, non ho resistito: quella \u00e8 stata la mia prima e ultima supplenza. Uscita da quella scuola ho abbandonato l\u2019idea di insegnare. Non perch\u00e9 non fossi sicura di come avrei potuto gestire le classi ma perch\u00e9 mi aveva distrutto la sala insegnanti. Amiche di universit\u00e0 che hanno proseguito la carriera di insegnante mi narravano di colleghe\/i che spiegavano agli alunni che Carlo Magno era una figura mitologica, oppure facevano imparare a memoria agli alunni il parere espresso da Giotto sull\u2019opera di Michelangelo!\u00a0Con il passare degli anni, osservando ormai le cose dall\u2019esterno, mi sono formata un\u2019opinione: non \u00e8 un insegnante colui\/colei che sa (matematica, storia, geografia): \u00e8 un insegnante colui\/colei che sa insegnare. Che sa creare un rapporto con ogni singolo studente e con l\u2019intera classe, che sa capire come ciascuno apprenda in maniera diversa e vada stimolato in maniera diversa. Che sappia far collaborare gli studenti fra di loro, tirando fuori il meglio che c\u2019\u00e8 in ciascuno. Un insegnante non \u00e8 solo bravo nella sua materia, \u00e8 anche uno psicologo e un sociologo, \u00e8 una persona che instaura un rapporto emotivo con gli altri, \u00e8 una persona che intuisce per cosa lo studente \u00e8 portato e lo aiuta ad approfondire ci\u00f2 che pi\u00f9 gli interessa, aiutandolo a intraprendere una carriera che, assecondando la propria natura e le proprie inclinazioni, lo render\u00e0 un adulto professionalmente appagato.\u00a0Intendiamoci: so che esistono tantissimi insegnanti di questo genere, e che sono sostenuti da presidi adeguati. Ho avuto un sussulto di gioia quando ho appreso che ai presidi sarebbero stati conferiti poteri manageriali. Se un preside pu\u00f2 scegliersi il proprio corpo insegnante, allora pu\u00f2 decidere che tipo di scuola pu\u00f2 offrire. E credo che finalmente gli insegnanti veri potranno avere una <em>chance<\/em>. Fare l\u2019insegnante non \u00e8 un lavoro per tutti, cos\u00ec come non lo \u00e8 fare il medico o l\u2019avvocato. Se ciascuno seguisse la propria vocazione, e gli\/le venissero offerte opportunit\u00e0 di mettersi in gioco per ci\u00f2 che veramente sa e pu\u00f2 fare, credo che l\u2019intera societ\u00e0 ne guadagnerebbe.<br \/>\nMi \u00e8 parso di capire, da quanto leggo sui giornali, che i sindacati la pensano in maniera diametralmente opposta.<br \/>\nBuon Ferragosto e, per favore, non smetta di lottare! Grazie per l\u2019attenzione e a presto,<br \/>\nCarolina Baioni<\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che ha\u00a0&#8211; giustamente &#8211;\u00a0disgustato l&#8217;autrice di questo messaggio, nel comportamento delle colleghe insegnanti, ha un nome tecnico: <strong>difetto di<\/strong> <\/em><strong>diligenza<\/strong><em>. Di questa espressione i non giuristi non conoscono il significato preciso, che merita invece di essere ben messo a fuoco, perch\u00e9 \u00e8 ricco di implicazioni anche molto precise, incisive e per certi aspetti anche sorprendenti. La diligenza \u00e8 la qualit\u00e0 pi\u00f9 importante che connota il modo in cui deve essere adempiuta qualsiasi prestazione contrattuale, in particolare quella di lavoro, e in modo particolarissimo quella dell&#8217;insegnante. Il termine deriva dal latino <\/em>diligere<em>, che vuol dire amare; e fin dai tempi del diritto romano classico i giureconsulti individuavano il livello di diligenza dovuto nell&#8217;adempimento dell&#8217;obbligazione assumendo come parametro il modo in cui il &#8220;buon padre di famiglia&#8221; si comporta verso i propri familiari: la diligenza dovuta \u00e8 quella\u00a0<strong>del buon padre di famiglia<\/strong>. Non di un genitore qualsiasi, ma di un &#8220;buon&#8221; genitore: il quale antepone il bene dei propri familiari al proprio e orienta tutto il proprio comportamento al soddisfacimento delle loro esigenze. Cos\u00ec deve comportarsi &#8211; per tornare al discorso della nostra lettrice &#8211; qualsiasi insegnante: deve curare la scuola come fosse la propria casa, trattare ogni studente come fosse un proprio figlio. Deve ingegnarsi, come farebbe con un figlio, per far s\u00ec che ciascuno studente non solo apprenda ci\u00f2 che deve apprendere, ma anche impari ad amare lo studio, ci si appassioni; e, come il buon genitore, il buon insegnante sa che il modo migliore per ottenere questo \u00e8 testimoniare personalmente ogni giorno la stessa passione. Il buon genitore pensa prima a questo obiettivo da raggiungere per i propri figli, tutto il resto viene dopo; altrettanto deve dunque fare l&#8217;insegnante. E questo vale, come \u00e8 ovvio, a tutti i livelli dell&#8217;istruzione, universit\u00e0 compresa. In aggiunta alla diligenza del buon padre di famiglia, ogni lavoratore deve poi applicare nello svolgimento della propria prestazione la <strong>diligenza tecnica<\/strong> (articolo 21o4 del Codice civile), che presuppone la capacit\u00e0 di eseguire il lavoro a regola d&#8217;arte: in altre parole, non basta l&#8217;amore del buon genitore, ma occorre anche la professionalit\u00e0 specifica: quella che manca drammaticamente all&#8217;insegnante di lettere o storia dell&#8217;arte che non conosce la differenza tra il tempo di Giotto e quello di Michelangelo; ma che similmente manca anche a troppi nostri insegnanti: mia figlia ha avuto per un anno, al liceo, un professore di filosofia che dichiarava apertamente di non sapere un&#8217;acca della propria materia (a seguito delle proteste dei genitori e degli studenti non \u00e8 stato licenziato per radicale inidoneit\u00e0 professionale: \u00e8 stato soltanto trasferito, a far danni in un altro liceo). Ecco, nella scuola pubblica italiana da molto tempo non \u00e8 pi\u00f9 richiesta agli insegnanti n\u00e9 la diligenza del buon padre di famiglia n\u00e9 la diligenza tecnica. Esse sono gradite, beninteso, e da molti docenti praticate, ma non fanno parte di ci\u00f2 cui l&#8217;insegnante \u00e8 davvero obbligato. Il difetto dell&#8217;una o dell&#8217;altra diligenza non comporta alcuna sanzione. Neppure la minima differenza di trattamento. Al Governo, che si propone di reintrodurre con mille cautele una possibilit\u00e0 di valutazione della didattica, troppi insegnanti oppongono un rifiuto drastico, motivato con la pretesa incompatibilit\u00e0 tra la valutazione e la &#8220;libert\u00e0 di insegnamento&#8221;. Se malauguratamente questa opposizione dovesse prevalere, ne conseguirebbe la perpetuazione di un handicap grave della scuola pubblica rispetto alle private. Parificate e no. \u00a0 \u00a0(p.i.)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A UN INSEGNANTE PUBBLICO NON \u00c8\u00a0CONSENTITO DI NON AMARE IL PROPRIO LAVORO, E ANCOR MENO DI ESSERE INCAPACE DI SVOLGERLO Lettera pervenuta il 10 agosto 2015 &#8211; Segue la mia risposta<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,27],"tags":[],"class_list":["post-36685","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36685"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36685\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pietroichino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}